Diritto costituzionale italiano e comparato
1° esonero: "Forme di Stato e forme di governo"
G. Amato, F. Clementi
1 - La forma di Stato
Le forme di Stato esprimono l’insieme delle influenze del contesto storico da un lato, e dall’altro dei modi in cui vengono esercitate le funzioni del diritto. Le funzioni del diritto sono fondamentalmente 4:
- La repressione dei comportamenti socialmente pericolosi;
- L'allocazione di beni e servizi;
- L'istituzione e l'allocazione di pubblici poteri;
- I diritti e le libertà dei cittadini.
Dal contesto storico dipendono invece il modo in cui si relazionano le varie funzioni.
2 - Forma di governo e sistema politico
La forma di governo fornisce invece informazioni sulla terza funzione del diritto, ovvero l’istituzione e l’allocazione di pubblici poteri. Esistono varie classificazioni delle forme di governo:
- Monarchia costituzionale, forma di governo in cui c’è un Re investito di poteri indipendentemente dal Parlamento, che sceglie i ministri e sovraintende la loro azione di governo, su cui il Parlamento cerca di porre una cornice di regole attraverso il potere legislativo.
- Governo parlamentare, forma di governo in cui è il Parlamento ad investire chi governa dei poteri o a revocarli. Questa forma possiede due varianti che sono le seguenti:
- Governo assembleare, forma di governo in cui il Parlamento sovrasta l’esecutivo, non gli delega in alcun caso il potere legislativo, lo investe dei poteri e li revoca senza alcuna conseguenza.
- Governo di gabinetto, forma di governo in cui l’esecutivo conta di più, il Parlamento fa le leggi ma quasi sempre su proposta del governo. Il Parlamento ha la facoltà di sciogliere il governo ma questo comporta il suo stesso scioglimento.
- Governo presidenziale, forma di governo in cui un Presidente viene investito di poteri indipendentemente dal Parlamento, eletto dal popolo.
Una ulteriore classificazione vede la differenza tra:
- Forme di governo moniste, in cui uno dei due organi conta di più dell’altro (è il caso del governo assembleare e di gabinetto);
- Forme di governo dualiste, in cui gli organi sono in equilibrio tra loro (è il caso della monarchia costituzionale).
Il governo presidenziale, invece, oscilla tra forma monista e forma dualista. L’elemento fondamentale che distingue queste forme di governo fra loro è il grado di divisione dei poteri. Possiamo quindi concludere che gli elementi costitutivi della forma di governo sono: gli organi supremi dello Stato, i rapporti intercorrenti fra loro e l’allocazione fra loro del potere politico.
Il sistema politico non va confuso con la forma di governo. Il sistema politico, infatti, comprende tutti i soggetti che organizzano gli interessi sociali e che effettuano mediazioni fra essi, e che ne fanno valere le istanze in tutte le sedi. La forma di governo si ferma invece ai supremi organi e alle supreme attribuzioni. Sono frequenti le influenze del sistema politico sulla forma di governo, anche se può ugualmente capitare l’inverso, ovvero che sia la forma di governo ad influenzare il sistema politico.
3 - La correlazione dei tre concetti nell’analisi delle vicende storiche
Possiamo dedurre, dunque, che forma di Stato, forma di governo e sistema politico non siano tre aspetti separati, ma angolature diverse da cui guardare la stessa realtà storica. Nello studio di questi tre elementi si darà un maggiore spazio all’esperienza dell’Europa per due motivi principali:
- Le società europee sono state laboratori, campi di prova, in cui le vicende economiche, sociali e istituzionali hanno portato a successivi stadi di sviluppo.
- I modelli organizzativi e valoriali europei hanno influenzato larga parte del mondo circostante.
4 - L'ordinamento feudale
L’ordinamento feudale costituisce un ottimo esempio di nascita dei pubblici poteri. Il periodo dei Carolingi in particolar modo evidenzia i caratteri fondamentali del feudalesimo medioevale, ovvero il fondamento dell’autorità su rapporti di scambio anziché su processi di investitura. Il periodo dei Capetingi fornisce un’ulteriore evoluzione del sistema, che consiste nell’acquisizione di nuove contee all’interno delle quali non venivano insediati conti, ma funzionari in ordine gerarchico (prevosti, balivi, siniscalchi). I Capetingi forniscono il primo vero esempio di centralismo statuale burocratico.
5 - Lo Stato assoluto
La nozione di Stato nasce intorno al ‘400 in particolar modo grazie a Machiavelli, come organismo politico territoriale per eccellenza. Ed è proprio in quel momento che nasce nella storia la prima forma di Stato, quella dell’assolutismo, il quale si diffuse in quasi tutti i territori d’Europa. Una sola eccezione è rappresentata dall’Inghilterra, dove l’assolutismo non riuscì a instaurarsi, e che passò direttamente dall’ordinamento feudale allo Stato costituzionale moderno.
Le caratteristiche dello Stato assoluto sono, quindi:
- Accentramento del potere;
- Annientamento di ogni potere intermedio.
Nonostante quasi tutti i Paesi europei si stessero mobilitando affinché lo Stato assoluto si consolidasse tramite la centralizzazione, continuavano ad esistere piccole realtà feudali, che si erano mascherate in “ceti” (nobili, banchieri, mercanti ecc..) e che erano arrivate a conquistare la burocrazia locale sulla base del principio dell’incolato, secondo cui i funzionari pubblici dovevano essere locali, e anche attraverso la vendita delle cariche pubbliche. È perciò che alcuni studiosi ritengono che un nome più appropriato per lo Stato assoluto sarebbe Stato per ceti.
Nonostante quanto detto prima, ciò che distingue realmente lo Stato assoluto dall’organizzazione feudale è il fatto che l’ordine sociale si basava sul principio della gerarchia e non della fedeltà. L’Inghilterra costituisce un’eccezione proprio perché non si affermò il principio della gerarchia fondato sulla potestà superiore del sovrano.
Una variante dello Stato assoluto si riconosce nel cosiddetto Stato di polizia, un fenomeno verificatosi nel tardo Settecento relativamente alle monarchie austriaca e prussiana. Lo Stato di polizia, che viene anche chiamato “assolutismo illuminato”, si differenzia dallo Stato assoluto.
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