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Digital media

(libro: Media digitali, la storia, i contesti sociali, le narrazioni, editori Laterza)

Storia dei media digitali, approccio storico⟶ diversi cultural studies: studiare i media permette di

comprendere l’azione di aspetti economici, politici, sociali e culturali che la digitalizzazione ha prodotto e

continua a produrre a livello globale

6 dimensioni dei media:

IL DIGITALE (Cap 1 pag.1-23)

A partire da anni 2000 i media digitali sono diventati centrali in riflessioni e nell’immaginario della società, i

media e il loro uso sono metafore per descrivere la società contemporanea e dunque in grado di condizionare

l’esperienza della realtà. Gli effetti sono sia positivi che negativi (ha contribuito alla formazione di nuove

disuguaglianze), in base ai periodi e ai contesti nei quali avvengono. Creazione di nuove comunità formate da

persone che prima non avevano modo di interagire fra di loro.

Digitale significa “dito” (dal latino digitus): gli esseri umani sono naturalmente digitali perchè fin dalle origini

hanno dovuto contare, indicare con le dita ecc.

Il significato che attribuiamo a digitale è legato a 2 processi di digitalizzazione = trasformazione del

segnale analogico in segnale numerico e binario:

● Numerizzazione: la conversione in cifre di contenuti che prima erano espressi in linguaggi

differenti; video, audio e testo sono tutti codificati come dati numerici e risultano indistinguibili tra

loro, da digit=cifra

● Binarizzazione: digitalizzare i contenuti attraverso sequenze complesse di numeri 0 e 1, chiamate bit.

=trasformazione in codice binario. Il fatto che si sia pensato di digitalizzare i contenuti attraverso 0 e 1,

riduce ogni componente a 2 stati: acceso o spento, permettendo così di smaterializzare i contenuti dei

media, comprimerli e trasferirli più in fretta.

Il termine digitale è usato in contrapposizione ad analogico = tutto ciò che non è digitale, video, audio e

testo sono trasmessi come segnali continui e ciascuna di queste tre forme è differente dalle altre. Anni 50

il termine “analogico” indica ciò che riguarda i computer, negli anni 60 il termine indica un contrasto con i

nuovi dispositivi elettronici e negli anni 90 è usato con la connotazione di “vecchio stile” (vintage). Con i

media analogici i processi di digitalizzazione erano più complessi e costosi e andavano trasferiti con

sistemi di trasporto (es: con giornale)

Conseguenze digitalizzazione:

per i contenuti questa trasformazione permette di:

• ‘Smaterializzare’ i contenuti dei media

• Comprimere i contenuti e accelerare il trasferimento

• Conservare con meno spazio i media digitali

• Consentire processi di manipolazione o modifica

per le infrastrutture di consumo:

• Sono nati nuovi hardware es: Pc, chiavette usb, hard disk, cloud

Le prime teorie che hanno riconosciuto il ruolo dei media nelle trasformazioni della società sono

state:

.Teoria cibernetica

1 : prese forma negli anni Quaranta del Novecento, avviata da Norbert

Wiener (matematico statunitense che studiò i fenomeni di autoregolazione dei sistemi di

comunicazione nelle loro interazioni con l’ambiente sociale, pubblica volume “La cibernetica”, 1948).

=Campo di studi che incrocia matematica, fisiologia, biologia, studio delle comunicazioni e ha come

obiettivo usare i nuovi strumenti concettuali sviluppati nello studio delle macchine per arrivare a una

migliore comprensione degli esseri viventi, e progettare macchine in grado di emulare le prestazioni

Teoria dell’informazione ,

2. : modello di trasferimento della comunicazione formalizzata nel 1948

da Claude Shannon (ingegnere e matematico) e poi evoluta nella “teoria matematica

dell’informazione” di Warren Weaver. La comunicazione tra macchine assunse un valore post-

traumatico (capacità di rassicurare dopo il trauma delle guerre), l’idea di comunicazione cominciò

ad essere percepita come strumento salvifico e liberatorio per la società.

5 teorie di società che hanno aperto la strada all’idea di società digitale:

Società dell’informazione

1. (Dordig & Wang; Richeri) anni 60 del novecento: Informazione come

forza trasformativa della società. Centralità dell’informazione, motore più importante dello sviluppo

politico, economico e culturale della società contemporanea.

Società post-industriale

2. (Bell): primi anni 70: si indica il passaggio da un'economia basata sulla

produzione dei beni a una incentrata sui servizi; ”tecnologia intellettuale”, computer come uno

strumento indispensabile per l'organizzazione automatica di tutti gli aspetti della vita umana.

