Estratto del documento

Libro 1: Media digitali

Storia dei media digitali

Storia che racconta inserendosi nel contesto tecnologico. I cultural studies si sono sviluppati negli anni '70/'80: primi studi digitali sui media, interessati a comprendere le relazioni tra i media e le culture. Esempio uno studio che ha analizzato la ricezione di Dallas presso diversi pubblici connotati culturalmente per capire se la cultura influisce sulla ricezione: le dinamiche venivano lette in modo diverso in funzione del background di partenza: gli americani vedevano più le relazioni sotto un aspetto comico, i russi le relazioni di potere.

Studio della relazione tra cultura, media e tecnologie: digital media come esempio della nostra cultura contemporanea, media come punti di accesso per comprendere la cultura.

  • STS: se i cultural studies approfondiscono media e aspetto culturale, a questi vanno ad analizzare i processi che intervengono nel rendere la tecnologia quello che è. Esempio ruolo degli utilizzatori finali.

La tecnologia ha un rapporto di causa effetto sulla società - semplificazione. Azioni degli elementi politici, economici e sociali nell'evoluzione di media digitali.

Digitale

Il termine digitale è messo in relazione ad analogico in contrapposizione. Digitale deriva da digitus, dito, l’analogico corrisponde specularmente: realtà numerabile contro realtà continua. Il termine digitale dunque è connaturato alla stessa natura umana.

Negli anni duemila i media digitali sono diventati una delle principali ossessioni del nostro tempo: sono diventati potenti metafore per descrivere e dare senso alle società contemporanee: Vial ha parlato di ontofania digitale per indicare l’universo digitale come una “fede”.

Processo di digitalizzazione

La digitalizzazione avviene attraverso due processi che vanno insieme:

  • Numerizzazione: trasformiamo una realtà continua in discreta, scomporre la realtà assegnando fattori numerici, tutte le realtà analogiche che da analogiche hanno formati differenti vengono codificate con lo stesso linguaggio, concetto alla base di convergenza di media. Prima ciascun media aveva il suo linguaggio, ora vengono convertiti in cifre i contenuti che prima erano espressi con linguaggi differenti. Se tutti i contenuti sono tradotti nello stesso linguaggio possiamo ipotizzare che possano essere interpretati dalla stessa macchina: con la digitalizzazione video, audio e testo sono tutti codificati come dati numerici e risultano quindi indistinguibili tra loro.
  • Binarizzazione: semplificazione tramite assegnazione di valori numerici. Sono stati scelti soltanto lo 0 e l’1 che corrispondono allo stato spento e acceso e corrispondono ai singoli elementi digitalizzati in sequenze complesse.

Conseguenze

  • Smaterializzazione dei contenuti dei media: si passa da formati che occupano carta a formati più contenuti. La realtà fisica di questi media è meno ingombrante anche per iCloud, i contenuti si comprimono e si accelera il trasferimento, si usa meno spazio, consentono anche la manipolazione e la modifica (esempio i meme consentono di sovrascrivere un significato su un’immagine di film o serie e imprimere un nuovo significato, posso usare una mia foto e imprimervi un filtro).
  • Per infrastrutture di consumo sono nati i nuovi hardware ovvero pc, usb, cloud, dove posso avere tutti i media insieme (DVD, penne USB, lettori MP3, fotocamere, cavi in fibra ottica e server). Dunque, invece che la smaterializzazione, le tecnologie digitali possono stimolare la diffusione di un nuovo universo materiale.

La cibernetica

Il digitale non è costruito solo da aspetti tecnici e materiali ma, per ricostruire i significati profondi che ruotano attorno alla digitalizzazione, occorre anche considerare la sua evoluzione. I primi studi che cercano di individuare il fulcro delle trasformazioni della digitalizzazione risalgono al periodo successivo alla seconda guerra mondiale.

