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Modulo 4: le emozioni

Cosa sono le emozioni?

La domanda "What is an emotion?" è ancora oggetto di dibattito nella comunità scientifica, e non esiste una risposta definitiva condivisa da tutti.

Nel linguaggio comune, le emozioni sono spesso viste come —> eventi disfunzionali che irrompono nella vita quotidiana, perturbando l'equilibrio individuale.

Questa prospettiva è stata condivisa da pensatori come Young, che le considerava come fenomeni da gestire, curare o regolare, poiché interferivano con il normale funzionamento dell'individuo, causando "episodi di disorganizzazione nel funzionamento integrato dell'individuo."

Oggi, nella comunità scientifica, le emozioni sono considerate con un ruolo adattivo. Servono a individui per trovare, recuperare e mantenere il benessere, e persino svolgono un ruolo cruciale nella sopravvivenza, sia dal punto di vista biologico che psicologico.

Le emozioni sono processi complessi e multifattoriali.

Questi processi comportano cambiamenti temporanei che coinvolgono vari sottosistemi dell'organismo. Le emozioni vengono attivate da eventi scatenanti, noti come antecedenti emotivi. L'emozione scaturisce dall'incontro con un evento significativo per l'individuo. Senza un significato personale, l'evento può non generare una risposta emotiva.

Le emozioni sono processi complessi e multifattoriali

In risposta a stimoli che rappresentano una sfida o una situazione di crisi, l'individuo attiva un processo emotivo.

Secondo Scherer, le emozioni rappresentano una modalità particolare di relazione tra l'organismo e l'ambiente fisico e sociale, finalizzata al mantenimento del benessere.

Le emozioni agiscono come mediatori tra l'individuo e l'ambiente, con l'obiettivo di promuovere il benessere dell'organismo.

Il ruolo delle emozioni consiste nel facilitare, mantenere, guidare e rinforzare il comportamento. In altre parole, le emozioni possono fungere da motivazioni alla base del comportamento.

Le emozioni permettono:

  • La valutazione dell'ambiente: questo processo implica una costante valutazione degli stimoli, sia interni che esterni, in relazione alla loro rilevanza per l'organismo. Serve a preparare reazioni emotive che potrebbero essere richieste come risposta. Si tratta di un sistema di valutazione che funge da griglia di lettura per il soggetto, aiutandolo a interpretare ciò che gli accade.
  • L'attivazione dell'organismo: quando l'organismo deve affrontare eventi esterni improvvisi, spesso subisce modificazioni rapide nel suo stato di attivazione fisiologica, noto come arousal. Le emozioni coordinano risposte in vari sistemi biologici, tra cui il sistema nervoso autonomo, il sistema endocrino e i muscoli. Questo processo mira a generare lo stato fisiologico più adatto all'azione o al comando che deve essere attuato. In altre parole, le emozioni possono essere considerate come guide per il comportamento.
  • La preparazione all'azione: le emozioni fungono da collegamento tra gli eventi presenti nell'ambiente e le nostre risposte. Creano tendenze ad agire, avvicinarsi, ritirarsi, assalire o fuggire dallo stimolo emotivamente rilevante. Questo coinvolge sia il piano comportamentale che fisiologico, preparando l'organismo a reagire in base alla natura dello stimolo.
  • Il modellamento del comportamento futuro: conservare le emozioni nella memoria è prezioso perché possono essere richiamate per adattare il comportamento futuro. Le esperienze emotive passate influenzano il modo in cui affrontiamo situazioni simili in seguito, aiutandoci a prendere decisioni e adattare il nostro comportamento.
  • Interazione migliore con gli altri: le emozioni vengono comunicate agli altri attraverso la comunicazione verbale e il comportamento non verbale. Questa comunicazione esplicita le emozioni agli altri, fornendo loro segnali su ciò che stiamo provando. Questo permette agli altri di prevedere le nostre intenzioni e regolare l'interazione in modo appropriato ed efficace, facilitando la comprensione reciproca nelle relazioni sociali.

Le emozioni come sistema di relazione con l'ambiente

L'approccio funzionalista alle emozioni è una delle scuole di pensiero che si è dedicata allo studio delle emozioni. Il "Manifesto dell'Approccio Funzionalista alle Emozioni" è stato uno dei pilastri di questa prospettiva.

