Capitolo 2: Composizione chimica della materia vivente
componenti fondamentali che costituiscono gli organismi viventi.
● Il principale costituente della materia vivente è l'acqua, che rappresenta dal 70
all'80% in peso dell'intero organismo.
● Il restante 20-30% (escludendo circa l'1% rappresentato da ioni inorganici) è
costituito da composti organici, ovvero i composti basati sul carbonio.
● La maggior parte di questi composti organici (che formano circa il 20% del peso della
cellula) è costituita da molecole di dimensioni notevoli, chiamate macromolecole.
● Queste macromolecole hanno pesi molecolari che variano da decine di migliaia a
milioni di dalton e sono rappresentate principalmente da acidi nucleici e proteine.
Importanza biologica dell'acqua
Sebbene l'acqua ci appaia come un elemento comune e ovvio, è in realtà una sostanza
straordinaria e fondamentale per la biologia.
● Unicità planetaria: Praticamente, l'acqua è il solo composto esistente allo stato
liquido in quantità significative sul nostro pianeta.
● Proprietà chimico-fisiche: Questa stabilità allo stato liquido è dovuta a proprietà
specifiche come temperature di fusione e di ebollizione relativamente elevate,
elevato calore specifico e un elevato calore di vaporizzazione. Queste
caratteristiche la differenziano dagli altri liquidi e la rendono stabile a temperatura e
pressione ambiente.
● Il solvente della vita: Un concetto chiave è che l'acqua rappresenta il solvente
della materia vivente. Essa ne consente la fluidità e la plasticità; la materia vivente
deve infatti essere considerata a tutti gli effetti come una soluzione acquosa.
● Fattore evolutivo: La vita ha avuto origine e si è evoluta nell'acqua per milioni di
anni prima di potersi spostare sulla terraferma. L'acqua ha quindi "plasmato" le
caratteristiche della materia vivente attraverso la selezione naturale.
● Meccanismi di adattamento: La materia vivente ha sviluppato meccanismi per
sfruttare a proprio vantaggio le caratteristiche dell'acqua. Un esempio è il corpo
umano, che sfrutta l'elevato calore di vaporizzazione dell'acqua (il calore necessario
per farla evaporare) tramite la sudorazione, assicurando un efficiente
raffreddamento dell'organismo.
● D'altra parte, gli organismi che vivono in ambienti poveri d'acqua hanno sviluppato
meccanismi sofisticati per ridurre le perdite e catturare anche le più piccole
quantità disponibili, poiché nessun essere vivente può fare a meno di un
rifornimento di acqua.
Acqua come solvente
perché l'acqua si comporta in questo modo?
● Le forze che tengono unite le molecole d'acqua allo stato liquido sono piuttosto
elevate. Questo si comprende analizzando la sua struttura molecolare.
● Struttura della molecola: L'acqua è formata da due atomi di idrogeno legati a un
atomo di ossigeno con legami semplici, formando tra loro un angolo di circa 108°.
● Polarità e carica elettrica: L'ossigeno è molto più elettronegativo dell'idrogeno. Di
conseguenza, l'ossigeno attira a sé gli elettroni presentando una parziale carica
negativa, mentre sui due idrogeni rimane una parziale carica positiva.
● Il dipolo elettrico: A causa della geometria angolata della molecola, il "centro" delle
cariche positive e quello delle cariche negative non coincidono. Questo rende la
molecola d'acqua un dipolo elettrico; se posta in un campo elettrico, si orienterà
rivolgendo i propri poli verso le cariche di segno opposto.
● Legami a idrogeno: Grazie a questa distribuzione di cariche, l'atomo di ossigeno
può accettare due legami idrogeno, e allo stesso tempo la molecola può fungere da
donatore per altri due legami idrogeno.
● La conclusione fondamentale è che ogni molecola d'acqua può formare quattro
legami idrogeno, un fenomeno che struttura la materia e che si verifica in modo
evidente quando l'acqua si trasforma in ghiaccio.
Importanza biologica dell'acqua
Il comportamento dell'acqua allo stato solido e liquido
il ruolo dei legami idrogeno nei diversi stati dell'acqua:
● Nel ghiaccio, i legami idrogeno sono relativamente stabili, mantenendo le molecole
fisse in un reticolo cristallino.
● Per fondere il ghiaccio, è necessario aumentare la temperatura e quindi
l'agitazione termica delle molecole fino a un valore (0 °C) in cui l'energia cinetica si
avvicina a quella dei legami idrogeno, che cominciano a rompersi.
