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Filologia germanica

Testi di riferimento

  • La filologia germanica – Maria Vittoria Molinari (cos'è la filologia, ecc.) per chi non ha mai fatto filologia germanica in triennale
  • Le elegie anglosassoni – Maria Grazia Cammarota
  • The Wanderer – Bliss
  • Grammatica di riferimento: Old English Grammar; per chiarimenti

Argomento trattato

Testo scritto in una lingua lontana nel tempo, intorno al 900 d.C. (1100 anni fa). Un incontro linguistico, com'era la lingua inglese nel medioevo. Che tipo di società ha prodotto quel testo in quel periodo storico. Noi dimentichiamo che ci appoggiamo sulle spalle di chi ci ha preceduto, magari avevano una vita molto diversa dalla nostra, però chi l'ha detto che fossero molto diverse nel modo di pensare o molto diverse da noi.

Domande che l'uomo si è sempre chiesto, e i testi molto spesso ci danno delle risposte a delle domande che noi ci stiamo ponendo o ci offre punti di vista sulla nostra visione. Indagine sui testi per far sì che questi testi possano dare delle risposte. Vedremo come il mondo anglosassone interpretava le cose.

Parte codicologica del manoscritto

Exeter Book >> conservato presso la cattedrale di Exeter (in Inghilterra, al limite con la Cornovaglia). Inghilterra anglosassone, il regno del Wessex (contea dell'Inghilterra) >> west + saxons. Tra il V e XI secolo erano insediati in questa zona, periodo anglosassone se parliamo dal punto di vista storico, o inglese antico/Old English se ci riferiamo ad aspetti linguistici.

Non si definisce come codice prezioso, non ci sono miniature, troviamo delle incisioni a mano fatte successivamente. Manoscritto curato ma non prezioso, si vedono i buchi fatti per la riga di scrittura per il distanziamento delle righe, particolare cura (mise-en-page). Si tratta di un codice scritto tutto dalla stessa mano, copiato tutto il manoscritto da un unico copista. 131 fogli però all'inizio, le prime 7 pagine sono state aggiunte successivamente (testi scritti tra l'XI e XII secolo) e contengono soprattutto testi di tipo legale che non c'entrano con il resto del manoscritto.

Codice costruito e procede armoniosamente, costellato di iniziali (in grande all'inizio di un paragrafo). È un manoscritto che è stato abbastanza usato, lo si vede dagli angoli dall'uso delle dita dei lettori che hanno sfogliato.

La lettera d con un segno nel mezzo >> lettera impiegata nell'inglese antico (ð) ALT+208 corrisponde alla fricativa dentale sonora (th). Þ >> ALT+231 (thorn) fricativa dentale sorda come nella parola thief.

Scrittura in uso nell'Inghilterra anglosassone in un determinato periodo storico (seconda metà del X secolo), e viene chiamata la minuscola insulare quadrata. Quali sono le caratteristiche? Minuscola perché non è scritta con le lettere maiuscole (all'epoca le capitali). Ha in particolare: le aste che sfondano sopra e sotto, nella parte sopra le lettere sono formate con una specie di triangolino che viene chiamato il dente di lupo che non c'è nell'asta sotto. Altra caratteristica è che quando la lettera non ha l'asta, non sono verticali, le lettere sembrano scritte in un quadrato. Ecco perché minuscola insulare quadrata.

Ductus, prima ci si adattava molto all'uso scrittorio che era adottato nel centro scrittorio (scriptorium) in cui il copista operava e quindi questo ci permette di capire da quale area deriva quel tipo di testo. Per questa ragione, probabile che il nostro Exeter Book non sia stato scritto molto lontano dal posto in cui viene conservato. Se la datazione della scrittura ci permette di dire che è stato prodotto nella seconda metà del X secolo, è altrettanto probabile che il copista abbia potuto copiare da altri testi già esistenti, per degli errori presenti comuni ad altri. Errori di dittografia (scrivere due volte la stessa sillaba: constatatazione) o invertire le lettere come in causale – casuale, ecc. Possono esistere errori dialettali (gioco-giuoco), psicologici (cuando-quando). Oggigiorno sono errori ortografici, all'epoca, non avendo come punto di riferimento un inglese standard, non si classificavano come tali, senza controllo sulla lingua. Quindi in questo libro ci sono testi scritti in precedenza, nella prima metà del X secolo.