Secondo questa visione, non è possibile comprendere le emozioni se non le si considera come un fenomeno intrinsecamente legato alle relazioni. Queste relazioni non si limitano solamente agli altri individui ma coinvolgono anche l'ambiente circostante. Si tratta di un approccio intrinsecamente relazionale, che sostiene che non si possono veramente comprendere le emozioni esaminando il soggetto o gli eventi ambientali separatamente.

L'emozione viene quindi definita come il tentativo da parte dell'individuo di mantenere, cambiare o terminare una relazione con l'ambiente, in base alla rilevanza che gli eventi o gli elementi dell'ambiente assumono rispetto agli obiettivi dell'individuo.

—> le emozioni vengono considerate funzionali rispetto a un obiettivo, e gli scopi personali di un individuo sono la principale fonte di generazione delle emozioni.

Classificazione delle emozioni in funzione degli scopi

Ogni emozione può essere analizzata individuando un evento scatenante e una funzione specifica ad essa associata.

  • La paura, ad esempio, viene sperimentata di fronte a una situazione minacciosa per la nostra sopravvivenza, e la sua funzione è quella di attivare un comportamento di protezione di fronte alla minaccia.
  • La rabbia emerge in risposta a un ostacolo e ha la funzione di spingerci a trovare un modo funzionale per affrontare tale ostacolo, spesso attraverso l'aggressione o l'azione.
  • La tristezza, invece, si manifesta quando affrontiamo una perdita, una mancanza o una separazione da qualcosa di significativo. La sua funzione è quella di rallentarci, farci fermare e raccoglierci per offrire un ambiente adatto per elaborare e reintegrare la perdita.
  • La gioia, che favorisce l'avvicinamento e l'affiliazione sociale, evidenziando l'importanza delle relazioni sociali nella nostra vita.
  • Il disgusto, legato a qualcosa di tossico, come il veleno, che genera rifiuto.
  • L'ansia, infine, che si presenta di fronte ad uno stimolo nuovo, poco leggibile, di cui si ha poco controllo.

In questo modo, ogni emozione ha un ruolo specifico nel guidare i nostri comportamenti e adattarci alle diverse sfide e situazioni che incontriamo nella vita.

La famiglia delle emozioni

Ad ogni spicchio corrisponde una famiglia.

Anche le emozioni diverse possono essere legate alla stessa famiglia perché hanno in comune un comportamento.

Le componenti del processo emotivo

Le componenti del processo emotivo:

  • Cognitiva: Appraisal.
  • Fisiologica: Arousal.
  • Motivazionale: Tendenza all'azione.
  • Espressivo-motoria: Valore comunicativo.
  • Soggettiva: Feeling.

Appraisal

Appraisal = atto diretto e immediato di conoscenza che integra la percezione, senza implicare processi di riflessione e autoconsapevolezza, e del quale si può diventare consapevoli soltanto a processo concluso.

Le emozioni non scaturiscono direttamente dall'evento stesso, ma piuttosto dalla struttura di significato che l'individuo attribuisce a quell'evento. Ogni persona applica la propria griglia di lettura ai fatti che incontra, e è questa interpretazione soggettiva che dà origine alle emozioni.

Questo concetto porta con sé diverse implicazioni:

  • Le emozioni sono flessibili e variabili, poiché sono risposte soggettive a eventi che possono essere percepiti in modi diversi da individuo a individuo e anche da un momento all'altro nella stessa persona.
  • Esiste una variazione tra individui nella loro risposta emotiva a uno stesso evento, variazione interindividuale, e anche nella risposta emotiva di un individuo a eventi diversi nel tempo, variazione intraindividuale.
  • È importante distinguere tra emozioni e riflessi, poiché quest'ultimi sono processi biologicamente predeterminati e innati, mentre le emozioni sono il risultato di un processo di valutazione soggettiva.

In sintesi, le emozioni sono il prodotto di una valutazione personale e dinamica degli eventi, il che le rende soggettive, mutevoli e intrinsecamente legate all'interpretazione individuale.

Le teorie dell'appraisal

Le teorie dell'appraisal ci conducono lontano dall'idea che le emozioni siano fenomeni che accadono al di fuori del nostro controllo e della nostra consapevolezza, al di là di noi stessi. Queste teorie sostengono che le emozioni dipendano dal modo in cui gli individui valutano e interpretano gli stimoli provenienti dal loro ambiente.

In altre parole, è la valutazione cognitiva di un evento e il significato ad esso attribuito, e non l'evento in sé, che determinano la qualità e l'intensità della risposta emotiva.

