Economia aziendale
Economia deriva da due parole: oikos (casa) e nomos (regole, legge), sostanzialmente è "la legge della casa" e come si gestisce. Aziendale vuol dire che l'oggetto di studio sono le aziende. La macroeconomia studia i grandi complessi come l'Unione Europea, lo Stato italiano e la regione. La microeconomia studia i complessi più particolari.
L'evoluzione della ragioneria
Prima esisteva solamente la ragioneria (accounting- contabilità) che sostanzialmente svolgeva tre ruoli:
- Rilevare fatti amministrativi
- Determinare i risultati
- Interpretare e controllare i risultati
Un frate si inventò questo sistema per migliorare la contabilità del suo convento.
I fatti amministrativi
Ma cosa sono i fatti amministrativi? Sono tutto ciò che avviene con scambio tra azienda ed esterno con impatto economico-finanziario. È importante sottolineare che la ragioneria non rileva i fatti interni all'azienda, per questo arriverà poi un'altra materia. I fatti amministrativi rilevano solo gli scambi esterni all'azienda tramite il linguaggio contabile. Il linguaggio è una convenzione, quindi il linguaggio contabile è una convenzione. A livello nazionale avrò un set di principi, a livello internazionale ne avrò altri.
Tutte queste informazioni devono essere inserite all'interno di un sistema che varia in base alla scala in cui mi trovo. Posso trovarmi a livello nazionale, a livello internazionale, a livello bancario, ecc. Se gli scambi non hanno un impatto economico-finanziario, non sono degni di nota. Una volta rilevati i fatti amministrativi (secondo certe regole) dobbiamo determinare i risultati, le performance. Rilevo così le performance aziendali.
Dalle performance aziendali possiamo notare se un'azienda fa profitto o no, se fa perdita (il dividendo) (frutto che mi dà un'azione). Il concetto di performance è un concetto relativo: cosa vuoi sapere? Sei una banca? Sei lo Stato che deve tassare? Sei un'impresa?
Interpretazione e controllo dei risultati
Il terzo passo è interpretare e controllare i risultati, cercando di capire perché ho un determinato risultato. Tutta l'economia si regge sull'informazione ed essa viene prodotta al terzo passo. Tutti vogliono avere informazioni economiche-finanziarie sull'andamento dell'azienda. La ragioneria, di fatto, produce le informazioni che verranno utilizzate dagli USERS (utilizzatori).
Ragioneria diventa economia aziendale quando un professore di ragioneria, Gino Zappa, nel 1926, tramite un discorso all'università, affermò di voler diventare economisti aziendali, ossia l'economia applicata alle aziende perché erano i più vicini all'economia aziendale.
Il vincolo di bilancio e le scelte economiche
Economia aziendale diventa quindi una scienza economica che è volta a molteplici finalità da raggiungere con priorità diverse gerarchizzabili (oltre che ordine di priorità anche ordine temporale: a lungo termine o breve termine/immediato) con risorse e mezzi scarsi. Ecco che nasce il vincolo di bilancio (RB) che dobbiamo allocare risorse scarse per soddisfare finalità molteplici. Tutte le economie studiano i criteri di scelta. Come avvengono le scelte e le decisioni in termini economici?
- Breve termine
- Medio termine
- Lungo termine
In ogni azienda abbiamo più finalità che possiamo gerarchizzare in base alle priorità. Dobbiamo gerarchizzarle perché le risorse sono scarse. Le risorse sono scarse per definizione. Nasce quindi il problema di allocare le risorse scarse per svolgere molteplici finalità. Se c'è un problema di allocazione deve esserci qualcuno che studia come risolverlo.
Robins e la scienza economica
Robins è l'autore che ha definito i convenuti della scienza economica, li ha definiti tutti. La ragioneria non fa altro che produrre informazioni che servono per gestire i complessi aziendali che vanno amministrati. Nel tempo la materia si evolse.
Economia aziendale è una scienza economica perché:
- L'economia si pone tanti problemi
- Abbiamo tante finalità da raggiungere
- Le finalità sono gerarchizzabili secondo una certa priorità (la gerarchia dipende dalle priorità che ci diamo)
- Le risorse sono scarse per definizione
- I mezzi e le risorse sono suscettibili di utilizzi alternativi
Aziendale studia le aziende (complessi organizzati per raggiungere determinate finalità, qualunque esse siano).