Studi che hanno messo a tema i media digitali si rifanno alla cybernetics e alla teoria dell’informazione. La cibernetica è la scienza che prese forma dagli anni '40 del '900 che studia gli organismi automoventi. Dal greco kubernetes, ovvero navigatore, meccanismi che si autogovernano, nel momento in cui sono nate macchine che si autoregolano. La parola cibernetica è ora in riferimento al digitale e a internet.

Il padre della cibernetica è considerato Wiener che studiò i fenomeni di autoregolazione dei sistemi di comunicazione nelle loro interazioni con l’ambiente sociale. Riconobbe tra i fenomeni cruciali per le trasformazioni sociali l’evoluzione delle forme di comunicazione, il ruolo delle macchine e la loro interazione con l’ambiente sociale.

Negli stessi anni Claude Shannon tracciò le basi logico-matematiche di un modello di trasferimento della comunicazione chiamato teoria dell’informazione, evolutosi nella teoria matematica dell’informazione. Tali modelli sono basati per lo più su comunicazioni telefoniche nei laboratori di ricerca della principale società telefonica americana, AT&T. Il loro successo fu possibile grazie all’eredità culturale delle guerre: infatti, era chiaro come dopo le guerre la comunicazione tra macchine assunse un valore post traumatico ovvero la capacità di rassicurare e l’idea di comunicazione in sé cominciò ad essere percepita come uno strumento salvifico e liberatorio. Fu dunque grazie alla cibernetica e alle teorie dell’informazione che le scienze della comunicazione cominciarono ad essere considerate fondamentali nelle scienze sociali.

Il prefisso cyber negli anni '80 e '90 era in tutto ciò che ricordava il mondo virtuale, in quegli anni inizia a designare questo spazio altro di internet in cui le persone possono conoscersi e fare acquisti, per esempio, presi anche da una suggestione letteraria questo spazio era stato chiamato cyberspazio.

5 modelli di società

Le tecnologie sono state utilizzate non solo per fluire i medium ma anche a livello strategico e istituzionale per poter definire e orientare la società. Negli anni '70 e '80 si era diffusa l’idea della società dell’informazione, paradigma in cui l’informazione, che era al centro, si riteneva come una forza trasformativa della società, investimento economico per trasformarli.

Macchina al centro del processo di digitalizzazione: computer. Non solo gli utenti concorrono a dare un aspetto alle tecnologie ma anche le istituzioni e i pensatori. Cinque modelli di società che danno cornici interpretative in cui le istituzioni hanno circoscritto i loro sforzi: non solo l’aspetto tecnologico ma anche quello sociale e istituzionale sono fondamentali per i media.

Società che si susseguono a partire dagli anni '80 e '90:

  • Società dell'informazione: anni in cui internet è avvertito come mezzo di informazione, che era un aspetto centrale della società. Negli anni '80 gli storici vedono l’informazione come snodo della società non solo come consumo ma come forza trasformativa, si ritiene che aumentare l’accesso all’informazione possa costituire un punto per migliorare la società stessa, l'accesso ai servizi, ridurre la marginalizzazione. Questa prospettiva vedeva l’informazione come forza irresistibile in grado di rivoluzionare la società, in particolare il lavoro e l’economia. Le attività economiche sono guidate dall’informazione, la maggior parte delle occupazioni si trovano in quel settore, luoghi disgiunti sono messi in connessione. Oggi il PNRR investe moltissimo su questi temi ovvero l’accesso al digitale come metodo di inclusione, la stessa cosa negli anni '80 per l’informazione e la creazione di uno spazio comune, ad esempio con teleinformazione, spinta a fornire la circolazione delle informazioni.
  • Società postindustriale: terziarizzazione della società tra sistema primario, secondario (industriale) e terziario (servizi): diventa centrale per l’economia la produzione di servizi che vanno a mercificare aspetti della vita quotidiana, questione al centro il sistema dei media che sono un servizio. Un’economia basata sulla produzione di beni diventa un’economia basata sui servizi.
  • Convergenza: riflette sul fatto che la digitalizzazione ci consente di unire i diversi media che prima erano separati: ciò rispetto alla conformazione della società porta un cambiamento, sguardo che non mette a tema tanto gli investimenti strategici ma il sistema dei media. I media digitali sono andati a convergere e le persone hanno iniziato ad usare un unico dispositivo digitale che avrebbe sussunto tutti i precedenti.
  • Società post moderna: identifica a partire dagli anni '90 come definiamo la nostra società: se fino al '900 era una società moderna basata sul concetto di modernità, nella seconda metà del '900 si chiedono se si può ancora parlare di modernità, identificano una cesura nella storia del novecento tra una modernità tradizionale e un’epoca postmoderna caratterizzata dal crollo di valori e di narrazioni sociali condivise, non possiamo però dare una nuova definizione e teorizzano la società post moderna, fortemente frammentata, in cui non riusciamo a definire che tipo di tendenza sia prevalente, frammentata anche dalla pervasività dei media e dalla mediatizzazione della realtà, facciamo fatica a distinguere la realtà e ciò crea situazioni difficili da decifrare ad esempio con le fake news (esempio evento delle torri gemelle che ha avuto impatto per il modo in cui è stato raccontato) crollo della narrazione unitaria e separazione, diverse tesi insieme.
  • Network society: mettono a centro il concetto di rete: i media in particolare digitali e internet concepiscono la rete con una dimensione centrale nella società, come un luogo di processi culturali (esempio analisi di come Zara con l’utilizzo dell’infrastruttura di rete ha cambiato l’abilità produttiva per il collegamento diretto tra casa madre, negozi e centri produttivi aumentando la velocità di produzione—si vedono oggi i risultati negativi nel fast fashion). La rete diventa la dimensione centrale della società e la forma predominante di organizzazione nella modernità. Internet è diventato il simbolo della società delle reti imponendo il concetto di rete come una delle metafore della società digitale.

Autostrade dell’informazione

Approcci psicologici hanno messo in rilievo l’impatto del digitale sui rapporti interpersonali così come sulla mente e il cervello degli utenti. Le scienze economiche vedono la digitalizzazione come una dirompente forza di cambiamento, studi politologici hanno visto nella rete internet e nelle reti sociali nuovi luoghi di aggregazione e di discussione dei valori politici condivisi.

