Il brano che hai fornito descrive in modo approfondito il fenomeno della soft law e il suo
impatto sull'evoluzione dei sistemi giuridici, in particolare a livello europeo e nazionale
italiano.
Ecco una spiegazione strutturata dei concetti chiave e degli esempi riportati nel testo:
1. Cos'è la Soft Law e perché è importante?
La soft law (diritto morbido) è l'insieme di strumenti, spesso informali, che non hanno
forza vincolante in senso stretto, ma mirano a influenzare i comportamenti dei destinatari
(imprese, autorità nazionali, cittadini). Ne sono esempi: linee guida, comunicazioni,
raccomandazioni, note informative, e perfino "domande e risposte" pubblicate sui siti
web.
Perché mette in crisi le classificazioni tradizionali?
Tradizionalmente, il diritto si basava sul principio di tipicità delle fonti: le leggi e gli atti
amministrativi erano solo quelli previsti e disciplinati dalla legge (principio di legalità) e
avevano carattere vincolante.
La soft law scardina questo modello perché:
· Non è tipica: non è prevista in modo dettagliato dalla legge come strumento formale.
· Non è vincolante: non obbliga giuridicamente, ma esercita un'influenza pratica
fortissima.
Il paradosso è che, pur non essendo vincolante, la soft law aumenta la prevedibilità e la
trasparenza dell'azione dei regolatori, guidando i comportamenti prima ancora che si
arrivi a una sanzione o a un provvedimento formale.
2. La Soft Law a Livello Europeo
Il testo fornisce diversi esempi chiave di come le istituzioni e le agenzie UE utilizzano la
soft law:
· Base giuridica: L'art. 288 del TFUE menziona le "raccomandazioni" come atti non
vincolanti, usati dall'UE per esprimere orientamenti in settori dove non ha poteri normativi
diretti.
· Privacy (GDPR): Il Comitato Europeo per la Protezione dei Dati (EDPB) può emanare
"linee guida, raccomandazioni e migliori prassi" (art. 70 del Regolamento UE 2016/679).
Questi atti sono fondamentali per interpretare e applicare il GDPR in modo uniforme in
tutti gli Stati membri.
· Aiuti di Stato: La Commissione UE emana "comunicazioni" molto dettagliate per
spiegare come interpreterà le norme sugli aiuti di Stato. La Corte di Giustizia ha chiarito
che queste comunicazioni vincolano la stessa Commissione (autolimite della
discrezionalità), ma non obbligano in modo assoluto gli Stati membri. Questi ultimi
possono proporre misure alternative, che la Commissione dovrà valutare caso per caso.
· Sistema finanziario (SEVIF/ESMA):
· Le autorità (ESMA, EBA, EIOPA) emanano "orientamenti e raccomandazioni" per
promuovere l'uniformità applicativa.
· L'ESMA utilizza anche le "domande e risposte" (Q&A) per chiarire l'interpretazione delle
norme a livello tecnico.
· La direttiva MIFID obbliga le autorità nazionali a emanare propri orientamenti
interpretativi.
3. La Soft Law a Livello Nazionale (Italia)
Anche le autorità italiane hanno adottato questi strumenti, seguendo l'esperienza
europea:
· Antitrust (AGCM): Ha pubblicato linee guida per la quantificazione delle sanzioni. Questo
serve a rendere prevedibile per le imprese l'importo della multa, anche se la legge 1
prevede una forbice molto ampia. Se l'Autorità viola le sue stesse linee guida, l'impresa
può far valere questa violazione davanti al giudice amministrativo.
· Consob e Banca d'Italia: Usano una varietà di strumenti informali:
· "Avvisi", "messaggi", "comunicazioni": per specificare come applicare le norme.
· "Domande e risposte": per rispondere a quesiti delle imprese.
· "Aspettative di vigilanza": (es. sui rischi climatici) sono indicazioni non vincolanti che le
banche devono valutare e adattare al proprio modello di business. Sono un esempio
perfetto di persuasione, non di imposizione.
· Ministero dell'Economia: Può fornire orientamenti in materia di società pubbliche.
La natura di questi atti: Il testo sottolinea che, sebbene a volte venga riconosciuta una
loro componente "autoritativa", prevale la natura "persuasivo-sollecitatoria". La loro
efficacia (effettività) dipende dall'autorevolezza dell'organo che li emana, non dalla loro
forza legale.
