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Economia aziendale

Lezione del 07/10

Libro obbligatorio: Corso di economia aziendale (Airoldi, Brunetti, Coda) (primi 11 capitoli)

Esame: 18 domande a risposta multipla e 2 domande a risposta aperta (6 punti ciascuna)

Attività economica

L'attività economica è diretta alla produzione e al consumo di beni economici. Produrre ma anche consumare. Anche il consumo è attività economica. Le persone nel corso della vita perseguono molteplici fini (raggiungimento della felicità). Ciò comporta la nascita di bisogni. Per soddisfare bisogni le persone svolgono attività economica. Per soddisfare i bisogni, occorrono beni e servizi. Quando parlo di bene economico mi riferisco anche al servizio: il bene è materiale, il servizio è astratto. Il bene è una camicia, il servizio è la parrucchiera perché compro il servizio. Al ristorante compro il servizio. Poche cose non sono beni economici.

Classificazione dei bisogni

La classificazione dei bisogni è un concetto astratto, un modello che creiamo noi, rappresenta il nostro modo di interpretare la realtà, una costruzione umana. Diversi modi di classificare: uno fra tutti è la piramide di Maslow, consistente in una classifica sulla base del grado di complessità. A seconda dello schema di classificazione che scegliamo, un bisogno potrebbe rientrare in categorie diverse. Tra le più famose:

  • Piramide di Maslow, 5 classi di bisogni per grado di complessità
  • H. Murray, bisogno come istinto che attiva il comportamento dell’essere umano
  • Manfred Max-Neef, bisogni fondamentali in 9 categorie

Origini del bisogno

Secondo Platone e Aristotele, i bisogni stanno alla base della creazione dello stato, tramite i quali l’essere umano si spinge verso l’associazione. Epicuro si sposta invece verso il concetto di piacere distinguendo i bisogni in naturali, necessari e vani. Agostino afferma che perseguire il bisogno porta alla perdita della beatitudine. Kant propone infine la resistenza al bisogno poiché resistere al bisogno è l’espressione più evidente della razionalità.

Piramide di Maslow

Maslow, economista nel 1954, ha identificato 5 livelli nella sua piramide: da più semplici a più complessi, le persone hanno bisogni e necessità da classificare, partendo da quelli più impellenti.

  1. Bisogni fisiologici, di sopravvivenza, alimentazione
  2. Bisogni di salvezza, sicurezza, protezione
  3. Bisogni di appartenenza, identificazione, affetto, amore
  4. Bisogni di stima, prestigio, successo
  5. Bisogni di autorealizzazione: si realizza la propria identità e si occupa un posto rilevante all'interno del gruppo sociale

Prima si parte da quelli più semplici e via via si va a quelli più complessi. Non tutti i beni che soddisfano questi bisogni sono monetizzabili, ad esempio la pace nel mondo. È solamente un modello, condivisibile o no.

Altre forme di classificazione dei bisogni

  1. Natuali: alimentazione, riposo, cura, sopravvivenza
  2. Sociali: etici, estetici, religiosi

Oppure:

  1. Essenziali: o primari
  2. Voluttuari: o secondari

La tendenza è quella di soddisfare prima i primari e poi i secondari ma per scelte ci sono delle eccezioni, ma la distinzione tra essenziali e voluttuari è soggettiva e modificabile a seconda del periodo storico che si sta vivendo.

