Diritto sindacale: esame del 26 aprile
Contratto collettivo, sciopero, repressione antisindacale
Le fonti del diritto del lavoro
Cosa si intende per diritto del lavoro?
Le regole del rapporto del lavoro sono un contenitore in cui abbiamo tutte le norme su cui si basa un rapporto di lavoro, quindi: contratto individuale che nelle disposizioni statali, dalla legge, dalle norme europee che vengono recepite dalla normativa statale.
Regole che riguardano i rapporti tra i lavoratori dal punto di vista collettivo e le associazioni datoriali: diritto sindacale o diritto delle relazioni industriali. Si tratta di una normativa giovane che ha preso in sé regole che appartenevano al diritto civile e regola i rapporti tra le parti. Alla base di un rapporto di lavoro regolare c’è un contratto di lavoro che è stipulato da due parti: il lavoratore e il datore di lavoro.
Il diritto del lavoro deroga due principi cardine del diritto commerciale e del diritto civile:
- Libertà di concorrenza: impone dei limiti alla concorrenza tra le imprese fissando tutele minime.
- Libertà contrattuale: stabilendo tutele minime inderogabili per il lavoratore, le parti non possono concordare le condizioni che vogliono ma devono uniformarsi a quanto previsto dal diritto del lavoro; stipulato un accordo con condizioni decise dalle parti, il diritto del lavoro va a limitare la libertà delle parti: il datore non può chiedere di lavorare 23 ore al giorno; se ci fosse libertà sarebbe possibile. Il diritto del lavoro va a limitare le libertà delle parti.
L’articolo 36 della costituzione dice che il lavoratore non può rinunciare alle ferie, deve usufruirne, non può monetizzare quelle ferie perché è fissato come limite dalla costituzione (si possono monetizzare solo a rapporto di lavoro cessato); vengono imposte tutele minime inderogabili, condizioni che le parti devono rispettare.
Le organizzazioni socio-economiche (aziende) per uno scopo di profitto devono avere dei lavoratori che non possono inquadrare e contrattualizzare come vogliono; limitata la libertà. La necessità di limitare la libertà del direttore di lavoro di garantire condizioni unilaterali; non può basare il proprio profitto sul depauperamento delle condizioni di lavoro: il datore non può garantire condizioni di lavoro inferiori ai minimi e non può basare la propria concorrenzialità a discapito dei lavoratori; questo non funziona in un mercato globale dove ci sono paesi in cui non vigono le stesse regole che ci sono in Italia; la concorrenza delle aziende del sud est asiatico non è basata sulla concorrenzialità ma sulla produttività, ma a scapito dei lavoratori come in India; non è la produttività dei macchinari a creare profitto ma le scarse condizioni lavorative. Si parla spesso infatti di social-dumping: condizioni di lavoro che rendono molto concorrenziali le imprese perché la concorrenza è a scapito dei lavoratori; trasferire produttività in paesi che hanno salari più bassi per trarre profitto.
Il diritto del lavoro fissando regole va a minare il concetto di libera concorrenza e il principio di libertà contrattuale; questo funziona solo al ribasso, ogni comportamento migliorativo è accettato e accettabile.
Diritto del lavoro e scienze sociali
Continua contaminazione tra la ricerca sociologica e il diritto del lavoro. La prima mira a comprendere e analizzare la realtà economico-sociale nella quale si originano i problemi che la seconda si impegna di regolare. La dinamica della domanda e dell’offerta di lavoro, la disoccupazione, il sistema di relazioni industriali e i sindacati, il rapporto di lavoro nell’impresa intesa come aggregazione sociale, le modalità di lavoro e il rapporto tra lavoratore e tecnologia: oggetti di indagine che si possono osservare attraverso entrambe le prospettive, sia quella sociologica che giuslavoristica.
Aziende in Nord Europa che spingono sui benefit e hanno visto un miglioramento della qualità dei lavoratori. Sociologia e diritto del lavoro vedono lo stesso fenomeno sotto due punti di vista differenti.
Le fonti
Le fonti del diritto del lavoro comprendono:
- Costituzione italiana
- Fonti internazionali: OIL (Organizzazione Internazionale del Lavoro) si occupa delle materie correlate al lavoro dell’ONU; organizzazione politica che ha portato avanti battaglie e dibattiti su diritti ormai inderogabili che ora devono essere alla base, ad esempio: no al lavoro forzato.