4. Il Modello "Comply or Explain" (Rispetta o Spiega)
Questo è un meccanismo specifico di soft law che merita attenzione. Invece di imporre
una regola uguale per tutti ("one size fits all"), il regolatore propone una soluzione
considerata ottimale.
· Come funziona: Il destinatario ha due scelte:
1. Comply (Rispettare): Seguire la soluzione proposta.
2. Explain (Spiegare): Non seguire la soluzione, ma rendere pubbliche le motivazioni per
cui si è deciso di discostarsi, assumendosene la responsabilità.
· Dove si applica: Tipicamente nei codici di corporate governance (assetti societari,
controlli interni). Una società può adottare un modello organizzativo diverso da quello
"ideale" raccomandato, ma deve spiegare perché, nel suo caso specifico, quella scelta è
più adatta. Il testo anticipa che questo modello verrà ripreso nel capitolo 13 in relazione al
monitoraggio della finanza pubblica.
17.
Questo secondo brano completa il discorso sulla modernizzazione del diritto
amministrativo, spostando l'attenzione dalla soft law (strumenti informali non vincolanti)
agli strumenti e modelli di regolazione che mirano a migliorare la qualità delle norme, a
renderle più flessibili e a coinvolgere i privati nel processo regolatorio.
Ecco una spiegazione strutturata dei concetti chiave:
1. La "Better Regulation" e i suoi Obiettivi
Il testo parte dalla constatazione che molti Stati si sono dotati di politiche per la qualità
della regolazione (better regulation) per contrastare gli effetti negativi di un eccesso di
norme. Gli obiettivi sono:
· Contenere l'iperregolazione: evitare un'inflazione normativa.
· Ridurre i costi di adeguamento (compliance costs): gli oneri finanziari e organizzativi per
pubbliche amministrazioni e privati.
· Tutelare la competitività: norme troppo rigide possono avere effetti anticoncorrenziali e
scoraggiare gli investimenti.
· Differenziare le regole: prevedere semplificazioni per le piccole e medie imprese (PMI).
2. Gli Strumenti Classici di Valutazione: AIR e VIR
Per raggiungere questi obiettivi, sono stati introdotti strumenti di analisi ex ante ed ex
post:
· Analisi di Impatto della Regolamentazione (AIR):
· È una valutazione preventiva.
· Obbliga l'amministrazione, prima di approvare un atto normativo, a:
1. Individuare tutte le soluzioni possibili (inclusa l'"opzione zero", cioè non fare nulla). 2
2. Valutare costi e benefici di ogni opzione (cost-benefit analysis).
3. Esplicitare queste valutazioni in un documento che accompagna la proposta.
· Verifica dell'Impatto della Regolamentazione (VIR):
· È una valutazione successiva (ex post).
· Si effettua dopo un primo periodo di applicazione (es. un biennio) e periodicamente.
· Serve a verificare costi effettivi, difficoltà applicative e risultati conseguiti, proponendo
eventuali modifiche o abrogazioni.
· Stato dell'arte in Italia:
· Sono state introdotte con leggi e decreti a partire dal 1999.
· È stato istituito un ufficio apposito (AVIR) presso la Presidenza del Consiglio.
· Tuttavia, il testo ammette che questi strumenti sono stati utilizzati poco e male, con
l'eccezione di alcune autorità indipendenti (es. ARERA).
· Un modello più radicale: la Sunset Legislation:
· Per rendere più cogente la valutazione, alcuni ordinamenti prevedono leggi "tramonto":
atti normativi che perdono efficacia se non vengono espressamente confermati entro un
termine prefissato.
3. Modelli di Regolazione Innovativi e Flessibili
Il testo introduce poi approcci più moderni che superano la tradizionale logica del
"comando e controllo" (command and control).
a) Il "Nudge" o Paternalismo Libertario
· Ispirazione: Scienze comportamentali (behavioural sciences). Si basa sull'idea che i
privati spesso hanno pregiudizi cognitivi (cognitive biases) e non sanno valutare
correttamente i propri interessi a lungo termine.
· Come funziona: Lo Stato non obbliga (paternalismo autoritario, es. obbligo del casco),
ma indirizza la scelta del privato verso l'opzione ritenuta migliore per il suo stesso
interesse, senza togliergli la libertà di scegliere diversamente. Si tratta di una "spinta
gentile" (nudge).
