PSICOLOGIA SOCIALE DEI PROCESSI CULTURALI
La psicologia culturale non costituisce una disciplina autonoma, poiché non possiede uno
statuto epistemologico indipendente. Essa va intesa come un approccio trasversale che
pone l’accento sul ruolo della cultura nei processi psicologici.
Tra i principali esponenti della psicologia culturale figura Jerome Bruner.
La psicologia culturale comprende e collega approcci teorici e ambiti di ricerca diversi, che
spaziano tra:
● la psicologia evoluzionistica,
● la psicologia dello sviluppo,
● la psicologia della conoscenza e della comunicazione,
● la psicologia della personalità,
● la psicologia clinica,
● la psicologia sociale
La psicologia culturale è un imperativo della psicologia sociale.
La psicologia sociale studia i modi e le forme di articolazione tra processi psicologici e
processi socio-culturali.
Storicamente, la psicologia sociale si è occupata di diversi processi, cercando di
comprendere come la mente umana si relazioni al mondo sociale:
● Processi cognitivi: studio dei modi in cui gli individui selezionano, immagazzinano e
recuperano informazioni sociali dalla memoria. L’obiettivo non è stato quello di
analizzare la cognizione in sé, ma di capire come i processi cognitivi operano in
contesti sociali.
● Processi motivazionali: attraverso teorie come quella dell’identità sociale (Tajfel e
Turner), ha indagato come la categorizzazione sociale influenzi la percezione di sé e
degli altri, attivando comportamenti specifici verso i diversi gruppi.
● Processi emotivi e fisiologici: la ricerca contemporanea ha esplorato anche le
reazioni corporee e neurologiche (ad esempio tramite la risonanza magnetica) che si
attivano davanti a stimoli sociali, mostrando come le emozioni siano intimamente
legate al contesto relazionale.
La cultura nasce infatti dalle interazioni tra attori sociali, e diventa al tempo stesso contesto e
prodotto dei processi psicologici.
Il rapporto tra individuo (mente) e sociale (cultura)
Nella Psicologia Sociale dei Processi Culturali (PSPC) emergono due principali paradigmi
teorico-epistemologici, che riguardano i modi in cui si concepisce la relazione
individuo-sociale e mente-cultura:
1. Paradigmi a rapporto frontale
● Si fondano su un presupposto dualista → Considerano mente e cultura come entità
distinte, ma in interazione.
● Si fondano su un presupposto universalista, secondo cui la mente possiede
caratteristiche universali che operano allo stesso modo in tutte le culture. La cultura,
in questa prospettiva, può influenzare o modificare superficialmente i processi
mentali, ma non li costituisce.
● Esempi di questo approccio:
○ Dualistico-oppositivo → l’individuo è attivo e isolato, il sociale è passivo o
distruttivo. Il sociale è una minaccia per l’individuo.
■ Psicologia delle folle → Individuo preso singolarmente è razionale,
quando entra nella folla perde controllo, identità e capacità critica. Il
sociale è quindi una forza che annulla o degrada la mente individuale.
○ Dualistico-lineare → a seconda della teoria, il potere è attribuito o
all’individuo o al sociale.
■ Comportamentismo → l’individuo è passivo e completamente
plasmato dal sociale
■ Cognitivismo / Costruttivismo (radicale) → l’individuo attivo
trasforma il sociale attraverso l’attività mentale
2. Paradigmi a rapporto embricato
● Considerano mente e cultura come inscindibili: la mente è prodotto e produttrice
delle pratiche culturali.
● Non esistono processi psicologici universali, perché essi si costruiscono all’interno
delle interazioni sociali e culturali.
● Si distinguono due grandi approcci:
○ Interazionista → la mente e il sé emergono dalle interazioni sociali (es.
interazionismo simbolico, Mead).
L’individuo non nasce con un sé già formato, ma lo costruisce man mano
attraverso il rapporto con gli altri.
È nelle relazioni, nello scambio simbolico e nella capacità di assumere il
punto di vista dell’altro che la persona sviluppa autoconsapevolezza e
identità.
L’interazione sociale è il luogo di origine della mente, ma la mente rimane
comunque qualcosa che la persona “ha”, anche se è socialmente costruita.
