Cap 1- Stato: politica e diritto
Diritto: insieme di regole poste dallo Stato, il quale le fornisce di sanzione, coercizione.
Oggetto del diritto pubblico
Si possono enucleare 6 argomenti di cui si occupa lo studio del diritto pubblico:
- Organizzazione costituzionale dello stato: rapporto tra organi costituzionali “forma di governo”. (Parlamento, governo, PdR, ecc., la cd. In Italia abbiamo una democrazia parlamentare).
- Rapporto tra popolo e organi dello stato (cd. “di stato democrazia pluralista sociale”. In Italia abbiamo).
- Organizzazione della pubblica amministrazione: Regioni, Stato, Enti locali.
- Fonti del diritto che producono norme nell’ordinamento italiano.
- Provvedimenti amministrativi: come si applicano le leggi.
- Organizzazione della giustizia in riferimento alla costituzione.
Definizioni
Potere sociale: potere di influenzare il comportamento di altri individui. Ne esistono 3 tipi:
- Economico (possesso di beni).
- Ideologico (possesso di sapere).
- Politico (potere di imporre la propria volontà ricorrendo alla “forza”). Forza intesa secondo il principio di legittimazione: per non distruggere le libertà che dovrebbe assicurare, il potere politico viene limitato con la separazione dei poteri.
Stato: organizzazione del potere politico che esercita il monopolio della forza legittima in un determinato territorio.
Stato moderno: nasce intorno al XV sec. trovando legittimazione al potere del Re. Poi si sostituisce al potere del Re quello del Popolo con la Rivoluzione Francese: “popolare”. È stata una reazione alla dispersione del potere del periodo feudale.
Nello stato moderno c’è: Stato di diritto (si afferma la centralità della legge scritta o tramandata), Stato costituzionale (lo stato è retto da una costituzione che sancisce i diritti inviolabili del cittadino e fissa limiti invalicabili ai poteri dello stato), Stato rappresentativo (rappresenta il cittadino tramite organi di governo e partiti politici).
Sovranità dello stato: si legittima da sé. Concerne aspetti esterni che riguardano l’indipendenza dello stato rispetto agli altri stati, e aspetti interni che riguardano il potere di comando: cioè non riconosce poteri superiori al suo.
L’esercizio del potere deve svolgersi sulla base del consenso popolare attraverso le elezioni. L’art. 1 comma 2 della Cost. italiana afferma che la sovranità appartiene al popolo, che la esercita nei limiti previsti dalla costituzione.
La sovranità del popolo ha perso assolutezza perché:
- La sovranità non si esercita direttamente ma viene inserita nel sistema di rappresentanza (chi esercita il potere deve essere stato eletto dai cittadini).
- Si sono diffuse le costituzioni rigide, che per essere modificate richiedono procedure molto complesse (hanno efficacia superiore alla legge).
- L’applicazione della costituzione e la sua osservanza è garantita dalla Corte Cost.
- Esistono organi internazionali come l’ONU (1945, San Francisco) che perseguono obiettivi di pace e sicurezza internazionale che limitano la sovranità esterna degli stati. Successivamente arriva Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo, 1948.
- Nel 1992 poi, trattato di Maastricht che istituisce Comunità Europea. Sarà il primo pilastro che fonderà l’Unione Europea, insieme a politica estera e affari interni. Queste organizzazioni hanno la competenza di produrre alcune norme e adottare decisioni in campi come la politica agricola, monetaria, che prima erano riservate ai singoli stati.
Territorio
La sovranità è esercitata su un territorio in modo indipendente da qualsiasi Stato. La delimitazione del territorio è condizione essenziale per garantire questa sovranità. Il territorio è costituito da:
- Terraferma
- Acque interne ai confini
- Mare territoriale (solitamente 12 miglia marine)
- Piattaforma continentale
- Spazio atmosferico sovrastante
- Navi e aeromobili che portano la bandiera dello Stato in spazi non soggetti a sovranità di alcuno Stato
- Sedi all’estero
Popolo
Tutti coloro che hanno la cittadinanza in uno Stato, il cittadino ha diritti e doveri nei confronti dello Stato.
Cittadinanza: Art. 22 cost.: “nessuno può essere privato della cittadinanza per motivi politici, né può essere costretto all’esilio”.
Cittadinanza italiana
Disciplinata dalla l. 91/’92. Può essere acquisita per nascita:
- Ius sanguinis (nato in Italia da genitori italiani).
