Estratto del documento

EMOZIONI

"Tutti sanno cos'è un'emozione, fino a che non si chiede loro di definirlo" Fehr e Russel.

All'interno dello studio psicologico delle emozioni, sono prevalse due prospettive antitetiche

circa la loro funzione:

1. emozioni come eventi disfunzionali che irrompono nell'esperienza interrompendo e

interferendo con ogni altra attività.

Young (1943) definisce le emozioni come "episodi di disorganizzazione nel normale

funzionamento integrato dell'individuo” —> le emozioni effettivamente rompono

l’equilibrio, ma perché sono uno strumento adattivo (ruolo adattivo) —> permettono

la sopravvivenza e l’evoluzione della specie

2. gli psicologi hanno capito che le emozioni hanno un ruolo adattivo fondando un

approccio funzionale —> definizione: le emozioni sono un processo complesso e

multifattoriale che comporta cambiamenti ampi e interrelati in vari sottosistemi

dell'organismo e che si verifica in risposta ad un evento scatenante che ha un

significato fondamentale per l'individuo in termini di sopravvivenza biologica o

psicologica. L'emozione si configura come un processo dinamico e adattivo di

risposta ad una situazione rilevante per l'individuo.

Scheler definisce le emozioni come una particolare modalità di relazione fra

l'organismo e il proprio ambiente fisico e sociale per il mantenimento del benessere

dell'organismo. Il ruolo delle emozioni è fortemente collegato al comportamento, il

loro ruolo è quello di attivare dei comportamenti e mantenerli o disincentivarli nel

tempo.

Izard e Buechler (1979) affermano che il ruolo delle emozioni consiste nella

facilitazione, nel mantenimento, nella guida e nel rinforzo del comportamento.

Le emozioni sono una modalità fondamentale di adattamento attivo dell'organismo al

proprio ambiente attraverso e hanno alcune funzioni fondamentali:

● valutazione dell'ambiente

● attivazione dell'organismo

● preparazione all'azione

● modellamento del comportamento futuro

● comunicazione delle intenzioni e la regolazione dell'interazione con se stessi

e gli altri

In "A Functionalist Perspective on the Nature of Emotion" (Campos) è possibile leggere un

manifesto dell'approccio funzionalista alle emozioni. Gli autori pongono in evidenza la natura

funzionale delle emozioni nella regolazione dei rapporti e nell'interazione fra l'organismo e il

proprio ambiente.

Nel sintetizzare le linee-guida dell'approccio funzionalista, gli autori dichiarano innanzitutto

che si tratta di un approccio intrinsecamente relazionale: esso postula che non è possibile

comprendere le emozioni esaminando il soggetto o gli eventi ambientali come entità

separate. L'emozione è dunque definita come il tentativo, da parte dell'individuo, di stabilire,

mantenere, cambiare o terminare una relazione con l'ambiente sulla base della rilevanza

assunta da eventi o elementi dell'ambiente in relazione agli scopi dell'individuo. Proprio gli

scopi dell'individuo costituiscono la principale fonte di generazione delle emozioni, in base al

1

rapporto che intercorre tra un evento e gli scopi dell'individuo è possibile definire le diverse

emozioni (Campos e collaboratori).

Ogni emozione è caratterizzata da un evento stimolante e

una funzione adattiva —> la funzione adattiva non si

verifica sempre In base alla visione funzionalista si possono individuare delle “famiglie di

emozioni” —> in base alla funzionalità, con intensità diverse.

COMPONENTI DEL PROCESSO EMOTIVO

Le emozioni sono un processo multicomponenziale. Le componenti del fenomeno emotivo

corrispondono ai diversi sistemi di risposta. Secondo Scherer sono presenti:

1. appraisal/componente cognitiva (valutazione della situazione, attribuzione di

significato a ciò che accade)

2. arousal/attivazione fisiologica (cambiamenti nell'attività del sistema nervoso centrale

e periferico):

○ Propensione all’azione —> emozione che da vita

alla prontezza all’azione

○ Attivazione fisiologica (o arousal) —> emozione

riflessa nel corpo (nelle attività fisiologiche)

○ Esperienza soggettiva —> emozione riflessa al

proprio interno

○ Comportamento espressivo —> emozioni

espresse attraverso linguaggio verbale e non

verbale

3. Regolazione —> va ad impattare su tutte le altre componenti.

L'emozione è definita come un processo con una durata temporale limitata e definita di

alcuni secondi, in risposta a un evento specifico.

AROUSAL

L'arousal è l'attivazione fisiologica. Essa si fonda sull'attività complessa e articolata di

sistemi molteplici: sistema nervoso centrale (SNC), sistema nervoso autonomo (SNA) e

sistema endocrino.

