Economia aziendale: riassunto lezioni e libro
L'azienda
Il termine azienda accomuna un insieme di elementi e di entità molto diverse tra loro. Per comprendere il significato si può ricorrere alle definizioni di tre dizionari:
- Le Monnier: Organismo composto di persone e beni diretto al raggiungimento di un fine economico di interesse sia pubblico sia privato; dallo spagnolo "hacienda", faccenda, latino "facienda" (le cose da fare);
- Garzanti: Complesso di beni e persone organizzato ai fini della produzione;
- Zanichelli: Complesso di beni organizzato per la produzione di altri beni e servizi.
I caratteri costruttivi di un'azienda:
- È un insieme complesso di elementi diversi ma tra loro interrelati, tanto da poter parlare di organismo o sistema;
- Ha la funzione di soddisfare dei bisogni di qualcuno attraverso la realizzazione di un prodotto (bene o servizio);
- Svolge un processo di trasformazione di determinate (input della produzione) in specifici beni e servizi (output della produzione);
- Persegue un fine economico in quanto esiste per creare della ricchezza durevolmente nel tempo, realizzando produzioni economicamente convenienti.
L'economia aziendale
L'economia aziendale è una disciplina che indaga sul comportamento, sul funzionamento e sul divenire delle aziende, osservando:
- Le diverse tipologie (di consumo, di produzione, composta), le classi (pubblica o privata) e articolazioni (industriali, finanziarie, di servizi, ecc.) di aziende;
- I soggetti che partecipano alla vita aziendale (finanziatori, i lavoratori, i fornitori, gli enti pubblici, ecc.), le loro funzioni e le loro aspettative;
- La struttura aziendale (assetti istituzionali e organizzativi) e la sua evoluzione;
- Le tipologie di decisioni aziendali (strategiche, direzionali e operative), i processi con cui si formano e le relazioni che le legano;
- Le modalità di svolgimento e di monitoraggio dell’attività di produzione e di consumo (modalità di trasformazione chimico-fisica o spazio-temporale delle risorse);
- Le condizioni economiche, finanziarie e patrimoniali con cui tali attività devono essere realizzate (equilibrio, economicità, durabilità, sostenibilità).
L'economia aziendale nasce sul finire degli anni ‘20 ad opera di Gino Zappa e viene sviluppata negli anni successivi da diversi studiosi sulla base di quattro aspetti fondanti:
- Oggetto d'indagine: l'azienda è un "istituto economico atto a perdurare nel tempo la quale, per il soddisfacimento dei bisogni umani, compone e svolge in continua coordinazione la produzione o l’acquisto ed il consumo della ricchezza";
- Corpus dottrinale: gli studi di economia aziendale si fondano sull’unità concettuale di tutti gli studi sull’azienda, che prima di Zappa erano divisi in due filoni: la ragioneria (riguardante le rilevazioni quantitative dei fatti aziendali, al fine di tener conto dei mutamenti intervenuti nella ricchezza) e la tecnica commerciale (riguardante le modalità di attuazione e controllo delle operazioni aziendali);
- Punto di osservazione: le dinamiche ed i comportamenti aziendali vengono studiati al fine di analizzare le modalità del formarsi della ricchezza prodotta;
- Peculiarità concettuale: si è progressivamente consolidata l’autonomia degli studi aziendali rispetto a quelli dell’economia politica (che studia i fenomeni economici degli aggregati territoriali, nazionali e internazionali) e dell’economia industriale (che studia i processi di sviluppo dei settori industriali, cioè di aggregati di aziende comparabili per processi o prodotti realizzati), rispetto ai quali l’economia aziendale si caratterizza per un minor grado di astrazione e per una maggior propensione ai contributi concreti utili alle necessità reali delle singole aziende.
L'azienda come istituto economico
L'azienda è un istituto economico atto a perdurare nel tempo. Il sistema aziendale rappresenta la dimensione economica di un'istituzione, che pertanto è un'entità compiuta, autonoma, dinamica, con proprie leggi o condizioni di funzionamento.
In una società civile, dunque, le varie istituzioni che ci operano non sono di per sé delle aziende, ma anche aziende nel senso che per perseguire i fini istituzionali devono saper agire con criteri aziendalistici.
