Diritto sindacale
Cosa s’intende con diritto del lavoro?
Un contenitore in cui all’interno abbiamo le norme su cui si basa un rapporto di lavoro, sia quelle all’interno del contratto individuale che collettivo (dalle disposizioni statali, norme europee) e le regole che riguardano i rapporti tra lavoratori inteso in senso collettivo e le associazioni datoriali (questo secondo blocco è il diritto sindacale)
- Regole del rapporto di lavoro
- Regole che riguardano il rapporto tra le rappresentanze dei lavoratori e le associazioni datoriali (Diritto sindacale o diritto delle relazioni industriali)
Deroga due principi cardine del diritto commerciale e del diritto civile: diritto del lavoro = rapporto di lavoro, normativa giovane che ha preso in sé regole del diritto civile (che regola il rapporto tra le parti), si dice che il diritto del lavoro deroghi dal diritto civile (quella della libertà contrattuale) = le parti sono libere di stipulare un accordo senza costrizioni e coercizioni. Il diritto del lavoro va a limitare la libertà delle parti, es. il datore di lavoro non può chiedere di lavorare 23 ore al giorno, se noi fossimo legati solo al diritto civile noi avremmo condizioni lavorative molto peggiori (chi pur di lavorare accetta condizioni assurde).
Stabilendo delle tutele minime il diritto del lavoro limita la libertà delle parti (es. art 36 il lavoratore non può rinunciare alle ferie, cioè non può monetizzarle). La necessità di limitare la libertà del datore di lavoro e di porre condizioni di uguaglianza, il datore non può basare il proprio profitto sul depauperamento (creare profitto pagando poco i lavoratori o facendoli lavorare di più) non può offrire condizioni più basse di quelle volute dal profitto, questo funziona in un paese come l’Italia, ma non funziona in un mercato globale, non tutti i paesi hanno le normative italiane (ad esempio la concorrenza asiatica), non puntano sulla produttività interna ma le scarse condizioni dei lavoratori (social dumping)
- Libera concorrenza: impone dei limiti alla concorrenza tra le imprese fissando tutele minime.
- Libertà contrattuale: stabilendo tutele minime inderogabili per il lavoratore, le parti non possono concordare le condizioni che vogliono ma devono uniformarsi a quanto previsto dal diritto del lavoro.
Che rapporto esiste tra diritto del lavoro e scienze sociali?
Si guarda lo stesso evento da due prospettive diverse, (diritto del lavoro e scienze sociali). Come regolare quella condizione (come lo stato e le politiche regolano questa situazione con le politiche) vs il trend della disoccupazione, quali sono i gruppi colpiti maggiormente, variabili etc es. la disoccupazione.
Le fonti del diritto del lavoro
- Fonti Internazionali (Convenzioni OIL organizzazione internazionale del lavoro che si occupa delle tematiche del lavoro dell’ONU)
- Fonti dell’Unione Europea (Trattati – TUE e TFUE, Carta dei Diritti Fondamentali dell’Unione Europea, diritto derivato) quali sono le libertà fondamentali e come impattano sul diritto del lavoro
- Costituzione italiana
- Legislazione ordinaria
- Contratto collettivo (fonte autonoma derivante dall'autonomia negoziale collettiva)
Fonti internazionali: OIL 1919
Ruolo dell’Organizzazione internazionale del lavoro (OIL)
L’Organizzazione Internazionale del Lavoro (OIL) è l’Agenzia specializzata delle Nazioni Unite sui temi del lavoro e della politica sociale. Fondata nel 1919 come parte del Trattato di Versailles che pose fine alla Prima Guerra mondiale, l’OIL adotta norme internazionali del lavoro, promuove i principi fondamentali e i diritti sul lavoro, opportunità di lavoro dignitose, il rafforzamento della protezione sociale e il dialogo sociale sulle questioni inerenti al lavoro. Struttura tripartita. 187 Paesi membri. È l’agenzia delle Nazioni Unite specializzata sul lavoro, contrasto alla povertà, disuguaglianza e promozione dei diritti inderogabili, ci sono solo paesi riconosciuti dall’ONU.
Negli ultimi 20/30 anni si è inserita nel contesto della globalizzazione e inserire tutele nei confronti di paesi prima sprovvisti, per partecipare a questa agenzia devi aver ratificato 8 principi essenziali (la base per la tutela dei lavoratori).
