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DIRITTO PRIVATO — A. CIATTI

LA FUNZIONE DEL DIRITTO PRIVATO: LA RISOLUZIONE DEI CONFLITTI

Il diritto privato nasce per rispondere a un’esigenza fondamentale della convivenza civile:

prevenire e risolvere le liti (controversie) tra consociati.

La storia insegna che, in assenza di regole condivise e di strumenti istituzionali di risoluzione, i

conflitti sfociano nell’uso della forza o si protraggono indefinitamente, danneggiando il

tessuto sociale ed economico. L’obiettivo primario dell’ordinamento è far sì che le liti si trovino

sempre a una fine certa.

Per porre termine a un litigio tra privati esistono due vie principali:

1. La Via Autonoma (o Stragiudiziale): la Transazione

Prima di adire le vie legali, le parti possono sedersi a un tavolo (spesso assistite dai rispettivi

avvocati) per negoziare un accordo.

— Il Contratto di Transazione (art.1955 c.c.): è il contratto con il quale le parti, facendosi

reciproche confessioni, pongono fine a una lite già incominciata o prevengono una lite che

potrà sorgere tra loro.

— “Meglio una brutta transazione che una bella sentenza”: la sentenza comporta costi,

tempi lunghi e l’incertezza dell’esito. La transazione offre una soluzione immediata e

condivisa, anche se richiede un compromesso da entrambe le parti.

2. La Via Eteronoma: La Giustizia Ordinaria o l’Arbitrato

Se le parti non riescono a raggiungere un accordo volontario, la lite deve essere decisa da un

terzo imparziale:

— Il Giudizio Ordinario (Processo Civile): si ricorre allo Stato attraverso la magistratura

ordinaria. Per avviare il processo occorre pagare il cosiddetto Contributo Unificato (un tributo

dovuto allo Stato per le spese di gestione della giustizia).

— L’ Arbitrato (il Lodo): è una forma di giustizia privata. Per le controversie che non

riguardano diritti indisponibili (come la vita o la famiglia), le parti possono accordarsi per non

rivolgersi al giudice statale, affidando la decisione a uno o più soggetti privati detti Arbitri

(purché in numero dispari per garantire la maggioranza nelle votazioni). La decisione finale

emessa dagli arbitri si chiama Lodo Arbitrale e ha la stessa efficacia vincolante di una sentenza

giudiziale.

DIRITTO PRIVATO VS. DIRITTO PUBBLICO: PARITÀ VS. SUPREMAZIA

La differenza sostanziale tra diritto privato e diritto pubblico risiede nella posizione giuridica

dei soggetti coinvolti.

DIRITTO PRIVATO:

Soggetto A ———- Piano di Eguaglianza Formale ———- Soggetto B

DIRITTO PUBBLICO:

Pubblica Amministrazione (Posizione di Supremazia / Potere d’Imperio) —- Cittadino Privato

(Posizione di Subordinazione)

Diritto Privato (Principio di Eguaglianza Formale)

Parte dal presupposto che tutti i soggetti coinvolti si trovino sullo stesso piano. Nessuno

possiede una posizione d’autorità o un potere coercitivo sull’altro.

Esempio: se il Signor Rossi vuole comprare il terreno del Signor Bianchi per costruirci un

garage, si applica il diritto privato. Rossi fa un’offerta; se Bianchi dice “no”, la trattativa sfuma e

nessuno può costringere Bianchi a vendere.

Diritto Pubblico (Potere d’Imperio)

Disciplina i rapporti in cui partecipa uno Stato o un ente pubblico che agisce nell’interesse

generale, esercitando un potere di supremazia (potere d&

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Scienze giuridiche IUS/01 Diritto privato

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