Analisi del testo antico
Introduzione al testo
Oft (avverbio often) him (dativo, pronome) ānhaga (parola composta an+haga) āre (sostantivo femminile in accusativo, grazia-dignità) gebīdeð, (verbo alla terza persona singolare) Spesso il solitario anela alla grazia.
Desiderio del solitario
Metudes (genitivo) miltse (accusativo), þēah þe hē (pronome) mōdcearig (parola composta) e alla bontà del regolatore benché egli con l’animo afflitto (afflizione causata da una perdita) geond (preposizione che regge l’accusativo) lagulāde (composto nominale) longes ceolde (verbo: shall) attraverso le vie del mare a lungo dovette hrēran mid (preposizione – MIT in tedesco che vuole il dativo) hondum (dativo plurale) hrīmcealde sǣ, (agg+sostantivo >> hrimcealde+sae) agitare con le mani il mare freddo di brina
Viaggio e destino
Wadan (verbo viaggiare) wræclāstas (parola composta). Wyrd bið ful ārǣd. (frase a sé stante) (a lungo dovette) viaggiare con fatica le vie dell’esilio. Il fato/destino è pienamente determinato.
Riflessioni del viandante
Swā cwæð [qued] (c > occlusivo velare sordo) eardstapa, earfeþa gemyndig, Così disse il viandante/l’errante, memore delle sofferenze wrāþra wælsleahta, winemǣga hryre: dei terribili/feroci uccisori sul campo di battaglia, della morte dei cari compagni:
Lamentazioni personali
Oft ic sceolde āna ūhtna gehwylce Spesso io dovetti da solo [in ogni] (gehwylce) nei momenti che precedono l’alba mīne ceare cwīþan. Nis nū cwicra nān la mia tristezza lamentare. Non è dunque nessuno dei viventi
Solitudine e apertura dell'animo
þe (b > th inglese) ic (c di cielo) him mōdsefan (f > v quando intervocale) mīnnedurre che io a lui l’animo mio / a cui io ora potrei aprire il mio animo sweotule āsecgan (cg > doppia c palatale). Ic tō sōþe wāt osi apertamente rivelare. Io dunque so
Onore e destino
þæt biþ in eorle indryhten þēaw (frase oggettiva, che in inglese viene introdotta da that) che è nel guerriero onorevole abitudine þæt hē his ferðlocan fæste binde, (altra frase oggettiva) che egli il suo corpo tenga saldo healde (v. HOLD) his hordcofan (tesoro+camera=cuore), hycge swā hē wille. che egli tenga saldo il suo cuore, pensi così come egli voglia.
Resistenza dell'animo
Ne mæg (Magan: infinito) wērig (I finale, la g non si legge; agg.) mōd (animo) wyrde (acc.) wiðstondan, Non può l’animo affaticato/stanco contrapporsi al destino ne se (art. det.) hrēo (triste) hyge helpe gefremman (ottenere/realizzare); non può il pensiero triste ma turbolento ottenere aiuto
Desiderio di giudizio
forðon dōmgeorne (forma neutral plurale) drēorigne oft per questo coloro che bramano il giudizio tristi spesso in hyra brēostcofan bindað fæste; nei loro cuori legano saldamente; swā ic mōdsefan mīnne (mio) sceolde, così io il mio cuore dovetti
Nostalgia e perdita
Oft earmcearig, ēðle bidǣled (bidaelam: infinito), spesso misero e triste, della patria privato frēomǣgum feor, feterum (dativo: ceppo) sǣlan (idea di stringere con dei lacci), lontano dagli uomini liberi (dai guerrieri), legare ai ceppi (letterale) = il mio cuore dovetti legare
Ricordi del passato
siþþan geāra (avverbio di tempo) iū goldwine (amico dell’oro=caro amico) mīn ne da quando molto tempo fa il mio signore generoso hrūsan (genitivo; verbo di riferimento/nominativo: hruse) heolstre biwrāh, ond ic hēan þonan (della terra l’oscurità coprì) = MORÌ –, e miserabile/disprezzato da quel luogo (in cui stava il mio capo)
Cercare un nuovo signore
wōd (vagare/errare) wintercearig ofer waþema (genitivo plurale) gebind, vagai desolato come l’inverno sopra il legame delle acque (le acque mi tengono lontano)
Ricerca di consolazione
sōhte (secan) seledrēorig (un altro APAX) sinces (genitivo singolare) bryttan, cercai triste per la mancanza della sala un donatore di tesoro (un nuovo signore) hwǣr (where) ic feor oþþe nēah findan meahted ove io lontano o vicino potessi trovare þone (pron. personale in acc. maschile) þe in meoduhealle mīne wisse, colui che nella sala delle idromele conoscesse l’affetto (per me: non presente, forse dimenticato dal cop.)
Desiderio di amicizia
oþþe mec frēondlēasne frēfran wolde, o che mi volesse consolare per il fatto che sono senza amici wenian mid wynnum. Wāt se þe cunnað (verbo cunnian: provare) (portare a qualcuno/attrarre) = darmi gioia. Conosce egli coloro che provano
Emozioni di chi prova
hū (avverbio, inglese HOW) slīþen bið (verbo essere) sorg tō gefēr
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