L'economia aziendale si configura come uno studio dell'organizzazione dell'attività economica all'interno di una istituzione nel contesto della società: i particolari approcci e strumenti vengono attivati soltanto se coerenti con i fini dell'istituzione.
Dall'azienda all'impresa
Il termine azienda non è sinonimo di impresa; quest'ultima infatti è l'istituto in cui viene realizzata la produzione per lo scambio nei sistemi economici, il cui ordine economico è appunto l'azienda di produzione. Secondo l'articolo 2555 del codice civile, l'azienda è il complesso dei beni organizzati dall'imprenditore per l'esercizio dell'impresa. L'imprenditore è chi esercita professionalmente un'attività economica con il fine della produzione o scambio di beni e servizi.
L'azienda esiste in quanto strumento per realizzare un’intrapresa economica (impresa), cioè un'attività volta alla realizzazione di un output che:
- Abbia un valore per il consumatore che gli consenta di soddisfare degli specifici bisogni;
- Abbia un valore per colui che lo realizza (l'imprenditore) in quanto se l'input vale meno dell'output vi sarà un margine di profitto.
La teoria dei sistemi
L'azienda è un insieme di fattori e relazioni, come un sistema sociale aperto dove le persone sono riunite in strutture organizzative, hanno ruoli e mansioni differenti ma operano per il raggiungimento di un fine e di obiettivi in comune.
La teoria dell'agenzia
Questa teoria propone una visione dell'organizzazione come sistema di relazioni di agenzia, ovvero di contratti che regolano i rapporti tra il mandante (principal, il proprietario) e l'agente (agent, il management delegato a gestire l'impresa). Dato che i contratti sono imperfetti a causa di problemi quali asimmetria informativa o differenze di aspettativa, si determinano dei costi di agenzia che rendono inefficace sistema.
La teoria degli stakeholder
Questa teoria propone un'espansione del sistema di aspettative riguardo i risultati aziendali, inserendo, oltre ai portatori di capitale, anche ogni soggetto che detiene qualche interesse collegato al funzionamento di un'azienda. Così gli obiettivi e i comportamenti aziendali dovrebbero riflettere il sistema complesso di aspettative che convergono sull'impresa.
I fini dell'azienda
Per quanto riguarda il dibattito sui fini dell'azienda, si possono riconoscere due posizioni:
- L'azienda non ha fini propri, ovvero le finalità sono quelle dell'istituzione di cui fa parte: l'azienda rappresenta solo uno strumento di tale istituzione.
- L'azienda ha un fine proprio coincidente con la creazione di ricchezza: l'azienda, dunque, è un sistema complesso che produce ricchezza per mettere l'istituzione nella condizione di perseguire i suoi fini.
Il conseguimento del fine della creazione di ricchezza deve seguire alcuni principi:
- Economicità: Il valore dell'output deve essere superiore a quello degli input impiegati nella produzione;
- Durabilità: L'azienda deve durare nel tempo modificandosi di volta in volta e adattandosi all'ambiente mutevole e alle condizioni storiche;
- Autonomia: L'azienda deve dotarsi di mezzi per perseguire con libertà i propri obiettivi, senza supporto di terzi;
- Equilibrio: L'azienda deve operare mantenendo condizioni di equilibrio reddituale (i ricavi devono essere superiori ai costi per remunerare i fattori produttivi) e di equilibrio monetario (le entrate devono essere superiore alle uscite perché l'azienda possa far fronte agli impegni di pagamento).
Il modello input-output
La modalità più semplice per rappresentare il sistema dell'azienda è attraverso il modello input-output, il quale rappresenta l'azienda mediante i legami che esistono tra struttura, operazioni e risultati.
- La struttura riguarda l'insieme dei fattori produttivi e delle risorse;
- Le operazioni riguardano l'insieme delle decisioni e delle attività poste in essere dall'azienda;
- I risultati riguardano non solo la presenza di un margine positivo tra output e input ma anche l'accumulazione o meno delle risorse necessarie per l'andamento aziendale.
In questo contesto si distingue tra attività strategica e operativa. La prima comprende il complesso delle decisioni e operazioni che hanno come oggetto l'acquisizione e la modificazione della struttura. L'attività operativa invece si riferisce all'insieme delle decisioni e delle operazioni che mirano allo sfruttamento della struttura.
