Emozioni (pag. 332-363)
L'esperienza emotiva è stata da sempre studiata dall'uomo, da filosofi e teologi, da letterati e da artisti; per esempio, nel 1884 William James, uno dei padri della psicologia sperimentale, pubblicò nella rivista scientifica Mind il suo articolo "What is an emotion?"
La psicologia ha affrontato le emozioni in termini empirici e sperimentali. Le emozioni sono eventi disfunzionali che irrompono nel flusso dell'esperienza interferendo con altre attività e rompendo gli equilibri in maniera imprevedibile.
Il ricercatore Young scrisse che le emozioni "sono episodi di disorganizzazione nel normale funzionamento integrato dell'individuo." Le emozioni sono un processo complesso e multifattoriale, che comporta cambiamenti piuttosto ampi e interrelati in vari sottosistemi dell'organismo e si verificano in risposta ad un evento scatenante, che ha un significato fondamentale per l'individuo in termini di sopravvivenza biologica o psicologica, quindi un evento rilevante.
Le emozioni hanno un ruolo adattivo, sono processi dotati di un ruolo adattivo per l'essere umano, per il benessere e per la sopravvivenza dell'individuo e della specie. Rappresentano una modalità di interazione adattiva fra l'individuo ed il suo ambiente. La funzione adattiva delle emozioni ha una serie di sfaccettature, hanno diverse funzioni: le emozioni vengono viste come una modalità di adattamento dell'ambiente perché
- Ci consentono di fare una valutazione dell'ambiente
- Le emozioni consentono l'attivazione dell'organismo: esistono modi di dire che si riferiscono a questa dimensione, per esempio si dice "mi va il sangue alla testa per la rabbia" e infatti quando si è arrabbiati l'attivazione fisiologica dell'organismo include un aumento del ritmo cardiaco della gittata.
- Le emozioni conferiscono una preparazione all'azione, diventano motore di comportamenti, predispongono l'individuo all'azione, ad agire nel suo ambiente
- Il modellamento del comportamento futuro (le esperienze emotive che viviamo diventano un bagaglio di conoscenze che possediamo nel momento in cui dobbiamo decidere come comportarci. L'uomo sarà portato a comportarsi in modo da ritrovarsi in una situazione di piacere provata precedentemente.)
- La comunicazione delle intenzioni e la regolazione dell'interazione con sé stessi e gli altri (se incontro qualcuno arrabbiato gli sto lontano)
Le emozioni come sistema di relazione con l'ambiente
Nel 1984 Campos pubblicò "A Functionalist Perspective on the Nature of Emotion" in cui è possibile leggere un "manifesto" dell'approccio funzionalista alle emozioni. Gli autori pongono in evidenza la natura funzionale delle emozioni nella regolazione dei rapporti e nell'interazione fra l'organismo e il proprio ambiente.
In esso Campos e collaboratori rimarcano che la visione funzionalista intende giungere alla comprensione della natura delle emozioni attraverso la comprensione di "ciò che gli individui sono intenzionati a fare, cioè che intendono raggiungere". Proprio gli scopi dell'individuo costituiscono la principale fonte di generazione delle emozioni; in base al rapporto che intercorre tra un evento e gli scopi dell'individuo, affermano Campos e collaboratori, è possibile definire le diverse emozioni.
Paura, rabbia, tristezza, gioia e disgusto sono le 5 emozioni fondamentali. L'evento stimolante fa scaturire l'emozione ed è anche detto antecedente. In una famiglia di emozioni queste hanno un'intensità diversa ma sono accomunate dall'antecedente e dalla funzione.
Le componenti del processo emotivo
Le componenti del processo emotivo possono essere viste come diversi sottosistemi dell'organismo che subiscono delle temporanee modificazioni all'avvenire di un processo emotivo. Queste modificazioni insorgono in seguito alla valutazione di uno stimolo interno o esterno vissuto come rilevante ai fini dell’individuo.
L'evento non è considerato una componente del processo emotivo perché è ciò da cui il processo emotivo scaturisce. L'evento o antecedente (perché viene prima delle emozioni) può essere chiamato anche evento emotigeno perché genera l'emozione, e può essere interno o esterno.
L'evento diventa un antecedente emotivo solo se viene considerato dall'organismo come rilevante, in seguito l'organismo introduce una valutazione cognitiva chiamata anche appraisal. A seguito della valutazione cognitiva scaturiscono altre modificazioni dei vari sistemi dell'organismo:
- Propensione all'azione: emozioni costituiscono delle tendenze ad agire in base alla motivazione, in risposta ad un evento rilevante: avvicinarsi o allontanarsi dallo stimolo emotigeno.