○ Socio-costruzionista → La realtà psicologica stessa non esiste al di fuori
delle pratiche discorsive. Emozioni, identità, pensieri non sono considerati
entità interne che poi vengono espresse nel linguaggio, ma prodotti del
linguaggio.
Il linguaggio non serve a descrivere ciò che accade nella mente: serve a
costruire ciò che chiamiamo mente. Di conseguenza, il sé non è qualcosa che
si interiorizza, ma è una narrazione che prende forma nel dialogo.
L’interazionismo pensa che la mente si formi attraverso le relazioni, ma che poi l’individuo
possa interiorizzarla e usarla per interpretare il mondo;
il socio-costruzionismo pensa invece che la mente non sia mai separabile dal linguaggio
e dal contesto.
Costruttivismo (radicale)
Il costruttivismo radicale adotta una prospettiva individualistica. In questa visione,
l’individuo è un osservatore che costruisce la realtà attorno a sé in modo quasi solitario,
utilizzando le proprie capacità cognitive. Qui l’individuo è considerato “senza storia”, nel
senso che le abilità mentali di cui dispone possono essere applicate alla realtà senza dover
necessariamente fare riferimento alle esperienze passate o ai contesti sociali.
L’attenzione è focalizzata su come la mente individuale costruisce la realtà, attraverso
processi cognitivi che permettono di interpretare e dare senso agli stimoli esterni. La cultura
e la società sono poco centrali: ciò che conta è il funzionamento della mente individuale.
La costruzione della realtà è centrata sull’individuo e sui processi cognitivi.
Costruzionismo sociale
Il costruzionismo sociale amplia la prospettiva, integrando la dimensione sociale. Qui
l’individuo non è più solo un osservatore, ma anche un attore sociale, che costruisce la
realtà all’interno di una rete di relazioni sociali. L’osservatore è “con storia”, perché porta
con sé esperienze passate, conoscenze e riferimenti culturali che influenzano il modo in cui
costruisce la realtà. In questa prospettiva, non esiste una realtà oggettiva unica, ma sono gli
individui, in interazione tra di loro, che costruiscono la realtà attraverso processi interattivi e
comunicativi.
All’interno del costruzionismo sociale si possono distinguere due filoni:
● Costruttivismo sociale
○ Tajfel, Turner, Moscovici
○ Integra la prospettiva cognitiva con l’esigenza di una forte valorizzazione dei
contesti sociali nei quali i processi cognitivi operano.
○ L’individuo è un attore sociale che quindi costruisce la realtà cognitivamente,
ma a loro volta i processi cognitivi sono forgiati dall’esperienza sociale
La realtà si costruisce attraverso processi cognitivi, che a loro volta sono influenzati e
forgiati dal sociale.
● Socio-costruzionismo
○ Gergen, Potter, Harrè
○ Rappresenta un paradigma centrato sui processi di costruzione della realtà
all’interno delle interazioni di tipo discorsivo.
○ Non esiste una realtà oggettiva unica, ma una molteplicità di realtà, in quanto
la realtà è co-costruita attraverso processi dialogici nelle interazioni con gli
altri.
La realtà si co-costruisce nelle relazioni sociali attraverso il linguaggio e i processi
discorsivi.
I livelli di Doise
● Intra-personale
○ Come gli individui organizzano la loro percezione, valutazione dell’ambiente
sociale e il loro comportamento in questo ambiente.
Esempio: formazione delle impressioni altrui.
● Inter-personale (o situazionale)
○ Studio delle modalità e delle forme delle relazioni stabilite in una data
situazione, da dati individui e in un dato momento.
Esempio: le interazioni con persone sconosciute in Internet.
● Inter-gruppo (o di posizione)
○ Come il modo in cui gli individui organizzano e valutano la realtà sociale è
condizionato dalle loro posizioni sociali e dalle posizioni sociali degli attori con
i quali interagiscono in una data situazione.
Esempio: il pregiudizio nei confronti dei migranti.
● Ideologico (o delle credenze)
○ Come i sistemi di credenze, rappresentazioni e valori elaborati dalle società e
funzionali al mantenimento dell’ordine sociale stabilito incidono nella
determinazione di situazioni concrete.
Esempio: come le ideologie prevalenti influenzano le strategie di
integrazione dei migranti.
