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Anatomia umana 2: sistema nervoso centrale

Sapere Aude!

Anatomia umana 2

Sistema nervoso centrale

a.a. 2023/2024

Sezione prima: introduzione al sistema nervoso centrale

  • 1.1 Organizzazione generale del sistema nervoso centrale
  • 1.2 Embriogenesi e cenni di istologia

Sezione seconda: il midollo spinale

  • 2.1 Costituzione anatomica del midollo spinale
  • 2.2 Recettori e sensibilità
  • 2.3 Il dolore: aspetti anatomici, modulazione e analgesia
  • 2.4 Analisi dei fasci ascendenti e discendenti

Sezione terza: l’encefalo

  • 3.1 Costituzione anatomica del tronco encefalico
  • 3.2 Formazione reticolare: aspetti anatomici e controllo degli automatismi
  • 3.3 Vascolarizzazione dell’encefalo: Poligono di Willis
  • 3.4 Diencefalo
  • 3.5 Telencefalo: corteccia, sostanza bianca e nuclei della base
  • 3.6 Cervelletto
  • 3.7 Sistema limbico

Parte speciale: patologie e sindromi del sistema nervoso centrale

Sezione prima: introduzione al sistema nervoso centrale

Organizzazione generale del sistema nervoso centrale

Tratto dal video del prof. Barni.

Analizziamo il nostro Sistema nervoso centrale in direzione cranio-caudale:

  • Encefalo, dal greco ἐγκέφαλος, “dentro la testa”, è la parte del sistema nervoso centrale contenuta all’interno del neurocranio, costituito da:

Tronco encefalico, nel quale si distinguono dal basso verso l’alto tre regioni:

  • Bulbo, o Midollo allungato;
  • Ponte;
  • Mesencefalo;

Diencefalo;

Telencefalo, composto dai due emisferi cerebrali tra i quali è localizzato in mezzo e profondamente il diencefalo;

Cervelletto, posto dorsalmente al tronco encefalico.

  • Midollo spinale, contenuto all’interno del canale vertebrale.

Disposizione della sostanza bianca e grigia

Nel midollo spinale la sostanza bianca è periferica e la sostanza grigia, rappresentata dalla farfalla grigia, è all’interno; nel tronco encefalico troviamo nuclei di sostanza grigia immersi nella sostanza bianca, e nel cervello la sostanza bianca è interna e quella grigia esterna. Infatti nel cervello la sostanza bianca interna è circondata dal pallio, un mantello rappresentato dalla corteccia cerebrale.

Nella sostanza grigia risiedono i corpi dei neuroni, nella sostanza bianca sono presenti gli assoni rivestiti da mielina.

Memento!

Cos’è la mielina? La mielina è un grasso e dunque assume il caratteristico bianco lucido. La guaina mielinica è uno strato isolante disposto attorno alla fibra nervosa formata dalle membrane plasmatiche delle cellule gliali:

  • Oligodendrociti intorno alle fibre del Sistema Nervoso Centrale;
  • Cellule di Schwann intorno alle fibre del Sistema Nervoso Periferico.

Macroscopia cerebrale

Il cervello visto frontalmente ci mostra:

  • Lobo temporale;
  • Lobo frontale, del quale è da ricordare la parte orbitaria, poiché da essa:
  • Emerge il II NC, nervo ottico, che incrocia poi nel chiasma ottico;
  • Poggia sulle meningi che rivestono la fossa cranica anteriore, ovviamente al di sotto ci sono le cavità orbitarie. Inoltre qui troviamo due protuberanze, ossia i bulbi olfattivi con il percorso delle vie olfattive e delle omonime strie, mediali e laterali che raggiungono la corteccia antica, cioè quella del rinoencefalo: infatti è detta “antica” poiché presenta 3 strati, a differenza della neocorteccia che ha 6 strati cellulari. Anche da un punto di vista evolutivo la corteccia olfattiva è quella più antica; infatti la metodologia degli animali primitivi, mantenuta anche da quelli attuali, per interagire con l’ambiente esterno è data dall’olfatto.

Infatti il cervello è composto da 2 emisferi, l’uno a destra e l’altro a sinistra, ognuno a sua volta formato da 6 lobi: Frontale, Temporale, Occipitale, Parietale, Limbico e Lobo dell’Insula. Dunque se io volessi entrare nel cervello in senso cranio-caudale dovrei togliere innanzitutto i lobi frontale e temporale per vedere 2 circonvoluzioni, l’una a destra e l’altra a sinistra, che poggiano sul corpo calloso: queste circonvoluzioni si trovano a livello della linea sagittale mediana, ognuna facente parte di un emisfero, e pertanto sono dette circonvoluzioni del cingolo. Esse sono parte del sistema limbico, ossia il sistema che presiede alle funzioni relative all’emotività.