- Attivazione fisiologica (arousal): ci attiva nel corpo facendo, preparando l’organismo all'emozione generano lo stato fisiologico più adatto all’azione da attuare in quella situazione in risposta allo stimolo. Ci permette di cambiare temporaneamente le condizioni del nostro organismo.
- Esperienza soggettiva: la consapevolezza dei cambiamenti che avvengono in tutte le precedenti componenti: noi sentiamo l'emozione, per esempio: prima ero tranquillo, adesso sono agitato.
- Comportamento espressivo-motorio: può accadere che un'emozione venga espressa, valore comunicativo dell’emozione stessa
- Regolazione emotiva: è collegata a tutte le altre componenti del processo perché è un fenomeno che può entrare in diversi momenti del processo emotivo andando a interagire con le diverse componenti
Plutchick: formulò una teoria secondo cui le emozioni di base sono otto e partono da uno stesso antecedente. Sono organizzate in ordine crescente e possono combinarsi e modulare la propria intensità. Sono rappresentate in una struttura a cono, dove l’altezza rappresenta l’intensità, la circonferenza la somiglianza tra le emozioni, la profondità come la loro combinazione genera stati emotivi secondari.
Ad esempio, per quanto riguarda la paura: parte da una fase di apprensione che riguarda la parte cognitiva, è meno intensa e riguarda risposte come la procrastinazione e tende all’autoconservazione, modulando la sua intensità si arriva alla paura che è più intensa ed è scaturita da un pericolo e tende alla difesa. Il terrore riguarda l’estrema intensità e può arrivare a una risposta di paralisi.
L'appraisal (valutazione cognitiva)
La parola appraisal deriva dal verbo inglese appraise che significa valutare. Infatti, l'appraisal è un processo di valutazione cognitiva, e la prima definizione venne data da Arnold nel 1960 definendola un atto diretto e immediato di conoscenza che integra la percezione, senza implicare processi di riflessione e autoconsapevolezza, e del quale si può diventare consapevoli soltanto a processo concluso.
Con degli studi successivi, neuroscienze, dell'argomento si arrivò a distinguere due tipi di appraisal:
- Appraisal primario: primo livello di valutazione rapida ed immediata senza passare dalla consapevolezza. Si valutano le caratteristiche salienti dello stimolo, la valutazione rapida è finalizzata al processamento della rilevanza dello stimolo, riguarda stimoli semplici, come ad esempio un rumore forte che può scaturire uno spavento.
- Appraisal secondario: è una valutazione più raffinata, meno immediata e consapevole. Si valutano le caratteristiche del contesto e le risorse che ho per rispondere all'evento, si analizza ulteriormente lo stimolo. Comprende l’impiego di processi cognitivi superiori.
Esso viene studiato e analizzato da diverse teorie dell’appraisal, e oggi si conferma essere la componente che determina l’inizio del processo emotivo.
Con l'appraisal non si guarda più alle emozioni come il risultato di un evento ma come il risultato della valutazione che noi facciamo di quell'evento. Ciò comporta la flessibilità e la variabilità delle emozioni in quanto risposte soggettive a un evento (per esempio davanti all'evento montagne russe qualcuno è terrorizzato e qualcun altro è divertito). Le emozioni dipendono dal modo con cui gli individui valutano e interpretano gli stimoli del loro ambiente.
L'appraisal orienta e qualifica l'esperienza emotiva del soggetto, è quindi la valutazione cognitiva dell'evento e il significato ad esso attribuito, e non l'evento in sé, a determinare qualità e intensità della risposta emotiva. Le teorie dell'appraisal sottolineano il legame fra gli aspetti emotivi e gli aspetti cognitivi, poiché l'elaborazione cognitiva è sottesa all'esperienza emotiva.
Secondo Lazarus, ciò che determina l’esperienza emotiva è un processo di valutazione cognitiva attraverso cui gli eventi esterni vengono considerati come rilevanti per l’individuo. Il significato attribuito agli eventi forma le emozioni. Secondo lui vi sono tre stadi all’interno del processo di valutazione:
- Valutazione primaria: essa riguarda il modo in cui una situazione viene valutata in base al grado di rilevanza che esso ha secondo gli interessi dell’individuo
- Valutazione secondaria: riguarda la valutazione che l’organismo compie rispetto alle risorse, e alle capacità di fronteggiare l’evento.