- Ius soli (nato in Italia da genitori ignoti o apolidi, o nato in Italia che non acquista la cittadinanza dei genitori stranieri per le leggi del loro stato).
Per adozione: sempre la l. 91/’92 stabilisce che l’adottato straniero acquisisce la cittadinanza italiana.
Per elezione: sempre la l. 91/’92 // lo straniero o l’apolide che ha almeno un genitore o un’ascendenza in linea retta di secondo grado nato in Italia. Questo soggetto che chiede cittadinanza per elezione deve aver offerto servizio militare e aver dichiarato preventivamente la sua volontà di diventare cittadino italiano; oppure deve avere un pubblico impiego alle dipendenze italiane e dichiarare di voler diventare cittadino italiano; oppure al raggiungimento dei 18 anni deve risiedere da almeno 2 anni in Italia legalmente e deve dichiarare entro 1 anno dal compimento dei 18 anni che vuole diventare cittadino italiano; oppure lo straniero che nasce in Italia e vi risiede fino ai 18 anni senza interruzioni e dichiara di voler diventare cittadino italiano entro 1 anno dal compimento dei 18 anni.
Per matrimonio: sempre l. 91/’92 stabilisce che lo straniero o l’apolide che sposa un italiano e che risiede da almeno 6 mesi in Italia prima del matrimonio; se manca l’ultimo requisito diventa italiano dopo 3 anni dal matrimonio.
Per naturalizzazione: // può essere concessa con decreto del presidente della repubblica, sentito il consiglio di stato e su proposta del ministro degli interni allo straniero o apolide che risiede legalmente in Italia: da almeno 3 anni ed ha un ascendente italiano per nascita o che è nato in Italia; da 4 anni ed è cittadino UE; da 5 anni dopo essere stato adottato da un italiano e se ha compiuto 18 anni; da 10 anni se non rientra in tutti i casi sopra; allo straniero che ha prestato servizio militare per l’Italia per almeno 5 anni.
L’italiano che acquista la cittadinanza di un altro stato non perde quella italiana.
Perdere la cittadinanza
Può avvenire per rinunzia (se il cittadino acquista o riacquista una cittadinanza straniera e decide di risiedere in quel paese), o automaticamente (se un cittadino italiano svolge funzioni alle dipendenze di un altro stato).
Riacquistare la cittadinanza perduta
- Se presta servizio militare o accetta un impiego alle dipendenze dello stato italiano e dichiara di volerla riacquistare.
- Dichiara di volerla riacquistare e stabilisce la residenza in Italia entro 1 anno dalla dichiarazione.
- Quando risiede da oltre 1 anno in Italia.
Cittadinanza europea
Con l’integrazione europea il rapporto tra stato e cittadino cessa di avere quei caratteri di esclusività che aveva in passato. La cittadinanza europea è stata prevista con il trattato di Maastricht (’92), completa quella nazionale e non la sostituisce.
Diritti del cittadino UE:
- Circolare e soggiornare liberamente nel territorio degli stati membri.
- Godere di tutela al pari dei cittadini dello stato in questione.
- Si può inviare petizione al parlamento europeo e rivolgersi al mediatore europeo.
- Diritto di elettorato Attivo e Passivo alle elezioni comunali nello stato in cui si risiede e alle elezioni del parlamento europeo nello stato membro in cui si risiede.
In Italia è stato adottato il d.lgs. 197/’96 che definisce le modalità di elettorato Attivo e Passivo in relazione alle elezioni comunali. Dice che i cittadini UE che intendano partecipare alle elezioni per il rinnovo degli organi comunali e circoscrizionali devono essere inseriti in un’apposita lista elettorale. L’iscrizione oltre a dare la possibilità di votare, permette di essere eletti consiglieri comunali e componenti della giunta, ma non sindaco o vicesindaco.
Lo stato come apparato
Lo stato è fornito di un apparato organizzativo che si serve di una burocrazia professionale. La burocrazia professionale è formata da soggetti che prestano la loro opera a favore dello stato eseguendo compiti sulla base di precise regole.
Stato come persona giuridica
Le persone giuridiche non sono altro che figure immateriali equiparate alle persone fisiche in termini di imputazione giuridica. L’attribuzione allo stato di personalità giuridica ha il fine di impedire l’identificazione dell’autorità dell’apparato con la volontà delle persone fisiche preposte ai singoli uffici. Lo stato agisce attraverso i propri organi: PdR, esecutivi, giudiziari, amministrativi, ecc. Quindi è composto da più organi congiunti, ognuno dei quali ha una propria responsabilità civile.