Corpo calloso

Tolte anche le circonvoluzioni, si vede il ponte interemisferico: il corpo calloso. È fatto di sostanza bianca data dalle strutture commissurali, o di connessione, che compongono lo stesso corpo calloso. Infatti questo è composto da 200 milioni di fibre che mettono in collegamento i 2 emisferi, dette fibre interemisferiche.

Non solo il corpo calloso mette in comunicazione i 2 emisferi, ma anche la commissura anteriore, la commissura posteriore, del diencefalo, e il fornice.

Fornice

Il fornice è una commissura pari, destra e sinistra, che connette gli ippocampi, strutture pari molto importanti per la memoria e per la navigazione spaziale. Il fornice fa parte delle cosiddette vie bianche. Ogni fornice fuoriesce da un ippocampo, e quindi il fornice destro è interconnesso al fornice sinistro da un ponte detto psalterium, struttura commissurale tra i due ippocampi, situate sulla parte dorsale superiore del talamo. Poi il fornice termina dividendosi nei corpi mammillari appartenenti al diencefalo. Il fornice si trova sopra il talamo.

Vie bianche

Fasci interlobari

Ci sono altre vie bianche, dette fascicoli, che anziché collegare i 2 emisferi, esauriscono il proprio percorso all’interno di un solo emisfero e collegano un lobo con un altro lobo dello stesso emisfero, e pertanto sono detti fasci di associazione interlobari. Un esempio è il collegamento tra il lobo occipitale e il lobo frontale dell'emisfero destro.

Fasci intralobari

Ci sono altre fibre che collegano una parte della corteccia con un’altra all’interno di uno stesso lobo, pertanto sono dette intralobari. Ad esempio i fasci intralobari mettono in collegamento regioni del lobo occipitale dell’emisfero destro con altre regioni della corteccia occipitale.

Dunque le fibre di associazione intraemisferiche possono essere: interlobari, tra lobi diversi, oppure intralobari, all’interno dello stesso lobo.

Fasci intracorticali

Nella stessa costituzione della corteccia cerebrale ci sono delle fibre bianche che appunto decorrono nello spessore della corteccia, e pertanto sono dette fibre intracorticali. La corteccia cerebrale è spessa 4-5 mm, e in essa le cellule neuronali si organizzano in 6 strati, e proprio tra esse si trovano le fibre intracorticali a connettere i vari strati corticali. Quindi le fibre intracorticali non abbandonano la corteccia a differenza delle fibre inter- ed intraemisferiche.

Riguardo la corteccia allora si può parlare di:

  • Citoarchitettonica = analisi dei 6 strati dal più superficiale al più profondo;
  • Mieloarchitettonica = analisi e studio delle fibre intracorticali.

Sostanza bianca

Dunque dopo aver tolto gli emisferi, e dopo essere entrati nella scissura interemisferica trovo il corpo calloso: visto lateralmente assume la forma di una C con la concavità rivolta verso il basso. Tolto anche il corpo calloso vedo i ventricoli laterali, sotto i quali trovo il nucleo caudato. Il nucleo caudato è uno dei nuclei della base, a cui appartengono anche il nucleo striato, il nucleo lenticolare e il claustro: sono formazioni di sostanza grigia situate proprio alla base dell’encefalo. Tali nuclei sono delimitati da fasci di sostanza bianca.

Tutte le fibre mieliniche, anche quelle intraemisferiche interlobari e parte delle interemisferiche, abbandonata la corteccia, si raggruppano nel centro semiovale, ossia la parte superiore dorsale della sostanza bianca del cervello. Allora dorsalmente superiormente ci sono tante fibre densamente stipate di cui quelle che fanno parte della corona radiata, regione del centro semiovale, verso la base si concentrano nel sistema delle capsule.

Procedendo in senso mediolaterale si individuano tre capsule distinte in interna, esterna ed estrema. La capsula interna s’interpone tra il talamo e il nucleo caudato, medialmente, e il nucleo lenticolare che le si pone lateralmente. La capsula esterna separa il nucleo lenticolare dal claustro e la capsula estrema separa il claustro dalla corteccia cerebrale, che a questo livello corrisponde al lobo dell’insula.

Il nucleo caudato è anch’esso a forma di C: ha una testa, un corpo e una coda. Poggia sulla parte laterale superiore del Talamo. Il Talamo è il più grande nucleo grigio del Diencefalo: Talamo, Epitalamo, Ipotalamo, Metatalamo e Subtalamo sono strutture del diencefalo.