  • Computer—potere trasformativo delle reti e del computer, vede una connettività ad internet rappresentare un fattore significativo, negli anni '90 vengono stanziati fondi per sostenere la trasformazione interculturale. Rapporto causa effetto: sostengo gli investimenti e do la possibilità a tutti di avere un computer per far sì che abbiano accesso all’informazione, non c’è però un rapporto causa effetto tra adozione della tecnologia e sviluppo sociale, questa visione è deterministica, può essere vero ma non necessariamente perché possono esserci condizioni per cui le persone non utilizzano quegli strumenti. A livello strategico può essere positivo che si investa ma bisogna anche investire sulla competenza d’uso (esempio fascicolo elettronico sanitario, molti non hanno mai neanche fatto l’accesso perché non sanno come) filo conduttore che non basta l’inserimento della tecnologia per provocare gli effetti ma ci deve essere un insieme di cause intorno a questa tecnologia.
  • Nuovismo: può essere considerato un corollario del presentismo o del cronocentrismo, termini che indicano la tirannia che il tempo presente esercita sulla nostra capacità di giudizio e di mettere in dimensione storica gli avvenimenti, i media digitali vengono raccontati sempre come nuovi, aura di eterna novità, ma bisogna considerare che il concetto di nuovo è relativo e conta la parte storia, inoltre c’è l’idea che deriva dalla tradizione illuminista per cui il futuro è presentato come una prospettiva illuminata e migliore del passato, come se fosse costruito con una traiettoria di miglioramento. Non bisogna parlare di rivoluzione digitale in ambito di comunicazione e marketing, se analizziamo difficilmente ci sono delle rotture forti riconducibili ad una rivoluzione come per esempio quella copernicana o francese. Non prospettiva della rivoluzione ma neanche della continuità, ci sono discontinuità ma anche continuità: evoluzione e trasformazione ma non rivoluzione. Il medium più recente non è sempre il migliore e le storie dei media sono processi spesso costituiti da prove ed errori. La storia aiuta a combattere il nuovismo anche perché mette in luce il forte legame fra vecchi e nuovi mezzi di comunicazione: i nuovi media emergono sempre imitando i vecchi i quali a loro volta subiscono un processo di rimediazione e riconfigurazione. I mezzi di comunicazione non possono essere compresi se studiati singolarmente mentre le loro dimensioni economiche, tecniche e socio culturali emergono solo guardando alla più vasta ecologia mediale in cui sono immersi. Duplice deriva che si manifesta in un approccio rivoluzionario che insiste nel riconoscere i media digitali in continua rivoluzione, dall’altro lato in una visione opposta di immobilismo che sconfessa il carattere dirompente del digitale interpretandolo come riproposizione di precedenti schemi. Il cambiamento è una dimensione cruciale della storia dei media perché le tecnologie sono oggetti instabili, di transizione: i media digitali possono essere letti come la semplice continuazione di quelli analogici ma hanno cambiato significativamente le società contemporanee. Insistere su una genealogia è fuorviante perché ogni medium può essere compreso solo calandolo nel contesto in cui è nato.
  • Errore teleologico: prospettiva teleologica, ovvero che l'evoluzione tecnologica segua una linea progressiva e in costante miglioramento, mentre la traiettoria evolutiva può cambiare. (Esempio covid). Se prendiamo per esempio la teoria secondo cui lo smartphone sarebbe il culmine di un processo iniziato con la telefonia wireless, è un approccio del tutto fuorviante perché non esiste un fine verso cui la storia deve tendere. La storia del digitale è piena di soluzioni sconfitte e scartate: la mortalità dei media digitali è elevata e gli errori di valutazione da parte delle aziende costituiscono più una regola che un’eccezione. La storia mette in luce la fragilità, la reversibilità delle traiettorie dell’innovazione.

Digital media

Componente infrastruttura (velocità, rete), una componente sociale e una di contenuto. I media digitali hanno un aspetto molto ampio, a livello di mercato la crescita in miliardi del mercato dei media digitali viene inserito il videogame, i video on demand, l'e-publishing e la musica digitale, a livello di mercato si riprende più la parte commerciale con una crescita del 10,2%. Crescono anche tramite associazioni tra aziende come per Amazon. La maggior parte del consumo di media si concentra in Cina e Stati Uniti.

Tema del digital divide: sono escluse le persone che non hanno accesso ai media. Con i media digitali si è tornati ad un uso collettivo: esempio Twitter le persone commentano insieme episodi televisivi, il consumo è collettivo. Jenkins: analizza il tema delle recensioni, collettività alla base del consumo perché baso il mio acquisto sulle opinioni degli altri.

Le dimensioni dei media digitali sono 3:

  • Multimedialità: significa che più media convivono insieme, integrati nello stesso ambiente grazie al fatto che sono digitalizzati dunque fatti con lo stesso linguaggio, garantiscono un’esperienza multisensoriale. La multimedialità si è costruita nel corso degli anni. Componente intertestuale dei media per esempio le foto su Instagram con la didascalia. Esiste anche la multimedialità interattiva con la realtà aumentata.
  • Ipertestualità: posso passare da una parte all’altra con link e connessioni che collegano un contenuto all’altro. Link che vanno ad aumentare il mio testo. L’unità di impaginazione nei libri è anche il criterio in cui è costruito il senso, con l'ipertestualità i contenuti non sono più lineari a causa dei link. Negli anni '70 nasce il concetto di ipertestualità, Nelson progetta questo archivio di immagini e documenti in cui tutto era collegato, blocchi di contenuto collegati a link ipertestuali.
  • Interattività: interattività selettiva tramite i link, conversazionale e registrativa (capacità dell’algoritmo di rispondere alle capacità dell’utente).

