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Cap I - origini ed evoluzione

Da cosa è partita l’integrazione europea? Dopo la II guerra mondiale si ha una situazione disastrosa, c’era bisogno di

ripartire all’interno del contenente europeo. Già durante il conflitto avevano iniziato a svilupparsi dell’idee con le

quali si affermava la necessità di convivere con gli altri paesi e quindi si era cercato l’introduzione di strumenti che non

avevano preso una strada politica di unione tra paesi europei (era prematuro). La strada che si percorre è quella

commerciale — impatto significativo del piano Marshall. Il primo passo che si fa è quello di concludere un accordo, un

autorità : trattato CECA del 1951 (comunità europea del carbone e dell’acciaio). Il carbone era una risorsa

fondamentale; l’acciaio fu fondamentale per la realizzazione di armi e carri armati. Ciò che si temeva era l’attacco

tedesco. È l’accordo firmatosi da 6 paesi che rappresenta il punto di origine. Questi 6 paesi hanno portato avanti

questo sistema attraverso la leva commerciale creando la comunità economica europea. Assieme a questo viene

accordato anche un ulteriore trattato la CEEA (energia nucleare).

Comunità economica europea = Si garantisce che tutti i materiali possiedono una propria libertà di circolazione.

Ricordiamo i 3 diversi trattati, CECA, CEE e CEEA. Per far funzionare questi trattati è necessario creare un organo

comune, es. la corte di giustizia, unica che si occupa di tutti i trattati, e l’Assemblea (anch’essa unica dall’inizio),

commissione e consiglio divenuti unici nel 1965 con il trattato di fusione degli esecutivi. L’intento è quello di evitare

scontri: la leva economica e commerciale divengono uno strumento politico. L’asse portante è la creazione di un

unico mercato, che si chiamava in origine mercato comune(MEC).

Cosa vuol dire un unico mercato tra i 6 paesi? Creare un’area di libero scambio, dove le merci dei 6 paesi originari

possono circolare liberamente. I dazi doganali vengono eliminati: le merci circolano senza costi aggiuntivi. La

concorrenza aumenta e si ha una vasta gamma di scelta.

Analizziamo una distinzione: stati membri( prima 6, ora 27) e stati terzi (es. Stati Uniti). L’unione decide insieme i

dazi doganali da prevedere sulle merci degli stati terzi. Il vantaggio: facciamo un esempio. In Cina producono

determinati prodotti, se li voglio esportare in un paese dell’unione, o in Italia o in Francia, ecc, non cambia niente per

quanto riguardo i dazi da pagare. Agli occhi esterni il mercato dell’unione appare un mercato comune, dove i vincoli e

Da un lato il mercato comune prevede la circolazione libera tra gli stati membri,

i costi aggiuntivi sono gli stessi.

dall’altra prevede di fissare assieme il regime dei dazi da applicare. La politica dei dazi può avere anche una funzione

di cooperazione nei confronti dei paesi più poveri

Nel momento in cui si realizza la libertà di circolazione di merci, si afferma che questa libertà si deve estendere anche

persone, capitali e servizi).

agli altri aspetti, ovvero le persone, capitali e servizi. Si parla delle (merci,

4 libertà

Cosa vuol dire Prestare attività presso un altro stato. Il lavoro si può realizzare tramite il lavoro dipendente e

servizi?

anche in maniera autonoma. Qualsiasi professionista può volgere la sua attività in qualsiasi altro stato appartenente.

Circolazione dei devo consentire ai capitali di poter circolare liberamente (capitale=denaro)

capitali= cittadini di uno dei paesi membri.

c’erano due limiti. Il primo: per persone si intendevano i Per libertà di

Persone=

circolazione di persone, si parla di persone che hanno la cittadinanza di uno degli stati membri. Questa prima

liberazione ci fa capire che questa circolazione non ci fa pensare a qualsiasi persona (siamo nel ‘57) come riconosciuto

dal trattato. Il secondo: secondo il trattato CEE, le persone erano coloro che migravano da uno stato all’altro per

esercitare la loro attività. Perché si prevede questa libertà? Per mercato si deve intendere un mercato in cui le persone

forza-lavoro.

sono viste come Infatti si spostavano verso paesi in via di sviluppo, lavorando maggiormente presso

fabbriche. Tutta l’integrazione nasce per necessita economiche e le persone rientrano in questa necessità.