La componente fisiologica si compone di una gamma estesa di segnali. Per quanto riguarda

il sistema nervoso autonomo si distinguono due sezioni differenti: 2

● sistema simpatico = produce risposte vegetative che preparano l'organismo all'attività

o all'emergenza, prevalenza di catecolamine, forte attivazione, aumento del tono

muscolare; reazione di allarme —> sistema ergotropico

● sistema parasimpatico = produce rilassamento e risparmio di energia, prevalenza di

indolamine (serotonina) —> sistema trofotropico

Tra i biosegnali (misure della risposta fisiologica) relativi all'attivazione del SNA ci sono:

frequenza cardiaca, pressione arteriosa, attività elettrotecnica, frequenza respiratoria e

temperatura della pelle.

Vi sono due teorie contrastanti riguardo l'arousal:

1. risposte fisiologiche associate alle emozioni sono indifferenziate, concezione unitaria

dell'attivazione fisiologica —> ipotesi di un'attivazione aspecifica nella quale è

possibile distinguere gradi di intensità, mentre la qualità dell'emozione viene

determinata da processi di tipo cognitivo.

2. molteplici pattern specifici di attivazione all'interno del SNA —> ipotesi di specificità

dei correlati fisiologici.

Tre circuiti neuronali della paura

1. circuito primitivo: governa la reazione di emergenza —> predispone alla reazione di

emergenza prima ancora di comprendere l'eventuale minaccia. Ha sede nel sistema

limbico —> formato da talamo, ipotalamo, ippocampo e amigdala. In particolare negli

uomini essi sono collegati tra loro e alle complesse porzioni interne di elaborazione

della corteccia cerebrale.

2. circuito razionale: collegamento tra corteccia prefrontale (lobi frontali) e sistema

limbico. Sottopone ad analisi le informazioni ricevute dal circuito primitivo e permette

di analizzare e valutare i differenti livelli di pericolo e di soppesare risposte diverse e

più articolati tipi di lotta e fuga (esempio negazione)

3. circuito conscio (lobi frontali): è il decisore supremo. Può cercare di arrestare le

decisioni prese dal circuito primitivo. E' caratterizzato dalla consapevolezza.

Permette di distinguere tra reazione ed emozione. Utilizza elaborati sistemi di

apprendimento e memoria per valutare la minaccia.

APPRAISAL

Arnold e Frijda sono due tra i tanti studiosi che hanno elaborato varie teorie dell'appraisal.

Arnold definisce l'appraisal come un atto diretto e immediato di conoscenza che integra la

percezione, senza implicare processi di riflessione e autoconsapevolezza, e del quale si può

diventare consapevoli soltanto a processo concluso.

Le emozioni sorgono in risposta alla struttura di significato di una determinata situazione,

non sono attivate dall'evento in sé ma dai valori e dai significati attribuiti dal soggetto

all'evento. Di conseguenza è possibile andare a lavorare sulle emozioni cambiando la

valutazione cognitiva dell'evento scatenante. Questo comporta:

● flessibilità e variabilità delle emozioni in quanto risposte soggettive a un evento

● differenza tra emozioni e riflessi essendo quest'ultimi processi geneticamente

determinati e prestabiliti. 3

Significato situazionale —> le emozioni sono l'esito di come percepiamo e valutiamo le

condizioni ambientali rispetto al nostro benessere e al raggiungimento dei nostri scopi.

Sorgono in risposta alla struttura di significato di una situazione. Il significato situazionale

contribuisce a spiegare le diverse emozioni, la loro intensità e la dimensione soggettiva

dell'esperienza emotiva (differenze individuali).

Questa concezione si contrappone a quella della psicologia ingenua secondo cui le

emozioni sono passioni irrazionali, di breve durata, simili ad attività istintuali che sorgono in

modo involontario e automatico, senza che siano richieste dall'individuo. Le teorie

dell'appraisal sottolineano invece il legame fra gli aspetti emotivi e gli aspetti cognitivi, poiché

l'elaborazione cognitiva è sottesa all'esperienza emotiva.

Secondo Lazarus ciò che determina l'inizio dell'esperienza emotiva è un processo di

valutazione cognitiva attraverso cui gli eventi esterni sono trasformati in qualcosa di rilevante

e significativo per l'individuo ed è dunque il significato attribuito agli eventi a dare forma alle

emozioni. E' possibile differenziare tre diversi stadi all'interno del processo di valutazione:

1. valutazione primaria: valutazione di una situazione o evento in funzione del grado di

rilevanza e pertinenza per gli interessi dell'individuo.

2. valutazione secondaria: valutazione che l'organismo compie rispetto alle proprie

capacità di fronteggiare, controllare e gestire l'evento.