La capsula interna è un raggruppamento di sostanza bianca costituita da fibre:

  • Di proiezione, che abbandonano la corteccia, cortico-nucleare e cortico-spinale;
  • Talamo-corticali, che arrivano alla corteccia.

Il fascio corticospinale e il fascio corticonucleare fanno parte della Via Piramidale o della motricità volontaria: collega il primo motoneurone che alloggia nella corteccia con il secondo motoneurone nel corno anteriore del midollo o nei nuclei motori dei nervi cranici. Entrambi i fasci attraversano la capsula interna: il fascio corticospinale entra nel braccio posteriore, il fascio corticonucleare passa dal ginocchio, ed è pertanto detto fascio genicolato.

Nota clinica

Se avviene un’emorragia a livello della capsula interna di sinistra, si perde la motricità a livello dell’emisoma di destra. Se invece il danno dovesse avvenire a livello del centro semiovale, il danno è di minore entità poiché si perdono meno fibre, a differenza della capsula interna ove si raccolgono tutte le fibre che permettono la motricità del corpo controlaterale al danno.

Nuclei della base

Tolta la capsula interna vedo allora i nuclei della base inframmezzati alla sostanza bianca. In senso cranio-caudale vedo il putamen, nucleo appartenente al nucleo lenticolare, assieme al globo pallido. Il nucleo lenticolare si divide in una parte esterna simile ad un triangolo e nei: Globo Pallido Esterno, Globo Pallido Interno e Putamen, che si collega con alcune fibre al nucleo caudato formando così il nucleo striato. Questo nucleo è importante per le vie nigro-striatali: ossia quelle vie che collegano la sostanza nigra, raggruppamento mesencefalico di neuroni, con il nucleo striato per produrre dopamina. Infatti a livello del nucleo striato ci sono neuroni che hanno il recettore per la sintesi di dopamina. Poiché il nucleo striato collabora al coordinamento motorio, un danno alla via nigrostriatale, con conseguente deficit nella sintesi di dopamina, causa la Malattia di Parkinson.

Il nucleo Accumbens, o nucleo striato ventrale, è un nucleo della base con la più alta concentrazione di dopamina di tutto il cervello. È detto anche nucleo della gratificazione: quando si prova un qualsiasi tipo di piacere, alla base di questa via della gratificazione o della ricompensa c’è il nucleo Accumbens. Sotto il nucleo Accumbens c’è l’ipotalamo.

Ipotalamo

In profondità sotto il talamo c’è l’ipotalamo. Questo ha la forma di un imbuto, nelle cui pareti laterali trovo i nuclei ipotalamici, anteriormente alla parete ventrale c’è la lamina terminale, posteriormente ci sono i corpi mammillari. La parte inferiore dell’ipotalamo è composta dall’eminenza mediana che si continua nell’infundibolo e termina nella neuroipofisi. L’infundibolo è una struttura cava al cui interno ci passa il peduncolo o processo infundibolare, rappresentato dagli assoni dei nuclei ipotalamici. Questi, infatti, attraversano l’infundibolo per raggiungere la neuroipofisi e scaricare così l’ossitocina e l’ormone antidiuretico.

Il peduncolo infundibolare e la neuroipofisi sono invaginazioni del Diencefalo = continuità nervosa; invece il peduncolo ipofisario si costituisce quando l’ipofisi entra in contatto per contiguità con l’infundibolo attraverso la pars tuberalis. Perciò in direzione anteroposteriore vedo l’adenoipofisi che entra in contatto con l’infundibolo mediante la pars tuberalis, e poi la neuroipofisi.

Ventricoli

Ogni emisfero ha due ventricoli laterali, anch’essi a forma di C con corno anteriore, frontoparietale, un corno inferiore, temporale e un corno posteriore, occipitale. I ventricoli laterali comunicano con il Terzo Ventricolo, impari e mediano, mediante il Foro di Monro. Dal Terzo Ventricolo il liquor passa per l’Acquedotto di Silvio, mesencefalico, al IV Ventricolo da dove:

  • Continuerà caudalmente nel canale centrale del midollo spinale;
  • Attraverso tre fori, Luska, pari e laterale, e Magendie, impari e mediano, andrà a bagnare esternamente il midollo spinale e l’encefalo nello spazio subaracnoideo.

In questo modo il cervello galleggia, essendo bagnato sia all’interno sia all’esterno dal liquido cefalorachidiano, e così il suo peso da 1 kg circa risulta essere di 50 g.

Pareti del terzo ventricolo

Poiché il Terzo Ventricolo, impari e mediano, si trova tra i due talami, allora la parete laterale del terzo ventricolo è rappresentata dalla parete mediale dei due talami, superiormente, e dell’ipotalamo, inferiormente. Infatti se togliessi il corpo calloso, poi il fornice, e quindi la tela coroidea presente sulla superficie dorsale del talamo, entrerei nella parte superiore del terzo ventricolo.

