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ECONOMIA AZIENDALE Paulo Russo

MANAGEMENT

LA RICCHEZZA E LA POVERTÀ

RICCHEZZA: abbondanza di ciò che è utile per il benessere materiale delle persone, misurata con riferimento ad un certo istante

POVERTA’: LA MANCANZA DI COSE UTILI, A PARTIRE DAI BENI DI PRIMA NECESSITÀ

Povertà e ricchezza incidono su elezioni, benessere, guerre civili e non, mortalità, qualità della vita, migrazioni, istruzione

MISURAZIONE DELLA RICCHEZZA DELLE NAZIONE

Misurabile sulla base del REDDITO NAZIONALE e del REDDITO PRO CAPITE

Possiamo classificare la ricchezza di un paese anche in base al POTERE D’ACQUISTO (ricchezza non in base ai dollari ma

confrontando il livello dei prezzi dei beni primari in ogni Paese)

Analizzando i dati per persona, valutiamo il reddito pro capite del singolo cittadino.

Misurazioni annue.

STOCK E FLUSSI

RAPPORTO TRA : il passaggio da uno stock all’altro avviene per effetto di un flusso

si utilizzano per misurare non solo la ricchezza ma qualunque cosa

Flusso rappresenta variazione di un dato in un determinato range

Stock=dato in un determinato momento

CAUSE DELLE VARIAZIONI DELLA RICCHEZZA INDIVIDUALE E FAMILIARE

Se una famiglia parte da uno stock iniziale, lo stock di ricchezza finale è dato dallo stock iniziale + risparmio

RISPARMIO: reddito al netto dei consumi, risparmio scaturisce dalla sottrazione di una parte del reddito al consumo immediato in

vista del consumo futuro

Reddito alto e consumo basso: guadagna tanto e spende poco

Quando il valore del CONSUMO è maggiore del valore del REDDITO, il consumo viene alimentato dallo stock di ricchezza

iniziale

Seconda causa di variazione della ricchezza oltre al risparmio: AUMENTO DEI VALORI PATRIMONIALI

Almeno che il bene non venga venduto o ipotecato, l’aumento dei valori patrimoniali non incide sulla capacità di consumo delle

famiglie.

CAUSE DELLE VARIAZIONI DELLA RICCHEZZA AZIENDALE

REDDITO = RICAVI - COSTI (corrisponde al risparmio per una famiglia): variazione di ricchezza DERIVANTE DALLA

GESTIONE (=frutto derivante dalle attività svolte dall’azienda e che sono finalizzate alla produzione della ricchezza(reddito), e

non dalle iniezioni/prelievi di ricchezza realizzati dai soci, mediante aumenti di capitale/dividendi (quota del reddito distribuita ai

soci))

RICAVI= guadagno senza sottrarre i costi (corrisponde al reddito familiare)

Le aziende senza scopo di profitto hanno costi superiori ai ricavi, i ricavi vengono compensati dall’aumento dei fondi di dotazione.

Nelle aziende senza scopo di profitto, la variazione di ricchezza che conta non è quella distribuita agli azionisti, né quella

accumulata nel perimetro dell'azienda, che in molti casi assume la forma giuridica della fondazione. In queste aziende i fondatori,

invece di cercare di estrarre la ricchezza prodotta dall'attività aziendale, iniettano parte della propria ricchezza personale,

destinandola a finalità sociali. La ricchezza prodotta da queste aziende si misura guardando al rapporto tra il risultato assicurato ad

altri (che a volte è di difficile determinazione, ma esprime il perseguimento delle finalità sociali) e la quantità di risorse che

l'azienda ha impiegato (e in fin dei conti trasferito ad altri) per assicurarlo.

RICCHEZZA DELLE FAMIGLIE ITALIANE E CLASSIFICAZIONE DEI BENI

RICCHEZZA NETTA: si calcola per differenza tra elementi ATTIVI e PASSIVI

Elementi attivi si dividono in finanziari (depositi bancari/impieghi a basso rischio e basso rendimenti) e non (case)

Elementi passivi (mutui)

Le principali entrate di una famiglia italiana:

REDDITO DA LAVORO autonomo/dipendente

PENSIONI E TRASFERIMENTI (es. Reddito di cittadinanza, non è un reddito perché non proviene da un lavoro fatto)

(trasferimenti anche nel caso in cui una famiglia aiuta un’altra famiglia)

+ redditi da capitale (es. affitti)

PATRIMONIO (quantità stock): insieme dei diritti e degli obblighi che fanno capo a una persona/famiglia e che possono essere

espressi nella forma di valori, ovvero mediante il ricorso dell’unità di misura rappresentata dalla moneta

PENSIONE: distribuzione del risparmio accumulato in passato e non ancora sottoposto alle imposte sul reddito. Costruita durante

gli anni in cui si lavora e ha anche dei margini di discrezionalità sull’importo della pensione da “prepararsi” ma non può scendere

sotto certi limiti perché lo stato vuole evitare stati di povertà estrema futura, INPS o chi per lui investe i capitali presi dalle tasse in

investimenti a basso rischio.