Progressiva crescita di rilevanza dei lavori cognitivi

Convergenza dei media

3. (de Sola Pool): fine anni 70, inizio 80. Idea definita in modo autonomo

all’interno del sistema dei media ma che interseca e rinforza la digitalizzazione. Permette

l'integrazione di diversi settori prima separati (contenuti editoriali, telecomunicazioni, informatica)

Società post-moderna

4. (filosofi francesi Baudrillard, Lyotard): metà anni 80. Crollo di valori e

narrazioni sociali; indebolimento distinzione reale-virtuale

Network society

5. (sociologi van Dijk; Castells): metà anni 90. Incentrata su trasformazioni

prodotte da rete internet e comunicazioni digitali. Rete come dimensione centrale della società.

Media digitali non solo infrastrutture ma anche luogo dei processi culturali.

Digitalizzazione agisce in 3 grandi aree:

1.Produzione: La disponibilità di un unico formato digitale modifica i processi di produzione dei

media. Es: la facilità di apporre grafiche su video o di intervenire con tecniche di post- produzione.

2.Tecnologie: Le tecnologie di produzione e fruizione dei media si modificano. Es: tablet come dispositivo

da cui fruire diversi media (musica, podcast, video, libri); smartphone come dispositivo di produzione di

contenuti multimediali.

3.Contenuti simbolici: I media sono testi sincretici, ovvero possono integrare testi, audio e video

insieme. Es: un post su Instagram che unisce video, didascalia, musica.

Digitalizzazione abilita:

•Ipertestualità: consente di collegare tra loro documenti in modo da non seguire la linearità tipica del

testo stampato = elemento definitorio della rivoluzione digitale. Con “ipertesto digitale” si intende un

insieme di materiali multimediali che sono connessi tra loro attraverso collegamenti e che consentono

all’utente una consultazione non sequenziale e non preordinata.

---> Ted Nelson nel 1960 teorizza Xanadu = archivio mondiale di documenti con collegamenti

ipertestuali: testi aumentati (primo testo aumentato: cd rom) = immagini e video collegati a un

computer e gestiti grazie a un’interfaccia utente che può muoversi fra una grande mole di dati senza

perdersi ma creando dei percorsi associativi personalizzati e potenzialmente infiniti. Natura non

sequenziale del collegamento fra documenti. (es di pagina web con link ipertestuali: pagina Wikipedia)

NB: Per Nelson il web non realizza l’ipertestualità come lui l’aveva immaginata.

•Multimedialità: integrazione tra diversi media: testo, audio, video = esperienza multisensoriale che

può essere online (es siti web), offline (es dvd) o interattiva dove l’utente può interagire

•Interattività: «Misura della potenziale facoltà dei media di lasciare che l’utente eserciti un’influenza

sul contenuto o sulla forma della comunicazione mediata» .= ’utente non è passivo

(Jensen, 1999, p. 183) l

ma può esercitare un’influenza su un contenuto

3 caratteristiche:

• Velocità: tempo di risposta del sistema all'input

• Gamma: numero di input che l'utente può fornire

• Controllo: la capacità del sistema di valutare gli output forniti

3 tipologie:

• Selettiva: definisce la facoltà dell’utente di scegliere un contenuto (es: news interattive)

• Conversazionale: possibilità per l’utente di produrre informazioni (es: motori di ricerca, chat, posta

elettronica, upload di contenuti sui social media). L'utente può inviare un proprio contenuto e ricevere

una risposta attraverso il sistema dal sistema stesso o da altri utenti

• Registrativa: capacità del sistema di adeguarsi alle informazioni lasciate dall’utente. Non solo il sistema

fornisce un output, ma è anche in grado di personalizzarlo e di analizzare le risposte dell'utente per

implementare o modificare gli output stessi. (es: feed personalizzato di notizie, selezione algoritmica di

contenuti, feedback da applicazioni di intelligenza artificiale)

.I media digitali consentono:

Personalizzazione (dei contenuti, di tempo e spazio, della produzione) e azione attiva degli utenti che

possono caricare contenuti e non solo fruirli/consultarli (Social media, Wikipedia)

---> Utente come PROSUMER (Toffler)

Libertà e rete

• Etica hacker e free software (es. Software Open Source): una delle culture di internet (cfr. Manuel

Castells, Internet Galaxy), che viaggia parallela alla commercializzazione dei servizi internet e digitali

• Licenze copyleft e Creative Commons: nuove forme di licenze per tutelare il diritto d’autore

alternative al copyright

Paradigmi comuni per intendere storia dei media digitali: Da una parte coglie un dato di fatto, ma

1.Nuovi media: i media digitali sono in continua evoluzione.

dall'altro il termine "nuovi" rischia di non far comprendere come in realtà la storia dei media digitali

abbia delle radici profonde e articolate nella società contemporanea.