● Nell'acqua allo stato liquido, la situazione cambia drasticamente. Non è tanto il
numero dei legami idrogeno che tiene unita una molecola alle vicine a cambiare,
quanto la loro vita media.
● Nell'acqua liquida, ogni molecola forma mediamente 3,6 legami idrogeno, ma poiché
i legami si formano e si interrompono di continuo, ogni molecola è
relativamente libera di muoversi scambiando i partner con cui è legata.
● Da questa continua formazione e rottura di legami derivano sia la fluidità dell'acqua
sia la sua stabilità come liquido.
L'acqua come solvente
L'acqua è un solvente eccezionale grazie alle sue caratteristiche di polarità, ma il suo
comportamento varia a seconda del soluto.
● Affinché un composto vada in soluzione, i legami che tengono uniti i suoi ioni o
molecole (nel solido) e quelli che costituiscono il liquido devono essere rotti. Questo
richiede energia, che deve essere compensata da un'equivalente liberazione di
energia derivata dallo stabilirsi di interazioni tra l'acqua e le particelle del
soluto.
● Se queste interazioni sono sufficientemente forti, il processo sarà spontaneo e il
composto sarà solubile.
i soluti si dividono in tre categorie principali:
1. Composti ionici (ad esempio i sali)
● Sono facilmente solubili in acqua.
● Grazie alla loro carica, gli ioni stabiliscono forti interazioni elettrostatiche con le
molecole d'acqua, che si orientano nel campo elettrico dell'ione.
● Si crea un "guscio" di molecole d'acqua orientate attorno allo ione, un fenomeno
chiamato solvatazione (o idratazione nel caso dell'acqua). Lo ione è quindi
solvatato o idratato.
● Questo processo porta a diverse conseguenze: la carica dello ione viene "diluita" su
una superficie maggiore, diminuendo le attrazioni elettrostatiche con ioni di segno
opposto; di conseguenza, i legami ionici nel cristallo vengono allentati e gli ioni si
liberano.
● Gli ioni solvatati hanno dimensioni maggiori di quelli nudi, un fattore cruciale nei
fenomeni biologici come il trasporto attraverso le membrane.
2. Composti polari
● Gran parte dei composti organici nella materia vivente (carboidrati, amminoacidi,
nucleotidi, ecc.) sono polari e presentano gruppi donatori o accettori di legami
idrogeno.
● Questi composti sono solubili in acqua perché possono formare legami idrogeno
con le sue molecole (o andare incontro a idratazione).
● L'energia per rompere i legami nel solido è compensata dall'energia liberata
formando nuovi legami idrogeno con l'acqua. La solubilità dipende quindi dal numero
di legami idrogeno che possono formare.
3. Composti apolari (tra i composti biologici, ad esempio grassi o lipidi neutri)
● Possono formare solo interazioni deboli, non possedendo gruppi donatori o
accettori di legami idrogeno.
● Non potendo formare legami idrogeno con l'acqua, sono insolubili e, se vi vengono
dispersi, se ne separano spontaneamente.
● Per essere trasportati nei liquidi biologici acquosi, i composti apolari devono
interagire con molecole solubili che fungono da trasportatori.
● Un esempio è la molecola dell'ossigeno (O₂), che è apolare. Per essere
trasportata, gli animali hanno evoluto l'emoglobina, una proteina che lega l'ossigeno
nei polmoni e lo libera nei tessuti.
4. Composti anfipatici (o anfifilici)
● Queste molecole presentano una porzione polare (solubile in acqua) e una
porzione apolare (insolubile). Esempi sono i detergenti e i lipidi polari (fosfolipidi,
glicolipidi, colesterolo), i principali costituenti delle membrane biologiche.
● In acqua, queste molecole sono sottoposte a due tendenze opposte. Questa
proprietà è biologicamente fondamentale perché tendono spontaneamente a
organizzarsi in strutture multimolecolari ben definite: micelle, foglietti
monomolecolari e doppi foglietti biomolecolari (membrane a doppio strato lipidico).
● In queste strutture, le molecole mettono a contatto le porzioni apolari ed escludono
l'acqua, mentre espongono le porzioni polari.
Acqua e membrane biologiche
La struttura anfipatica dei lipidi e la loro interazione con l'acqua sono alla base
dell'architettura delle cellule.
● L'organizzazione a foglietto bimolecolare, imposta dall'acqua alle molecole
anfipatiche, costituisce la struttura di base di tutte le membrane biologiche ed è
responsabile di molte delle loro proprietà.
● Queste membrane, formate da un doppio strato lipidico, presentano una zona
centrale apolare e due facce polari.
