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Intermediari finanziari

Modulo 1

Cap.1: Il sistema finanziario: struttura e funzioni

Considerato nella sua dimensione strutturale, il sistema finanziario è costituito:

  • Dalle regole che determinano il suo funzionamento (regolamentazione).
  • Dall’insieme dei contratti finanziari (strumenti finanziari).
  • Dai mercati finanziari.
  • Dagli operatori (intermediari finanziari).

Contratti finanziari, operatori e regole sono gli elementi sui quali ricade l’onere di sostenere ed alimentare la fitta rete di collegamenti, relazioni e scambi finanziari che intercorrono fra i diversi agenti economici.

I mercati finanziari

È il complesso di scambi aventi ad oggetto strumenti finanziari. Mentre gli intermediari finanziari sono rappresentati da operatori specializzati, i mercati finanziari possono essere rappresentati da:

  • Luoghi fisici, in cui gli operatori specializzati svolgono la funzione di ricercare l’incontro tra domanda e offerta;
  • Circuiti telematici di collegamento in cui vengono fatti confluire, secondo determinate regole e procedure, gli ordini di acquisto e di vendita di strumenti finanziari.

Gli strumenti finanziari

Gli strumenti finanziari sono contratti aventi per oggetto una prestazione finanziaria tra creditore e debitore. Essi sono attività/passività finanziarie, ovvero strumenti rappresentativi di crediti/debiti.

  • Compongono contemporaneamente nell’attivo del bilancio del portatore e nel passivo del bilancio dell’emittente (differenza con attività reali, iscritte nell’attivo del proprietario).
  • Questione definitoria (TUF art.1).

Classificazione secondo la natura degli scambi

  • Contratti di indebitamento: Operazioni creditizie o di indebitamento consistenti nella esecuzione, da parte del creditore, di una prestazione monetaria attuale sulla base dell’impegno, assunto dal debitore, di restituire ad una scadenza futura, il capitale e gli interessi.
  • Contratti di partecipazione: Operazioni rappresentative di diritti relativi al conferimento di quote di capitale d’impresa. Si ha pertanto un interesse diretto ai risultati dell’attività economica dell’emittente.
  • Contratti assicurativi: Prevedono che l’assicuratore, dietro pagamento di un premio, assuma un onere finanziario al verificarsi di un dato evento futuro ed incerto.
  • Contratti derivati: Si caratterizzano per il fatto che il prezzo di uno strumento finanziario derivato dipende da quello di un altro contratto finanziario o di un bene reale.

Intermediari finanziari

  • Creditizi: Bancari e non bancari.
  • Mobiliari: SIM e imprese di investimento, SGR, Fondi Comuni, SICAV, SICAF.
  • Assicurativi: Imprese di assicurazione, fondi pensione.

La regolamentazione

  • Regolamentazione e vigilanza sul sistema finanziario.
  • Regolamentazione e vigilanza sul sistema bancario.

Una visione d’insieme...

Considerato, invece, nella sua dimensione funzionale, il sistema finanziario è un’infrastruttura dedicata al soddisfacimento dei bisogni finanziari degli operatori non finanziari (famiglie, imprese). Esso svolge il compito di rendere effettiva la negoziazione di operazioni finanziarie e la circolazione di strumenti finanziari.

In particolare, ad esso sono attribuite diverse funzioni:

  1. La funzione monetaria: vale a dire la creazione e la circolazione dei mezzi di pagamento;
  2. La funzione d’intermediazione: il trasferimento di risorse finanziarie dalle unità economiche in avanzo a quelle in disavanzo;
  3. La funzione di trasformazione e gestione dei rischi: la copertura dei "rischi puri" (contratti assicurativi) e la gestione dei "rischi speculativi" mediante la negoziazione di diritti a scambi futuri;
  4. La funzione di trasmissione della politica monetaria: la trasmissione all’economia degli impulsi di politica monetaria.

Funzione di intermediazione

Il sistema finanziario consente di riequilibrare le posizioni finanziarie dei singoli agenti economici (impiego del surplus o finanziamento del deficit). La funzione di intermediazione consiste nel facilitare il trasferimento e l’allocazione di risorse monetarie tra agenti economici che presentano interessi contrapposti (unità in deficit e unità in surplus).