3. coping: modalità attraverso cui l'organismo cerca realmente di far fronte alla

situazione che provoca stress

Il processo di valutazione cognitiva di una situazione avviene in funzione di alcuni criteri (o

dimensioni) di valutazione. La differenziazione degli stati emotivi ha luogo in funzione della

configurazione degli esiti della valutazione per ciascun criterio. Secondo Lazarus è

necessario considerare non solo le diverse dimensioni di valutazione cognitiva, ma anche

come esse sono organizzate e integrate in strutture di significato che danno vita a

esperienze emotive diverse. Per questo motivo, accanto alle dimensioni, Lazarus ha

associate le emozioni a temi relazioni centrali supponendo che essi rappresentino particolari

configurazioni di esiti relativi ai criteri —> Esempi: paura associata al tema delle minaccia,

tristezza associata alla perdita, collera associata all'ingiustizia

Col supporto delle scoperte in campo neuroscientifico, oggi si distingue in:

● appraisal primario = rapido, immediato, finalizzato al processamento della rilevanza e

delle caratteristiche più salienti dello stimolo così da consentire all'individuo di agire

prontamente

● appraisal secondario = più articolato, comprende la valutazione più sofisticata del

contesto e del grado di appropriatezza delle risposte da emettere attraverso la

partecipazione dei processi cognitivi superiori.

ESPRESSIONE EMOTIVA

multimodalità dell'espressione emotiva —> capacità dell'individuo di esprimere uno stato

emotivo attraverso sistemi espressivi molteplici —> non tutti i sistemi hanno la stessa

efficacia comunicativa: il volto costituisce la regione più importante per la manifestazione

delle emozioni. 4

Si sono delineate posizioni diverse tra coloro che hanno studiato la mimica facciale. In

particolare ne riconosciamo due contrastanti tra loro:

1. tesi innatista (Tomkins, Izard, Ekman) = esistono configurazioni di movimenti facciali

prototipiche, innate ed universali che differenziano ciascuna emozione di base.

Queste configurazioni sarebbero prodotte e riconosciute da tutti gli individui

indipendentemente dalla propria appartenenza culturale.

2. approccio culturale (Birdwhistell) = sostiene il carattere appreso delle espressioni

facciali e le variazioni tra le culture nel comportamento espressivo. Hanno fatto delle

ricerche grazie alle quali hanno scoperto che la stessa emozione in culture diverse

viene espressa con configurazioni facciali differenti.

Alla luce di nuove ricerche la tesi di universalità delle espressioni facciali è risultata

indebolita a favore dell'interazione tra fattori innati e la presenza di variazioni culturali nel

comportamento espressivo.

TEORIA NEURO-CULTURALE

Nel tentativo di risolvere il contrasto tra le due teorie, Ekman propose questa teoria che

invoca l'intervento di due fattori:

● fattori neurofisiologici —> ogni emozione di base è caratterizzata da un programma

facciale, ovvero dall'attivazione di una certa configurazione di muscoli facciali su

base innata —> questo programma è attivato da determinate classi di eventi

eccitanti, che consistono in situazioni o stimoli universali e prototipici per ciascuna

emozione. Il primo fattore della teoria sottolinea il carattere universale, innato e

invariabile delle espressioni facciali associate a una certa emozione.

● fattore culturale —> sono le display rules (regole di esibizione), prodotto

dell'educazione individuale e della cultura di appartenenza, che interagiscono con i

programmi espressivi innati. Si tratta di norme definite e apprese socialmente e

culturalmente. In particolare si tratta di quattro regole di regolazione dell'espressione

emotiva:

a. intensificazione

b. de-intensificazione

c. neutralizzazione

d. mascheramento

APPROCCIO MOLARE VS APPROCCIO MOLECOLARE

Nello studio delle espressioni facciali si sono distinti due approcci:

● approccio molare —> caratteristico delle teorie evoluzioniste, considera le

espressioni facciali delle emozioni quali configurazioni di movimenti muscolari fisse,

distinte e specifiche per ciascuna emozione di base, controllate da programmi

neuromotori innati

FACS (Facial Action Coding System) Ekman e Friesen: sistema di codifica per

l'analisi microanalitica dei movimenti del volto. A un secondo livello di analisi

macroanalitico, Ekman ha individuato quali unità di azione e quali combinazioni

costituiscono le configurazioni facciali specifiche e prototipiche di ciascuna emozione

di base. Esempio: configurazione della paura = sopracciglia interne alzate, occhi

spalancati e bocca aperta. 5

Ekman si occupò anche delle differenze che contraddistinguono le espressioni

facciali spontanee da quelle simulate. Queste ultime insorgono più lentamente, sono

asimmetriche e hanno una persistenza o inferiore o superiore alle espressioni

spontanee. Celebre è la distinzione tra il sorriso spontaneo e il sorriso simulato.