Il funzionamento dell'azienda
Un'azienda ha origine da un'idea imprenditoriale che deriva dall'individuazione di un bisogno da soddisfare; la realizzazione di un prodotto che possa soddisfare tale bisogno necessità un insieme di risorse che devono essere combinate in modo da avere produzioni efficaci ed efficienti.
Per rendere operativa l'idea imprenditoriale è necessario che vengano individuate:
- Regole che stabiliscono l'attribuzione delle responsabilità decisionali;
- Regole che stabiliscono le modalità tramite le quali le risorse sono inizialmente conferite all'azienda;
- Le risorse specifiche che devono essere utilizzate;
- Regole che stabiliscono come differenti soggetti vengano remunerati.
La forma di esercizio collettivo dell'attività di impresa è chiamata società; una società nasce quando i soggetti promotori dell'iniziativa imprenditoriale stipulano un contratto plurilaterale, chiamato atto costitutivo, il quale regola i conferimenti delle risorse da parte dei soci. Questi ultimi hanno la possibilità di scegliere i soggetti che gestiranno le attività, ma anche il diritto di proprietà sulla ricchezza che l'azienda è in grado di realizzare.
È nell'assemblea dei soci che viene deciso chi deve gestire la società per conto dei soci, cioè il soggetto o i soggetti cui viene delegato il potere di governare direttamente la società. L'organo al quale viene delegato questo potere è il Consiglio di Amministrazione. Il consiglio delega i propri poteri al cosiddetto Amministratore Delegato, il CEO, il quale opera in maniera autonoma con l'aiuto di tecnici (management) assumendo le massime responsabilità decisionali in azienda.
Le operazioni necessarie per passare dall'idea iniziale all'azienda sono riassumibili in due circuiti, nei quali si configurano quattro categorie di operazioni:
- Il circuito dei finanziamenti, che comprende:
- L'acquisizione o la restituzione dei mezzi finanziari
- Il circuito della produzione, che comprende:
- L'acquisizione di fattori produttivi
- La trasformazione dei fattori produttivi in beni o servizi
- La vendita dei beni e servizi
Il circuito dei finanziamenti
L'avvio della gestione aziendale richiede il reperimento del capitale iniziale, ovvero di risorse finanziarie necessarie ad avviare le combinazioni economiche dell'azienda (quindi per far partire il ciclo produttivo). Tali risorse sono reperite sui mercati finanziari, in cui vi sono:
- Soggetti che, disposti ad assumersi i rischi, trasferiscono capitale di proprietà (proprio) all'azienda. Questo viene denominato capitale di rischio, in quanto la sua remunerazione è incerta e variabile e inoltre questo è vincolato in modo permanente all'azienda non essendovi alcun obbligo di restituzione. Normalmente sono coloro che hanno avuto l'idea imprenditoriale a dotare l'azienda delle risorse necessarie.
- Altri soggetti che, non disposti ad assumersi i rischi se non quello dell'insolvenza, trasferiscono capitale di prestito (di debito) all'azienda. Questo tipo di risorsa finanziaria deriva dalla accensione di prestiti nei confronti di terzi, che permette di ottenere una somma di denaro che dovrà essere remunerata e restituita secondo tempi e modalità stabilite contrattualmente. Vi si ricorre quando il capitale ha portato in linea di proprietà non copra tutto il fabbisogno. Il rischio che i finanziatori corrono è quello dell'insolvenza, in quanto l'azienda potrebbe non generare risorse monetarie necessarie per rimborsare il prestito.
Le attività legate al recupero di risorse economiche o alla cessione delle stesse sono rappresentate dal circuito dei finanziamenti passivi e attivi.
Il circuito dei finanziamenti passivi è articolato in:
- Circuito del capitale di proprietà, alimentato dalle operazioni necessarie a recuperare risorse finanziarie tramite apporti da parte dei soci (capitale proprio). Questo comporta entrate e uscite di mezzi monetari, la modifica del capitale proprio.
- Circuito dei finanziamenti di terzi, operazioni necessarie per recuperare le risorse tramite l'accensione di debiti con altri soggetti.
L'ammontare del capitale preso in prestito o concesso rappresentano, rispettivamente, dei costi di accensione del prestito e dei ricavi per la concessione del prestito. Inoltre, si deve considerare che il soggetto debitore sostiene oneri, ovvero degli interessi passivi per la disponibilità anticipata di un ammontare di risorse monetarie non di proprietà. Questi aumentano l'importo di denaro necessario per l'estinzione del debito.