Dichiarazione su diritti e principi fondamentali sul lavoro (1998)
- Libertà sindacale e di contrattazione collettiva = diritti sulla libertà sindacale e di associazione (cioè iscriversi ad un sindacato e fare attività per fare iscrivere qualcun altro)
- Libertà e la necessità di contrattazione collettiva nel paese, quando le due parti lavorative si incontrano per negoziare le regole del lavoro
- Eliminazione del lavoro forzato
- Divieto lavoro minorile
- Eliminazione discriminazioni sul posto di lavoro
Questi principi sono vincolanti per i paesi membri, i paesi aderenti all’OIL devono necessariamente rispettare questi principi = tanti problemi, il Pakistan che fa parte dell’OIL ma non rispetta questi diritti (tante parole ma nei fatti poco).
Usa 2 strumenti per far aderire i paesi a questi principi: raccomandazioni e convenzioni (che sono vincolanti, i paesi sono obbligati a rispettare quelle che c’è scritto nella convenzione).
- Raccomandazioni: Vincolano gli Stati quanto agli obiettivi da raggiungere.
- Convenzioni: Necessitano di uno specifico intervento di ratifica da parte di ciascuno Stato (fino ad oggi l’Italia ha ratificato più di 100 convenzioni).
Unione Europea
- 447 milioni di cittadini europei
- 27 Paesi membri
Diritto dell’Unione Europea
Dal Trattato di Roma del 1957 al Trattato sull’Unione Europea e al Trattato sul funzionamento dell’Unione Europea.
4 libertà fondamentali
- Libera circolazione di capitali
- Libera circolazioni di beni, permettere questo implica che ci sia lavoro in un paese e che si debbano rispettare certe certificazioni e che quindi il lavoro vada regolato
- Libera circolazione di persone, che fa spostare la gente per lavorare e per viaggiare (discorso sul distacco e sullo stipendio)
- Libertà di stabilimento e prestazione di servizio, un’impresa può spostare la sua produzione e lavoratori che esercitano le loro prestazioni
(Atti da ricordare) Attività legislative dell’UE
1) Atti vincolanti
- Regolamento, quando viene adottato dall’UE secondo la procedura legislativa della materia, entra a far parte della legislazione nazionale di tutti i paesi membri senza intervento da parte dello stato
- Direttiva, da degli obiettivi che lo stato è obbligato in un determinato arco temporale a recepire e adottare un decreto legislativo nel proprio ordinamento per raggiungere questo obiettivo (nel caso in cui no, infrazione)
- Decisioni, atti vincolanti solo per i destinatari. La commissione europea adotta una decisione per l'Italia in cui le chiede di rivedere la normativa sulle concessioni balneari
2) Atti non vincolanti
- Raccomandazioni, suggerimenti da parte dell’UE in cui si suggerisce un’indicazione da seguire negli anni a venire
- Pareri, suggerimenti e valutazioni, da parte di istituzioni classiche e non
La Costituzione
(Articoli programmatici che danno un indirizzo al legislatore e articoli precettivi cioè direttamente applicabili e richiamabili dal singolo) La nostra costituzione è una delle più avanzate nel mondo perché ha un orizzonte di diritti coperti e tutele inderogabili che non ritroviamo in altre carte costituzionali. Costituzione = frutto di un compromesso tra diverse anime all’interno dell'assemblea costituente, quella cattolica/cristiana e quella comunista. Infatti molti articoli indicano un bilanciamento tra queste due parti.
I principi fondamentali
Art. 1, c. 1
“L’Italia è una Repubblica democratica, fondata sul lavoro”. Cosa vuol dire? Non è scontato visto che l'assemblea era formata anche dal partito comunista, cioè da un partito che si rispecchia principalmente nella classe lavoratrice (il popolo). La norma assume come valore base dell’ordinamento repubblicano il lavoro, inteso in senso ampio, cioè come comprensivo di ogni attività socialmente rilevante.
La rivoluzione francese ha permesso alla borghesia di avere un ruolo nello stato, tutto il novecento ha permesso al quarto stato, cioè i lavoratori del popolo di entrare nello stesso, infatti avevo un partito (i comunisti). Il lavoro è da intendere sia quello dell'operaio che dell'imprenditore.