Sulla base della natura del legame si distinguono due tipologie principali di canali di transito delle risorse:

  1. Canale di finanziamento diretto: quando le attività e gli strumenti finanziari primari (titoli e obbligazioni) emessi dalle unità elementari in disavanzo sono oggetto di acquisto da parte dei soggetti in avanzo. I bilanci degli operatori finali risultano tra loro direttamente collegati, in quanto le eventuali inadempienze dei prenditori finali si rifletteranno in via immediata sull’economia dei prestatori finali, senza schermi o senza filtri, configurando a loro carico costi opportunità e/o perdite patrimoniali. Pertanto, la presenza o meno di intermediari finanziari qualifica ulteriormente il canale diretto come:
    • Circuito intermediato o assistito, nel quale il collegamento diretto avviene con l’assistenza di intermediari finanziari (in questo caso parliamo degli intermediari mobiliari);
    • Circuito autonomo, nel quale il collegamento diretto non prevede la presenza di terzi operatori diversi dagli emittenti e dagli investitori.
  2. Canale di finanziamento indiretto: quando un intermediario finanziario (intermediario creditizio) si interpone con il proprio stato patrimoniale tra prenditore e prestatore finale. In questo caso, gli strumenti primari, emessi dalle unità in disavanzo, figurano nell’attivo degli intermediari, i quali, a loro volta, emettono proprie passività (dette strumenti secondari) che vengono acquistati dalla unità in avanzo finanziario. L’intermediario pone in essere due rapporti di finanziamento distinti e separati.

I bilanci degli operatori non risultano tra loro direttamente collegati: le eventuali inadempienze del prenditore si riflettono in via immediata sull’economia dell’intermediario creditizio. In definitiva, quindi, l’intermediario svolge, a proprio rischio, il compito di conciliare le diverse preferenze contrapposte degli operatori finali, i quali, per vari motivi, non hanno potuto o non hanno ritenuto conveniente realizzare avvalendosi dei canali diretti proposti dai mercati aperti. A conclusione di tutto ciò, è opportuno sottolineare che, indipendentemente dal canale di collegamento, il trasferimento di risorse avviene con la partecipazione di uno o più intermediari.

Nel caso di collegamento indiretto, gli intermediari interpongono il loro bilancio tra quelli delle unità economiche; nel caso di collegamento diretto, l’intervento degli intermediari si realizza attraverso prestazioni di servizi, detti servizi di intermediazione mobiliare, idonei a facilitare l’incontro tra gli emittenti e gli investitori.

Funzione monetaria

I sistemi economici moderni, essendo caratterizzati da elevati livelli di specializzazione (divisione del lavoro), necessitano di meccanismi di scambio e di regolamento sviluppati ed efficienti. Il sistema finanziario contribuisce alla regolazione degli scambi attraverso la gestione del sistema dei pagamenti. La funzione monetaria consiste nella produzione e circolazione della moneta. Essa trova espressione sia nella messa a disposizione degli utenti dei mezzi di pagamento, in quantità e qualità adeguate all’esigenza degli scambi (creazione di moneta), sia nell’effettiva circolazione della moneta stessa (servizi di pagamento). La funzione monetaria è svolta dalla Banca centrale e dalle banche che mediante l’emissione di moneta legale e bancaria concorrono a determinare l’offerta complessiva di moneta.

Funzione di trasformazione e gestione dei rischi

Il sistema finanziario contribuisce ad un efficiente trasferimento di risorse anche attraverso l’attività di trasformazione e gestione dei rischi. Il sistema finanziario supporta la gestione dei rischi attraverso:

  • I contratti a termine (rischi speculativi).
  • I contratti assicurativi (rischi puri).

Il sistema finanziario opera la trasformazione del rischio attraverso un’attività di:

  • Diversificazione e riduzione del rischio.
  • Trasformazione delle scadenze.

Funzione di trasmissione della politica monetaria

Il sistema finanziario costituisce il veicolo ideale per la trasmissione degli impulsi di politica monetaria all’economia reale. Con il termine "politica monetaria" ci si riferisce all'insieme di azioni intraprese dalla BC, o più in generale dalle autorità monetarie, volte a modificare e a orientare la moneta, il credito e la finanza.

