Economia politica: di cosa si occupa l’economia politica? (Capitolo 1)
Studia i meccanismi decisionali dei soggetti razionali in condizioni di scarsità. La scarsità è relativa e il vincolo delle risorse scarse non è uguale per tutti. Una risorsa che è scarsa per tutti è il tempo. I soggetti razionali si fanno un'idea concreta del mondo e del comportamento degli altri, scegliendo le azioni che meglio soddisfano le loro preferenze. La scarsità rappresenta l'insufficienza di risorse necessarie a soddisfare tutti i bisogni individuali.
Come e perché?
Attraverso la creazione di modelli astratti, essa cerca di spiegare e prevedere il comportamento dei soggetti. Tutte le decisioni economiche sono il risultato dell'interazione dialettica tra ciò che il soggetto vuole fare e ciò che esso può fare. In sintesi, l'economia politica studia come le persone interagiscono tra loro e con l'ambiente per produrre ciò di cui hanno bisogno per vivere. Utilizzeremo due approcci: grafico, mediante grafici, assi e curve, e analitico, mediante equazioni, sistemi e derivate.
Economia: può non essere politica?
Teoricamente sì: Robinson Crusoe, per fare un esempio banale, anche da solo in un'isola deserta compie scelte di tipo economico. Il fatto è che l'uomo è un animale sociale. La società influenza ciò che gli individui vogliono fare, come mode e consumi, e ciò che invece possono fare, come consuetudini, regole morali e religiose… Il concetto fondamentale è che la ricchezza si crea con lo scambio, che avviene secondo certe regole.
Come si misura il reddito di un paese?
Esso è l'indicatore utilizzato per misurare il tenore di vita di una persona. Esso rappresenta il massimo ammontare di cibo, alloggio, vestiario e altri beni che una persona può acquistare senza prendere in prestito. L'indicatore più usato è il PIL e il tenore medio di vita di un paese è il reddito medio, ovvero il reddito totale diviso la popolazione: il PIL pro-capite. Per PIL si intende il valore di beni e servizi finali prodotti all'interno di un paese in un dato periodo di tempo. Esso è una grandezza flusso, che misura la produzione di beni FINALI, ovvero consumati o acquistati come strumenti della produzione di beni di investimento. Non sono beni intermedi. Il PIL fu introdotto da Simon Kuznets nel 1934 e dopo la WW2 è diventato lo strumento principale per misurare la ricchezza di un paese.
Alcuni problemi nell’utilizzo del PIL
Il PIL non riesce a cogliere tutti gli aspetti del benessere, inoltre il reddito medio fornisce una stima della ricchezza della singola persona ma di fatto ci sono persone molto più ricche e altre molto più povere della media. Il PIL misura la produzione, ma non è un indicatore di benessere né tantomeno della qualità della vita. Gli economisti sono al lavoro per creare indicatori propedeutici a risolvere tali problemi.
Metodi di misurazione del PIL
- Somma delle vendite finali nette
- Somma dei valori aggiunti
L’importanza del PIL
Le stime del PIL rappresentano una misura sistematica ampiamente disponibile. Il PIL pro-capite permette di confrontare paesi di dimensioni diverse. Esso può fornire info a livello regionale e nazionale.
PIL nominale: somma delle quantità di beni finali valutati ai prezzi correnti. La formula è QUANTITA X PREZZO (QxP). P rappresenta i prezzi correnti in quell'anno, quindi risulta difficile a primo impatto fare un confronto tra il PIL del 2000 e quello del 2020 perché cambiano prezzi e produzione.
PIL reale: la somma delle quantità di beni finali valutati a prezzi costanti (di un anno base). La formula è QUANTITA X PREZZO COSTANTE ovvero il prezzo di un solo anno scelto, l'anno base. Esso non è influenzato dall'andamento dei prezzi. Esempio… PIL 2000= Q2000 X P2000 P2000= 10 PIL 2020= Q2020 X P2020 P2020= 50 Prendo arbitrariamente i prezzi nel 2010: P2010= 30 Q2000 X P2010 Q2020 X P2010 -> se questo risultato viene più grande, l’aumento è stato determinato dalla maggiore quantità; quindi, la ricchezza del paese è aumentata, a parità di prezzo.