Nuovismo: media digitali studiati con atteggiamento nuovista che tende a sopravvalutare ogni

nuovo mezzo di comunicazione e focalizza le ricerche solo sugli ultimi ritrovati tecnologici. è un

corollario del p Il concetto di «nuovi» è relativo (es: nuovo in relazione

resentismo e crono-centrismo:

a cosa?), non necessariamente il nuovo è migliore del precedente Ricollegare con la traiettoria

storica dei media (ci sono certamente degli elementi nuovi nei media digitali, ma ci sono anche degli

elementi costanti che hanno una propria storicità)

2.Rivoluzionismo : riconosce nei media digitali una continua e radicale rivoluzione. Visione opposta ⟶

Immobilismo: sconfessa il carattere dirompente del digitale, interpretandolo come la continua

riproposizione di precedenti schemi. Altri autori ricollegano forzatamente i nuovi media a quelli storici,

minimizzando le differenze. L'evoluzione dei media digitali va contestualizzata storicamente, socialmente

e culturalmente

3.Errore teleologico dell’evoluzione tecnologica = l’idea secondo la quale la rivoluzione

: Teleologia

tecnologica segue una traiettoria lineare e progressiva, in modo che il digitale costituisca un

movimento in avanti dirompente, inarrestabile e incontrovertibile ---> La traiettoria evolutiva

(p. 22)

avrebbe potuto essere diversa e può essere mutata

IL COMPUTER (cap.2 pag 24-57)

Computer: padre dei dispositivi digitali. 4 fasi di sviluppo di computer e tecnologie

Primi strumenti per il calcolo: 4.500 anni fa

1. Prima del Novecento: i calcolatori meccanici

Il Seicento

Calcolatore meccanico nasce per esigenza: avere macchine per il calcolo. Per lungo tempo viene

considerato un dispositivo per il calcolo, condivide la sua origine con le calcolatrici. Nasce in un’epoca con

esigenze analogiche, è un dispositivo di natura meccanica.

Maturazione teorica nel Seicento: Prime macchine teoriche ideate da Pascal (esecuzione di calcoli ai

meccanismi degli orologi) e Leibniz (dispositivo per operazioni matematiche)

Rimangono a livello di dispositivi teorici, cioè non concretamente esistenti sia per motivi tecnologici sia

perché non c’era un bisogno sociale

L’Ottocento

-Charles Babbage ha 2 idee di calcolatori:

• 1822 differencial engine (macchina differenziale), non riesce a realizzarla

• 1837 analytical engine (macchina analitica): considerato il primo computer moderno in grado di

calcolare e archiviare i dati in modo meccanico. Non riuscì a costruire una macchina funzionante sia per

motivi economici (Il governo inglese interrompe finanziamenti per realizzare la macchina) sia perché la

comunità scientifica rifiutò la sua idea. Il prototipo venne riprodotto nel 1991 dimostrando che era

funzionante: ingranaggi consentono di imputare dei dati e di fare dei conti complessi matematici

-Ada Lovelage: una delle prime donne matematiche e programmatrici della storia, contessa di Lovelage

e figlia del poeta Lord Byron, fin da piccola educata alle discipline matematiche spinta dalla madre.

Intuisce la potenzialità della macchina di Babbage---> concepisce con Babbage uno dei primi e più noti

algoritmi della storia, in grado di far gestire delle operazioni di calcolo matematico a una macchina in

modo automatico = realizza il concetto di software e hardware: istruzioni che vengono date alla macchina

per svolgere operazioni di calcolo. Prima forma di programmazione

-Prima metà ‘800: Rivoluzione industriale nascono macchine per la tessitura automatica: telaio di

Jacquard, alimentato da schede perforate in cui ago passa per tessere, composto da hardware

--->Seconda metà ‘800: questa idea viene applicata alle macchine da calcolo

Pdv economico/produttivo: esigenza di automatizzare e razionalizzare le mansioni lavorative

Pdv politico/istituzionale: nascita dello stato-nazione e esigenza di definire l’amministrazione pubblica

con apparato burocratico

-1936: Turing scrive un articolo in cui descrive la «Macchina di Turing» = dispositivo automatico che

legge operazioni complesse in linguaggio binario composto da 0 e 1 (stato acceso e spento). Si tratta di

un punto di partenza teorico, non un dispositivo meccanico ma un linguaggio di programmazione per far

funzionare un dispositivo in grado di compiere dei calcoli in modo automatico, ovvero un software.