Scienza economica secondo Robins
Scienza economica deriva dalla definizione di Robins: "Molteplici finalità, ordinabili e gerarchizzabili secondo alcune priorità, hanno scarse risorse e i mezzi sono suscettibili di utilizzi alternativi". L'economia aziendale studia i comportamenti di chi ha responsabilità di gestione. Il componimento non è altro che una serie di azioni o atti: decisione -> azione -> controllo.
Usiamo processo perché non è mai una persona sola a svolgere l'azione, quando coinvolge più persone divine è un processo. I processi decisionali possono essere più o meno vari. La decisione dà luogo alle aspettative. Quando prendo una decisione metto in atto un processo di previsione (ex ante = aspettative = performance attese). Qualsiasi cosa succede si passa all'azione e nasce il processo esecutivo (qualcuno che esegue). Quando metto in atto questo processo avremo dei risultati, si dice ex-post.
Processo decisionale e controllo
I risultati vengono chiamati performance (risultato atteso) effettive = ex-post. Una scelta è strategica quando è una cosa che ci cambia stile di vita o ha un tempo di aspettativa relativamente lungo. Nel momento in cui penso di avere certi risultati vuol dire che sto mettendo in atto un processo di pianificazione. Mi baso sulla mia o altrui esperienza, prendo la decisione e attuiamo un piano di azione. Se ti vincola per un orizzonte temporale a medio-lungo termine si chiama scelta strategica.
Il controllo verifica se ex-ante ed ex-post si assomigliano. Nel controllo si confronta ciò che è aspettato da ciò che abbiamo realizzato e abbiamo due possibilità:
- Ex-ante ed ex-post si corrispondono
- Uno è peggiore dell'altro
Se non si corrispondono si verificano gli scostamenti (GAP), ossia una differenza-distacco. Il controllo non fa altro che controllare questa differenza per dare gli input a chi prende le decisioni. Nasce a questo punto un feedback (impulso retroattivo o meccanismo di retroazione: far sapere cosa si pensa). Il feedback può essere a livello decisionale o di esecuzione.
Le tre fasi aziendali
Le tre fasi sopracitate sono presenti in tutte le aziende (processo decisionale, processo esecutivo e di controllo). L'ultimo mira a mettere insieme ciò che mi aspettavo di realizzare con ciò che ho realizzato, ossia i risultati effettivi. A seguito del controllo, se negativo, nasce un processo di retroazione per capire dove abbiamo sbagliato.
Se l'orizzonte temporale è a medio o lungo termine di si parla di pianificazione strategica o processo di previsione. Se siamo invece in una decisione che abbraccia un processo temporale a breve termine si chiama budget, ossia la previsione dei risultati attesi nel momento più vicino a quando prendo la decisione.
"Il budget è il documento che accoglie le performance attese formulate nel momento più vicino a cui prendo la decisione."
(A novembre 22 i manager si riuniscono e generano il piano-budget per l'anno 23 ossia il più vicino). Documento di orizzonte temporale di breve termine.
Nel processo decisionale si focalizzano orizzonti temporali diversi:
- M.L. Termine -> processo di pianificazione strategica
- B. Termine -> budget
Più lontano sarà il mio orizzonte temporale è più sarà incerta la mia previsione. Il budget è la previsione più precisa. L'economia studia i comportamenti, i processi decisionali, esecutivi e il processo di retroazione (feedback).
Il piano strategico
Il piano strategico può riguardare non solo decisioni 'monetarie'. Un mio piano strategico può essere, per esempio, la laurea magistrale mentre un mio budget potrebbe essere superare i primi 6 esami. Il controllo sarà verificare se su 6 esami previsti ne ho dati effettivamente 6 oppure 3. Nell'ultimo caso ho un feedback (processo retroattivo) in cui analizzo se ho preso una decisione errata oppure se ho sbagliato nel processo esecutivo (esempio: ho studiato male).
Il processo decisionale
Come si attua il processo decisionale? Come vengono prese le decisioni nei complessi come le aziende? Noi facciamo riferimento a John Deway che scrisse il libro intitolato "Come pensiamo" (sulla logica) ed affermò che il processo decisionale costa di più fasi:
- Individuazione del problema: si presenta un problema davanti a noi
- Definizione del problema: devo calcolare i tempi di risposta e di risoluzione del problema, quali sono le risorse a disposizione, quali sono i vincoli sindacali o di lavoro, ecc.
