Economia politica
1) La rivoluzione capitalista
Introduzione
XVIII secolo: crescita del tenore di vita in molti Paesi.
Nasce il capitalismo (= sistema economico fondato su proprietà privata, mercati e
imprese). Il capitalismo, lo sviluppo tecnologico e la specializzazione produttiva
hanno aiutato le imprese ad aumentare la quantità di beni prodotti in un giorno.
Problema: rischi ambientali e diseguaglianze economiche.
Economia= studio dell’interazione tra persone e tra persone e ambiente nella
produzione di beni volti a soddisfare i bisogni della collettività.
XIV secolo: erano maggiori le differenze tra ricchi e poveri nella popolazione di uno
Stato, piuttosto che in un paragone tra Stati (cioè: i Paesi avevano più o meno la stessa
situazione economica, ma il reddito all’interno di ogni Paese era distribuito
diversamente tra la popolazione).
Lo strumento per misurare la ricchezza di ogni Paese è il PIL pro capite (o reddito
medio annuo o reddito interno lordo).
1.1 Diseguaglianze di reddito
Prima del XVIII secolo, nel mondo non c’erano molte disuguaglianze di reddito tra la
popolazione (le economie dei diversi Paesi erano molto simili). Possiamo
rappresentare ciò in un grafico tridimensionale tramite i decili (=10 colonne che
rappresentano il reddito medio dividendo la popolazione in parti ognuna delle quali è
composta dal 10% della popolazione). Dal grafico possiamo fare un confronto tra il
primo decile (è la parte più povera della popolazione) e l’ultimo (è quella più ricca) e
quindi notare come viene distribuito il reddito all’interno del Paese.
Le diseguaglianze di reddito esistono sia tra abitanti dello stesso Paese, sia tra un
Paese e l’altro.
1.2 Misurazione del reddito e del tenore di vita
Prodotto Interno Lordo (PIL)= misurazione della produzione (o output) di
un’economia in un anno.
Formula del tenore di vita: PIL pro capite/popolazione.
Per calcolare il PIL, gli economisti devono scegliere cosa includere nel calcolo e come
valutare i diversi beni prodotti (da beni materiali a servizi intangibili). Di solito
utilizzano i prezzi dei beni (PIL pro capite=reddito medio annuo), ma ciò può non
bastare per misurare il tenore di vita degli individui.
Reddito disponibile= somma dei redditi - tassazione dello Stato. Rappresenta quanto
reddito l’individuo ha a disposizione per consumare i beni necessari o desiderati.
Sicuramente, è uno strumento che misura meglio il tenore di vita rispetto al PIL, ma
anche il reddito disponibile tralascia alcuni aspetti importanti per la misurazione del
benessere di un individuo (es: qualità dell’ambiente socio-fisico; il tempo libero; i
beni forniti dallo Stato). Inoltre, il reddito non può rappresentare il benessere di
un’individuo, in quanto questo, facendo parte di un società, si metterà a confronto con
gli altri individui e se gli altri guadagnano più di lui (distribuzione del reddito iniqua)
allora il suo benessere si abbasserà.
Il PIL include i beni prodotti dallo Stato, mentre il reddito disponibile no. Questi beni
non possono essere valutati tramite il loro prezzo di mercato (in quanto lo Stato non li
vende in un’economia privata concorrenziale), perciò vengono valutati tramite il loro
costo di produzione (perché lo Stato non è un’attività economica volta al profitto).
Le stime del PIL servono alle Nazioni Unite e ad enti statistici per confrontare la
ricchezza dei diversi Paesi del mondo. Per calcolare il PIL economici e statistici
devono tener conto che le quantità prodotta e i prezzi possono variare nel tempo: se
varia la quantità vuol dire che è aumentato l’output di quel Paese; mentre se variano i
prezzi potremmo essere di fronte ad un periodo di inflazione/deflazione.
*
PIL nominale= ∑
Ma proprio per il problema sopra indicato, abbiamo bisogno di un altro tipo di calcolo
per osservare se effettivamente il Paese produce di più oppure se sono aumentati solo i
prezzi.
PIL reale= q. dell’anno corrente * p. dell’anno precedente (o prezzi costanti).
Per confrontare il potere di acquisto di due o più Paesi non basta convertire la valuta
locale in una valuta comune, ma abbiamo anche bisogno del PPA (Parità di Potere
d’Acquisto) per capire effettivamente la differenza del potere di acquisto di un PIL
piuttosto che un altro utilizzando dei prezzi comuni internazionali.