Affianco alla circolazione delle persone si è prevista anche la libertà di trattamento: se il lavoratore italiano si sposta in

Germania, deve essere trattato come un lavoratore tedesco. Questo provoca una svolta sociale.

perché si è previsto ciò ?

1 motivazione—> carattere favorevole a questo spostamento

2 motivazione—> in mancanza di parità sarebbe stato svantaggiato sul mercato del lavoro il lavoratore nazionale ( il

lavoratore straniero costava meno rispetto a quello nazionale e quindi il datore di lavoro favoriva quello straniero) .

Non è stata stabilita questa parità per un motivo sociale, ma per una motivazione economica (anche se poi ritroveremo

ripercussioni anche in altri ambiti, proprio come quello sociale).

Il vecchio trattato CEE possedeva una disposizione secondo cui si basava una parità salariare tra lavoratore e

lavoratrice. Questo è dovuto a una motivazione economica: nei vari stati membri originari questa parità veniva

riconosciuta già a fine degli anni ‘50, come in Francia. Questa parità incentivava le donne, ma dal punto di vista del

datore di lavoro, nei paesi nei quali non c’era questa parità si aveva un costo di lavoro minore. Se ho un impresa in cui

pago meno le donne ho un vantaggio e quindi i prodotti avevano un costo minore. Si tratta di un meccanismo dove

prevale la concorrenza .nel momento in cui si apre il mercato si vuole che le imprese lottino ad armi pari senza alcun

vantaggio.Anche se il punto di partenza é di tipo economico si ha di conseguenza una svolta sociale, ovvero quella di

porre parità anche in quei paesi in cui non c’era.

Per ostacolare questo vantaggio, si doveva evitare che gli stati dassero il proprio appoggio. Gli aiuti statali alle imprese

vengono vietate. Nel momento del bisogno questi aiuti possono prendere luogo, ma non è il singolo stato a decidere,

bensì l’intera UE.

I vantaggi potevano essere raggiunti tramite accordi tra imprese. Si pensi a delle imprese che vendevano dei viaggi, si

mettono d’accordo ponendo un costo minimo di un viaggio. Ciò è a discapito dei consumatori, perché il loro intento é

quello di cercare un viaggio a un prezzo inferiore. Questi accordi vengono vietati, perché bloccano la libertà del

mercato. Le imprese più forti sul mercato non dovevano trarne vantaggio. Si pensi alla Microsoft : essa aveva posto un

monopolio. All’interno del mercato possono entrare anche altre imprese. I diversi soggetti del mercato hanno libertà

di concorrere tra loro senza alcun vantaggio.

Si comprende che La concorrenza è l’elemento chiave di questo meccanismo.

dell’agricoltura,

Accanto alla concorrenza si erano sviluppate altre politiche: quella dove opera la preoccupazione che

poteva esservi un abbandono del lavoro agricolo. Questa politica è ispirata al sostegno dei lavoratori, facendo sì che il

dei trasporti,

lavoro agricolo sia redditizio; quella dove si ratifica la necessità di elaborare infrastrutture.

Le finalità sono economiche e si sviluppa il concetto di Si basa su questo il concetto di mercato,

Europa funzionale.

dove si lascia aperta la possibilità di elaborare ulteriori politiche funzionali che vengono aggiunte secondo le necessità

. Cosi a mano a mano nel tempo si è sviluppata la competenza dell’unione, perché aumentano i poteri dell’UE. Questo

meccanismo funzionale era stato già capito nel maggio del 1950 da Robert Schuman, il quale aveva adottato una

dichiarazione il Tra le cose più importanti di questa dichiarazione troviamo :

9 maggio (giornata dell’Europa).

l’Europa non potrà farsi in una sola volta, né sarà costruita tuttora

“

insieme; essa sorgerà da realizzazioni concrete che creino anzitutto una solidarietà di fatto”. Questa affermazione è il

punto di partenza del concetto di Europa funzionale. In questo sistema troviamo come elemento chiave il consenso e

non vengono posti degli obiettivi, punti di arrivo, non ci sono disegni predefiniti e comuni. Nel momento in cui viene

posto il consenso ogni capo politico possiede ideologie diverse, non è detto che dietro al consenso ci sia uniformità.

Un’Altra frase della dichiarazione di Schuman cii fa comprendere che l’integrazione economica e sociale nasconde

“La fusione

l’intento di evitare ulteriori scontri—> se si ha questa integrazione, non servirà scontrarsi nuovamente.

delle produzioni di carbone e di acciaio cambierà il destino di queste regioni che per lungo tempo si sono dedicate alla

fabbricazione di strumenti bellici di cui può costantemente sono state le vittime”.