Livello del PIL e tasso di variazione
Il PIL è usato per confrontare la ricchezza di due paesi o regioni in un dato momento. Quando si va ad analizzare la situazione del PIL in due momenti diversi, si adotta il TASSO DI CRESCITA, ovvero la variazione di una quantità nel tempo. Serve a capire cosa è accaduto e prevedere cosa eventualmente accadrà.
Tasso di crescita
La variazione nel tempo di una qualsiasi variabile è determinata dalla formula ΔX= (Xt2-Xt1) /Xt1*100 (con Xt2 si intende “al tempo 2”). Nel caso del PIL pro-capite, misura la variazione del reddito pro-capite (Y) in un intervallo che va da un anno (t) all'anno successivo (t+1). La formula è ΔPIL(t, t+1) = (Yt+1-Yt)/Yt.
La rivoluzione capitalistica e la ricchezza delle nazioni
La ricchezza delle nazioni e il tenore di vita medio sono variate di poco per migliaia di anni fino al 1750, dopodiché alcuni paesi come la Gran Bretagna sono cresciuti, altri sono rimasti poveri. Cosa è successo? Si è innescato un mutamento comunemente chiamato “rivoluzione capitalista”. Il grafico in scala logaritmica mostra come Cina e India siano cresciute in maniera esponenziale negli ultimi anni, ma in ritardo rispetto agli altri paesi col modello capitalista. L'andamento è il cosiddetto "BASTONE DA HOCKEY" per la forma del grafico.
Salari reali
Sono i salari rapportati al livello dei prezzi, ovvero quanto un salario permette di acquistare beni, a quanto ammonta il potere di acquisto in base al salario di un individuo. Le cosiddette grandezze reali sono quelle rapportate al livello dei prezzi costanti.
Un problema: la diseguaglianza
- La crescita della ricchezza può portare anche ad un aumento delle disuguaglianze tra paesi e all'interno di un paese.
- Si parla di disuguaglianza quando la ricchezza non è uniformemente distribuita (tra paesi, all'interno di un paese, di un gruppo, etc.).
Quanto è diseguale il mondo? Nel 1980 c'era la Cina tra i paesi più poveri, tra i più ricchi invece USA, Finlandia… Nel 1990 ci sono stati cambiamenti, come si nota dal grafico in cui i colori sono meno omogenei, più mischiati. Nel 2014 molti paesi hanno aumentato ricchezza e PIL pro-capite, però all'aumentare della ricchezza, aumenta la diseguaglianza. A Singapore, attuale paese più ricco del mondo, il distacco tra il 10% più ricco e quello più povero vale rispettivamente 67736 $ e 3652 $, mentre in Liberia, quello più povero, questo valore oscilla tra 994 $ e 17 $. Questo per dimostrare che rispetto a mille anni fa in cui il mondo era “piatto”, oggi esistono grandi differenze sia all'interno dei paesi sia tra paesi: le differenze nel reddito medio tra paesi sono molto più grandi oggi rispetto al passato.
Per molto tempo, gli standard di vita non sono cresciuti in modo sostenuto, ma quando è avvenuta questa crescita esponenziale, i paesi del mondo hanno avuto reazioni diverse:
- Alcuni, come Regno Unito, Giappone e Italia, che sono decollati da oltre un secolo, ora sono ricchi.
- Altri, decollati solo di recente o per nulla, trovano spazio ancora nella parte “piatta” del grafico…
La svolta nella ricchezza delle nazioni: il bastone da hockey
La svolta della crescita del reddito si è verificata quando i paesi hanno sperimentato quella che è definita rivoluzione capitalista, che ha combinato rapidi miglioramenti tecnologici, come la macchina a vapore, computer o elettricità, l'emergere di un nuovo sistema economico basato sulle istituzioni (esse garantiscono a ciascuno di mantenere ciò che si è costruito e di trarne profitto) che incentivano la proprietà privata. Essa ha incentivato lo sviluppo tecnologico, poiché consente agli individui di investire tempo e denaro in un'impresa. Molti altri fattori hanno contribuito alla rivoluzione capitalista, ma i più importanti sono i progressi della conoscenza, che ha permesso di attuare modi diversi di organizzazione dell'economia capitalista.
Si tratta di un sistema basato su proprietà, mercato e imprese.