- Fonti sovranazionali: UE (Trattati – TUE e TFUE, Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, diritto derivato); libertà fondamentali e come impattano sul diritto del lavoro, atti di diritto derivato che impattano sulla normativa internazionale del diritto del lavoro. Esempio: il dlg 66 sull’orario di lavoro è stato rivisto per direttive nel 99 e nel 2000 sull’orario di lavoro a livello europeo.
- Legislazione ordinaria: leggi statali
- Fonti di natura non legislativa: contratto collettivo (fonte autonoma derivante dall'autonomia negoziale collettiva). La retribuzione è decisa da contratti collettivi e dall’inquadramento del contratto individuale.
Le fonti internazionali
Le fonti internazionali trovano la loro legittimazione nell’art 11 cost. e nell’art 117 cost.
Ruolo dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL)
L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) è l’Agenzia specializzata delle Nazioni Unite sui temi del lavoro e della politica sociale.
Fondata nel 1919 come parte del Trattato di Versailles, che pose fine alla Prima Guerra mondiale, l’OIL adotta norme internazionali del lavoro, promuove i principi fondamentali e i diritti sul lavoro, opportunità di lavoro dignitose, il rafforzamento della protezione sociale e il dialogo sociale sulle questioni inerenti al lavoro; contrasto alla povertà, contrasto alle disuguaglianze e promozione di diritti inderogabili.
Istituita nel 1919 e ormai è riuscita a far ratificare i propri atti dalla maggior parte dei paesi conosciuti e riconosciuti dalle Nazioni Unite. Il lavoro dell’OIL è fondamentale perché è riuscita ad inserire e a promuovere principi fondamentali in paesi che ne erano totalmente sprovvisti. Struttura tripartita. 187 Paesi membri.
L’espressione dialogo sociale europeo indica un’ampia gamma di relazioni intercorrenti sia trilaterali tra le istituzioni UE e le parti sociali, sia bilaterali tra le stesse. La commissione ha il compito di promuovere la consultazione delle parti sociali; la consultazione può sfociare nella conclusione di un contratto collettivo europeo di due tipi:
- Accordo quadro: coinvolgimento sindacale nel processo legislativo europeo
- Accordo libero: è avulso dal processo normativo UE, sicché può riguardare anche una materia estranea alle competenze dell'Ue, restando un puro accordo a carattere politico-orientativo.
La causa determinante dell’entrata in crisi della contrattazione collettiva europea è stata la forte diminuzione dell’iniziativa regolativa della commissione.
Organizzazione internazionale del lavoro
Per partecipare bisogna per forza aver ratificato 8 principi fondamentali dell’OIL:
- Dichiarazione sui principi e diritti fondamentali sul lavoro (1998)
- Libertà sindacale e di contrattazione collettiva: ogni lavoratore deve avere l’opportunità di iscriversi a un sindacato, difendere i propri diritti collettivamente e associarsi con altri lavoratori per creare un sindacato e contrattazione collettiva; avviene quando vengono negoziate delle regole che si applicheranno ai rapporti di lavoro.
- Eliminazione del lavoro forzato che si lega all’eliminazione della schiavitù.
- Abolizione del lavoro minorile: attività di naming and shaming per le attività che utilizzano bambini nelle proprie aziende, es. nike. Le norme cambiano e quindi cambia la percezione del lavoro minorile, dipende se legato all’istruzione o all’età (l’OIL si occupa di bambini in genere di 9-10 anni).
- Eliminazione di ogni forma di discriminazione sul lavoro.
È immediatamente vincolante per tutti gli stati membri dell’OIL. Sono vincolanti per i paesi membri dell’OIL, non ci possono essere paesi aderenti che non rispettino tali principi; Pakistan fa parte dell’OIL, anche certi paesi africani che non rispettano totalmente queste normative ma anche paesi europei in cui c’è discriminazione verso i lavoratori; molta possibilità di fare quello che vogliono i singoli paesi, l’OIL arriva fino a un certo punto perché la competenza poi è degli stati.