Questo approccio si oppone alla concezione della psicologia ingenua, che considera le emozioni come passioni irrazionali, di breve durata e simili a reazioni istintive, scaturite in modo involontario e automatico, senza il coinvolgimento attivo dell'individuo.

Le teorie dell'appraisal mettono invece in evidenza il legame intrinseco tra gli aspetti emotivi e cognitivi, poiché sostengono che l'elaborazione cognitiva sia alla base dell'esperienza emotiva stessa.

—> non esiste emozione senza cognizione, e questo rappresenta un importante spostamento di prospettiva nella comprensione delle emozioni.

Frijda ha affermato che la costruzione di strutture di significato alla base della generazione del processo emotivo. Tra le leggi che secondo questo autore regolano il processo emotivo, ci sono:

  1. Legge del significato situazionale:

    Le emozioni non emergono improvvisamente o casualmente, ma sono il risultato di un processo di percezione e valutazione delle condizioni ambientali in relazione al benessere e agli obiettivi personali.

    Le emozioni si sviluppano in risposta alla struttura di significato di una situazione —> Lazarus, 1990.

    Il significato situazionale contribuisce a spiegare le diverse emozioni, la loro intensità e la dimensione soggettiva dell'esperienza emotiva, considerando le differenze individuali.

    Ogni emozione ha origine dall'interpretazione cognitiva di una situazione, evento o stimolo eccitante, noto come "antecedente emotivo", che può appartenere all'ambiente fisico, al comportamento proprio o altrui, o addirittura agli eventi interni, come pensieri e ricordi. Tuttavia, sia l'evento che le sue conseguenze devono essere valutati come rilevanti per l'organismo. La prima valutazione, rapida e immediata, effettuata dall'organismo riguarda la rilevanza dello stimolo per i propri interessi e il proprio benessere.

  2. Legge dell'interesse:

    Le emozioni sorgono in risposta a eventi che sono significativi per l'individuo, toccando da vicino i suoi interessi e le sue preoccupazioni personali. Scherer definisce le emozioni come indicatori di interessi ed essi fungono da mediatori cruciali tra l'ambiente e l'organismo. Secondo Lazarus, ciò che avvia l'esperienza emotiva è un processo di valutazione cognitiva in cui gli eventi esterni vengono trasformati in qualcosa di rilevante e significativo per l'individuo. Questa trasformazione di significato è ciò che dà origine alle emozioni.

Tale processo di valutazione può essere suddiviso in varie fasi:

  1. Valutazione primaria: coinvolge la valutazione iniziale della situazione o dell'evento, in termini di rilevanza e pertinenza rispetto agli interessi personali dell'individuo.
  2. Valutazione secondaria: riguarda la valutazione delle capacità dell'organismo nel gestire e affrontare la situazione o l'evento, valutando le risorse disponibili e le strategie di coping.
  3. Coping: è il processo attraverso il quale l'organismo cerca concretamente di affrontare la situazione o l'evento stressante, utilizzando le risorse e le strategie disponibili per gestire la situazione in modo efficace.

In breve, il processo di valutazione cognitiva di una situazione è influenzato da criteri o dimensioni di valutazione specifici.

La differenziazione degli stati emotivi avviene in base alla configurazione degli esiti di valutazione per ciascun criterio. Lazarus ha identificato i "temi relazionali centrali" che rappresentano profili specifici di risultati relativi ai diversi criteri di valutazione. Non solo è importante considerare le diverse dimensioni della valutazione cognitiva, ma anche come queste dimensioni sono organizzate e integrate in strutture di significato che creano diverse esperienze emotive.

Attualmente, alla luce delle scoperte nel campo neuroscientifico, il processo di valutazione cognitiva viene suddiviso in due fasi principali:

  1. Appraisal primario: questa fase è immediata e rapida, mirando a integrare le caratteristiche salienti dello stimolo in modo da consentire al soggetto di reagire immediatamente. Si verifica al di fuori della consapevolezza e coinvolge una valutazione viscerale, determinando se lo stimolo è percepito come favorevole o sfavorevole, noto o sconosciuto.
  2. Appraisal secondario: in questa fase, che è in gran parte consapevole, si svolge una valutazione specificamente cognitiva e meno automatica. Questo processo di valutazione è più dettagliato e suddiviso in passaggi, in cui lo stimolo viene categorizzato in base a una serie di dimensioni, come la natura dello stimolo, il contesto e altri fattori.