Mente e cultura: le psicologie culturali
La cultura può essere analizzata da diversi approcci all’interno della psicologia sociale e
culturale, ciascuno con una propria definizione e prospettiva:
1. Psicologia cross-culturale e transculturale (Blu)
2. Psicologia culturale degli strumenti (Arancione)
3. Psicologia culturale dei costrutti mentali (Verde)
4. Situazionismo dinamico
Paradigmi di indagine nella ricerca psicosociale
I paradigmi di indagine sono strettamente collegati ai paradigmi teorico-epistemologici già
discussi. Essi rappresentano le credenze di base sulla natura del mondo che orientano i
ricercatori nel modo in cui conducono la ricerca. Queste credenze devono essere accettate
come assiomi, come “fede”, cioè non possono essere dimostrate.
I paradigmi rispondono a tre quesiti fondamentali:
1. Quesito ontologico: Qual è la natura della realtà e cosa possiamo conoscere di
essa?
Esempio applicato alla cultura: qual è la natura dell’oggetto cultura?
2. Quesito epistemologico: Qual è la natura della relazione tra chi conosce e ciò che
può essere conosciuto?
Riguarda la relazione possibile tra ricercatore e oggetto di studio.
3. Quesito metodologico: Come può il ricercatore scoprire ciò che ritiene conoscibile?
Definisce i metodi e gli strumenti attraverso cui il ricercatore indaga la realtà.
I principali paradigmi di indagine
1. Positivista
○ Visione tradizionale della scienza.
2. Neo-positivista (o post-positivista)
○ Versione adattata del positivismo per la psicologia.
3. Teorie critiche
4. Costruttivismo
Positivismo
● Quesito ontologico:
La risposta a questo quesito è definita di realismo ingenuo. La realtà è oggettiva e
regolata da leggi universali, quindi il ricercatore può studiarla nella sua vera natura.
● Quesito epistemologico:
Si assume che debba e possa essere mantenuta l’indipendenza reciproca tra
ricercatore e oggetto di studio (dualismo e oggettivismo).
● Quesito metodologico:
Il positivismo afferma il primato del metodo sperimentale, tipico delle “scienze
dure”.
Post-positivismo
● Quesito ontologico:
Si fonda sul realismo critico, secondo cui la realtà esterna può essere conosciuta in
modo imperfetto e probabilistico
● Quesito epistemologico:
Dualismo e oggettivismo probabilistico → indipendenza oggetto-ricercatore è un
ideale a cui tendere.
L’obiettivo è osservare il fenomeno nel modo più neutro possibile. Il ricercatore deve
evitare di influenzare l’oggetto che intende misurare.
● Quesito metodologico:
Pur mantenendo l’importanza del metodo sperimentale, questo paradigma prevede
l’impiego di strategie di ricerca multiple e diversificate, combinando strumenti
quantitativi con strumenti qualitativi, così da arricchire e approfondire l’analisi dei dati.
● Scopo della conoscenza:
Avvicinarsi all’oggettività.
Teorie critiche
● Quesito ontologico:
Si basano su un realismo storico, secondo cui esiste una realtà esterna
osservabile, ma non immutabile. La realtà è soggetta a trasformazioni determinate
da fattori sociali, economici, politici e culturali.
Di conseguenza, non è possibile estrapolare caratteristiche oggettive universali.
● Quesito epistemologico:
Transazionismo → L’indipendenza reciproca tra ricercatore e oggetto non esiste, in
quanto le teorie e i valori del ricercatore influenzano la lettura e l’interpretazione del
fenomeno studiato.
● Quesito metodologico:
Metodi dialogico-dialettici → La ricerca è concepita come un processo dialogico e
dialettico, un’interazione che modifica sia il ricercatore sia l’oggetto osservato.
● Scopo della conoscenza:
a. Interesse empirico-analitico: controllo della realtà.
b. Interesse ermeneutico-storico: interpretazione e comprensione dei
fenomeni.
c. Interesse critico-emancipatorio: trasformazione delle strutture sociali,
politiche ed economiche per promuovere l’emancipazione umana (es.
approcci femministi).
Costruttivismo
È l’approccio di riferimento della psicologia culturale degli strumenti, ispirata al pensiero
di Vygotskij.