Caratteristiche del manoscritto

È un codex unicus, l'unico codice a contenere questi testi. Per questo bisogna postulare ciò che si chiama “antigrafo” >> cosa che sta prima, che è stato scritto prima. Ciò che possiamo capire è come il copista abbia scritto questo codice: tre unità codicologiche (booklet) >> nel manoscritto ho un gruppo di fogli che sono stati concepiti insieme, deciso di copiare insieme. Una volontà di copiatura di uno o più testi in un unico momento. Ogni codice è formato da fascicoli (divisione di fogli). Nel medioevo, a seconda della grandezza che si voleva dare al manoscritto, si piegava la pergamena e si formavano i fascicoli e in un secondo momento si passava alla rilegatura. A volte rimanevano anche senza rilegatura. L'unità codicologica è solo la parte scritta. Il nostro codice di quante unità è composta? La prima è formata dalle prime 7 pagine che sono state scritte a parte e non c'entrano con il codice. Chi esamina il testo ha individuato tre unità codicologiche (scienza che studia ed esamina i codici > codicologia) oltre questa delle prime 7 pagine.

La prima unità codicologica individuata >> dal 53 recto al 97 verso. Seconda >> dal 98r al 130v. Terza >> dal 8r al 52v da un punto di vista cronologico, cioè inserita prima nel manoscritto ma scritta dopo le altre unità.

Contenuto del manoscritto

La prima unità copiata contiene i testi di cui ci occuperemo, le elegie. La seconda unità contiene soprattutto degli indovinelli, due unità con testi abbastanza brevi. L'ultima unità contiene dei testi piuttosto lunghi e articolati, chiamati Cristo I Cristo II Cristo III >> testi poetici dedicati alla figura di Cristo. Il primo ci parla della nascita, il secondo della morte e l'ascensione di Cristo e il terzo ci parla del giorno del giudizio.

Guthlac >> santo della Mercia (regione dell'Inghilterra collocata tra il fiume Tamigi e il fiume Humber), il quale sarebbe vissuto tra l'anno 674-714, considerato un Santo eremita. Nell'anno 851 sembra che questo Santo abbia guarito Ceolnoth. Da qui parte la sua venerazione. È abbastanza probabile che le storie su Guthlac si diffondano dopo la guarigione di Ceolnoth.

Azaria, Fenice e la vita di Santa Giuliana (vissuta in Nicodemia tra il 285-305), inserite nella terza unità codicologica.

Note storiche sul manoscritto

Manoscritto che ne ha viste di tutti i colori, ancora prima che venisse rilegato. Le righe e la macchia che si trova sulla pagina 8r, ci danno l'idea che sia stato usato anche come una tavola da appoggio per poi tagliare delle altre cose. Non è stato forse considerato così importante, c'è stato un periodo in cui ha rischiato di essere rovinato e perduto. Traduzione parola per parola sul manoscritto che ci fa capire che sia stato usato e tradotto dai vari copisti più volte. Macchie generate da dei composti che si usavano ai tempi, sorte di reagenti per far emergere l'inchiostro (gallo). Danneggiato anche verso la fine del libro ed è perduto per sempre perché è un unicum e non abbiamo altre versioni.

La prima traccia della sua esistenza risale all'anno 1072 quando muore il vescovo Leofric che era il vescovo di Exeter. Lascia in eredità alla cattedrale presso cui ha esercitato il suo ministero vari codici tra cui questa lettera: mycel englisc boc be gehwylcum þingum on leoðwisan geworht un grande libro inglese di diverse cose composte in versi.

y come usc > shg seguita da vocale è palatale (ye) h > fricativa sorda be > preposizione di argomento, regge il dativo þingum on > preposizione.

Parte del contenuto del manoscritto

Indicazione dei versi: (f. 8r-14r) Christ I. Viene indicato l'inizio del manoscritto: Incipit >> manca inizio. Viene indicata la fine del manoscritto: Explicit (f. 14r-20v) Cynewulf (autore), Christ II. Sappiamo che l'autore appartiene al nord dell'Inghilterra e in questo caso ci viene più semplice datare il manoscritto secondo la vita dell'autore.

Guthlac A e B e poi ci sono tutti gli altri citati ieri (Azarias, Fenice, …) Noi ci occuperemo del testo The Wanderer che segue dopo le unità codicologiche.