Ad esempio: Supponiamo che la BCE metta in atto una politica espansiva (quindi di creazione della moneta) e aumenti la moneta in circolazione (questo significa che aumenta l’offerta di mezzi di pagamento a disposizione del sistema finanziario). Le banche potranno concedere più prestiti e quindi aumenta il volume di finanziamenti alle imprese e alle famiglie. Quindi se aumenta il volume dei finanziamenti concessi dalle banche, allora questo ha un impatto sull’andamento dei tassi di interesse. Vuol dire che il costo del debito scende, cioè l’impresa per ottenere il finanziamento paga interessi più bassi. In conclusione, l’impresa può destinare maggiori risorse finanziarie negli investimenti.

Cap.2: I saldi finanziari

Funzione di intermediazione

L’offerta e la realizzazione di operazioni finanziarie, cioè di scambi finanziari che prevedono l’esecuzione di prestazioni monetarie contrapposte e distanziate nel tempo, consente al sistema finanziario di soddisfare:

  • Le esigenze di impiego fruttifero del risparmio dei soggetti in avanzo finanziario (prestatori di fondi);
  • Le esigenze di finanziamento dei soggetti in disavanzo finanziario (prenditori di fondi).

Interponendosi tra questi soggetti, il sistema finanziario si adopera per collegare il risparmio all’investimento in attività reali. Tale collegamento si realizza mediante operazioni finanziarie che si caratterizzano:

  • Per l’emissione di passività finanziarie da parte delle unità in deficit;
  • Per l’accumulazione di attività finanziarie da parte delle unità in surplus.

Chi sono questi operatori?

  • Operatori in surplus: coloro che presentano un risparmio superiore all’investimento, ovvero la cui spesa (per beni di consumo e beni di investimento) risulta inferiore al loro reddito complessivo. Questi soggetti accumulano attività finanziarie.
  • Operatori in deficit: coloro che presentano un risparmio inferiore all’investimento, ovvero la cui spesa (per beni di consumo e beni di investimento) risulta superiore al loro reddito complessivo. Questi emettono passività finanziarie.

La formazione del saldo finanziario degli agenti economici crea la domanda e l’offerta di risorse finanziarie (quindi l’origine all’esigenza di trasferimento di risorse finanziarie). Allora iniziamo quindi a capire come determinare il saldo finanziario e cosa si intende per attività e passività finanziaria.

Il bilancio degli operatori

Lo SP di un agente economico: Lo SP è una foto della dotazione di ricchezza di un dato agente economico (ad una certa data).

CE di un agente economico: Il passaggio successivo è la redazione del cosiddetto “conto del risparmio e dell’investimento”. Questo accoglie tutte quelle transazioni che vengono effettuate per l’accumulazione del capitale (cioè se l’agente economico effettua investimenti in attività reali, li dobbiamo rilevare nel conto del risparmio e dell’investimento). Il risparmio, determinato nel passaggio precedente, lo andremo a registrare (se positivo) come fonte di fondi (nella sezione destra). Se lo stesso soggetto effettua un investimento reale (acquista un terreno) questo è un impiego di fondi (un uso di fondi).

Possono accadere alternativamente due casi:

  • Caso 1: se il risparmio eccede l’investimento in attività reali, allora rileveremo un avanzo finanziario nella sezione sinistra;
  • Caso 2: se invece l’investimento in attività reali eccede il risparmio, allora rileveremo un disavanzo finanziario nella sezione di destra.

La redazione del conto del risparmio e dell’investimento ci consente di determinare se il soggetto ha conseguito un avanzo o un disavanzo finanziario (il saldo finanziario positivo o negativo). Il saldo finanziario è la differenza tra la variazione dell’avanzo finanziario e la variazione del disavanzo finanziario. Quindi il saldo finanziario è positivo se il risparmio eccede la spesa per investimento, mentre il saldo finanziario è negativo se il risparmio è inferiore alla spesa per investimento. Tutto questo identifica il soggetto in surplus finanziario o in deficit finanziario.

Ora passiamo invece al “conto finanziario” dove andremo a rilevare le variazioni intervenute nelle attività finanziarie e nelle passività finanziarie che ci spiegheranno il comportamento di questa unità in deficit o in surplus. Abbiamo determinato il saldo finanziario e abbiamo capito se questo agente economico è in surplus o in deficit. Allora a questo punto: se il soggetto è in surplus (quindi ha delle risorse in eccesso rispetto al suo fabbisogno per spese, per consumi e investimenti in attività reali), cosa potrà fare?