Inoltre se togliessi i due talami, vedrei il terzo ventricolo bucato, poiché i due talami sono uniti dalla connessione talamica detta “adhesio intertalamica”. Anteriormente è presente la commissura anteriore che collega il rinoencefalo. È un importante punto di repere per il nucleo Accumbens.

Tagli classici di sezione del cervello

  • Taglio di Flechsig, orizzontale, parte anteriormente dal ginocchio del corpo calloso e arriva allo splenio, parte posteriore, del corpo calloso. Divide le strutture superiori da quelle inferiori.
  • Taglio di Charcot, frontale, passa a livello dei corpi mammillari, ove terminano i due fornici.
  • Taglio sagittale mediano, che taglia il cervello a livello della scissura interemisferica.

Sezione trasversale di Flechsig

Sopra il corpo calloso vedo il giro del cingolo; sotto il corpo calloso vedo in direzione latero-mediale: 1) capsula interna, 2) nucleo caudato, 3) Terzo Ventricolo. In profondità sotto il corpo calloso vedo il fornice.

Sezione frontale di Charcot

Si vedono le due circonvoluzioni del cingolo che fanno parte del sistema limbico. Sotto il corpo calloso e sopra il nucleo caudato vedo i ventricoli laterali. Tra il nucleo caudato e il globo pallido s’interpone la capsula interna, tra il putamen e il claustro c’è la capsula esterna, tra il claustro e l’insula c’è la capsula estrema.

Quindi lateralmente alla capsula interna ho il nucleo lenticolare, e medialmente il nucleo caudato. Sotto la commissura anteriore vedo il nucleo Accumbens, e tra i due talami il Terzo ventricolo.

Sezione sagittale mediana

Innanzitutto si nota il corpo calloso, sostanza bianca di 200 milioni di assoni, nella sua forma caratteristica a C: la parte anteriore è il ginocchio con il rostro, segue il corpo e termina con lo splenio.

Sotto il corpo calloso si evidenzia il fornice, e tra essi il setto pellucido. Questo è composto da due lamine nervose, quindi da neuroni. Qui sono presenti i nuclei del setto e delle fibre, come ad esempio le fibre settoippocampali. Poi ancora sotto il corpo calloso si vedono i ventricoli laterali, caudalmente ai quali c’è il nucleo caudato.

L’amigdala è collegata posteriormente all’ippocampo, centro della memoria e della navigazione spaziale. L’ippocampo contrae rapporti con il pavimento del corno temporale del ventricolo laterale. Infatti in un paziente con l’Alzheimer, deficit mnemonico, il punto di repere nella risonanza magnetica è il corno temporale, e quindi la posizione dell’ippocampo nei confronti di esso. Nei pazienti con importanti perdite di memoria si evidenzia l’atrofia ippocampale.

La corona radiata è costituita da fibre del fascio piramidale e da fibre ascendenti che dal midollo spinale devono raggiungere il talamo e la corteccia. Così anche nella capsula interna, bianca, sono presenti fasci di proiezione e fasci ascendenti sensitivi.

Il cervelletto si collega al ponte attraverso le fibre cortico-ponto-cerebellari.

Meningi

Encefalo e midollo spinale risultano avvolti e protetti da tre membrane di tessuto connettivo dal più superficiale al più profondo:

  1. Dura madre esterna, costituita da tessuto connettivo denso e irregolare.
  2. Aracnoide, intermedia cosiddetta perché la disposizione delle fibre collagene ed elastiche assomiglia ad una ragnatela. È formato da una componente laminare, adesa alla dura madre, e da una componente trabeculata, lo spazio subaracnoideo propriamente detto.
  3. Pia madre, interna, strato trasparente di fibre collagene ed elastiche che aderisce alla superficie del midollo spinale e dell’encefalo e contiene numerosi vasi sanguigni.

Tra aracnoide e pia madre, nello spazio subaracnoideo, vi è il liquido cefalorachidiano o liquor o liquido cerebrospinale.

Il liquido cefalorachidiano è un liquido trasparente con funzione di protezione del SNC. Esso trasporta ossigeno e glucosio ai neuroni e alle cellule gliali, e rimuove i rifiuti circolando:

Nello spazio subaracnoideo, tra aracnoide e pia madre, intorno al cervello e al midollo spinale in 4 cavità, i ventricoli: due laterali, terzo e quarto ventricolo, collegati tra loro e col canale centrale del

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Mattohzz di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi di Catanzaro - Magna Grecia o del prof Di Vito Anna.
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