- Coping: consiste nel modo in cui il soggetto riesce realmente a far fronte alla situazione che gli provoca stress.
Altri studiosi dell'appraisal sono Frida e Lazarus, quest'ultimo studiando l'appraisal parla di temi relazionali centrali. I temi relazionali centrali sono configurazioni di esiti relativi ai diversi criteri di appraisal (configurazioni di valutazione in risposta alla quale sorge una certa emozione).
Secondo Lazarus è necessario considerare le diverse dimensioni di valutazione cognitiva e anche come esse sono organizzate e integrate in strutture di significato che danno vita a processi emotivi diversi. I temi relazionali centrali riguardano il significato globale che una situazione assuma per l’individuo nel rapporto tra sé e l’ambiente, essi derivano dalle configurazioni specifiche delle diverse valutazioni di appraisal.
Secondo lui non basta definire le dimensioni di valutazione, ma come esse si organizzano per creare strutture di significato più complesse. Ogni emozione è associata a un tema relazionale centrale, ad esempio, la paura sorge quando una situazione è valutata come minacciosa per l’integrità dell’individuo, la tristezza riguarda il tema della perdita e a un basso potenziale di coping. La collera invece si associa al tema dell’ingiustizia e insorge quando un individuo ha tutte le risorse necessarie.
I temi relazionali sono strutture di significato complesse che integrano valutazioni relative a novità, piacevolezza, spiacevolezza eccetera. Scherer ampliò il pensiero già espresso da Lazarus, proponendo un sistema di valutazione costituito da cinque criteri che valutano lo stimolo, questo sistema è sequenziale e gerarchico, per cui ogni grado, criterio rappresenta una valutazione più complessa dello stimolo:
- Novità: il soggetto valuta la congruenza dello stimolo in base alla sua esperienza e a ciò a cui è abituato. Quando vi è una discrepanza tra l’esperienza e il nuovo stimolo vi è una risposta di sorpresa. Essa è una valutazione immediata e coinvolge la sopravvivenza. È una risposta immediata a uno stimolo.
- Piacevolezza o spiacevolezza: valuta la valenza edonica dello stimolo. Se esso è piacevole provocherà emozioni positive, se è spiacevole emozioni negative
- Pertinenza rispetto agli scopi: valuta se lo stimolo facilita o ostacola il raggiungimento degli scopi. Alcune volte uno stimolo piacevole può comunque ostacolare
- Coping: valutazione delle capacità dell’organismo di far fronte a quella situazione, allo stimolo. Un elemento importante è la controllabilità dello stimolo che influirà sull’emozione finale. L’incontrollabilità sarà associata a emozioni di ansia e paura mentre la controllabilità viene associata a un alto coping e quindi alla collera.
- Compatibilità con norme sociali: valuta il confronto dello stimolo con gli standard interni (immagine di sé) ed esterni come le norme sociali. Vi è un controllo dell’adeguatezza dello stimolo rispetto al contesto.
Le emozioni, quindi abbiamo capito, non insorgono in modo casuale, ma sono il risultato di una valutazione cognitiva, e conoscenza di una situazione/evento in relazione agli scopi dell’individuo. Sono l’esito di come noi valutiamo gli eventi ambientali in relazione ai nostri interessi e al nostro benessere e scopi. Esse sorgono in relazione al significato: esso contribuisce e spiega le sfumature delle diverse emozioni.
Esistono due prospettive con cui si guarda al fenomeno emotivo:
- Prospettiva dimensionale: sostiene che le emozioni sono processi multi-componenziali che variano, muovono secondo alcune dimensioni di valutazione. Le emozioni sono fenomeni dinamici che cambiano in funzione del cambiamento dei vari aspetti della valutazione.
- Prospettiva categoriale: utilizza un sistema di categorie per descrivere i fenomeni emotivi, per cui chi usa questa prospettiva etichetta le emozioni con un nome. Le emozioni sono categorie o ognuna caratterizzata da un profilo specifico, e un profilo di appraisal diverso.
L'arousal (attivazione fisiologica)
Il termine arousal o attivazione fisiologica, deriva dal verbo inglese rise che significa sorgere perché sta a indicare che c'è un cambiamento che si dispiega a livello fisiologico, nella dimensione corporea dell'individuo. Storicamente è stata la prima componente indagata dalle teorie classiche delle emozioni, proprio perché le emozioni mostrano in modo evidente gli effetti sul corpo (cuore, respiro, sudorazione ecc).