Le componenti del progresso economico e del capitalismo
- Divisione del lavoro
- Scambio
- Istituzioni
1) Facilitare la produttività: aumenta abilità e specializzazione del lavoratore, diminuisce i tempi morti che ci sarebbero tra una mansione e l'altra, riduce il lavoro ad operazioni sempre più semplici permettendo l'uso di macchine che riproducono queste semplici operazioni.
2) Aumenta le possibilità di scelta dell'individuo, permette di ottenere vantaggi reciproci sfruttando le differenze fra gli individui (preferenze e gusti diversi). Rende possibile e stimola la divisione del lavoro.
Esempio… Greta e Carlos. Greta ha un vantaggio assoluto nella produzione di entrambi i beni, sia mele che grano. Allo stesso tempo però Carlos ha un vantaggio comparato nella produzione di mele, ovvero è meno svantaggiato in tale attività. Il ragionamento è questo: Carlos è “meno peggio” a produrre mele, e al contrario di Greta, che impiega il 40% del suo tempo in tale attività, Carlos ne impiega solo il 30%.
Greta: Mele = 500 / Grano = 30
Carlos: Mele = 300 / Grano = 14
Totale: Mele = 800 / Grano = 44
Se è possibile eseguire lo scambio: 40 mele per 1 tonnellata di grano, facciamo produrre solo grano a Greta (50) e solo mele a Carlos (1000), così la produzione aumenta.
Le istituzioni
Esse definiscono, regolano e difendono i diritti individuali e di proprietà, stabiliscono le regole del “gioco” e il modo in cui i soggetti possono interagire e competere per le risorse che ricordiamo essere scarse. Ad un meccanismo competitivo, ne sostituiscono uno cooperativo, nel caso in cui il primo non sia soddisfacente.
I punti chiave del capitalismo
In primis troviamo la proprietà privata, la quale consente di godere di un bene e di impedirne l'utilizzo da parte di altri. Poi abbiamo i mercati, luogo di scambio e presentazione, lancio di nuovi prodotti. L'impresa capitalistica si definisce come l'attività economica organizzata al fine di produrre e scambiare beni e servizi. I punti fondamentali sono:
- La presenza di uno o più proprietari
- Il pagamento di salari e stipendi
- L'imposizione di istruzioni ai dipendenti
- Il diritto di proprietà sul prodotto
- La distribuzione del prodotto sul mercato
Il capitalismo è un sistema economico in cui i datori assumono i lavoratori per la produzione di beni e servizi, che verranno poi scambiati sul mercato per realizzare un profitto. Questo è il sistema economico attualmente prevalente nel mondo.
Ruolo del progresso tecnologico
La tecnologia è il processo che permette di trasformare gli input (materie prime) in output (prodotti finiti). Fino alla rivoluzione capitalista il progresso tecnologico era molto lento, poi tutto è cambiato grazie a vari fattori consequenziali: riducendo le ore di lavoro necessarie alla produzione dei beni, i cambiamenti tecnologici hanno migliorato il tenore di vita generale, aumentando il reddito pro-capite e di conseguenza il consumo. Prima del capitalismo le variazioni di reddito erano determinate dalla variazione del numero di persone in cerca di lavoro, successivamente, l'incremento del salario è diventato il risultato della lotta dei lavoratori e della negoziazione dei sindacati.
Il progresso tecnico, crescita della popolazione e organizzazione: il sistema economico capitalista
Il progresso tecnologico, assieme al miglioramento del tenore di vita, ha implicato una crescita rapida della popolazione: nel mondo il numero di persone continua a crescere anche se il ritmo di crescita sta rallentando. Grazie all'incremento del lavoro le persone decisero di spostarsi nelle città per cercare fortuna, abbandonando l'attività agricola. Il capitalismo è un modo di organizzare la produzione e la distribuzione di beni e servizi, caratterizzato dal salario, il compenso per il lavoro manuale, e da una produzione orientata al profitto, perché chi produce i beni li rivende a un prezzo superiore al costo totale di produzione del singolo bene.
In sintesi… L'economia è costituita da interazioni tra famiglie e imprese con l'ambiente. La rivoluzione capitalista è stata associata ad una crescita consistente della popolazione, alla rapida urbanizzazione, allo sfruttamento delle nostre risorse naturali e ai cambiamenti climatici. La crescita della ricchezza può portare anche all'aumento delle diseguaglianze all'interno di un paese.