- Sviluppo delle soluzioni alternative per risolvere il problema: quali opzioni ho a disposizione per risolvere il problema? Cerco di sviluppare soluzioni alternative sempre tenendo conto del punto 2
- Sviluppo delle conseguenze associate ad ogni alternativa: se io scelgo un'opzione quale è la sua conseguenza? Cosa potrebbe accadere? Cerco pro e contro
- Effettuazione della scelta sulla base di una prefissata funzione di utilità (a monte esiste un sistema di valori che aiuta sulla scelta da compiere): la funzione di utilità dipende tantissimo dal periodo storico in cui ci troviamo e muta nel tempo. Al suo interno troviamo per esempio i problemi legati alla differenze sociali, di genere, esigenze sociali e non solo esigenze monetarie. Le aziende tendono a far sì che le persone si sentano onorate di far parte di una determinata azienda, sia come lavoratore sia come cliente. Il profitto deve esser fatto il linea con le aspettative sociali di un determinato periodo storico.
La funzione di utilità serve ad una persona per compiere una scelta ma come faccio a farla se ho una serie di problemi? La scelta per risolvere attraversa logicamente queste fasi anche se inconsciamente. Ottengo varie scelte. La scelta si fa sulla base di un sistema di valori (funzione di utilità) che ci permette di fare determinate scelte.
È mono dimensionale o pluridimensionale? Ha una variabile o ne ha di più? Prima si pensava fosse monodimensionale, oggi non ci crede nessuno alla massimazione del profitto. Il sistema di valori è frutto dell'ambiente in cui ti trovi con problemi sociali, disuguaglianza sociale, ecc.
I modelli decisionali
La scelta la fa il soggetto decisore (uomo economico) sulla base di due modelli di riferimento:
- Modello A / modello di razionalità obiettiva
- Individua tutti i problemi
- Li definisce perfettamente (vincoli, tempi, risorse)
- Individua tutte le soluzioni alternative per risolvere i problemi
- Individua tutte le conseguenze
- Prende la scelta ottima (migliore in senso assoluto)
Arriva Simon, un sociologo, all'inizio degli anni '60, e mette in discussione tale modello in quanto l'uomo è amministrativo e non economico (la persona ha tutte altre caratteristiche rispetto all'uomo economico). Vince il Nobel per l'economia nonostante sia un sociologo. Scrive "Il comportamento amministrativo" e genera il modello B. Il soggetto decisore è l'uomo amministrativo, contrapposto all'uomo economico:
- Modello B / modello di razionalità limitata
- Individua pochi problemi
- Definisce i problemi in base alle sue capacità
- Individua qualche soluzione per risolvere il problema
- Individua poche conseguenze associate alle soluzioni
- Mette in atto una scelta soddisfacente, quella che in base alla sua capacità limitata pensa gli vada bene, sulla base di due principi: esperienza (storia) e livello di ambizione-aspirazione
Il modello A è razionale-obiettiva. Il modello B si basa molto sulla persona che compie la scelta, ossia è razionale-limitata. L'economia aziendale studia le aziende e il comportamento aziendale (3 processi visti prima) secondo un modello di razionalità limitata.
Definizione di azienda
Economia aziendale = comportamenti delle persone coinvolte nelle aziende a vario titolo, processi di decisione, esecuzione, controllo e processo di retroazione (feedback) al fine di allineare continuamente performance effettive (ex-post) a quelle attese (ex-ante). Si ispira ad un modello di razionalità limitata (Simon).
AZIENDA = Nell'articolo 2555 del codice civile si dà la definizione di azienda come "complesso dei beni organizzato dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa". Tale definizione però non è esaustiva poiché tratta solo di un tipo di azienda in quanto le aziende non sono tutte imprese. L'impresa è un'azienda ma non tutte le aziende sono imprese. Non coglie il fenomeno aziendale, ossia non coglie tutte le aziende ma solo un tipo: le imprese. Noi aziendalisti preferiamo parlare di gestore anziché imprenditore.
Le imprese sono sempre associate al profitto. Sono legate indissolubilmente al profitto che a sua volta è legato al rischio. Se c'è il rischio voglio il profitto. Rischio basso si dice tollerante.