Metà anni 30: seconda guerra mondiale imminente, necessità di nuove soluzioni tecniche

2. Anni ‘40-’70 Novecento: mainframes e primi computer digitali

Si diffonde mercato dei calcolatori: registratori. Sviluppo di macchine programmate con istruzioni

avanzate

Epoca dei mainframes = primi computer digitali, grandi e complesse macchine utilizzate dai

governi, centri di ricerca e grandi aziende per necessità militari, politiche e industriali

Anni 40: si creano i primi mainframes:

• Colossus, 1943, Inghilterra, per decifrare le comunicazione crittografate dei nazisti

• Z1, tra il 1936 e il 1941, Germania, probabilmente il primo computer digitale. Distrutto e dimenticato

nel corso della guerra

• Eniac, primo computer USA, finito dopo la fine della Seconda Guerra Mondiale nel 1945. Di 3.000kg,

occupava una stanza, Molto lento, richiedeva un gruppo di programmatori per funzionare che

imputavano i dati attraverso schede perforate

dopo guerra fredda---> cultura informatica marcatamente maschile soprattutto nella costruzione

Anni 50:

e nella ricostruzione storica. (c’era anche impiego di donne con formazione matematica di alto livello per

lo sviluppo del software che vengono però dimenticate)

Esistenti circa 250 mainframes in anni 50

Negli USA 1950 primo computer commerciale: UNIVAC usato per il censimento americano

Impiego in ambito militare o burocratico immagine del computer come strumento che soffoca la

libertà in funzione della razionalità tecnologica.

---> Computer metafora della società informatica e delle sue implicazioni in termine di potere e controllo.

Le persone sono dei numeri, no immagine positiva

Anni 50-70: Da mainframes (spazio occupato ampio) a personal computer (riduzione dimensioni)

3. anni 70 Novecento - anni 90: Il personal computer di massa

Innovazioni per migliorare l’utilizzo dei mainframes: desktop, time-sharing, microprocessori. Ma

rimane in ambito professionale, amministrativo, aziendale

-Prima evoluzione: computer usabile da una singola persona desktop modello 610 Ibm (costo di

55.000 dollari dell’epoca, equivalenti ad attuali 450.000 dollari), ingombrante ma comandato da una

tastiera

1965 Primo computer desktop: Programma 101 di ditta italiana di Olivetti che eseguiva sequenze di

calcolo preimpostate, non aveva schermo

-Seconda evoluzione: Prima: computer usati in modo collettivo. Ora: condivisione del tempo con time-

sharing= ovvero divisione della potenza di calcolo del mainframe in modo che potessero essere usati

contemporaneamente da più persone in postazioni chiamate «terminali». Si trattava di ottimizzazione del

mainframe

-Terza evoluzione: microchip introdotti nel 1971: consentono di creare computer di più piccole

dimensioni e miglioramento prestazioni. Primi microprocessori prodotti da Intel, si basano sul circuito

integrato. Intel 4004 è uno dei primi prototipi di personal computer

Sviluppo di diversi modelli senza successo in diversi Paesi del mondo: Russia, Polonia, Francia. Modelli di

personal computer rudimentali ma destinati a uso professionale o scientifico. Non era chiara la loro

applicazione mancato significato sociale e culturale

-Xerox alto: un terminale collegato a un server centrale

Si inventa il mouse e la gestione delle funzioni del computer basata sulla metafora della scrivania e delle

cartelle

Metà anni 70: Viene creato Altair 8800, primo computer a costi di consumo

• L’acquirente doveva assemblarlo: era un kit, hardware

• No sistema operativo né linguaggio macchina

• Interesse per informatici e hacker

• Su questo computer nasce Microsoft Basic come linguaggio per la macchina, software creato da Bill

Gates e Paul Allen: fondatori di Microsoft

---> A metà anni Settanta il computer era pronto per l’uso finale: c’erano grandi industrie che lo

producevano. Mancava un tassello: il ruolo che avrebbe potuto a

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Scienze politiche e sociali SPS/08 Sociologia dei processi culturali e comunicativi

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher lisazaia26 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Digital media e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Locatelli Elisabetta.
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