1.3 Crescita del reddito
I tassi di crescita del reddito vengono rappresentati al meglio in una scala logaritmica,
in quanto una scala ordinaria rappresenta solo i livelli del PIL da un Paese all’altro.
Tasso di crescita= variazione del PIL/PIL iniziale.
Nel XVII secolo non tutti i Paesi ebbero una crescita del reddito, perché le colonie
rimasero dipendenti dal Paese che le dominava (es: India) e questo aumentò le
diseguaglianze che studiamo ancora oggi.
Adam Smith (1723-1790) viene considerato il fondatore dell’economia politica.
Studiò a Glasgow e poi ad Oxford e confrontò i modi di insegnare delle due scuole.
Nel 1776 pubblica “Un’indagine sulla natura e le cause della ricchezza delle nazioni”
dove si chiede come sia possibile che le società coordinassero le varie attività
indipendenti. Lui credeva che questa coordinazione fosse spontanea (interesse
individuale) e non diretta da istituti governativi. Creò il concetto della “mano
invisibile” che guidava i soggetti verso fini che non erano di interesse individuale ma
di interesse della società. Inoltre, credeva che la specializzazione estendeva le imprese
sul mercato ma che il mercato fosse limitato e che la specializzazione doveva adattarsi
a questi limiti. Per Smith un problema del mercato era la cooperazione tra i venditori
per alzare i prezzi ai compratori (es: monopoli od oligopoli), credeva invece nel libero
mercato concorrenziale (interesse libero dei compratori ad acquistare un bene
piuttosto che un altro). Credeva che lo Stato si dovesse occupare della sicurezza, della
giustizia, dell’educazione e delle infrastrutture (che rappresentano per le imprese
un’esternalità positiva)
1.4 Rivoluzione tecnologica
Dal XVIII secolo si inizia ad immaginare un cambiamento di vita dal progresso
tecnologico (es: nuove tecniche produttive e strumenti). Il tempo di produzione di un
tot. di beni si ridusse e questo periodo si chiamò Rivoluzione tecnologica. Il progresso
aumenta anche la crescita del tenore di vita e trasforma la società, connettendo sempre
di più i vari Paesi del mondo (trasmissione delle informazioni).
1.5 Economia e ambiente
L’ambiente viene utilizzato dalle persone per procurarsi le risorse per vivere e
produrre. Anticamente, l’uomo credeva che tali risorse fossero illimitate e a costo
zero, ma con l’aumento della produzione l’ambiente si è degradato (es: cambiamento
climatico ed emissione di CO2) e i costi sono aumentati. Grazie al progresso
tecnologico oggi possiamo sfruttare risorse energetiche come l’acqua, il sole, il vento,
invece dei combustibili fossili.
1.6 Capitalismo: proprietà privata, mercati e imprese
Dal XVIII secolo si diffuse il Capitalismo (= sistema economico caratterizzato dalla
presenza e combinazione di istituzioni).
Sistema economico= organizzazione di produzione e distribuzione dei beni
(l’economia).
Istituzioni= insieme di leggi e norme che regolano l’economia.
Nell’antichità le istituzioni erano la proprietà privata, i mercati e le famiglie (in quanto
erano queste a produrre beni).
Nell’economia pianificata l’unica istituzione era lo Stato (es: comunismo).
Oggi l’economia più diffusa è quella capitalista che ha per istituzioni la proprietà
privata, i mercati e le imprese.
La proprietà privata oggi include i beni capitali (input che servono alla produzione,
come impianti ed edifici) e si differenzia dal settore pubblico (a cui appartengono beni
come l’aria) e dalle capacità personali (es: le nostre conoscenze).
I mercati consentono il trasferimento dei beni da un individuo all’altro in maniera
reciproca (vengono scambiati almeno due beni da entrambe le parti; es: orologi e
denaro; grano e mele), volontaria (entrambe le parti hanno vantaggio) e con
l’esistenza della concorrenza (il prezzo non viene deciso dal venditore ma dal
mercato).
Impresa= attività economica organizzata per produrre e scambiare beni e servizi (art.
2082 c.c.). Le imprese capitaliste hanno scopo di lucro e impiegano dipendenti nella
produzione (mercato del lavoro, dove i proprietari delle imprese offrono posti di
lavoro-domanda di lavoro-in grado di attrarre chi sta cercando un impiego-offerta di
lavoro). Grazie al mercato del lavoro le imprese si possono espandere nei mercati e
possono aumentare le proprie dimensioni.