Il Widsith è una raccolta, elenco in cui un cantore avrebbe raccolto il suo repertorio. Il fisiologo è un'opera che parte dal greco e arriva al latino, dal latino viene aggiustata poi in tante lingue volgari. Prende in esame degli animali e di questi ci dà dapprima una sorta di breve descrizione fisica per poi darci una interpretazione di tipo allegorico cristiana. Questo tipo di narrazione è tipica dei bestiari. La numerosità di pagine di questi manuali sta a simboleggiare anche la loro diffusione nel medioevo. Il nostro Exeter book contiene anche delle parti di questi bestiari. Anche l'indovinello è un modello molto amato nel medioevo, di varia natura. Alcuni con una soluzione di tipo religioso, altri no e anche difficili da interpretare. Il gioco indovino era molto apprezzato, sappiamo che Carlo Magno presso la sua corte si dilettava a porre indovinelli ai suoi popolari di corte. Alcuni di questi indovinelli sono molto discussi dalla critica. Seguono le elegie. Frammenti omiletici (che rimanda a un'omelia): frasi moraleggianti per riflettere su noi stessi. Chiude il nostro manoscritto un'altra serie di indovinelli. La critica si è chiesta del senso di tutta questa roba messa insieme. Il manoscritto è pensato per una fruizione di meditazione, di lettura, di edificazione, cioè testi che servono per meditare su noi stessi, sulla vita. Una chiave di valori propriamente cristiana, che si muove all'interno di un contesto culturale religioso. Non è detto che le ragioni siano religiose, però è molto probabile. Perché in quel periodo non esistevano delle botteghe laiche dove si faceva di mestiere la copiatura dei testi. Cominceranno a comparire intorno al XIV secolo, soprattutto a Londra. Il nostro manoscritto non è un testo liturgico, è un surplus per aumentare i propri interessi, il modo di riflettere ecc. Ci denota una committenza abbastanza ricca di un centro che aveva già vari manoscritti. Una grande biblioteca ai tempi conteneva 700 opere più o meno. Una possibilità dell'iter del nostro manoscritto e del perché di questo tipo di produzione: Bibbia, regola di San Benedetto, vita dei Santi, testi di patristica, testi di letteratura, etc. compaiono anche delle opere in volgare. Altra possibilità è che sia un manoscritto di uso personale, per un interesse di una singola persona o anche di un gruppo e quindi meno legato alla vita di un'istituzione; questo ce lo spiega anche il fatto che è un manoscritto usato più volte. Non come altri testi, ricopiati e poi messi lì negli Armaria a prendere polvere. Si è propensi più per la seconda opzione perché raccoglie un po' di tutto quello che circolava negli ambienti culturali. Si tratta probabilmente di un testo di uso personale e probabilmente utilizzato da una persona che era appartenente al contesto religioso, perché sono loro le persone che sapevano leggere ai tempi. Manoscritto probabilmente copiato intorno al 970 più o meno. Circolato tra le famiglie nobili o membri del clero di condizioni elevate, ma non possiamo averne le certezze.

Le elegie

The Wanderer >> l'errante (colui che vaga) di cui ci occuperemo. The Seafarer >> il navigante, vi è un protagonista che deve affrontare le avversità della navigazione in completa solitudine. Dissidio tra il viaggio desiderato e le avversità. Dicotomia (desiderio e paura). Interpretato come la difficoltà della navigazione dell'esistenza per raggiungere la salvezza divina.

The Riming Poem >> la poesia in rima, un signore che è caduto in disgrazia e contrappone il suo passato glorioso al suo presente di disperazione e l'unica sua speranza è rivolgersi alla salvezza divina, alla vita eterna. Pazienza e perseveranza. Deor >> cervo, animale importantissimo che solo i re possono cacciare. Un poeta caduto in disgrazia per l'arrivo di un altro più bravo di lui. Welund/Volundr: fabbro a cui erano stati tagliati i piedi per non scappare ma riuscirà a liberarsi costruendo delle ali, dopo essersi vendicato. È composto a strofe che si chiudono sempre con le stesse parole: deor baes overode bisse swa maeg. Wulf and Eadwacer >> storia enigmatica, poco chiara e aperta a tante interpretazioni, separazione tra un uomo e una donna. The Wife’s Lament >> una donna in affanno per la separazione dal marito senza la possibilità di potersi riunire. Contrition A B. The Husband Message >> il messaggio del marito, storia di un'altra coppia costretta ad abbandonare la sua terra e si rifugia in una terra straniera. Invia alla moglie un messaggio in cui le ricorda la promessa d'amore e invita la donna a raggiungerlo. The Ruin >> la descrizione delle rovine di questa opera di giganti, probabile che siano le terme di Bath. Contemplazione delle rovine.

Cosa accomuna tutti questi testi? L'aspetto personale, vicende che hanno a che fare con la personalità. Non sono poemi eroici. C'è al centro la persona. Narrati alcuni in prima persona.