● Questa struttura determina la permeabilità selettiva: le membrane sono
impermeabili alle molecole polari e cariche, ma permeabili a quelle apolari (come O₂,
N₂, ecc.).
● Il passaggio di una molecola polare richiederebbe la rottura di interazioni con l'acqua
per entrare nella zona apolare, un processo che richiede energia non compensata e
quindi sfavorevole.
● Per permettere il passaggio di composti polari essenziali, le membrane ospitano
proteine trasportatrici, che riconoscono selettivamente i composti e ne permettono
l'attraversamento. La permeabilità a composti polari dipende quindi dalle proteine
trasportatrici presenti.
● Un altro aspetto fondamentale è che le molecole che compongono la membrana
sono relativamente libere di muoversi nel piano della membrana stessa, ma
difficilmente possono passare da un lato all'altro (flip-flop), poiché ciò
richiederebbe di far passare la parte polare attraverso la zona apolare centrale.
● Le molecole della membrana mantengono un orientamento costante, alla base di
fenomeni come il trasporto unidirezionale.
Dissociazione dell'acqua
In certe condizioni, l'acqua si dissocia reversibilmente in protoni (H⁺) e ioni ossidrile (OH⁻).
● In base alle leggi di equilibrio chimico, il prodotto delle loro concentrazioni deve
rimanere costante, sia nell'acqua pura sia nelle soluzioni acquose.
● L'introduzione di acidi (che liberano protoni) o basi (che liberano ioni ossidrile o
accettano protoni) in una soluzione acquosa modifica la concentrazione degli ioni
dell'acqua (e quindi il pH).
● Questo ha conseguenze importanti: gli ioni introdotti possono interagire con altre
specie chimiche nella soluzione. Inoltre, molti composti nella materia vivente
contengono gruppi acidi o basici deboli, il cui grado di dissociazione dipende dal pH.
● È quindi necessario che il pH dei liquidi biologici venga mantenuto costante
entro limiti molto stretti. Ciò si realizza grazie a "sistemi tampone" e a meccanismi
fisiologici complessi (es. renali e respiratori) che regolano l'eliminazione dei protoni.
Composti del carbonio
La maggior parte dei costituenti della materia vivente, escludendo l'acqua, è formata da
composti organici basati sul carbonio.
● Il carbonio è stato selezionato dall'evoluzione per molteplici motivi. Anzitutto, può
formare legami covalenti molto forti, dando origine a molecole stabili.
● I suoi atomi possono formare quattro legami sia con altri atomi di carbonio sia con
altri elementi. Questo permette di formare una grande varietà di catene lineari,
ramificate o chiuse ad anello, che costituiscono le catene o "scheletri" carboniosi,
la struttura portante dei composti biologici.
● Gli atomi di carbonio, combinandosi con atomi con diverse proprietà (soprattutto
idrogeno, ossigeno, azoto e zolfo), formano i gruppi funzionali, che conferiscono
reattività e proprietà specifiche agli scheletri carboniosi. Questa enorme varietà di
combinazioni giustifica la diversità dei costituenti della materia vivente.
● I composti organici più semplici sono costituiti da catene di atomi di carbonio
combinati con idrogeno, detti idrocarburi.
● Gli idrocarburi si dividono in saturi (solo legami semplici) e insaturi (con doppi o
tripli legami).
● Le catene degli idrocarburi (lineari, ramificate o ad anello) sono considerate le
strutture di base da cui derivano tutti gli altri composti organici, per sostituzione di
atomi di idrogeno con gruppi funzionali.
● A causa della piccolissima differenza di elettronegatività tra carbonio e idrogeno, gli
idrocarburi sono molecole apolari e quindi insolubili in acqua.
I Gruppi Funzionali
I gruppi funzionali sono raggruppamenti specifici di atomi che determinano le proprietà
chimiche della molecola a cui sono legati.
Ecco i gruppi descritti, divisi per categorie:
1. Gruppi Alcolici e Derivati
● Gruppo alcolico primario (-CH2OH): Presente negli alcoli primari. È polare, forma
e accetta legami a idrogeno. Reattività chiave: Può essere ossidato a gruppo
aldeidico e reagisce con le aldeidi per formare emiacetali e acetali. Reagisce con gli
acidi formando esteri.
● Gruppo alcolico secondario (>CHOH): Presente negli alcoli secondari. Ha
proprietà simili al primario, ma per ossidazione dà origine a un gruppo chetonico
(non aldeidico).
● Gruppo sulfidrilico o tiolico (-SH): Presente nei tioalcoli. È debolmente polare e
reagisce con le aldeidi formando emimercaptali.