Strumenti dell'organizzazione internazionale del lavoro
- Raccomandazioni: La raccomandazione non è una normativa da sottoporre a ratifica, ma solo una direttiva che ciascun paese membro deve tenere presente nell’elaborazione e gestione delle politiche del lavoro. Vincolano gli Stati quanto agli obiettivi da raggiungere, ad esempio una delle raccomandazioni riguardava l’incremento del numero degli ispettori sul lavoro, se lo stato vuole farlo è una scelta propria.
- Convenzioni: La convenzione è un trattato che, una volta deliberato, ogni paese membro deve sottoporre all’organo competente per la ratifica, che lo incorporerà nel diritto interno, con conseguente obbligo di farlo applicare e di accettare controlli internazionali, sia generali, sia specifici. Necessitano di uno specifico intervento di raffica da parte di ciascuno stato (fino ad oggi l’Italia ha ratificato più di 100 convenzioni). Sono vincolanti; se il paese decide di ratificare tale atto si obbliga a rispettare quanto scritto nella convenzione.
Ci sono paesi come la Francia con una percentuale di ratifica oltre il 90 %, gli Stati Uniti ne hanno ratificate una trentina. Alcune convenzioni non rispettano il tenore politico di quella stagione di alcuni stati e quindi non viene ratificata fino al governo successivo.
Unione europea
L'Unione Europea conta 447 milioni di cittadini europei e 27 paesi membri. La mobilità del lavoro non è limitata, è tranquillamente possibile spostarsi per lavorare. Le fonti comunitarie si dividono in primarie e secondarie:
- Le fonti primarie comprendono i trattati TFUE e TUE, immediatamente e direttamente efficaci rispetto ai diritti dei paesi membri, nonché sovra-ordinati rispetto alle altre fonti dell’UE.
- Le fonti secondarie sono costituite dagli atti normativi fondati sui trattati ed emanati dalle istituzioni, cioè in primis i regolamenti e le direttive.
Sono qualificati come istituzioni dell’UE il Parlamento, il consiglio europeo, la commissione, la corte di giustizia dell’unione, la corte dei conti, la banca centrale europea, il presidente del consiglio europeo e l’alto rappresentante dell’unione per gli affari esteri e per la politica della sicurezza. Tra le fonti primarie, oltre ai trattati, c’è la carta di Nizza che elenca tutta una serie di diritti relativi alla dignità, libertà, uguaglianza, solidarietà, cittadinanza, giustizia: la libertà d’impresa risulta compresa fra i diritti di libertà.
Diritto dell’unione europea
Dal trattato di Roma del 1957 al Trattato sull’Unione Europea e al Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea, esistono quattro libertà fondamentali:
- Libera circolazione di capitali: meno interessante
- Libertà di circolazione delle persone: permette di viaggiare ma anche di lavorare, riguarda quindi la libera circolazione di persone come lavoratori. Lavoratore che si trasferisce o che viene distaccato (mandato) in un paese per svolgere una determinata attività (stipendio del paese di arrivo se migliore del paese di partenza per parificare le condizioni di lavoro altrimenti sarebbe concorrenza sleale).
- Libera circolazione di beni: implica ci sia lavoro in quel determinato paese, si devono rispettare alcune certificazioni (il lavoro deve essere regolato) oppure sotto il profilo di trasporto su strada; qualificazione dei lavoratori che portano il bene, tema relativo al fatto che i camionisti passano in diversi paesi; quale diritto del lavoro si deve applicare? Ci sono delle normative apposite per regolare il trasporto su strada.
- Libertà di stabilimento e libera prestazione dei servizi: opportunità per un’impresa di muovere la propria produzione in un altro paese o per i lavoratori autonomi poter svolgere prestazioni in un altro paese dell’Ue, oppure lavorare nel proprio paese per un paese estero.
Competenze dell'Unione europea
Le competenze della UE, sono rette dal principio di attribuzione, cioè sono quelle conferite dagli stati membri coi trattati istitutivi in funzione della finalità da perseguire. Trattato sul funzionamento dell’UE (TFUE) e Trattato sull’Unione Europea delineano i principi su cui si delinea l’UE e come questi principi si traducono nella realtà.
Esistono poi Atti di diritto derivato che derivano dai trattati e dalle competenze previste dai trattati che possono essere vincolanti o non vincolanti:
- Attività legislativa dell’Ue
- Atti vincolanti
- Regolamento: dal momento in cui viene adottato dall’UE entra a far parte della legislazione nazionale di tutti i 27 paesi membri senza intervento da parte dello stato.