L'azienda come istituto economico
Azienda è un istituto economico duraturo destinato a produrre utilità/benessere.
ISTITUTO = Insieme di beni, persone, operazioni, legate da un vincolo di complementarietà. Organizzazione complessa. Questi beni quando vengono introdotti nell'azienda perdono la loro individualità e specificità per riconoscersi in un sistema più ampio, l'azienda. Ciascun elemento entra a far parte di un complesso aziendale e si crea una coordinazione produttiva finalizzata a qualcosa. Se l'azienda ha successo ne deriva che il valore del complesso aziendale è di gran lunga superiore alla somma (al valore analitico) delle singole parti che compongono il sistema aziendale. Questo valore emerge quando vendo l'azienda e passa di proprietà. Questo valore aggiuntivo si chiamerà goodwill o avviamento.
ECONOMICO = All'interno dell'azienda si prendono delle scelte economiche. Prendo scelte economiche quando adatto scarse risorse a varie finalità. Output sono i prodotti, input sono le risorse scarse.
DURATURO = Viene fondata per perdurare nel tempo. L'azienda più antica del mondo si trova in Giappone e gestisce hotel e ristoranti. In Italia la più vecchia azienda produce campane "La pontificia fonderia di campane Marinelli". Antinoli producono vino (700 anni che esiste). Monte Paschi di Siena esiste da prima della scoperta dell'America.
DESTINATO A PRODURRE UTILITÀ/BENESSERE = L'utilità potrebbe essere il profitto ma per arrivare ad esso devo produrre qualcosa che serve all'acquirente. Potrebbe essere un oggetto, un bene, un servizio. La differenza tra servizio e prodotto è che il prodotto è concreto e tangibile mentre il servizio è una cosa intangibile. Questi servizi sono destinati a qualcuno.
Un'azienda può scambiare (nel senso di vendere) l'utilità prodotta oppure può scegliere di offrire (esempio sono gli ospedali, le scuole pubbliche). L'azienda che vende servizi si caratterizza per avere un numero maggiore di dipendenti. L'azienda di servizi è più complicata rispetto all'azienda che vende beni.
Il sistema aziendale
Le aziende (sistema inserito in un macro-sistema più ampio come l'ambiente o il sistema di riferimento) sono costituite da tre grandi sub-sistemi:
- Sistema dei beni - patrimonio
- Sistema delle persone - organizzazione
- Operazioni - studio della gestione aziendale
Sistema dei beni = I beni possono essere materiali/tangibili o immateriali/intangibili (come software, brevetti, diritti di concessione, marchio di moda). I beni possono essere suddivisi in beni immobili, beni mobili registrati e beni comuni non registrati. Tutti i beni aziendali fanno parte del patrimonio aziendale perciò il sistema dei beni studia il patrimonio aziendale. Il concetto di bene è un concetto statico.
Il patrimonio aziendale
La titolarità dei beni: il proprietario di un bene è colui che? Il patrimonio statico è una grandezza stock riferita necessariamente ad una certa data (esempio: oggi 10-10-22). Posso studiare il patrimonio secondo:
- L'aspetto qualitativo: il patrimonio è un massa eterogenea di beni (beni di natura diversa). Si ha una breve descrizione qualitativa dei beni. L'inventario a quantità fisiche eterogenee (insieme di attività e passività) è un documento riepilogativo dei beni aziendali ad una certa data descritti qualitativamente. Tutte le aziende dovrebbero avere l'inventario.
- Aspetto quantitativo: Si parte dall'inventario a quantità fisiche (qualitativo), si sceglie un'unità di misura comune (la valuta) e si applicano criteri di valutazione al fine di esprimere una quantità monetaria partendo da una quantità fisica. Un valore fisico viene trasformato in valore monetario. Il patrimonio qualitativo esprime una quantità fisica, il patrimonio quantitativo esprime una quantità monetaria.
Esempio: Inventario Roma3 il 30-9-22
| Attività | Passività (obbligazioni/debiti) |
|---|---|
| - Immobile a Roma via Silvio d'Amico | - Mutuo per comprare edificio |
| - Metri | - 200 posti pc |
| - 5000 crediti | - Crediti |
Scrivo beni su cui io gestore vanto un diritto di proprietà a cui altro.
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