2. Gruppi Carbonilici (Aldeidi e Chetoni)
● Gruppo aldeidico (-CHO): Presente nelle aldeidi. È molto reattivo e polare.
Reattività chiave: Si ossida facilmente a gruppo carbossilico e si riduce a gruppo
alcolico primario. Reagisce con gli alcoli formando emiacetali e acetali.
● Gruppo chetonico (>C=O): Presente nei chetoni. È polare ma, a differenza delle
aldeidi, non si ossida facilmente. Può essere ridotto ad alcol secondario e reagisce
con gli alcoli formando emichetali e chetali.
3. Gruppi Carbossilici ed Esteri
● Gruppo carbossilico (-COOH): Tipico degli acidi carbossilici. Ha un comportamento
acido, in quanto in acqua si dissocia liberando un protone (H+) e formando lo ione
carbossilato (-COO-). Reattività chiave: Può essere ridotto ad aldeide e reagisce
con alcoli, tioalcoli e ammine per formare rispettivamente esteri, tioesteri e ammidi.
● Gruppo esterico (-COOR): Presente negli esteri. È polare e accetta legami a
idrogeno. Per idrolisi (rottura tramite acqua) si scinde in un alcol e un acido
carbossilico.
4. Gruppi contenenti Azoto (Ammine e Ammidi)
● Gruppo amminico primario (-NH2) e secondario (>NH): Presenti nelle ammine.
Sono polari e formano legami a idrogeno. Hanno un comportamento basico:
possono accettare un protone (H+) diventando ioni positivi. Reagiscono con gli acidi
per formare sali.
● Gruppo ammidico (-CONH2 o -CONHR): Presente nelle ammidi. Molto polare. Per
idrolisi dà origine a un acido carbossilico e ad ammoniaca (o a un'ammina).
5. Gruppi Emiacetalici e Acetalici
● Gruppo emiacetalico: Si forma dalla reazione tra un'aldeide e un alcol. È
fondamentale per la struttura ciclica degli zuccheri (come spiegato nel secondo
documento).
● Gruppo acetalico: Si forma quando un emiacetale reagisce con un secondo alcol.
Per idrolisi libera due alcoli e un'aldeide.
I Composti Biologici e i Carboidrati
Abbiamo quattro grandi classi di composti organici nei viventi: carboidrati, lipidi, proteine e
acidi nucleici. Il fulcro della pagina è una spiegazione molto dettagliata dei carboidrati.
I Carboidrati (o Zuccheri) Sono una classe di composti che contengono nella loro molecola
un gruppo aldeidico o chetonico e diversi gruppi alcolici.
1. Monosaccaridi (Zuccheri semplici)
● Struttura: Sono costituiti da catene di carbonio (da 3 a 7 atomi). Contengono un
gruppo carbonilico (se è aldeidico si chiamano aldosi, se è chetonico si chiamano
chetosi) e gli altri atomi di carbonio legano gruppi alcolici (-OH).
● Proprietà: Sono composti molto polari, altamente solubili in acqua e hanno sapore
dolce. La presenza di atomi di carbonio asimmetrici fa sì che abbiano numerosi
stereoisomeri (molecole con la stessa formula ma diversa disposizione spaziale).
Esempi importanti sono il glucosio, il fruttosio e il ribosio.
2. La Forma Ciclica (Emiacetalizzazione): in acqua, i monosaccaridi con 5 o 6 atomi di
carbonio non si trovano quasi mai in forma lineare.
● Ciclizzazione: Il gruppo aldeidico o chetonico reagisce con un gruppo alcolico della
stessa molecola. Questa reazione interna crea un gruppo emiacetalico e chiude la
molecola ad anello.
● Gli anelli a 6 atomi sono detti piranosici (es. il glucosio), quelli a 5 atomi sono detti
furanosici (es. il ribosio).
● Anomeria (\alpha e \beta): La chiusura dell'anello trasforma il carbonio carbonilico
in un nuovo centro asimmetrico. Il gruppo -OH legato a questo carbonio può disporsi
verso il basso (forma \alpha) o verso l'alto (forma \beta). La Figura 2.6 illustra proprio
la trasformazione del glucosio dalla forma lineare a quella ciclica \alpha e \beta.
3. Oligosaccaridi e il Legame Glicosidico
● Il Legame Glicosidico: Il gruppo emiacetalico formatosi nella struttura ad anello può
reagire con un secondo alcol (spesso appartenente a un altro zucchero). Questa
reazione elimina una molecola d'acqua e forma un legame glicosidico (un legame
acetalico).
● Oligosaccaridi: Quando 2, 3 o fino a una decina d
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