Classificazione dei beni

  1. Economici: merci e servizi, scarsi (non ce n'è di illimitato) e utili per il soddisfacimento dei bisogni. (Pane è bene economico, scarso perché non è illimitato e gratis) Un bene che non è scarso ma è utile: aria, non scarso ma inutile: sabbia del deserto
  2. Non economici: beni non scarsi e non utili

Diverse classificazioni dei beni da diversi punti di vista:

  • Primari e voluttuari
  • Di consumo (qualcosa che utilizzo e che viene consumato normalmente, destinazione finale della produzione: panino) e strumentali (servono per fare altri beni: impastatrice)
  • Ad utilizzo singolo (uso una volta sola: macchina fotografica usa e getta) e beni durevoli (telefono, durevole)
  • Privati (macchina di un singolo) e pubblici (scuola, ospedale)

Attività economica

L'attività economica è l'insieme delle operazioni di produzione e di consumazione di beni economici. Le operazioni tipiche si dividono in 4 sottogruppi di attività:

  • Trasformazione tecnica: la più importante, il cuore dell'attività economica. La ricchezza la produciamo producendo beni e scambiandoli, più rapidamente li scambiamo e meglio stiamo. Lo scambio è necessario affinché la ricchezza venga distribuita. Nelle imprese manifatturiere, le attività sono trasformazione, da prodotto agricolo a passata di pomodoro. Acquisto impianti, produzione beni, lavorazioni. Alcune imprese sono commercianti, chi si occupa di trasporto fa l'attività di spostare. Anche attività di stoccaggio, confezionamento. Nelle aziende di credito, ossia le banche, trasformano le situazioni soggettive, fanno prestito di soldi che è un'attività di trasformazione tecnica. Operazioni tipiche che fa ogni azienda, in ospedale è curare il paziente. (Assicurazione-trasforma situazioni)
  • Negoziazioni: sono scambi tra istituti, scambi di beni, di disponibilità monetarie e di lavoro.
  • Configurazione dell'assetto istituzionale: stabilire all'interno di un istituto, chi comanda, chi detta le regole, chi è il gestore, chi guadagna. Questo tipo di attività esiste sempre, in qualsiasi classe di istituto.
  • Organizzazione, rilevazione e informazione: come gli istituti vengono poi materialmente gestiti.

NB: “Istituti”: famiglie, imprese produttive, enti no-profit che si uniscono per il raggiungimento di uno scopo ideale, non per il raggiungimento di guadagno, lo stato e la regione sono tutti gruppi di persone relativamente stabili e hanno delle regole di condotta condivise. Una persona appartiene a n-istituti. Tra di loro gli istituti si scambiano beni, denaro e attuano negoziazioni. Non è sufficiente produrre perché l’attività economica si realizza nello scambio.

Esempio "Impresa di costruzione"

  • Costruire
  • Prendere mattoni
  • Chiedo alle persone di venire a lavorare e gli offro un salario
  • Decido chi comanda, chi gestisce
  • Organizzare, rilevare e informare, concretizzare la configurazione

Produzione economica

La produzione economica è una parte dell'attività economica. La configurazione non è parte della produzione economica.

  • Produrre beni
  • Produrre servizi
  • Effettuare scambi: scambio di auto
  • Effettuare negoziazioni: negozio un rapporto di lavoro, negozio un rischio (assicurarmi che se viene la grandine, qualcuno mi risarcisca). No scambio ma accordo

Impresa

Attività di impresa: azione del produrre, definizione più astratta di azienda. La definizione di impresa non la troviamo, produrre e scambiare beni (attività di impresa che posso fare in forma individuale o in forma collettiva, due imprenditori organizzano attività di impresa e metà guadagno a testa, si fa contratto di società (regola rapporto tra imprenditori), tra due o più persone che si mettono d’accordo per fare attività di impresa.

Imprenditore: il soggetto che organizza persone e mezzi di produzione per produrre beni o fare servizi. Produrre e scambiare beni e servizi.

Ditta: nome che l'imprenditore dà alla sua impresa.

Azienda: complesso di beni organizzati dall'imprenditore, insieme eterogeneo di cose diverse tra loro: persone, contratti, macchinari, soldi.

Il fine dell’impresa: remunerare (pagare) capitale (guadagno dell’imprenditore) e lavoro (operai) attraverso la produzione di redditi, che sono la differenza tra ricavi e costi. Obiettivo pagare l’imprenditore e i lavoratori attraverso la vendita del prodotto e il guadagno di denaro. Obiettivo finale vero e proprio è quello di pagare capitale e operai.