1.7 Il sistema economico capitalista
Nel capitalismo gli input e gli output di un’impresa appartengono al proprietario
dell’impresa, i quali vendono gli output nei mercati al fine di trarne profitto e ne
passano la proprietà al compratore.
Es: i beni capitali appartengono all’impresa e vengono fatti usare dai lavoratori.
Il capitalismo è stato accompagnato da due fattori che hanno aumentato il tenore di
vita:
- nuove tecnologie date dalla presenza della concorrenza sul mercato;
- specializzazione nei compiti svolti dai lavoratori.
1.8 La specializzazione
Con la specializzazione aumenta la capacità produttiva perché i lavoratori imparano
lavorando (learning by doing), ogni persona può sfruttare al meglio le proprie abilità e
si creano economie di scala (dove il costo di produzione diminuisce all’aumentare
della quantità prodotta).
Tramite la specializzazione le persone non producono i beni che consumano
(economia di autosufficienza), ma producono e svolgono lavori diversi. Questi beni
vengono distribuiti nella popolazione dalle imprese tramite i mercati (dove,
ricordiamo, c’è concorrenza e, quindi, sarà il consumatore a decidere in quale impresa
acquistare il bene). Nella produzione abbiamo:
- il vantaggio assoluto (quantità prodotta in un periodo di tempo);
- il vantaggio comparato (quante risorse ho utilizzato per produrre quella
quantità rispetto ad un altro individuo).
1.9 Il capitalismo e la crescita
Il capitalismo e le sue istituzioni (proprietà privata, mercati e imprese) sono la causa
dell’effetto della crescita, perché hanno generato nuove tecnologie e la
specializzazione.
Es: nel periodo delle due Germanie, il capitalismo ha aumentato il tenore di vita della
Germania dell’Ovest, mentre l’economia pianificata della Germania dell’Est ha avuto
un periodo di stagnazione.
1.10 Varietà di capitalismi
Il capitalismo applicato in due o più Paesi può dare risultati diversi, perché le sue
istituzioni possono essere impiegate in maniera diversa (varietà di capitalismo).
Lo Stato può essere un ruolo guida nella crescita economica (developmental State=
impegno pubblico nell’economia), come ad esempio lo Stato della Corea del Sud.
Un capitalismo può essere poco dinamico per condizioni economiche e politiche, ad
esempio:
- rule of law (una legge indebolisce il diritto alla proprietà privata; es:
espropriazione);
- i mercati non sono concorrenziali (es: monopolio, oligopolio);
- non basta possedere input per essere un buon imprenditore (es: fallimento).
Lo Stato può aiutare il capitalismo garantendo i diritti degli individui (es: proprietà
privata), oppure può limitarlo creando situazioni sfavorevoli (es: monopolio). Inoltre,
lo Stato può anche salvare imprese “too big to fail” o creare esternalità positive alle
imprese (es: infrastrutture).
Il capitalismo è dinamico (rivoluzione capitalista) quando:
- l’azienda è incentivata a ridurre i costi e ad innovare, grazie alla concorrenza e
alla certezza dei propri diritti;
- l’azienda ha capacità di produrre beni a basso costo;
- lo Stato fornisce beni e servizi pubblici necessari alle imprese;
- la società, l’ambiente e le risorse sono stabili.
Lo Stato si basa sul sistema politico (dittatura o democrazia) nelle sue scelte e nel suo
agire. Se uno Stato è democratico e capitalista non vuol dire che stia bene, così come
se uno Stato è dittatoriale e capitalista non vuol dire che stia male (es: Cina).
1.11 Studio dell’economia
L’economia si occupa di come le persone interagiscono tra di loro e con l’ambiente
che le circonda per produrre i beni necessari. Domande dell’Economia:
- come si acquista?;
- come si interagisce con le altre persone? (compratore e venditore);
- come si interagisce con l’ambiente?;
- come le interazioni cambiano nel tempo?.
1.12 Conclusioni
Per gran parte della storia umana, le condizioni materiali di vita sono state simili in
tutto il mondo e sono cambiate di poco da un secolo all’altro. Dal XVIII secolo in poi
esse sono migliorate in modo molto rapido in alcuni paesi. Questa svolta ha coinciso
con l’avvio di un periodo di rapido progresso tecnico, e con l’affermarsi di un nuovo
sistema economico, il capitalismo, nel quale la proprietà privata, i mercati e l’impresa
capitalista svolgono un ruolo centrale. L’economia capitalista fornisce incentivi e
opportunità per realizzare innovazioni tecnologiche, e rende vantaggiosa la
specializzazione.