Le operazioni di acquisizione e restituzione dei mezzi finanziari possono essere comprese ne:
- Settore finanziario, che accoglie sia l'aspetto monetario della gestione, sia crediti e debiti di finanziamento.
- Settore economico, il quale accoglie i valori che contribuiscono alla formazione della ricchezza aziendale.
Il circuito della produzione
I fattori produttivi generici, quindi mezzi monetari, vengono trasformati in fattori produttivi specifici attraverso l'acquisizione di quelle risorse (beni e servizi), indispensabili per mettere in atto le combinazioni produttive atte a trasformare gli input in output, quindi in prodotti da collocare sul mercato.
L'insieme delle fasi di produzione individua il circuito della produzione, che si suddivide in tre momenti:
- Acquisizione di fattori produttivi, in cui i mezzi monetari vengono ceduti ai fornitori dei fattori produttivi specifici; questa fase comporta la cessione di mezzi monetari ai fornitori e quindi il sostenimento di un costo. Ogni operazione di acquisto viene osservata in base all'uscita di denaro e all'impiego della ricchezza.
- Svolgimento dei processi di produzione, i fattori produttivi specifici vengono organizzati in combinazioni produttive e trasformati in prodotti finiti;
- Collocamento nei mercati di sbocco degli output, i prodotti finiti vengono ceduti ai clienti finali in cambio di mezzi monetari. Questa fase consente il conseguimento di un ricavo, il quale è misurato in base alla quantità di denaro ottenuta: quindi l'entrata di denaro e il recupero della ricchezza impiegata precedentemente.
Il circuito della produzione mette in contatto l'azienda con due mercati differenti:
- Il mercato dei fattori produttivi, nel quale vengono attivate operazioni di scambio che portano all'acquisizione delle risorse necessarie in cambio di mezzi monetari.
- Il mercato di vendita, in cui le operazioni di scambio portano alla cessione ai consumatori degli output in cambio di mezzi monetari.
Le operazioni di scambio
Le operazioni di scambio che hanno ad oggetto fattori produttivi, prodotti finiti e capitale di proprietà possono comportare:
- Modifica dei mezzi monetari dell'azienda, cioè entrate o uscite di denaro che prendono il nome di variazioni numerarie certe;
- Modifiche della posizione finanziaria dell'azienda, cioè maggiori/minori crediti o maggiori/minori debiti che prendono il nome di variazioni numerarie assimilate.
Questi crediti e debiti sono chiamati di funzionamento (o di regolamento), sostituiscono pro tempore la moneta, e hanno origine nella dilazione con la quale viene regolata qualsiasi operazione di scambio. Quindi:
- I debiti/crediti di funzionamento derivano dal regolamento differito relativo all'acquisizione di fattori produttivi ed all'incasso differito relativo alla cessione di prodotti o servizi;
- I debiti/crediti di finanziamento sono negoziati con la finalità di recuperare una disponibilità di denaro, oppure di investire una disponibilità in eccesso di mezzi monetari.
Considerando insieme i circuiti dei finanziamenti e della produzione, i crediti/debiti di funzionamento misurano sia ricavi che hanno la loro causa economica nella vendita di prodotti, sia costi che hanno la loro causa nell'acquisizione di fattori produttivi.
Il circuito dei finanziamenti e quello della produzione danno origine a flussi monetari e reddituali aventi direzioni opposte.
Il reddito
Qualora il flusso degli investimenti sia inferiore a quello dei rientri, si avrà la creazione di ricchezza; in caso contrario ci sarà una distruzione di ricchezza in quanto l'azienda non è in grado di recuperare il valore dei fattori produttivi fidati. La differenza tra i costi e i ricavi determina il reddito, che rappresenta l'incremento o decremento che la ricchezza
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Economia aziendale , Prof. Gennaro Alessandro, libro consigliato Economia aziendale , Francesco Giu…
-
Riassunto esame Economia aziendale, Prof. Napoli Francesco, libro consigliato Economia aziendale, Motrone Alessandr…
-
Riassunto esame Economia aziendale , Prof. Sentuti Annalisa, libro consigliato Economia aziendale, modelli, misure,…
-
Riassunto esame Economia aziendale, Prof. D'amore Mariano, libro consigliato Economia aziendale , Gennaro Ferrara