Esempio: Se un’unità economica acquista titoli (ovvero acquista attività finanziarie) questa operazione la rileviamo tra gli usi di fondi. Se il soggetto invece vende i titoli (cede attività finanziarie) questa operazione la rileviamo tra le fonti di fondi. Se invece un’impresa emette obbligazioni o azioni, questa operazione la rileviamo fra le fonti di fondi. Se estinguo il mutuo lo rivelerò negli usi (è una riduzione di passività finanziaria).

Tutte le operazioni finanziarie danno luogo a una variazione di attività finanziarie o di passività finanziarie che va iscritta nel conto finanziario. La differenza tra la variazione delle attività finanziarie e delle passività finanziarie deve essere uguale al saldo finanziario.

Esempio: Se noi abbiamo rilevato un disavanzo finanziario di 10.000 €, cosa potremmo fare? Chiedere un mutuo in banca in modo da aumentare le nostre passività finanziarie (il debito verso la banca). Quindi io iscrivo il disavanzo finanziario di 10.000€ come usi di fondi e iscrivo il mutuo bancario di 10.000€ come fonte. Altra considerazione: tutte queste operazioni sulle attività finanziarie e passività finanziarie, oltre che l’accumulazione di risparmio (differenza tra entrate e uscite correnti) e gli investimenti in attività reali, vanno a modificare lo stato patrimoniale iniziale. Dopo che nel corso dell’anno si verificano tutte queste operazioni che il soggetto effettua (quindi le entrate, le uscite, l’investimento in attività reali e gli investimenti in attività finanziarie), al termine dell’anno ovviamente lo stato patrimoniale sarà modificato. In che maniera?

Andremo ad integrare il nostro stato patrimoniale iniziale con le variazioni intervenute nel corso dell’anno e otterremo lo stato patrimoniale di fine periodo. Quindi:

  • Le attività finanziarie saranno le attività finanziarie dello stato patrimoniale iniziale + la variazione delle attività finanziarie intervenute nel corso dell’anno;
  • Le attività reali saranno le attività reali al tempo zero, cioè quelle che avevo rilevato nello stato patrimoniale iniziale del soggetto, + la variazione delle attività reali intervenuta nel corso dell’anno;
  • Le passività finanziarie saranno uguali alle passività finanziarie già esistenti al tempo zero + variazione passività finanziarie;

La differenza fra i nuovi valori (cioè attività finanziarie a fine periodo - passività finanziaria a fine periodo) mi daranno il patrimonio netto, quindi la dotazione di ricchezza dell’agente economico al tempo T+1. Questo patrimonio netto di fine periodo (se abbiamo fatto tutto correttamente) dovrà essere uguale al patrimonio netto di inizio periodo (cioè quello dello stato patrimoniale iniziale) + il risparmio.

Il saldo dei settori istituzionali

Tuttavia, quello che più è interessante, a livello di sistema economico generale, è quello di esaminare le posizioni aggregate. Cioè individuare le categorie omogenee di individui, che presentano le stesse esigenze e che hanno dei comportamenti finanziari similari, ed esaminarli a livello aggregato. Ad esempio, in Italia individuiamo le categorie istituzionali attraverso l’adozione di un sistema di contabilità che utilizza il criterio di aggregazione degli operatori previsto dal SEC 2010. Questo sistema individua cinque gruppi istituzionali:

  1. Il settore famiglia, che generalmente è unità di consumo, accumula risparmio (cioè presenta sempre un saldo finanziario positivo = è un soggetto in avanzo finanziario). Quindi è un settore da cui hanno origine le risorse finanziarie;
  2. Il risparmio prodotto dal settore famiglia generalmente viene trasferito, per il tramite di intermediari finanziari, ai settori che presentano un saldo finanziario negativo: imprese non finanziarie, cioè il settore industriale (imprese produttrici di beni e servizi non finanziari destinati alla vendita);
  3. Poi abbiamo un settore neutro, che è quello degli intermediari. Questo settore veicola le risorse finanziarie in maniera sistematica e professionale. Di conseguenza, dovrebbe avere un saldo finanziario pari a zero;
  4. Poi abbiamo invece la pubblica amministrazione che generalmente è un settore in disavanzo, cioè di solito le imposte e le tasse incassate non sono sufficienti a compensare il fabbisogno di spesa pubblica.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/11 Economia degli intermediari finanziari

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher _gius_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia degli intermediari finanziari e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Foggia o del prof Sylos Labini Stefania.
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