Art. 2
“La Repubblica riconosce e garantisce i diritti inviolabili dell’uomo, sia come singolo sia nelle formazioni sociali ove si svolge la sua personalità, e richiede l’adempimento dei doveri inderogabili di solidarietà politica, economica e sociale”. Molto invidiato all’estero, molte altre costituzioni lo vorrebbero. = ci riferiamo a diritti inviolabili dell’uomo, al condurre una vita senza schiavitù, il diritto dell’uomo di vivere secondo le proprie scelte, il diritto alla salute e una serie di diritti tradotti dalla carta oppure previsti dall’intervento del legislatore. Questi diritti non sono solo esercitati dal singolo ma anche dalle formazioni sociali (imprese, famiglia, lavoro) dove il singolo esercita le sue funzioni.
Il nostro Stato quindi, sulla base di questi diritti inviolabili deve permettere di svolgere alcuni doveri di solidarietà politica, economica e sociale. (questi sono tutti diritti e normative che un datore di lavoro deve rispettare)
Art. 3
Dividiamo l’articolo 3 in due parti “Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.” Questo è il principio di uguaglianza formale, tutti i cittadini devono essere trattati nello stesso modo, non ci devono essere differenti trattamenti basati sul sesso, sulla razza, sulla religione.
Questo principio rappresenta un pò un problema sul posto di lavoro quando si pensa alla retribuzione, non possiamo pagare tutte le figure professionali e tutte le competenze nello stesso modo, per questo si fa ricorso al principio di ragionevolezza quando si pensa alla retribuzione lavorativa. = bisogna avere parità di trattamento ma gli individui possono svolgere compiti e funzioni diversi e la retribuzione sarà diversa.
Molti limiti per la discriminazione non erano presenti in questo articolo solo con l'intervento del legislatore, sono stati aggiunti da quando l’Italia fa parte di un più ampio contesto cioè Unione Europea, è stata l’UE ad aggiungere altri limiti allo stato e al datore come l’età e l’etnia.
Art. 3, c. 2
“È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l’eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l’effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all’organizzazione politica, economica e sociale del Paese”. La norma sancisce il principio di uguaglianza sostanziale.
Spesso ci sono delle condizioni che “di fatto” limitano l'accesso al lavoro all’individuo, per cui lo Stato deve intervenire facendo sì che queste condizioni non ledano alla persona, non impediscono alla persona di lavorare. = es. la normativa per i lavoratori disabili, il datore di lavoro per guadagnare di più sceglie un lavoratore sulla base di queste condizioni di fatto (un non disabile perché lavora meglio). Così però è impossibile per i disabili entrare nel mondo del lavoro e diventare lavoratori, per cui lo Stato introduce una normativa che semplifica l'accesso al mondo del lavoro.
Art. 4
“La Repubblica riconosce a tutti i cittadini il diritto al lavoro e promuove le condizioni che rendano effettivo questo diritto. Ogni cittadino ha il dovere di svolgere, secondo le proprie possibilità e la propria scelta, un’attività o una funzione che concorra al progresso materiale o spirituale della società”. = importante il diritto al lavoro, non vuol dire che lo stato debba garantire il lavoro a tutti ma vuol dire che lo Stato deve tendere alla piena occupazione, cioè deve rendere possibile per tutti gli individui accedere al lavoro. Un disoccupato che ha perso il lavoro deve poter accedere a corsi di formazione, etc per poter immettersi nel mercato. Se un cittadino non vuole lavorare non è obbligato, può svolgere qualsiasi altra attività che preferisce. Questo vale anche dalla parte del datore.
Art. 35
(tutela del lavoro, o meglio dei lavori al plurale, perché in tutte le sue forme e della formazione): “La Repubblica tutela il lavoro in tutte le sue forme ed applicazioni. Cura la formazione e l’elevazione professionale dei lavoratori. Promuove e favorisce gli accordi e le organizzazioni internazionali intesi ad affermare e regolare i diritti del lavoro. Riconosce la libertà di emigrazione, salvo gli obblighi stabiliti dalla legge nell’interesse generale, e tutela il lavoro italiano all’estero”.