● Quesito ontologico:
Si fonda sul relativismo, secondo cui non esiste una realtà unica e oggettiva, ma
molteplici realtà, ognuna costruita dal punto di vista di chi la percepisce e interpreta.
Le diverse realtà costruite non sono comparabili in termini di verità/falsità.
● Quesito epistemologico:
Si parla di transazionismo e di soggettivismo → nega l’indipendenza tra oggetto di
studio e ricercatore e sostiene che le scoperte sono co-costruite nell'interazione tra i
due.
● Quesito metodologico:
Metodi ermeneutici-dialettici → Le diverse costruzioni della realtà devono essere
sottoposte a procedure interpretative (ermeneutiche) e comparazioni dialettiche.
● Scopo della conoscenza:
Comprendere e “ricostruire” le rappresentazioni della realtà elaborate dai soggetti.
Psicologia Cross-Culturale
Secondo Smorti, nella psicologia cross-culturale il rapporto tra mente e cultura viene
concepito secondo una prospettiva dualistica, definibile come “mente e cultura”. Mente e
cultura sono considerate entità distinte, ma poste in interazione reciproca.
La cultura é entità statica, un insieme di caratteristiche stabili che permettono di
confrontare i gruppi umani. È concepita come contesto operativo entro cui i processi mentali
si manifestano e che influenza le modalità di espressione delle funzioni psichiche, ma non
ne modifica la natura profonda.
La psicologia cross-culturale adotta una prospettiva di tipo universalistico, secondo cui la
mente è una caratteristica universale e specie-specifica, indipendentemente dal contesto
culturale. Ciò significa che credenze, emozioni, valori e pratiche sono condivise e universali.
L’obiettivo della prospettiva universalista è quello di definire la natura umana comune, e
quindi la ricerca di principi universali e di criteri di comparabilità tra culture.
L’approccio è guidato da una visione di realismo ingenuo, secondo cui la realtà può essere
conosciuta in modo oggettivo.
Definizione (Berry et al., 2002):
Studio delle somiglianze e delle diversità nel funzionamento individuale fra
diversi gruppi culturali ed etnici, delle relazioni tra variabili psicologiche,
socio-culturali, ecologiche e biologiche, nonché dei cambiamenti che riguardano
tali variabili.
Questo approccio si fonda su una prospettiva comparativa e che adotta paradigma
dualistico-lineare e post-positivista.
Tipo di quesito Caratteristica Descrizione
Ontologico Metodo Mira alla formulazione di leggi generali valide a
nomotetico livello transculturale.
Epistemologico Approccio etico Il ricercatore adotta una prospettiva indipendente
(dall’esterno) dalla cultura studiata, applicando teorie e criteri
universali (es. misurare le emozioni con gli stessi
strumenti in culture diverse).
Metodologico Approccio Utilizza strumenti standardizzati, procedure
comparativo, controllate e replicabili per garantire la
analitico e confrontabilità dei risultati.
quantitativo
Principi fondamentali della psicologia cross-culturale
1. Universalismo della mente → i processi mentali di base (cognizione, emozione,
motivazione) sono universali.
2. Essenzialismo della cultura → la cultura è considerata come insieme di
caratteristiche stabili e misurabili che differenziano i gruppi umani.
L’essenzialismo culturale è caratterizzato da 3 dimensioni, entro le quali si possono
suddividere i vari sistemi culturali. Queste dimensioni distinguono le culture sulla base di:
1. Individualismo vs. Collettivismo
○ In base all’importanza attribuita agli obiettivi individuali rispetto al benessere
collettivo.
2. Rigidità vs. Flessibilità delle norme sociali
○ Indica il grado in cui una cultura applica norme severe e meccanismi
sanzionatori.
3. Mobilità relazionale
○ Si riferisce al grado in cui gli individui possono scegliere liberamente le
proprie relazioni sociali oppure se queste sono assegnate dal contesto.
In genere, le culture collettiviste (es. quelle orientali) tendono a presentare minore
flessibilità normativa e minore mobilità relazionale, mentre le culture individualiste (es.
occidentali) mostrano maggiore apertura e libertà relazionale.
Principali modelli della Psicologia Cross-Culturale
1. Hofstede (1980) – Culture Dimensions Theory
Sulla base di un’analisi transculturale (stesso strum
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.