● approccio molecolare —> caratteristico delle teorie dell'appraisal, considera le

espressioni facciali non come il prodotto di un programma neuromotorio specifico,

ma come la risultante del progressivo processo di valutazione cognitiva dello stimolo

—> analisi dinamica delle modificazioni facciali come indicatori del processo di

appraisal. L'espressione emotiva si modifica lungo una linea temporale in funzione

delle modificazioni dell'antecedente, dell'appraisal e dei feedback di chi condivide

con noi l'esperienza emotiva.

PROSPETTIVA EMOTIVA E PROSPETTIVA COMUNICATIVA

Intorno agli anni '90 si è sviluppato un dibattito riguardo alla funzione delle espressioni

facciali che ha visto contrapporsi due prospettive.

1. prospettiva emotiva —> prospettiva secondo la quale le espressioni facciali sono la

manifestazione immediata, spontanea e involontaria delle emozioni. Sottolinea il

carattere innato e universale delle espressioni facciali. Si tratta di un ipotesi di

isomorfismo: ciascuna emozione è caratterizzata da un programma facciale

2. prospettiva comunicativa —> prospettiva secondo la quale le espressioni facciali

manifestano le intenzioni del soggetto. Esse sono molto più numerose infatti quando

l'individuo non è da solo. Esse hanno dunque un valore sociale perché servono a

comunicare agli altri le proprie intenzioni in base al contesto sociale. Questa

prospettiva presuppone un certo grado di dissociazione fra espressioni facciali e stati

psicologici interni: non tutto ciò che l'individuo prova è esprimibile all'esterno e non

tutto ciò che viene espresso corrisponde a un'esperienza emotiva.

PROPENSIONE ALL’AZIONE

Le emozioni sono motivazioni per il comportamento, inducono all'azione. L'interdipendenza

tra emozione e sistema motivazionale è stata considerata dalle teorie evoluzioniste secondo

cui le emozioni svolgono una funzione centrale nell'adattamento dell'organismo —> le

emozioni, soprattutto quelle di base, svolgono una funzione centrale nell'adattamento

dell'organismo all' ambiente, essendo coinvolte nell'esecuzione di piani di azione diretti alla

salvaguardia della sopravvivenza dell'individuo.

La relazione tra emozione e tendenze all'azione è stata tuttavia sottolineata anche da autori

all'interno delle teorie dell'appraisal, secondo cui le tendenze all'azione sono concepite come

comportamenti in grado di caratterizzare ciascuna emozione —> L'autore che ha posto più

l'attenzione al ruolo dell'azione nel processo emotivo è Nico Frijda.

Secondo lui le emozioni possono essere differenziate in base a specifici cambiamenti della

prontezza dell'azione (action readiness) in risposta agli eventi rilevanti per gli interessi

(concerns) dell'individuo. Alcuni esempi di predisposizione all'azione: andare verso, andare

contro, allontanarsi, proteggersi, disinteressarsi

Questi sono stati motivazionali embodied:

● implicano l'attivazione dell'organismo 6

● implicano il coinvolgimento e interesse verso lo stimolo

● implicano cambiamenti di stato di prontezza all'azione

● differenziano e si differenziano in funzione delle emozioni

● non sempre si traducono in az

Anteprima
Vedrai una selezione di 20 pagine su 144
Psicologia generale Pag. 1 Psicologia generale Pag. 2
Anteprima di 20 pagg. su 144.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia generale Pag. 6
Anteprima di 20 pagg. su 144.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia generale Pag. 11
Anteprima di 20 pagg. su 144.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia generale Pag. 16
Anteprima di 20 pagg. su 144.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia generale Pag. 21
Anteprima di 20 pagg. su 144.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia generale Pag. 26
Anteprima di 20 pagg. su 144.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia generale Pag. 31
Anteprima di 20 pagg. su 144.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia generale Pag. 36
Anteprima di 20 pagg. su 144.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia generale Pag. 41
Anteprima di 20 pagg. su 144.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia generale Pag. 46
Anteprima di 20 pagg. su 144.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia generale Pag. 51
Anteprima di 20 pagg. su 144.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia generale Pag. 56
Anteprima di 20 pagg. su 144.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia generale Pag. 61
Anteprima di 20 pagg. su 144.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia generale Pag. 66
Anteprima di 20 pagg. su 144.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia generale Pag. 71
Anteprima di 20 pagg. su 144.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia generale Pag. 76
Anteprima di 20 pagg. su 144.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia generale Pag. 81
Anteprima di 20 pagg. su 144.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia generale Pag. 86
Anteprima di 20 pagg. su 144.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Psicologia generale Pag. 91
1 su 144
D/illustrazione/soddisfatti o rimborsati
Acquista con carta o PayPal
Scarica i documenti tutte le volte che vuoi
Dettagli
SSD
Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher giorgiafontanaaaa di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Facchin Federica.
Appunti correlati Invia appunti e guadagna

Domande e risposte

Hai bisogno di aiuto?
Chiedi alla community