Le caratteristiche tecniche sono:

  • Velocità (capacità e tempi di risposta).
  • Gamma.
  • Controllo (quanto l’utente può agirà sull’intera attività).
  • Personalizzazione perché posso organizzare i miei percorsi interattivi (televisione con palinsesto definito in passato, ora siamo abituati a personalizzare la fruizione dei contenuti, del tempo e dello spazio (basta avere un dispositivo mobile per fruire dei contenuti ovunque) e della produzione (l’utente è prosumer, posso caricare contenuti per esempio con YouTube è stata la prima piattaforma insieme a Wikipedia che si basa su una struttura collaborativa) conseguenze del processo di digitalizzazione.

All’interno delle strutture della rete il filone come...

Anteprima
Vedrai una selezione di 17 pagine su 78
Riassunto esame Digital media, Prof. Locatelli Elisabetta, libro consigliato Media digitali. Digital media , Balbi, Magaudda, Locatelli  Pag. 1 Riassunto esame Digital media, Prof. Locatelli Elisabetta, libro consigliato Media digitali. Digital media , Balbi, Magaudda, Locatelli  Pag. 2
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Digital media, Prof. Locatelli Elisabetta, libro consigliato Media digitali. Digital media , Balbi, Magaudda, Locatelli  Pag. 6
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Digital media, Prof. Locatelli Elisabetta, libro consigliato Media digitali. Digital media , Balbi, Magaudda, Locatelli  Pag. 11
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Digital media, Prof. Locatelli Elisabetta, libro consigliato Media digitali. Digital media , Balbi, Magaudda, Locatelli  Pag. 16
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Digital media, Prof. Locatelli Elisabetta, libro consigliato Media digitali. Digital media , Balbi, Magaudda, Locatelli  Pag. 21
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Digital media, Prof. Locatelli Elisabetta, libro consigliato Media digitali. Digital media , Balbi, Magaudda, Locatelli  Pag. 26
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Digital media, Prof. Locatelli Elisabetta, libro consigliato Media digitali. Digital media , Balbi, Magaudda, Locatelli  Pag. 31
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Digital media, Prof. Locatelli Elisabetta, libro consigliato Media digitali. Digital media , Balbi, Magaudda, Locatelli  Pag. 36
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Digital media, Prof. Locatelli Elisabetta, libro consigliato Media digitali. Digital media , Balbi, Magaudda, Locatelli  Pag. 41
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Digital media, Prof. Locatelli Elisabetta, libro consigliato Media digitali. Digital media , Balbi, Magaudda, Locatelli  Pag. 46
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Digital media, Prof. Locatelli Elisabetta, libro consigliato Media digitali. Digital media , Balbi, Magaudda, Locatelli  Pag. 51
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Digital media, Prof. Locatelli Elisabetta, libro consigliato Media digitali. Digital media , Balbi, Magaudda, Locatelli  Pag. 56
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Digital media, Prof. Locatelli Elisabetta, libro consigliato Media digitali. Digital media , Balbi, Magaudda, Locatelli  Pag. 61
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Digital media, Prof. Locatelli Elisabetta, libro consigliato Media digitali. Digital media , Balbi, Magaudda, Locatelli  Pag. 66
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Digital media, Prof. Locatelli Elisabetta, libro consigliato Media digitali. Digital media , Balbi, Magaudda, Locatelli  Pag. 71
Anteprima di 17 pagg. su 78.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Riassunto esame Digital media, Prof. Locatelli Elisabetta, libro consigliato Media digitali. Digital media , Balbi, Magaudda, Locatelli  Pag. 76
1 su 78
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher sofs_ di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Digital media e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Locatelli Elisabetta.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community