La pensione si calcola in base al reddito medio accumulato dall’individuo nel corso dell’intera esperienza lavorativa.

Spesso le pensioni non sono sufficienti quindi molte persone le integrano con la “previdenza volontaria” es. assicurazioni sulla vita

Prima erano i lavoratori attuali a pagare le pensioni ai pensionati

Disoccupazione: parte del reddito percepito da disoccupato temporaneamente

Prelievo fiscale e contributivo molto elevato in Italia anche per l’evasione fiscale che costringe i governi ad aumentare la pressione

fiscale sui redditi dichiarati. Per questo prelievo elevato c’è molta differenza tra il costo del lavoro e il reddito netto; questa

differenza è chiamata CUNEO FISCALE.

Prelievo fiscale si divide in imposte e contributi.

Imposte contribuiscono alla spesa pubblica, contributi costruiscono nel tempo la pensione e sono un risparmio obbligatorio e

mediato da un terzo soggetto.

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Il consumo delle famiglie è dato dal consumo di merci e consumo di servizi.

in generale i beni si dividono in: BENI DI CONSUMO Dipende dall’utilizzo a cui il bene è destinato

BENI INDUSTRIALI

BENI DI UTILIZZO IMMEDIATO (es. beni alimentari)

BENI DUREVOLI

BENI COMPLEMENTARI: favoriscono il consumo di un altro bene (es. macchina e benzina/parcheggio)

BENI SOSTITUTIVI

BENI PRIMARI: soddisfano bisogni primari

BENI VOLUTTUARI: soddisfano bisogni voluttuari e non primari

BENI: privati o pubblici

BENE PUBBLICO presuppone che lo Stato dica che un bene non può essere affidato a privati

I beni pubblici variano nel tempo e in base al singolo Stato o al singolo governo

Beni pubblici possono essere:

-prodotti direttamente (es. giustizia, ordine pubblico)

-direttamente e da terzi (es. sanità, istruzione)

-da terzi ma regolamentati dallo Stato (es. energia, trasporto aereo, taxi)

RISPARMIO, CONSUMO, INVESTIMENTO

Il risparmio può essere conservato o investito

L’investimento produce reddito da capitale

La conservazione diventa consumo futuro

INVESTIMENTO:

- a rischio basso (titoli di Stato) — privilegia conservazione del risparmio

- Medio (azioni e titoli di Stato)

- Alto (azioni) — privilegia il rendimento ma espone al rischio di perdita del capitale

RICCHEZZA DELLE NAZIONI E DELLE AZIENDE

NAZIONI PNL (PRODOTTO NAZIONALE LORDO):

PARAGONE TRA VALORE DEL DEBITO

PUBBLICO E REDDITO ANNUO PRODOTTO

DAI CITTADINI

PIL (PRODOTTO INTERNO LORDO):

REDDITO ANNUO PRODOTTO IN ITALIA

AZIENDE

Un’azienda può nascere senza disporre di alcun patrimonio iniziale-> partita IVA

Oppure con una dotazione di ricchezza iniziale

La ricchezza dell’azienda aumenta e diminuisce attraverso prelevo di dividendi e aumento di capitale, e grazie alla generazione di

utili e produzione di perdite. PATRIMONIO NETTO= ATTIVO-PASSIVO

RUOLO DELLA MONETA NELLA CIRCOLAZIONE E MISURAZIONE DELLA RICCHEZZA

GLI SCAMBI MONETARI

La moneta:

-favorisce la circolazione di beni, permettendo scambi in cui il

corrispettivo è espresso in moneta. In questi scambi, il trasferimento

del corrispettivo può avvenire al momento della cessione del bene o

successivamente (pagamento immediato o pagamento differito; in caso

di pagamento differito, nel momento della cessione del bene si è

creato un “credito di pagamento”). Da questo ruolo scaturisce la

civiltà economica

-permette la misurazione della ricchezza. Da questo ruolo scaturisce la

possibilità di assegnare un valore ai singoli beni che compongono il

patrimonio e alle loro variazioni. Una volta assegnato un valore a tutti

i beni è possibile comporre lo STATO PATRIMONIALE

IL RISCHIO

, IL CREDITO E LA PERCEZIONE DEL RISCHIO

Gli scambi monetari possono dar luogo al credito di regolamento, da questo scaturiscono posizioni di credito e debito di

regolamento che a generano una serie di diritti e doveri per il creditore e il debitore.

I rapporti tra DEBITORI e CREDITORI sorgono per regolare lo scambio.