Importanti
- Art 2094 Codice Civile sul lavoratore subordinato = colui che in cambio di un corrispettivo si obbliga a svolgere una prestazione lavorativa alle dipendenze di un datore di lavoro, in un vincolo di subordinazione. Un lavoratore che per svolgere la prestazione accetta di essere sottoposto agli obblighi derivanti dal datore di lavoro. (retribuzione)
- Art. 2222 Codice Civile sul lavoratore autonomo = colui che svolge la propria prestazione lavorativa senza alcun vincolo di subordinazione. Non ha un datore di lavoro ma collabora con un committente, la maggior parte delle tutele non si applicano sul lavoratore autonomo ma solo su quello subordinato. (compenso)
Obbligo dello stato e del datore di lavoro a investire nella formazione professionale del lavoratore. Riconosce la libertà di un lavoratore di spostarsi all’estero e tutela il lavoro italiano all’estero. Gli accordi con OIL derivano dall’articolo 35.
Art. 36, c. 1
(retribuzione): “Il lavoratore ha diritto ad una retribuzione proporzionata alla quantità e qualità del suo lavoro e in ogni caso sufficiente ad assicurare a sé e alla famiglia una esistenza libera e dignitosa”. È un norma precettiva, nel senso che il singolo lavoratore può prenderla in mano davanti al giudice. Si collega ai contratti collettivi che stipula e definisce per ogni mansione e ruolo un certo orario di lavoro e una certa retribuzione.
Art. 36, cc. 2 e 3
(diritto al riposo): “La durata massima della giornata lavorativa è stabilita dalla legge. Il lavoratore ha diritto al riposo settimanale e a ferie annuali retribuite, e non può rinunciarvi”.
Art. 37, c. 1
(parità uomo - donna): “La donna lavoratrice ha gli stessi diritti e, a parità di lavoro, le stesse retribuzioni che spettano al lavoratore. Le condizioni di lavoro devono consentire l’adempimento della sua essenziale funzione familiare e assicurare alla madre e al bambino una speciale adeguata protezione”. = A parità di condizioni lavorative devono esserci pari trattamento, diversa attività lavorativa, diverso trattamento economico. La donna deve essere tutelata anche durante il periodo di gravidanza, cioè deve poter andare in maternità senza che il suo posto venga preso da altri e non deve subire discriminazioni per il fatto di avere figli. È importante conciliare anche la vita privata e il lavoro dopo il parto, sia per la madre che per il padre.
Art. 37, cc. 2 e 3
(tutela minori): “La legge stabilisce il limite minimo di età per il lavoro salariato. La Repubblica tutela il lavoro dei minori con speciali norme e garantisce ad essi, a parità di lavoro, il diritto alla parità di retribuzione”. = L’età minima per accesso al lavoro retribuito in Italia è 16 anni, ci sono dei casi speciali dove questo avviene molto prima (i bambini nelle pubblicità).
Art. 38
(assistenza e previdenza): “Ogni cittadino inabile al lavoro e sprovvisto dei mezzi necessari per vivere ha diritto al mantenimento e all’assistenza sociale. I lavoratori hanno diritto che siano preveduti ed assicurati mezzi adeguati alle loro esigenze di vita in caso di infortunio, malattia, invalidità e vecchiaia, disoccupazione involontaria. Gli inabili ed i minorati hanno diritto all’educazione e all’avviamento professionale. Ai compiti previsti in questo articolo provvedono organi ed istituti predisposti o integrati dallo Stato. L’assistenza privata è libera”. = Chi sono gli organi e gli istituti che devono occuparsi di previdenza in Italia? Inps (si occupa della parte previdenziale), Inail (si occupa degli infortuni sul lavoro e antinfortunistica) un es l’amianto, un agente patogeno che ha dato molti problemi sotto il profilo delle malattia professionali e i lavoratori dopo anni che erano andati in pensione hanno avuto problematiche.
I concetti dell’articolo 38
Inabilità = Chi è inabile al lavoro a causa di situazioni fisiche, non può svolgere una prestazione e quindi non può ricevere una prestazione. Lo stato deve quindi garantire a queste persone un mantenimento (assegno di invalidità) per coprire le spese quotidiane. Si può essere invalidi dalla nascita oppure diventarlo a causa del lavoro. Il concetto di inabilità è diverso dal concetto di inidoneità: non tutti i lavoratori sono idonei a svolgere una certa mansione/azione ad esempio, il medico certifica che il lavoratore è non idoneo a fare una certa azione (sollevare i carichi sopra i 25 kg senza l’aiuto di un macchinario), ma questo non vuol dire che siano inabili, semplicemente che non possono fare certe cose. Il datore quindi non può chiedere al lavoratore q...
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