La libera circolazione delle merci è l’unica libertà che si sviluppa con il trattato CEE mentre le altre tre si sviluppano in

seguito o le libertà si sviluppano tutte e quattro con il trattato CEE?

Le quattro libertà vengono tutte previste già nel Trattato CEE, ma vengono successivamente

realizzate, sia attraverso nuove regole stabilite dai Trattati modi cativi, sia attraverso l'adozione di

atti normativi che hanno precisato le concrete modalità di attuazione delle libertà. In particolare, la

libertà di circolazione delle merci è stata realizzata progressivamente (i dazi sono stati eliminati nel

1968) e poi rafforzata con l'Atto unico europeo che ha previsto che, entro il 1992, dovessero

essere eliminate le barriere al commercio tra Stati membri ancora esistenti. La libertà di

circolazione delle pesone inizialmente riguardava solo i cittadini degli Stati membri che si

spostavano per andare a lavorare in un altro Stato membro; è stata progressivamente estesa ad

altre categorie di persone (come studenti e pensionati) per essere poi riconosciuta (con il Tattato di

Maastricht del 1992) a tutti, con l'istituzione della cittadinanza dell'Unione. Anche la libertà di

prestazione dei servizi e quella dei capitali, previste sin dall'origine, sono state realizzate

progressivamente: quella dei servizi mediante la "direttiva servizi" del 2006 e quella dei capitali con

una direttiva del 1990 che ha eliminato le restrizioni stabilendo regole comuni.

Cosa accade dopo il ‘57?

I trattati sono stati modificati tante volte. Se si vuole aggiungere ulteriori politiche e quindi ulteriori competenze,

bisogna cambiare i trattati aggiungendo ulteriori articoli all’interno di essi. Per modificare i trattati c’è bisogno che

tutti gli stati siano d’accordo. Tutte le volte che sono stati cambiati sono stati affidati ulteriori poteri all’unione.

Principali tappe della evoluzione del sistema di integrazione europea

1951–> CECA

1957–> CEE

1986–> AUE

1992–> TUE

1999–> Amsterdam fi

2003–> Nizza

2004–> Costituzione

2009–> Lisbona

Questi cambiamenti ci fanno capire che il processo di evoluzione è andato avanti. I trattati prendono il nome delle

città dove sono stati firmati.

Questi cambiamenti possiedono 3 diverse letture:

Obiettivi e competenze—>

. mano a mano nel tempo, aggiungendo nuove competenze aumentano gli obiettivi. Il primo

l’atto unico europeo (AUE) 1986 (

trattato è chiamato così perché eravamo partiti con due trattati distinti e in un

secondo momento si sono uniti). Ogni stato possiede un proprio meccanismo di ratifica Con l’atto unico si afferma di

porre regole uniche dei prodotti (es. etichette uguali ). L’obiettivo è quello di realizzare pienamente la libertà di

circolazione e quindi il mercato comune dei prodotti entro la fine del 1922, ponendo come principio fondamentale la

tutela dei consumatori. Si armonizza la composizione dei prodotti tenendo conto dei consumatori, osservando studi

scientifici con cui si tutela la salute del consumatore. Con l’atto unico europeo nasce una competenza fondamentale:

la tutela dell’ambiente. Si sviluppa sensibilità e conoscenze verso l’inquinamento dell’ambiente. La ragione é di tipo

economico. C’erano paesi con restrizioni maggiori e altri minori di protezione ambientale ed è in quest’ultimi che si

avevano costi inferiori. É ovvio che vi erano costi differenti e quindi c’era uno svantaggio per quegli stati che erano

indirizzati già su questa politica. Si ha la necessità di avere regole comuni perché siamo in un mercato comune, se

un’impresa opera in uno stato in cui si pone molta attenzione alla tutela dell’ambiente, essa avrà costi maggiori,

differentemente se opera in un territorio in cui non si esercita. Questa è la motivazione per cui si sviluppa una politica

ambientale. È nell’unione che troviamo regole più rigorose per la protezione dell’ambiente e queste regole devono

essere rispettate in tutti i paesi membri.

Adesione

. meccanismi di funzionamento—>

. es. inizialmente il parlamento europeo (‘57) poteva esercitare pochi poteri. Erano

infatti i governi a decidere nella maggior parte degli ambiti. Ad oggi la situazione è cambiata e infatti il parlamento ha

ottenuto funzioni decisionali.