Due persone intendono trasferire la proprietà di un bene da un soggetto (cedente) all'altro (acquirente).

La cessione del bene rappresenta la PRESTAZIONE PRINCIPALE.

Il pagamento del prezzo rappresenta la CONTROPRESTAZIONE.

Quando il pagamento del prezzo (ovvero la controprestazione) avviene in un momento differito rispetto al momento della

prestazione, insorge il credito di regolamento: ovvero si formano una posizione creditoria e una posizione debitoria, che saranno

estinte nel momento in cui avverrà il pagamento del prezzo.

Ben diverso da questo rapporto è il rapporto di credito di prestito, che è quello che nasce, per esempio, quando una famiglia, o

un'azienda, stipula un mutuo con una banca.

Nel caso del CREDITO DI PRESTITO l'oggetto dello scambio, ovvero la prestazione, è la disponibilità temporanea di una certa

quantità di moneta. A fronte di questa prestazione chi riceve il prestito riconosce al soggetto che lo ha erogato un certo

INTERESSE, che è il corrispettivo dell'operazione di prestito.

Questo interesse si genera con una logica analoga a quella con la quale chi prende a noleggio un'automobile o un motorino

riconosce a chi lo conceda a noleggio un "canone di noleggio".

In questo caso, la disponibilità temporanea di un bene è la prestazione, mentre il canone di noleggio rappresenta la

controprestazione. Infatti, quando viene concesso un prestito, il credito non nasce per regolare uno scambio, ovvero non

rappresenta la controprestazione.

Il CREDITO, inteso come la disponibilità temporanea di moneta, è invece la prestazione principale, che permette al soggetto che

riceve il prestito di ottenere l'utilità derivante dal fatto di poter disporre di una certa quantità di moneta per un certo periodo.

La controprestazione è rappresentata invece dall'interesse, che viene riconosciuto da chi riceve il prestito a chi lo concede.

L'interesse è definito di solito in percentuale del capitale temporaneamente trasferito ed è tanto maggiore:

- quanto maggiore è il tempo per il quale viene concesso il prestito.

Si tratta del cosiddetto premio per la liquidità, che aumenta al crescere della durata per la quale la liquidità è stata trasferita dal

soggetto che ha erogato il prestito al soggetto che lo ha ricevuto;

- quanto maggiore è il rischio che il debitore non tenga fede ai propri impegni, restituendo il capitale e corrispondendo gli interessi.

Si tratta del cosiddetto premio per il rischio, che aumenta al crescere della percezione del rischio che l'operazione non vada a buon

fine. RISCHIO è l’eventualità che l’evento futuro si realizzi in modo non uniforme a ciò che ci aspettiamo. Il rischio è

un evento futuro/non noto che crea delle aspettative

L’utilità della ricchezza decresce al crescere della ricchezza, da qui deriva l’avversione al rischio. A parità di valore,

ciò che già abbiamo vale per noi più di quanto vale ciò che potremmo vincere.

Grafico di Walter

La media delle aspettative di chi scommette, e quindi si espone a un rischio, si chiama valore atteso.

SPREAD: differenza tra i tassi di interesse sul debito a lungo termine italiano (BTP: buoni del tesoro poliennali) e gli interessi su

quello tedesco (BUND)

Il rischio che il governo italiano non onori i propri debiti di lungo termine è considerato maggiore del rischio che il governo

tedesco a non ripagare i propri debiti.

L'investimento nei BTP italiani è percepito quindi come più rischioso rispetto all'investimento nei titoli del debito pubblico

tedeschi, i Bund poliennali. Pertanto, gli investitori chiedono un premio (spread) per il maggior rischio cui si espongono quando

finanziano il Governo italiano, invece del Governo tedesco.

L’AZIENDA

L’AZIENDA È UN SOGGETTO COSTITUITO PER PRODURRE RICCHEZZA MEDIANTE UN SISTEMA DI ATTIVITÀ

ESERCITATE IN MODO CONTINUATIVO.

L’azienda può essere CON O SENZA SCOPO DI PROFITTO, in entrambi i casi, la ricchezza prodotta è destinata a diverse

categorie di persone anche se con modalità e regole diverse.

Nelle aziende che sono gestite nel modo migliore la produzione di ricchezza si realizza anche a beneficio di altri soggetti, come i

clienti, i dipendenti, i fornitori, la comunità locale. Ciò anche quando non siano loro i destinatari primari della ricchezza prodotta.

L’azienda è un SOGGETTO che può essere formato da un individuo singolo o da più persone riunite tra loro per formare un

SOGGETTO DIVERSO DALLE SINGOLE PERSONE COINVOLTE.