Produzione economica

Si attua mediante 2 principali fattori di produzione:

  • Capitale di rischio, capitale proprio
  • Lavoro operativo, diretto

Qualcuno che mette soldi e qualcuno che lavora, tutti ne devono trarre guadagno. Fine dell’impresa è la loro remunerazione ovvero il loro pagamento.

Persone e gruppi

Scelte dei soggetti che svolgono l’attività economica, studiare le persone che la fanno. Cosa influenza le scelte di consumo? 4 elementi:

  1. Bisogni fondamentali
  2. Caratteristiche dei beni
  3. Esperienze personali passate
  4. Comportamento delle altre persone (conoscenze personali, gruppi sociali, cultura)

Gruppo sociale: piccoli gruppi di persone che interagiscono tra loro con obiettivi e regole comuni, piccoli gruppi che ci permettono di avere relazioni frequenti e continue gestibili. Tutti apparteniamo a tanti gruppi sociali e le nostre scelte sono influenzate da quello che fa il nostro gruppetto di appartenenza. Le aspettative sui comportamenti del singolo all’interno del gruppo da parte degli altri componenti generano i ruoli quali: leader, gregario, conformista.

Come decidono le persone? Modelli di riferimento

Schemi di ragionamento:

  1. Modello della razionalità assoluta: le persone quando devono prendere una decisione affrontano un problema chiaro, le info utili sono tutte disponibili, il futuro è noto, le alternative sono perfettamente confrontabili, il decisore è unico, viene scelta l’alternativa migliore. Nella pratica però non è applicabile, è impossibile nella realtà sapere e conoscere tutte queste informazioni. Modello molto astratto e inefficace, impossibile da attuare.
  2. Modello della razionalità limitata: il decisore sceglie sulla base di processi iterativi e sequenziali raggiungendo una scelta soddisfacente, anche se non è perfettamente razionale.
  3. Modello delle scelte a più attori in contesti di razionalità limitata: scelte e decisioni vengono prese da una pluralità di soggetti, che sono delegati a prendere le suddette decisioni. Persone differenti hanno competenze differenti, diversi valori e bisogni, ognuno ha delle informazioni-trovare una sintesi di tutte le visioni e tirare fuori la scelta migliore. ESEMPIO “consiglio di amministrazione di un’azienda”: insieme di amministratori che comandano l’impresa, gruppo di persone che devono prendere decisioni.

Scienze economiche

Le scienze economiche sono meno scientifiche, più morbide, più sfumate: cercano di capire le relazioni causa-effetto.

  • Economia politica: lo studio a livello “macro” dei fenomeni economici, a livello regionale, nazionale, internazionale. Guida le scelte di politica economica generale.
  • Economia aziendale: lo studio a livello “micro”, il focus è sull’azienda, intesa come combinazione di risorse per la produzione di beni e servizi. Guida le scelte di governo delle singole aziende.

Economia di mercato

In Europa sì, a Cuba no. Nelle economie di mercato gli istituti operano su un certo grado di libertà, lo stato interviene e regola, sostituisce il privato nelle cose che il privato non fa e interviene per verificare che tutti rispettino le regole ed evitare che i privati diventino troppo potenti. Lo stato interviene ma non dovrebbe essere invadente.

Economia aziendale

Studia le attività economiche svolte dagli istituti, ovvero ciò che accade dove avvengono attività di produzione e consumo.

Istituti

Famiglie, imprese produttive, enti no-profit che si uniscono per il raggiungimento di uno scopo ideale non per il raggiungimento di guadagno, lo stato e la regione sono tutti gruppi di persone relativamente stabili e hanno delle regole di condotta condivise. Una persona appartiene a n-istituti. Tra di loro gli istituti si scambiano beni, denaro e attuano negoziazioni. Non è sufficiente produrre perché l’attività economica si realizza nello scambio.