Prospettiva dimensionale delle emozioni

Le emozioni sono complesse e coinvolgono molte componenti, e variano in base a diverse dimensioni della valutazione cognitiva. Questa valutazione cognitiva è vista come un processo continuo che si sviluppa nel tempo, e le emozioni sono esperienze in costante evoluzione che riflettono profili di valutazione. Di conseguenza, le emozioni sono flessibili e cambiano in risposta alle variazioni nelle dimensioni della valutazione, si adattano e si sviluppano mentre si svolgono nel tempo.

Arousal o attivazione fisiologica

Il termine "arousal" deriva dal verbo inglese "to rise," che significa sorgere.

Rappresenta un cambiamento temporaneo nello stato biochimico dell'organismo e coinvolge una vasta gamma di segnali.

L'arousal è una forma di attivazione dell'organismo che coinvolge il sistema nervoso centrale (SNC), il sistema nervoso autonomo (SNA) e il sistema endocrino.

Questa attivazione può avvenire con dominanza del sistema:

  • Trofotropico, caratterizzato dalla prevalenza di indolamine come la serotonina, che induce uno stato di riposo e rilassamento muscolare, associato al sistema parasimpatico e a sensazioni di tristezza.
  • Ergotropico, caratterizzato dalla prevalenza di catecolamine, un forte stato di attivazione, aumento del tono muscolare e reazione di allarme, associato al sistema simpatico e a emozioni come paura, rabbia e gioia.

I biosegnali più comunemente utilizzati per misurare la risposta fisiologica in situazioni di attivazione emotiva includono la frequenza cardiaca, la pressione sanguigna, l'attività elettrodermica, o risposta psicogalvanica, la frequenza respiratoria e la temperatura della pelle.

La frequenza cardiaca (HR) è un indice classico nello studio dei correlati fisiologici delle emozioni, poiché le variazioni dell'HR sono associate ai cambiamenti emotivi, all'attenzione, ai processi cognitivi e ad altri fattori psicologici. In genere, l'HR è associata alla dimensione del piacere edonico.

L'attività elettrodermica, misurando le modificazioni delle caratteristiche elettriche della pelle, conduttanza cutanea, fornisce informazioni sull'attività del sistema simpatico ed è un altro indice comune utilizzato per valutare la risposta emotiva.

Dibattito: l'attivazione aspecifica o pattern differenziati

Negli anni '60, quando Schachter e Singer hanno condotto i loro esperimenti, gli strumenti disponibili per valutare i correlati fisiologici delle emozioni erano molto limitati. Tuttavia, progressi recenti nella misurazione del sistema nervoso (SN) e di altre parti del corpo hanno consentito una maggiore comprensione delle risposte biologiche coinvolte nelle emozioni e delle differenze specifiche tra le emozioni.

La ricerca contemporanea sulle emozioni sta cercando di rivedere la teoria precedente, che suggeriva che le risposte fisiologiche legate alle emozioni fossero indistinte, seguendo una concezione unitaria di attivazione fisiologica.

Tuttavia, oggi sembra poco sostenibile l'idea di unitarietà delle risposte fisiologiche, data l'ampia evidenza empirica a favore di modelli specifici di attivazione all'interno del sistema nervoso autonomo (SNA) e delle sue principali componenti, il sistema parasimpatico e il sistema simpatico.

Il dibattito attuale si divide tra due posizioni principali:

  1. L'ipotesi della specificità dei correlati fisiologici, come suggerito da William James, —> sostiene che le modificazioni fisiologiche si adattino all'azione specifica che una persona sta per intraprendere.
  2. L'ipotesi dell'attivazione aspecifica, come teorizzata nelle teorie dell'appraisal, —> afferma che è possibile distinguere i gradi di intensità delle risposte fisiologiche, mentre la qualità delle emozioni è determinata da processi cognitivi, che portano a modifiche dinamiche nei sistemi di risposta in base a pattern di appraisal.

Le basi neuronali delle emozioni

La teoria del Circuito di Papez, basata sui contributi di Cannon, Bard e Papez, suggeriva che alcune regioni cerebrali, tra cui l'ipotalamo, il talamo anteriore, il giro cingolato e l'ippocampo, fossero i centri di controllo dei processi emotivi.

Questa concezione venne successivamente ampliata da Maclean, che

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher alice03-- di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Balzarotti Stefania.
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