Collezione di testi dell'Exeter Book

Elenco dei testi dell'Exeter Book, ragione che tiene insieme queste opere >> molto probabilmente si tratta di una collezione di testi creata per un uso più personale che collettivo. Rivolto a una persona che era interessata a tematiche religiose ma non solo, perché troviamo anche questioni di natura più laica e di intrattenimento (indovinelli), un genere praticato nelle corti e che quindi ci denota una chiara collocazione tra ambienti culturali.

Temi fondamentali e diffusione della lingua inglese

Tre temi fondamentali: perché si diffonde materiale di tipo inglese? Perché utilizzare pagine e pagine di pergamena riempiendole di testi di questo tipo? Di che tipo di lingua inglese parliamo?

  • Perché scrittura di lingua inglese? La presenza di questa lingua non è stato un grande ostacolo in nessuna delle tradizioni culturali, non c'era alcun divieto di usare lingue diverse dal latino. Non c'è una sorta di regola religiosa che impedisca l'uso della lingua vernacolare per qualsiasi cosa (anche testi religiosi) come il vangelo o il salterio è la raccolta dei 150 salmi contenuti nel testo biblico. Testi in strofa di forma poetica e hanno il vantaggio di avere una struttura sintattica semplice. Per questo permettono una duplice utilizzazione e memorizzazione. In due anni chiunque vivesse nel monastero riusciva ad imparare tutti e 150 salmi. L'altro vantaggio è che erano strumenti ideali per apprendere il latino, e per questo venivano usati nelle scuole monastiche. Letture per esercitarsi sulla lingua latina. Nel IV secolo dopo Cristo il testo biblico viene tradotto in varie altre lingue, quindi non si hanno perplessità sull'uso della lingua.
  • Sempre nell'inglese antico vengono redatte quelle che erano le leggi degli anglosassoni. La vera e grande svolta che segna la storia della scrittura della lingua inglese arriva verso la fine del IX secolo. La storia della lingua inglese scritta inizia più o meno verso la fine del VII secolo inizio VIII secolo, ma la vera svolta arriva con la fine del IX secolo. Quando il re dell'Inghilterra meridionale, del Wessex re Alfredo, detto Alfredo il Grande: riesce a fermare l'espansione dei Danesi che si stavano espandendo verso sud occupando gran parte del territorio britannico arrivando sulle sponde del fiume Tamigi. Un suo grande merito storico. Ma ciò che preme maggiormente è che Alfredo inaugurò una politica culturale in cui l'uso dell'inglese antico era al centro dei suoi interessi. Infatti, sostenne in una prefazione di una sua lettera (prefazione alla Cura Pastoralis) di come “l'Inghilterra nei mesi passati era un luogo da cui partiva la cultura dell'Europa, era un ricettacolo di salvataggio di ciò che era stato il sapere e la cultura latina. Vi era la conoscenza della lingua latina. Oggi però nessuno in Inghilterra è in grado di comprendere il latino e con difficoltà incontreremo persone che sappiano leggere l'inglese e il latino”. Ed è proprio per questo che sceglie di diffondere la cultura e tradurre i testi dal latino all'inglese.
  • Inizia a far tradurre: Beda >> La storia ecclesiastica degli Angli. Alfredo fa tradurre quest'opera perché è la narrazione della storia inglese molto importante. Poi fa tradurre la storia contro i pagani, opera storica che funziona come quella di Beda, di progressiva adesione al cristianesimo e sconfitta del paganesimo (Paolo Orosio, La storia contro i pagani). Fa tradurre di Sant'Agostino i Soliloquia, opera filosofica. Poi i Salmi. E probabilmente egli stesso si occupò di tradurre “La consolazione della filosofia” di Boezio che è un Prosimetro: testo che contiene parte in versi e parti in prosa. Lo traduce in prosa ma poi si fa aiutare a tradurlo in versi, quindi abbiamo due versioni di questo testo. Re Alfredo fa tradurre la Cronaca anglosassone, sorta di resoconto della storia inglese fino ai suoi giorni e la fa diramare in tutti i monasteri e i vescovali del suo regno. In ultimo, fa tradurre la Cura Pastoralis di Gregorio Magno VI-VII secolo. L'intenzione di Alfredo è quella
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Scienze antichità, filologico-letterarie e storico-artistiche L-FIL-LET/15 Filologia germanica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Marygiovy_1 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Filologia germanica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Bologna o del prof Zironi Alessandro.
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