I paesi differiscono quanto a efficacia delle istituzioni e qualità delle politiche
pubbliche: non tutte le economie capitaliste hanno avuto una crescita sostenuta. Oggi,
vi sono enormi disparità di reddito tra paesi, e tra ricchi e poveri all’interno di essi.
Inoltre, la crescita della produzione è stata accompagnata dal depauperamento delle
risorse naturali e dell’ambiente, con effetti anche sul clima.
2) Progresso tecnico, demografia e crescita economica
2.1 Economisti, storici e Rivoluzione industriale
La Rivoluzione industriale si tenne in Inghilterra per due motivi: il costo equilibrato
del lavoro e il basso costo di energia (miniere di carbone e sfruttamento delle colonie).
Le cause della Rivoluzione rimangono incerte tra gli storici; ad esempio alcuni
economisti credono che i nuovi macchinari fossero una conseguenza dello sviluppo
dello studio scientifico che ebbe sempre più pratiche e tecniche innovative, altri la
legano ai cambiamenti culturali. In conclusione, possiamo dire che le cause della
Rivoluzione furono molteplici fattori intrecciati tra di loro e che l’Inghilterra aveva
molti punti a favore nell’ospitare l’innovazione tecnologica.
Le conseguenze della Rivoluzione furono diverse da Paese a Paese, a seconda
dell’ideologia politica e della situazione economica e sociale. Proprio per questo,
riscontriamo forti differenze nei vari redditi di ogni Paese.
2.2 Modelli economici
Modello economico= descrizione di un’economia.
Per costruire un modello abbiamo bisogno di identificare le caratteristiche principali
di quel tipo di economia, per questo esistono più modelli economici (es: la teoria di
Malthus si basa su un modello che descrive l’interazione tra reddito e popolazione).
Equilibrio= situazione presente nel modello nella quale un elemento rilevante non
cambia, a meno che non interferisca una forza esterna (es: innovazione).
Per Malthus l’equilibrio è il salario di sussistenza (anche dopo un’innovazione, cresce
la popolazione e i salari torneranno sempre al livello di sussistenza, l’equilibrio).
Processo per costruire un modello economico:
- poniamo delle condizioni;
- descriviamo come le persone prendono le proprie scelte;
- descriviamo che effetto hanno le scelte delle persone;
- determiniamo un equilibrio;
- ipotizziamo vari scenari dovuti da vari cambiamenti.
Spesso i modelli economici vengono rappresentati da grafici ed equazioni
matematiche.
2.3 Prezzi, costi e rendite da innovazione
Il modello economico che analizziamo ha i seguenti presupposti:
- ipotesi ceteris paribus (= a parità di altre condizioni, cioè non teniamo di conto
alcune variabili);
- l’influenza degli incentivi sulle scelte;
- le alternative vengono confrontate con i prezzi relativi;
- le scelte economiche vengono fatte tramite la rendita economica.
L’ipotesi ceteris paribus ci pone la seguente domanda: cosa accadrebbe se il prezzo
cambiasse ma tutti gli altri fattori che possono influenzare la nostra decisione
rimanessero invariati?
Gli incentivi influenzano le scelte perché gli individui cercano di ottenere il risultato
migliore da ogni scelta che compiono.
I prezzi relativi sono rapporti tra due prezzi di due opzioni che abbiamo a
disposizione.
Rendita da innovazione= rendita economica dovuta da un’innovazione.
Rendita economica= vantaggio avuto rispetto all’opzione migliore (o opzione di
riserva).
Formula: vantaggio ottenuto - vantaggio dell’opzione migliore.
Se la rendita è positiva quell’opzione è più conveniente per me rispetto all’opzione di
riserva, invece se è negativa dovrò scegliere l’opzione di riserva.
2.4 Tecnologia e costi
Le opzioni delle tecniche di produzione possono essere rappresentate in un grafico,
dove nell’asse delle ordinate troviamo l’energia, mentre sull’asse delle ascisse
troviamo il lavoro. Durante la Rivoluzione industriale, ci fu un fenomeno di
labour-saving (si iniziò ad utilizzare più tonnellate di carbone, rispetto al numero di
lavoratori).
Per scegliere quale delle tecniche adoperare con l’aiuto del grafico, possiamo scartare
tecniche che vengono dominate da altre tecniche, in quanto richiedono più input per la
stessa quantità da produrre. Ci rimangono ancora alcune tecniche tra cui s
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