· Il meccanismo dei default:
· Sistema opt-out: L'opzione preferita dal regolatore si applica automaticamente (di
default). Il privato può uscirne (fare opt out) manifestando una volontà diversa. Esempio:
trattenuta automatica per la pensione integrativa, salvo richiesta espressa del lavoratore
di ricevere quella somma in busta paga. Gli esperimenti mostrano che questo sistema
produce risultati migliori per l'interesse pubblico.
· Sistema opt-in: L'opzione si applica solo se il privato aderisce espressamente.
· Riconoscimento: Questo approccio è stato codificato negli USA con un Executive Order
del 2015.
b) Regolazione Cogestita (tra Pubblico e Privato)
Questo modello supera la netta separazione tra eteroregolazione (norme pubbliche
imposte) e autoregolazione (norme private negoziali).
1. Partecipazione al procedimento:
· È la forma più lieve di temperamento dell'unilateralità pubblica.
· Ispirato al modello USA del notice and comment (Administrative Procedure Act 1946),
prevede che gli schemi di atti normativi delle autorità indipendenti siano pubblicati per
raccogliere osservazioni e proposte dai soggetti interessati prima dell'approvazione finale.
2. Negoziazione regolatoria (Regulatory Negotiation):
· Modello avanzato USA (dal 1996).
· L'agenzia istituisce un comitato consultivo con un numero limitato di rappresentanti
degli interessi in gioco, coordinati da un facilitatore, per predisporre un testo normativo
condiviso.
3. Autoregolazione Monitorata (Audited Self-Regulation): 3
· Esempio concreto: I mercati finanziari (TUF).
· Un soggetto privato (es. la società di gestione del mercato) predispone un
regolamento (autoregolazione).
· Questo regolamento viene poi sottoposto al controllo di un'autorità pubblica
(CONSOB), che ne verifica la conformità alla legge e ai principi di trasparenza e tutela,
potendo richiedere modifiche.
· Il regolamento finale, pur avendo natura privatistica, vincola anche la generalità degli
utenti.
4. Codici di Deontologia e Buona Condotta (es. Privacy):
· Esempio: Codice deontologico dei giornalisti.
· È predisposto dall'ordine professionale (privato), ma è promosso e vigilato dal Garante
della Privacy (pubblico), che può prescrivere modifiche.
· Viene pubblicato in Gazzetta Ufficiale e la sua violazione legittima l'intervento
sanzionatorio del Garante. È un ibrido perfetto tra autodisciplina e eteroregolazione.
5. Codici di Rete (Energia):
· L'Autorità (ARERA) definisce un modello generale, che i titolari della rete (privati)
specificano in un codice, poi sottoposto all'approvazione dell'Autorità stessa.
c) Regolazione Anticipatoria e Sperimentale
· Contesto: Di fronte a innovazioni rapidissime (AI, droni, fintech), i regolatori devono
bilanciare la necessità di favorire l'innovazione con quella di proteggere la società da
rischi inediti.
· Regolazione Anticipatoria (Anticipatory Regulation):
· Approccio flessibile, basato su sperimentazione, collaborazione con gli innovatori e
strategie adattabili, piuttosto che su regole rigide command and control.
· Le Sandbox Regolamentari:
· Cos'è: Uno "spazio protetto" (letteralmente "recinto di sabbia") in cui imprese (anche
start-up) possono sperimentare prodotti e servizi innovativi (es. nel settore finanziario, il
Fintech) con un regime normativo speciale e temporaneo, sotto la vigilanza dell'autorità.
· Scopo: Testare l'innovazione in un ambiente controllato. Se la sperimentazione ha
successo, si potranno introdurre norme a regime per tutto il settore.
4. Lo Sfumare dei Confini Tradizionali
Il testo conclude mostrando come questi nuovi modelli rendano sempre più labili le
distinzioni classiche del diritto amministrativo.
· Tra atto individuale e atto normativo: le autorizzazioni generali.
· Nel settore delle comunicazioni elettroniche, non serve più un'autorizzazione
individuale preventiva. È sufficiente un'autorizzazione generale: un "quadro normativo"
che stabilisce diritti e obblighi. Il privato può iniziare l'attività sulla base di una semplice
dichiarazione, senza un provvedimento formale. L'atto generale (la norma) sostituisce il
provvedimento individuale.
· Tra procedimento sanzionatorio e regolazione: gli impegni.