Enti pubblici
Sono le Regioni, le Province, i Comuni. Dotati di personalità giuridica. Sono “apparati costituiti dalle comunità per perseguire i propri fini”, fanno dunque gli interessi della comunità. Nell’800 gli enti pubblici erano considerati “satelliti” dello stato, poi con l’affermazione della democrazia pluralista si è creata una situazione diversa: da una parte emergono numerosi interessi pubblici spesso in conflitto tra loro, dall’altra viene riconosciuta loro “Autonomia Politica”. Infatti, gli organi degli enti pubblici sono eletti dai cittadini e possono esprimere indirizzi politici diversi da quelli dello stato.
Potestà pubblica
Lo stato e gli enti pubblici hanno supremazia rispetto ai soggetti privati a livello di norme giuridiche. Possono determinare unilateralmente effetti giuridici verso i destinatari dell’atto indipendentemente dal loro consenso. Ovviamente va esercitata nel rispetto del principio di legalità, in conformità al modello legale. I soggetti privati invece possono provvedere autonomamente ai propri rapporti nel rispetto dei limiti di legge. C’è da precisare che adesso gli enti pubblici e lo stato utilizzano sempre di più gli strumenti del diritto privato per soddisfare interessi pubblici, esempio il Comune che per smaltire i rifiuti utilizza una S.p.A.
Uffici ed organi
Ufficio: unità elementare dell’organizzazione.
Organo: ufficio particolarmente qualificato. Idoneo ad esprimere la volontà della persona giuridica (l’ente) ad imputare l’atto e i relativi effetti.
Distinguiamo:
- Organi Rappresentativi (es. Parlamento. Chi ne fa parte viene eletto).
- Organi Burocratici (chi ne fa parte presta la sua attività professionale a favore dello stato).
- O. Attivi (prendono decisioni per l’apparato di cui fanno parte).
- O. Consultivi (consigliano agli Attivi come esercitare il loro potere) (esercitano parere Facoltativo “puoi sentire oppure no”, Obbligatorio “devi sentire” o Vincolante “devi fare”).
- O. di Controllo (verificano che gli altri organi agiscano in conformità alle norme).
Organi costituzionali
- Sono elementi essenziali per lo stato.
- Non si possono sopprimere o sostituire altrimenti cambia la forma di stato.
- Sono strutturati in base alla costituzione.
- Ogni organo costituzionale è sullo stesso livello: parità giuridica tra tutti gli o. cost.
Cap 2-Forme di stato
Forma di stato
Rapporto che intercorre tra Autorità di potestà d’imperio e Società civile, anche principi e valori cui lo stato si ispira nelle sue azioni. Risponde alla domanda: “quale finalità dello stato e che tipo di rapporto esiste tra l’apparato statale e la società?”
Forma di governo
Modi in cui il potere è distribuito tra gli organi al vertice di uno stato e i relativi rapporti tra essi. Risponde alla domanda: “chi governa all’interno dell’apparato statale?”
Quindi distinguiamo:
Stato assoluto
Nasce tra ‘400 e ‘500. Potere sovrano in mano alla corona, con funzioni legislative e esecutive. Potere giudiziario esercitato da tribunali e corti formati da giudici nominati dal Re.
Stato liberale
In uno stato liberale è preminente l’autonomia e la libertà dell’individuo. Lo stato liberale si astiene dall’intervenire nell’economia, nasce alla fine del ‘700 a seguito della crisi dello stato assoluto, causata ad esempio in Francia dalla Rivoluzione del 1789, ma anche nel panorama inglese con la negazione al Re di imporre nuovi tributi senza il consenso del parlamento, e con la Dichiarazione di indipendenza dell’America nel 1776.
Caratteristiche stato liberale:
- Strumento per la tutela dei diritti, in primis il diritto di proprietà.
- È titolare solo delle funzioni necessarie a garantire i suddetti diritti, è detto “stato minimo” nel senso che si limita nelle sue funzioni a garantire ordine pubblico, politica estera, emissione di moneta. Non interviene nell’economia, c’è basso livello di tassazione.
- Riconosce e tutela la libertà di pensiero, stampa, religione, proprietà privata.