Esistono 2 tipi di soggetti: persone FISICHE (società in accomandita semplice) e persone GIURIDICHE (società per azioni). Il

soggetto diverso dalle singole persone coinvolte, nel sistema giuridico italiano si chiama SOCIETÀ. Le aziende possono avere

diverso impiego di risorse umane e materiali: aziende dove prevale il lavoro (A SINGOLE PERSONE) e aziende dove prevalgono

gli elementi patrimoniali (A SINGOLI BENI).

AZIENDA NELLA PROSPETTIVA DEI DIVERSI SOGGETTI COINVOLTI

Nell'azienda convergono obiettivi e aspettative di molti soggetti: il confronto con questi soggetti la composizione dei rispettivi

interessi in un disegno coerente in un programma di lavoro unitario è il primo e più naturale lavoro di chi la dirige. Si tratta di un

confronto di una sintesi non facili dal momento che la condizione di scarsità di risorse con le quali tutte le aziende operano

costringe a fare delle scelte non permette di offrire a tutti e subito il massimo livello di soddisfazione possibile.

AZIENDA NELLA PROSPETTIVA DELL’IMPRENDITORE

Per l’imprenditore l’azienda si caratterizza per la composizione di opportunità e rischi (non uguali per tutti gli imprenditori).

Grandi soddisfazioni anche al di là degli elementi patrimoniali come anche i rischi.

Tanti imprenditori non solo per la corsa alla ricchezza ma soprattutto perché la libera iniziativa imprenditoriale può dare

espressione alla fantasia. Il soddisfacimento dei bisogni contribuisce a creare l’identità stessa delle aziende che spesso incidono

sulla società.

Il ruolo di imprenditore è diverso da quello dell’azionista/socio. Tutti gli imprenditori sono soci ma non tutti i soci possono essere

considerati imprenditori.

Il ruolo del socio può essere svolto in modo diverso in base alla quota del capitale posseduta e alla natura delle responsabilità

assunte. È evidente che il titolare del 100% del capitale e delle responsabilità primarie (1)

eserciterà un ruolo diverso e avrà un'esposizione al rischio differente dal titolare di

una quota di minoranza che non abbia responsabilità sulle attività aziendali (9).

Potremmo anche dire che il soggetto della casella 9 non sia un imprenditore, pur

essendo un azionista e pur avendo - in quanto tale - diritto ai dividendi, ove questi

vengano distribuiti.

Il punto è che il socio di minoranza che non abbia responsabilità di gestione, pur essendo comproprietario dell'azienda, non è il soggetto che

prende le decisioni sui mezzi di produzione, per dirla con Marx. Altrettante condizioni differenziate si possono associare alle altre sette possibili

fatti-specie (dalla 2 alla 8).

Né si deve credere che la fattispecie migliore sia sempre quella indicata nella casella 1, dal momento che gran parte delle differenze derivano

dalle performance aziendali e dalla natura degli interlocutori con i quali l'imprenditore deve confrontarsi.

Rapporto tra azienda e imprenditore controverso. Secondo un tipo di approccio a questo tema, le esigenze dell’azienda sarebbero

definite soprattutto dalla necessità di crescere e svilupparsi, anche in modo relativamente indipendente e autonomo rispetto alle

risorse dell'imprenditore.

Gli obiettivi dell'imprenditore dovrebbero essere disciplinati di conseguenza, al fine di evitare che le opportunità di sviluppo

dell'azienda possano essere limitate dai bisogni di chi "pro tempore" ne risulti titolare.

Ma se l'azienda non è in grado di svolgere il suo ruolo di produzione di ricchezza, questo genera un problema per tutti, soprattutto

per chi ne sia titolare.

Ciononostante, non si può dimenticare che dietro ogni azienda, dietro ogni gruppo di aziende, per quanto grande e articolato, vi

sono sempre gli interessi di singole persone. Se le aziende non garantiscono anche la soddisfazione di queste persone, assicurando

loro la distribuzione degli utili per i quali sono state costituite, allora si può dire che il lavoro non sia stato fatto bene, o - quanto

meno - che non sia completato.

Nella revisione dei parametri di performance aziendale realizzata a partire dagli anni Ottanta del secolo scorso è stato posto

l'accento sulla produzione della liquidità (ovvero sulla variazione dei conti correnti aziendali), invece che sul reddito.

Non vi è dubbio che questa revisione, che ha condizionato anche le regole alla base della misurazione dei risultati (i cosiddetti

principi contabili statunitensi, internazionali e italiani), abbia rappresentato un cambiamento significativo.

Nella stessa direzione, si può aggiungere che uno dei risultati fondamentali per valutare l'attività aziendale sia rappresentato, oltre

che dalla variazione dei conti correnti dell'azienda, dalla variazione dei conti correnti dei suoi azionisti.

Non si tratta dell'unico risultato. Ma si tratta di un risultato che non pu&ogr

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ssssssssss06 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Russo Paolo.
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