Esempio "Impresa di costruzione"

  • Costruire
  • Prendere mattoni
  • Chiedo alle persone di venire a lavorare e gli offro un salario
  • Decido chi comanda, chi gestisce
  • Organizzare, rilevare e informare, concretizzare la configurazione

Produzione economica

La produzione economica è una parte dell'attività economica. La configurazione non è parte della produzione economica.

  • Produrre beni
  • Produrre servizi
  • Effettuare scambi: scambio di auto
  • Effettuare negoziazioni: negozio un rapporto di lavoro, negozio un rischio (assicurarmi che se viene la grandine, qualcuno mi risarcisca). No scambio ma accordo

Impresa

Attività di impresa: azione del produrre, definizione più astratta di azienda. La definizione di impresa non la troviamo, produrre e scambiare beni (attività di impresa che posso fare in forma individuale o in forma collettiva, due imprenditori organizzano attività di impresa e metà guadagno a testa, si fa contratto di società (regola rapporto tra imprenditori), tra due o più persone che si mettono d’accordo per fare attività di impresa.

Imprenditore: il soggetto che organizza persone e mezzi di produzione per produrre beni o fare servizi. Produrre e scambiare beni e servizi.

Ditta: nome che l'imprenditore dà alla sua impresa.

Azienda: complesso di beni organizzati dall'imprenditore, insieme eterogeneo di cose diverse tra loro: persone, contratti, macchinari, soldi.

Il fine dell’impresa: remunerare (pagare) capitale (guadagno dell’imprenditore) e lavoro (operai) attraverso la produzione di redditi, che sono la differenza tra ricavi e costi. Obiettivo pagare l’imprenditore e i lavoratori attraverso la vendita del prodotto e il guadagno di denaro. Obiettivo finale vero e proprio è quello di pagare capitale e operai.

Produzione economica

Si attua mediante 2 principali fattori di produzione:

  • Capitale di rischio, capitale proprio
  • Lavoro operativo, diretto

Qualcuno che mette soldi e qualcuno che lavora, tutti ne devono trarre guadagno. Fine dell’impresa è la loro remunerazione ovvero il loro pagamento.

Persone e gruppi

Scelte dei soggetti che svolgono l’attività economica, studiare le persone che la fanno. Cosa influenza le scelte di consumo? 4 elementi:

  1. Bisogni fondamentali
  2. Caratteristiche dei beni
  3. Esperienze personali passate
  4. Comportamento delle altre persone (conoscenze personali, gruppi sociali, cultura)

Gruppo sociale: piccoli gruppi di persone che interagiscono tra loro con obiettivi e regole comuni, piccoli gruppi che ci permettono di avere relazioni frequenti e continue gestibili. Tutti apparteniamo a tanti gruppi sociali e le nostre scelte sono influenzate da quello che fa il nostro gruppetto di appartenenza. Le aspettative sui comportamenti del singolo all’interno del gruppo da parte degli altri componenti generano i ruoli quali: leader, gregario, conformista.

Come decidono le persone? Modelli di riferimento

Schemi di ragionamento:

  1. Modello della razionalità assoluta: le persone quando devono prendere una decisione affrontano un problema chiaro, le info utili sono tutte disponibili, il futuro è noto, le alternative sono perfettamente confrontabili, il decisore è unico, viene scelta l’alternativa migliore. Nella pratica però non è applicabile, è impossibile nella realtà sapere e conoscere tutte queste informazioni. Modello molto astratto e inefficace, impossibile da attuare.
  2. Modello della razionalità limitata: il decisore sceglie sulla base di processi iterativi e sequenziali raggiungendo una scelta soddisfacente, anche se non è perfettamente razionale.
  3. Modello delle scelte a più attori in contesti di razionalità limitata: scelte e decisioni vengono prese da una pluralità di soggetti, che sono delegati a prendere le suddette decisioni. Persone differenti hanno competenze differenti, diversi valori e bisogni, ognuno ha delle informazioni-trovare una sintesi di tutte le visioni e tirare fuori la scelta migliore. ESEMPIO “consiglio di amministrazione di un’azienda”: insieme di amministratori che comandano l’impresa, gruppo di persone che devono prendere decisioni.