· L'Autorità Antitrust (e ora anche Consob) può chiudere un procedimento sanzionatorio
senza accertare l'illecito e senza irrogare la sanzione, se l'impresa propone "impegni"
accettabili.
· Questi impegni sono obblighi comportamentali che l'impresa si assume per rimuovere
le ragioni dell'infrazione, anche per il futuro.
· Se questi impegni sono a favore di terzi (es. concorrenti), e vengono "avallati"
dall'Autorità, acquisiscono una dimensione regolatoria, perché di fatto dettano regole di
comportamento per il mercato. 4
P.112
3. IL RAPPORTO GIURIDICO AMMINISTRATIVO
Il testo vuole spiegare che cosa sia davvero il rapporto tra amministrazione pubblica e
cittadini, e come si inserisca in questo rapporto l’interesse legittimo. Tradizionalmente,
infatti, si pensava che tra amministrazione e privato non ci fosse una vera relazione
giuridica bilaterale, perché l’amministrazione agiva dall’alto, come soggetto superiore, e il
cittadino era solo destinatario dei suoi atti. Questa visione, però, non è più considerata
adeguata allo Stato di diritto moderno, nel quale anche l’esercizio del potere pubblico
deve essere inquadrato dentro un sistema di regole che tutela gli individui.
Per chiarire questa idea, il testo parte dal confronto con il diritto privato. Lì, il rapporto
giuridico tipico è quello tra diritto soggettivo e obbligo: una persona ha un diritto di agire
per soddisfare un proprio interesse, e un’altra è tenuta a rispettare quel diritto, sia
astenendosi dall’interferire, sia eseguendo una certa prestazione. In più, nel diritto privato
esistono altre situazioni soggettive, come la potestà, che è un potere attribuito non per
soddisfare un proprio interesse, ma per curare l’interesse di un’altra persona, come
accade nel caso della potestà genitoriale.
Accanto alla potestà, il diritto privato conosce anche il cosiddetto diritto potestativo, cioè
il potere attribuito a un soggetto di produrre un effetto nella sfera giuridica di un altro
mediante una propria dichiarazione unilaterale di volontà. Chi subisce questo effetto si
trova in una situazione di soggezione, perché l’effetto si produce indipendentemente dalla
sua volontà. Esempi classici sono il recesso dal contratto, il riscatto nella compravendita
o la revoca del mandato.
Questa figura del diritto potestativo è importante perché aiuta a capire la natura del
potere amministrativo. Nel diritto privato, quando si verifica un fatto previsto dalla legge,
gli effetti giuridici si producono automaticamente: è il modello “norma-fatto-effetto”.
Invece, nei diritti potestativi c’è uno schema diverso: “norma-fatto-potere-effetto”. La
legge stabilisce che, se si verifica un certo fatto, una persona ottiene un potere; e solo se
quella persona decide di esercitarlo, l’effetto previsto dalla legge si produce. È questo
l’elemento che allontana il diritto potestativo dal meccanismo automatico tipico dei diritti
soggettivi.
Il potere amministrativo somiglia proprio a questo secondo schema, perché gli effetti dei
provvedimenti si producono immediatamente in seguito alla volontà espressa
dall’amministrazione con l’atto amministrativo. Il controllo del giudice arriva solo dopo, se
il privato decide di impugnare l’atto. L’ordinamento lo accetta perché dà priorità alla
realizzazione tempestiva dell’interesse pubblico. Inoltre, la legge 241/1990 garantisce che
prima dell’atto ci sia una fase procedimentale ispirata a trasparenza, partecipazione e
correttezza, che già tutela il cittadino.
Ci sono però differenze importanti tra il potere amministrativo e i diritti potestativi tra
privati. Nei rapporti tra privati, il potere potestativo nasce quasi sempre dal consenso,
cioè da un contratto liberamente stipulato. Nel rapporto amministrativo, invece, il potere
nasce direttamente dalla legge, senza alcun consenso da parte di chi subirà gli effetti
dell’atto. In più, mentre nel diritto privato gli effetti del diritto potestativo sono rigidamente
predeterminati, il potere amministrativo spesso è accompagnato da un margine di
discrezionalità: la legge non stabilisce tutto, ma lascia all’amministrazione il compito di
valutare l’interesse pubblico, bilanciare più valori e modellare di conseguenza il contenuto
del provvedimento. Questo rende il
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