(Si sono eliminati anche i casi ad una limità, raggiungendo una maggioranza)

Con il si sono poi aggiunte delle regole per raggiungere una nuova competenza: stabilire la

trattato di Maastricht

moneta unica.c’erano critiche sopratutto politiche : Dinanzi a ciò sembrava che ci si interessasse solo all’ambito

economico- commerciale, si mandava l’idea dell’Europa mercante senza preoccuparsi dei cittadini. Per rispondere a

questa critica si cerca il consenso nella cittadinanza dell’Unione. Con il trattato di Maastricht. del ‘92 oltre a gettare

chi è cittadino di uno

le basi alla realizzazione di una moneta unica di gettano anche le basi per la cittadinanza europea:

stato membro e anche cittadino dell’Ue.

Inoltre con questo trattato si parla di CE: comunità europea. L’intento è quello di andare oltre all’ambito economico.

Il trattato voleva attribuire ulteriori competenze. Quando si modificano i trattati, i responsabili degli stati iniziano a

negoziare e quindi c’erano alcuni paesi che volevano attribuire ulteriori competenze e altri che si opponevano. Le

materie critiche erano quelle de politica estera e di immigrazione. Si apre quindi in un periodo di Per superare

stallo.

questo periodo critico, viene fondata una struttura: Si dice che su quelle materie su cui non ci

struttura su 3 pilastri.

troviamo d’accordo troviamo una modalità di cooperazione meno stretta, metodo intergovernativo: non si usavano i

meccanismi della comunità ma si basava sull’opera dei governi.

Cos’è questo sistema?

- : prima area di cooperazione che raccoglieva tutto ciò che era stato già attribuito alla comunità .

I PILASTRO

Operano le istituzioni europee dov’è i legami erano più stretti;

- opera in ambito di politica estera e sicurezza comune. I governi mantengono il controllo. Non si

II PILASTRO:

attribuisce alla comunità poteri all’interno di queste due materie. (Intergovernativo)

- i governi mantenevano un potere più significativo del primo. Questo pilastro riguardava in origine

III PILASTRO:

la politica di immigrazione, cooperazione di polizia e cooperazione in materia penale. Queste sono aree sensibili

che sono state fatte poi rientrare nella prima area. Troviamo una cooperazione tra i governi e l’operazione delle

istituzioni europee.

Nel suo insieme viene chiamato Unione Europea. Questo sistema era complicato perché alle riunioni si doveva agire

sul trattato dell’Unione Europea. Magari nella stessa riunione si doveva poi trattare di un’altra materia prendendo un

ulteriore trattato —> Difficolta decisionale: persiste ancora e perché ad oggi ci sono delle materie con regole diverse

pur facendo parte delle competenze dell’Unione .si pensi Ad esempio alla politica di difesa. Le materie del II e III

sono difficoltosi: I governi non volevano cedere il proprio potere.

Si comincia a pensare a semplificare il sistema. Quei governi che si erano opposti a trasferire le competenze alle

comunità possono ora spostare una materia del terzo pilastro al primo? Si riflette a cercare di convincere quei governi

che si erano opposti a trasferire competenze alla comunità . Superare quindi questo atteggiamento negativo di questi

governi e quindi superare quel blocco formatosi con il trattato di Maastricht. Possono esserci cause generali che

portano a far cambiare le idee, possono cambiare sennò con un cambio di governo. La posizione degli stati risente

della situazione generale.

È difficile far capire ai cittadini cos’è l’unione. L’esigenza della semplificazione proviene anche dai cittadini.

( concordato nel 1997 ed entrato in vigore nel 1999)—> cerca di superare questa difficolta

Trattato di Amsterdam

semplificando il sistema. Come?Trasferisce una parte delle materie che era nella terza colonna nella prima. La politica

dell’immigrazione e un’area molto sensibile dove si ritrovano delle limità. Era prima appartenente al III pilastro e poi

al II con il trattato di A. Con questi trattati che avevano modificato la CEE siamo arrivati a un trattato complicato da

decifrare, soprattutto per i cittadini.

Dopo il trattato di Amsterdam e, arriva un nuovo trattato nel 2003: il Quella semplificazione è

trattato di Nizza.

durata quindi pochi anni l’unione va avanti con i nuovi trattati. Il trattato di Nizza ha cambiato il meccanismo

decisionale. Stavan

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Scienze giuridiche IUS/14 Diritto dell'unione europea

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher matilde.06 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Diritto dell'Unione Europea e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Firenze o del prof Adinolfi Adelina.
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