Scienze economiche

Le scienze economiche sono meno scientifiche, più morbide, più sfumate: cercano di capire le relazioni causa-effetto.

  • Economia politica: lo studio a livello “macro” dei fenomeni economici, a livello regionale, nazionale, internazionale. Guida le scelte di politica economica generale.
  • Economia aziendale: lo studio a livello “micro”, il focus è sull’azienda, intesa come combinazione di risorse per la produzione di beni e servizi. Guida le scelte di governo delle singole aziende.

Economia di mercato

In Europa sì, a Cuba no. Nelle economie di mercato gli istituti operano su un certo grado di libertà, lo stato interviene e regola, sostituisce il privato nelle cose che il privato non fa e interviene per verificare che tutti rispettino le regole ed evitare che i privati diventino troppo potenti. Lo stato interviene ma non dovrebbe essere invadente.

Economia aziendale

Studia le attività economiche svolte dagli istituti, ovvero ciò che accade dove avvengono attività di produzione e consumo.

Istituti

  • Famiglie: aziende familiari di consumo, consumatori
  • Imprese private: aziende di produzione
  • Stato: aziende pubbliche, pubblica amministrazione
  • Aziende no-profit: fondazioni, associazioni

Attività svolte dagli istituti

  • Trasformazione tecnica: fisica (lavorazioni, assemblaggi, trasporti), logica (crediti e debiti, assicurazioni, risarcimenti, coperture) e spaziale
  • Negoziazioni: scambi di beni, disponibilità di lavoro
  • Configurazione dell'assetto istituzionale
  • Organizzazione, rilevazione e informazione

Lezione del 14/10

Società umane

Le società umane sono gruppi di persone con relativa stabilità ai quali tutti noi partecipiamo:

  1. Stati (società civili) come Italia che a loro volta si organizzano in sottogruppi, sottoaggregati: regioni, province, comuni ognuno con determinate funzioni.
  2. Comunità religiose: chiesa cattolica, ...
  3. Associazioni che si riuniscono per scopi ideali politici, culturali…
  4. Associazioni di imprese, imprenditori di uno stesso settore si riuniscono con interessi comuni…
  5. Associazioni di lavoratori: sindacati (contratto tra imprese e lavoratori)
  6. Associazioni di beneficenza
  7. Famiglie

Le persone hanno infatti tendenza naturale a far parte di gruppi per due principali motivi: per raggiungere risultati non raggiungibili singolarmente, per soddisfare bisogni di socialità. Tutti noi partecipiamo contemporaneamente a più società umane.

Istituti

Le istituti sono società umane caratterizzate da regole e strutture di comportamento stabili, gruppi di persone che hanno regole e si comportano con una certa stabilità, quasi da considerarsi un unico soggetto (es. ospedale di Padova, istituto Ciels)

  • Famiglie (anche di 2 persone)
  • Imprese (tessuto imprenditoriale: insieme di piccole imprese di un territorio)
  • Istituti pubblici (della collettività: camera di commercio, inps…)
  • Istituti no-profit (associazioni e fondazioni che non hanno obiettivo di business, di fare soldi ma con scopo ideale: Unicef, WWF, Avis)

Tutte queste hanno delle finalità diverse ma hanno anche finalità e necessità economiche diverse, perciò avranno diverse definizioni di azienda al loro interno.