- I poteri sono divisi tra soggetti istituzionali che si controllano reciprocamente.
- Vige il principio di legalità. La tutela dei diritti spetta alla legge.
La legge deve:
- Essere astratta e generale.
- Essere formata da rappresentanti della nazione.
- I rappresentanti si eleggono da un corpo elettorale.
Lo stato liberale, quindi, si basa sul principio rappresentativo. Lo stato assoluto, invece, rappresentava solo determinati ceti (nobili, clero). I rappresentanti, comunque, vengono eletti da un corpo elettorale ristretto, per lo più ceto borghese. Per questo ultimo motivo viene detto anche “stato monoclasse” (perché, ad esempio, il diritto di voto è dato solo ai cittadini “capaci” e “affidabili”).
Nascita dello stato di democrazia pluralista
Lo stato monoclasse si trasforma, prende in considerazione anche le altre classi più svantaggiate e si allarga l’elettorato. Arriva “suffragio universale”.
Arrivano i Partiti di massa che sono espressione della classe operaia e si basavano sull’ideologia socialista. Vengono riconosciuti i diritti sociali. In Italia il principio pluralista è alla base della costituzione: riconosciuti a tutti i diritti di Salute, Istruzione, Lavoro, Assistenza.
Crisi partiti di massa e avvento dello stato totalitario
Nei paesi in cui le forze politiche non accettano il pluralismo si affermano forme di stato basate sul totalitarismo. In Germania si afferma il nazismo di Hitler perché ci fu una frammentazione dei partiti che portò a instabilità dei governi. In Italia si afferma il partito fascista, Mussolini con la marcia su Roma attrae consenso e riesce a farsi nominare Presidente del Consiglio.
In Italia e Germania si sopprime il pluralismo, si unifica la società con il totalitarismo. Lo stato si occupa di tutti gli aspetti della vita sociale e individuale. Il capo di stato italiano ha poteri esecutivi e legislativi (stato fascista). Il capo di stato tedesco è anche capo delle forze armate, ha potere legislativo, di revisione costituzionale, esecutivo e giurisdizionale (stato nazionalsocialista). Un altro esempio di stato totalitario è costituito dall’URSS che si basava sull’abolizione della proprietà e allo stato spettano tutti i mezzi di produzione (stato socialista).
Stato sociale
Dopo la guerra tutti gli stati riconoscono i diritti sociali. Solo Spagna e Portogallo rimangono in un assetto autoritario fino agli anni ’70. Si comincia a parlare di Welfare State, o stato del benessere. Diverso dallo stato liberale, lo stato sociale comprende il dovere da parte dello stato di redistribuzione delle risorse. In questo modo si supera l’individualismo liberale e si sviluppano forme di solidarietà per mezzo dell’intervento pubblico, si crea un’economia mista.
La costituzione italiana è un esempio di stato sociale: riconosce e garantisce la proprietà privata (art.42 cost.), eguaglianza dei cittadini di fronte alla legge ed è compito della repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale che limitano la libertà e l’uguaglianza (art.3 cost.), riconosce il diritto al lavoro (art.4 cost.).
Stato pluralista tra società post-classica e globalizzazione
A partire dagli anni ’80, ci sono state delle crisi fiscali. Cresceva la spesa pubblica, arrivò la globalizzazione che ha modificato i mercati. L’integrazione europea ha posto dei limiti da rispettare riguardo il Pil e il bilancio. Si assiste ad un adeguamento dello stato alle esigenze della competitività internazionale.
Razionalizzazione dello stato sociale
- I servizi come la sanità vengono offerti se sussistono caratteristiche quali stato conclamato di bisogno e incapacità a provvedervi autonomamente. In Italia poi è stata introdotta la compartecipazione tramite il pagamento del ticket (prezzi agevolati).
- Il singolo si impegna a risparmiare per provvedere ai rischi della vita come vecchiaia o malattia.
- La sussidiarietà si sviluppa su 2 direttrici: verticale (la gestione di certi servizi spetta ai comuni); orizzontale (attribuzione di compiti tradizionalmente lasciati allo stato sociale al “terzo settore” come, ad esempio, l’assistenza agli anziani).
Caratteristiche dello stato pluralista
- Si basa sul suffragio universale.
- Libertà di voto.
- Elezioni periodiche.
- Pluripartismo.
L’insieme di queste garanzie presuppone il principio di tolleranza, per...
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