Esso non è una cosa sola ma si fonda sull’attività complessa di più sistemi: sistema nervoso centrale (SNC), sistema nervoso autonomo (SNA), sistema nervoso endocrino. Questa componente fisiologica è centrale perché prepara il corpo all’azione, rendendolo pronto a rispondere in modo funzionale e immediato all’ambiente (soprattutto in condizioni di emergenza).
Dal punto di vista psicofisiologico, l’arousal comprende una gamma ampia di segnali corporei. In particolare, nel Sistema Nervoso Autonomo (SNA) si distinguono due grandi sezioni efferenti (periferiche), che spesso esercitano un’azione in genere antagonista sugli stessi organi, per questo si sono identificate due tipologie di arousal:
- Arousal ergotropico: causato da un'attivazione del sistema simpatico: innalzamento di tutti i parametri fisiologici (aumenta salivazione, sudorazione, battito cardiaco, dilatazione pupillare...). È un'attivazione del corpo che cerca di mettere in circolo quante più risorse possibili per affrontare a livello fisico la situazione. Nella maggior parte dei casi, la stimolazione del simpatico produce risposte vegetative che preparano l’organismo all’attività o all’emergenza, per esempio: aumento frequenza cardiaca, aumento pressione arteriosa, broncodilatazione, aumento generale dell’attivazione e della disponibilità di energia. Questa configurazione viene chiamata sistema ergotropico: è la modalità di “spinta” che mobilita risorse per reagire. Questo arousal è molto utile se ci si trova davanti a una situazione di pericolo in cui bisogna scappare
- Arousal trofotropico: entra in azione il sistema parasimpatico con cui le modificazioni temporanee del corpo vanno in direzione di un rilassamento. La stimolazione del parasimpatico produce modificazioni in direzione opposta rispetto a quelle simpatiche, cioè orientate a: rilassamento, risparmio energetico / recupero. Questa configurazione è detta sistema trofotropico: è la modalità di “recupero”, utile per ristabilire equilibrio e conservare energie.
Quando si studia l’attivazione emotiva, spesso si rilevano alcuni biosegnali (indicatori fisiologici) legati soprattutto al funzionamento del SNA. Tra i più utilizzati troviamo:
- Attività cardiovascolare: frequenza cardiaca (HR) e pressione arteriosa: La frequenza cardiaca (HR, Heart Rate) può essere descritta come: la distanza temporale tra due battiti successivi oppure il numero di battiti al minuto (BPM). È importante ricordare che la frequenza cardiaca è mediata sia dal simpatico sia dal parasimpatico; quindi, non è di uno solo dei due sistemi. I cambiamenti dell’HR non dipendono solo “pura” dall’emozione, ma possono variare anche con: attenzione, processi cognitivi, altri fattori psicologici. Inoltre, negli studi psicologici sulle emozioni l’attività cardiaca è stata spesso associata (in generale) anche alla dimensione edonica dello stimolo (piacevole/spiacevole).
- Variabilità della frequenza cardiaca: HRV: Oltre alla HR si misura spesso la Heart Rate Variability (HRV), cioè la variabilità tra un battito e l’altro. In pratica non guarda solo “quanto batte” il cuore, ma quanto cambia il suo ritmo nel tempo. È utile perché dà informazioni più fini sulla regolazione autonomica (e quindi sul modo in cui l’organismo modula l’attivazione).
- Attività elettrodermica: EDA/GSR (conduttanza cutanea): L’attività elettrodermica (EDA) o risposta psicogalvanica (GSR) indica le modificazioni nelle caratteristiche elettriche della pelle, legate soprattutto all’attività delle ghiandole sudoripare (quindi alla conduttanza cutanea). Le ghiandole sudoripare non sono innervate da fibre parasimpatiche, quindi l’EDA è considerata un indice dell’attività del simpatico. Per questo è un buon indicatore del livello di arousal, spesso usato anche in contesti applicativi (“tipo lie detector”, perché un aumento dell’arousal tende ad aumentare la conduttanza cutanea).
- Respirazione e temperatura della pelle. Tra i biosegnali si considerano anche: frequenza respiratoria e temperatura cutanea. In generale, l’attivazione fisiologica comporta modifiche su p
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Psicologia delle scelte alimentari (Modulo 2)
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Modulo di citologia (1)
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Scienza dell'amministrazione, 1 modulo
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Biochimica - modulo 1