Famiglia

  • Finalità dominante primaria: sociali, etiche e religiose non economiche (“genera, alleva, educa, assiste”)
  • Finalità economica immediata: appagare i bisogni materiali dei propri componenti (oggettive necessità economiche: sostentamento, studio, risparmio, svago…)
  • Azienda all’interno della famiglia: consumo di beni e servizi (mangia, utilizza strade, ospedali) e attività di gestione patrimoniale: la gestione dei risparmi è un’attività economica all’interno della famiglia.
  • Processi economici tipici: consumo, lavoro e gestione del patrimonio familiare ma obiettivo principale è sociale, non economico.
  • Portatori di interesse: componenti della famiglia

Impresa

  • Finalità primaria dominante: economica
  • Finalità economica immediata: remunerare lavoro e capitale
  • Azienda che produce beni e servizi
  • Processi economici tipici: trasformazione (cuore di quello che fa l’impresa), scambio (con altri istituti), negoziazione crediti: chiedere soldi in prestito e restituire, negoziazione rischi: assicurazione (un’azienda ha molti più elementi da assicurare rispetto ad una famiglia) fondamentale se non si ha copertura assicurativa su tutto.
  • Portatori di interessi: conferenti capitale di rischio, lavoratori, clienti, fornitori, stato (perché l’impresa paga tasse allo stato) e finanziatori (banca che ha prestato soldi all’impresa)

Istituti pubblici (lo stato)

  • Finalità primaria dominante: sociale e morale, progresso sociale e spirituale dei membri
  • Finalità economica immediata: produzione e consumo di beni e servizi pubblici, remunerazione di lavoro: lo stato e tutte le sue articolazioni hanno una serie di persone che lavorano che devono essere pagate.
  • Azienda composta pubblica: lo stato eroga servizi attraverso molte aziende, servizi che noi utilizziamo per fare attività economica
  • Processi economici tipici: produzione e consumo di beni pubblici, raccolta di tributi
  • Portatori di interessi: cittadini, imprese e altri istituti pubblici (attingono risorse dallo stato centrale)

Istituti no-profit

  • Finalità dominante primaria: sociale, morale e culturale non economica
  • Finalità economica immediata: appagamento dei bisogni degli associati/collettività che si dividono in due categorie:
    • Per avere soddisfacimento di un loro bisogno (obiettivo di pagare di meno qualcosa)
    • Per bisogni della collettività a noi esterna (aiutare bambini in Ucraina)
    Per fare questo ci vogliono fondi quindi bisogna remunerare lavoro: persone che lavorano a tempo pieno e vanno pagate, tanti volontari ma altrettanti dipendenti (croce verde)
  • Azienda no-profit quindi non si avrà distribuzione degli utili
  • Processi economici tipici: produzione e consumo di beni
  • Portatori di interessi: associati, donatori (che i soldi vengano utilizzati per scopi benefici), stato (promuove la formazione di queste associazioni stabili e solidali), clienti, fornitori.

Perché questo modello? Stato, famiglie, istituti no-profit...

Varie alternative:

  1. Perché il modello non è basato sulla produzione e autoconsumo interno alle sole famiglie? Solo tante famiglie che producono e consumano per loro stesse, non è possibile perché modello di sussistenza, per avere benessere è necessaria la specializzazione. Bisogna dividersi i compiti.
  2. Perché le persone si specializzano in piccole fasi di attività e tendono ad aggregarsi in istituti e non operano indipendentemente? Operare in modo indipendente non funziona perché i costi di integrazione (ossia dello stare insieme all’interno di uno stesso contesto) sono molto inferiori ai costi di transazione (costo che ciascun operatore dovrebbe sopportare operando da solo e trovandosi a fronteggiare l’incertezza del mercato in condizioni di scarse informazioni e di atteggiamenti opportunistici). Lavorare all’interno di un contesto organizzato è più conveniente che organizzare un’attività estremamente suddivisa.
  3. Perché non esiste una sola grande organizzazione che pianifichi l’attività economica? Una sola grande organizzazione che pianifica l’attività economica non è possibile perché la gestione di questa integrazione è inefficiente, semplificata, iniqua e genera dispersione di conoscenze individuali. Le persone non sono motivate a crescere e a rinnovare.
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/07 Economia aziendale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sofia_dec di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Economia aziendale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Padova o del prof Cecolin Alberto.
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