Capitalismo e reddito
Alcune economie hanno incrementato il tenore generale di vita adottando il sistema capitalista, altre sono riuscite nell'intento solo parzialmente. Molti paesi hanno adottato il capitalismo senza la rivoluzione tecnologica o l'hanno sperimentata più tardi. Ma ci sono due fattori che in modo particolare condizionano tale sviluppo: le differenze di governo e quelle nei sistemi legali. Concentriamoci su due paesi in particolare: Botswana e Nigeria. Sono due paesi che di base avrebbero avuto le stesse possibilità di sviluppo grazie alla presenza di materie prime. Solo che le istituzioni nigeriane hanno ostacolato lo sviluppo del paese, portandolo ad una situazione di stagnazione, anche in seguito a guerre e scontri; quelle del Botswana al contrario hanno saputo gestire un processo di crescita e sviluppo.
L’importanza delle istituzioni
Consideriamo l'esempio delle due Germanie: prima erano una sola, ma sono state divise da un intervento dall'alto. Nell'89, dopo l'abbattimento del muro, ci ritroviamo a confrontare una situazione come quella della Germania dell'ovest, aperta al capitalismo, e quella dell'est, rimasta chiusa nella bolla dell'influenza sovietica. Possiamo quindi affermare che le condizioni naturali e storiche hanno notevolmente influenzato le due metà, rivelando il divario che nell'89 era lampante tra i due PIL. Istituzioni diverse hanno creato situazioni diverse. Le due Germanie partivano da stessa situazione ma diverse istituzioni.
In conclusione… come definiamo l'economia? Il modo in cui arriviamo ad acquistare cose, come interagiamo fra di noi, come interagiamo con l'ambiente, come tutte queste azioni cambiano nel tempo… L'economia studia l'interagire delle persone tra di loro e con l'ambiente naturale per produrre il necessario al sostentamento, e come ciò si evolve nel tempo. Studia come l'uomo razionalizza risorse scarse per soddisfare i propri bisogni.
I modelli in economia (Capitolo 2)
Nella nostra materia è fondamentale l'utilizzo dei modelli economici, i quali consentono di avere una sintesi, cioè un “quadro generale” anche perché ciò che accade in economia dipende dalle azioni ed interazioni di milioni di persone. Un modello consente, infatti, di catturare gli elementi dell'economia stessa che riteniamo importanti per la nostra domanda, descrive l'agire degli agenti economici e come interagiscono tra loro e con gli altri elementi del modello; esso consente, inoltre, di determinare l'equilibrio di tali azioni ed interazioni e studia cosa accade quando le condizioni cambiano.
Concetti base: prezzi, costi e rendita da innovazione
- Ceteris paribus: cioè a parità di altre condizioni, aiuta a focalizzare l'attenzione sulla variabile di interesse (vediamo più cose guardandone meno); come, ad esempio, il fatto che i prezzi di tutti gli input sono uguali per tutte le imprese. (gli economisti utilizzano, quindi, tale espressione per mettere da parte ciò che ritengono sia di secondaria importanza)
- Gli incentivi sono importanti perché hanno effetto sui benefici e sui costi derivanti dal compiere un'azione piuttosto che un'altra.
- I prezzi relativi aiutano a confrontare le alternative, come il prezzo di un'opzione rispetto ad un'altra. (es: prezzi dell'energia e salari)
- La rendita economica è alla base delle scelte economiche e indica il beneficio supplementare che otteniamo compiendo una scelta rispetto a ciò che avremmo potuto ottenere dalla miglior alternativa possibile (la differenza tra il beneficio ottenuto e il beneficio della migliore alternativa possibile, che può essere peggiore della scelta che ho fatto), considerata come un'opzione di riserva.
Gli incentivi: carota e bastone
Il capitalismo, spiegato precedentemente, funziona mediante gli incentivi. Consideriamo la carota come i compensi per il successo, che possono essere un profitto maggiore per il proprietario dell'impresa o il conseguimento di un buon lavoro o di una promozione per il lavoratore. Il bastone, invece, rappresenta la punizione per i fallimenti, come la minaccia di chiusura per il proprietario dell'impresa o la perdita del posto di lavoro per il lavoratore. Infatti, nel sistema capitalista, chi possiede la ricchezza, allo stesso tempo sostiene il rischio legato all'introduzione di nuove tecnologie o all'ingresso in nuovi mercati, ottenendo un profitto solo se il rischio è remunerato.
Come si spiega la rivoluzione industriale
Perché...
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