- Direttive: dà degli obiettivi che lo stato è obbligato in un determinato arco temporale per recepire questi obiettivi e adottare un decreto legislativo o una legge ordinaria nel proprio ordinamento per non avere una procedura di infrazione. Esempio: Nel 2019 direttiva 1159 sulle condizioni di lavoro trasparenti e prevedibili: necessità che ogni datore dia il contratto di lavoro per iscritto con informazioni sul rapporto di lavoro.
- Decisioni: sono atti vincolanti solo per i destinatari. La commissione europea adotta una decisione per il paese singolo, ad esempio Italia. Decisione che si attua per un singolo paese.
- Atti non vincolanti
- Raccomandazioni: suggerimenti di norma da parte della commissione europea, del consiglio ma anche del parlamento in cui si suggerisce un’indicazione da seguire negli anni a venire. Esempio: nel 2019 raccomandazione per rivedere la protezione sociale dei lavoratori, si chiedeva ai paesi sulla possibilità di garantire la disoccupazione anche ai lavoratori autonomi.
- Pareri: possono essere suggerimenti, valutazioni non per forza da parte delle istituzioni europee classiche ma anche di comitati e agenzie che possono dare un parere su una normativa. Esempio: il Cese è solito dare pareri prima dell’adozione di atti vincolanti sottolineando possibili problematiche.
La costituzione
La carta costituzionale è la pietra miliare da cui partire; ci sono articoli detti programmatici che danno indirizzo al legislatore e alcuni articoli che sono precettivi, quindi direttamente applicabili e richiedenti dal singolo (art 36 cost). La nostra costituzione è una delle più avanzate di tutto il mondo perché ha un orizzonte di diritti coperti e tutele inderogabili che non si trovano in altre carte costituzionali. Frutto dell'incontro dell’animo della democrazia cristiana e comunista; alcuni articoli sono un bilanciamento tra le varie anime. La costituzione è lunga, sociale, rigida e pluralista.
I principi fondamentali
- Art 1: “L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro”. La norma assume come valore base dell’ordinamento repubblicano il lavoro, inteso in senso ampio, cioè come comprensivo di ogni attività socialmente rilevante. Fondata sul lavoro; l'assemblea costituente aveva diverse anime tra le quali quella del partito comunista; si ritrovava nel ceto proletario che svolgeva attività lavorative vivendo del proprio lavoro: con lavoro si intende quindi ogni attività economicamente e socialmente rilevante. La carta costituzionale con l’art 1 sancisce il punto di arrivo e l’elevazione del proletariato all’interno del consenso politico. Il 900 ha permesso al ceto lavoratore di entrare nell’agorà politica con un partito connesso al ceto operaio che portava avanti gli interessi di questo ceto. La carta costituzionale sancisce quindi il passaggio e l’importanza di tutti i ceti soprattutto quelli impegnati in attività lavorative; il lavoro è da intendersi non solo come attività dell’operaio ma anche come l’attività dell’imprenditore che per proprio profitto decide di impegnarsi e creare una organizzazione sociale ed economica (impresa) che svolge un’attività economicamente e socialmente importante. Molte normative sono nate da questo dualismo di posizioni.
- Art 2: sancisce l’inviolabilità dei diritti dell’uomo “La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. Diritti inviolabili dell’uomo; diritti legati a una vita dignitosa, ad una vita fuori dalla schiavitù, ad una vita che permetta all’uomo (e alla donna) di poter vivere secondo le proprie scelte, aver diritto alla salute (Art 32) e una serie di diritti sanciti dalla carta costituzionale oppure rivisti dall’intervento del legislatore: sono esercitati dal singolo ma anche nelle organizzazioni sociali.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Riassunto esame Diritto del lavoro, Prof. Battista Leonardo, libro consigliato Diritto del Lavoro Vol. I, Diritto S…
-
Riassunto esame Diritto del lavoro, Prof. Battista Leonardo, libro consigliato Diritto del lavoro 2, il rapporto di…
-
Riassunto esame Diritto del lavoro, Prof. Carinci Maria Teresa, libro consigliato Diritto del Lavoro - Vol. 1 (Il D…
-
Riassunto esame Diritto del lavoro, Prof. Carinci Maria Teresa, libro consigliato Diritto del lavoro - Vol. 1 (8^ed…