Psicologia delle relazioni familiari per l'esame di stato
Questo documento è stato creato come parte della preparazione alla Prova Pratica Valutativa per l'abilitazione alla professione di Psicologo, e si riferisce alle relazioni familiari e alle teorie più accreditate nella letteratura scientifica, quali la teoria dei sistemi, la teoria simbolico relazionale, il ciclo di vita familiare (Family Life Cycle) e la teoria dello stress and coping.
Gli argomenti sono parte del programma d'esame del corso di Psicologia delle relazioni familiari tenuto dalla Prof.ssa Migliorini dell'Università di Genova, e sono stati integrati con un altro testo (La funzione genitoriale, Simonelli A.) e con le informazioni reperite sui siti indicati in bibliografia.
In questo documento, oltre alle teorie più importanti, troverete anche la descrizione dei principali test che valutano la genitorialità. Le domande sui test potrebbero essere oggetto di Esame di Stato, quindi il consiglio è di prepararsi anche su questo argomento.
Questo documento è rivolto a coloro i quali devono sostenere la Prova e si sono dedicati, durante il tirocinio, ad attività inerenti alle famiglie e alla genitorialità.
La famiglia
La famiglia può essere considerata e definita alla luce di diversi aspetti.
- È un sistema, come evidenzia il modello sistemico;
- È costituita da legami, aspetto sottolineato dal modello relazionale-simbolico;
- È protezione, base sicura e anche storia condivisa.
Le funzioni della famiglia
"Una famiglia fornisce una rete affidabile di relazioni di attaccamento che consentono a tutti i membri della famiglia e a qualsiasi età di sentirsi abbastanza sicuri da spingersi a esplorare le relazioni che vi sono tra loro e quelle che hanno instaurato all'esterno della famiglia" (Byng-Hall, 1995).
- Favorire lo sviluppo dell'appartenenza, grazie al quale trovare protezione e cura, e nel contempo controllo, esercizio dell'autorità e potere (Byng-Hall, 1995)
- Insegnare il limite.
- Costituire il contesto per lo sviluppo dell'intersoggettività: sviluppo di relazioni attraverso uno scambio emotivo con più persone alla volta.
- Sviluppare la capacità di gestire le differenze: di genere, di età, di esperienze, di potere, di ruolo.
- Sviluppare la capacità di gestire i conflitti e negoziare soluzioni.
Modelli teorici per lo studio delle famiglie
Principali modelli teorici attuali
Struttura:
- La famiglia come piccolo gruppo
- Approccio sistemico
- Modello relazionale-simbolico
Cambiamenti:
- Ciclo di vita, routine e rituali familiari
- Dallo stress and coping alla resilienza familiare
La famiglia e il piccolo gruppo
La famiglia viene definita come un piccolo gruppo con storia, e in questo troviamo l'influenza di Lewin. L'identità della famiglia viene individuata come:
- Il gruppo naturale e primario per eccellenza, con le caratteristiche comuni agli altri gruppi (totalità dinamica, interdipendenze...);
- Avendo sue specificità per quanto riguarda la sua struttura, i suoi fini e la sua dimensione temporale.
Famiglia e piccolo gruppo hanno molti elementi comuni:
- Eccedenza rispetto alle persone che lo compongono (spazio terzo)
- Interdipendenza dei suoi membri
- Interazione frequente orientata ad uno scopo comune
- Presenza di ruoli e compiti
- Gerarchia
- Struttura normativa
- Sentimento del noi
- Sentimento di appartenenza
Il modello relazionale simbolico
(Scabini e Cigoli, 2012)
Definizione di famiglia: la famiglia è quella specifica e unica organizzazione che lega e tiene insieme le differenze originarie e fondamentali dell'umano: quella tra i generi (maschile e femminile), tra le generazioni (genitori e figli) e tra le stirpi (ovvero l'albero genealogico materno e paterno) e ha come obiettivo e progetto intrinseco la generatività.
L'aspetto importante del modello relazionale simbolico è il concetto di legame famigliare: il legame è fondamentalmente la relazione, e quindi l'aspetto più importante della famiglia in quanto essa, di fatto, mantiene e crea relazioni (e il legame è ciò che tiene insieme concretamente le famiglie).
Il campo relazionale della famiglia
Il campo relazionale della famiglia è dato da almeno tre generazioni. Nel vissuto relazionale, infatti, si inserisce un aspetto di storia familiare: esistono una prima, una seconda e una terza generazione. La prima generazione è quella in cui sono racchiuse la stirpe materna e quella paterna che si trovano alle spalle della coppia, e la terza è rappresentata invece dal figlio o dal progetto di un figlio. Pertanto, la dimensione dalla verticalità è un aspetto fondamentale della famiglia.
L'obiettivo della famiglia secondo questo modello è la generatività, che si esprime sia nel progetto di un figlio "classico", sia in forme di generatività sociale come l'affido o l'adozione.
Caratteristiche del legame:
- È la base della famiglia, perché la creazione dei legami è un bisogno fondamentale dell'individuo;
- È reciproco: si forma nelle aspettative reciproche della comunicazione, così come nelle risposte alle aspettative degli altri sottosistemi sociali (Scabini, Cigoli, 2000).
- Può essere vincolo: nel contesto familiare il legame può anche essere un vincolo potenzialmente dannoso; ad esempio il valore della lealtà può essere vissuto come un vincolo che rappresenta un elemento potenzialmente negativo;
- Attraverso il legame esprimiamo aspetti inconsci e ricerca di senso: ad esempio, una coppia e il legame con le stirpi di appartenenza: uno dei compiti di sviluppo della stessa è bilanciare proprio un rapporto con le rispettive famiglie di origine, in modo da promuovere un nuovo legame e fare spazio alla relazione di coppia;
Di particolare rilevanza per Scabini e Cigoli risulta il rapporto tra interazione e ruolo, all'interno del legame. Essi vanno considerati congiuntamente, perché i ruoli che le persone occupano sono influenzati sia dall'interazione che dal rapporto stesso tra ruolo e relazione; significa che il modo di esercitare il proprio ruolo ha un peso nel legame. La relazione senza la mediazione del ruolo, infatti, diventa solo una mera espressione di sé, mentre nella realtà il ruolo ha un peso sulla relazione, pensiamo ad esempio al ruolo genitoriale.
Le forme dell'interdipendenza relazionale
Un sistema funziona in virtù dell'interdipendenza delle sue parti: attraverso i loro comportamenti, le loro interazioni, i membri costruiscono infatti dei significati. Dobbiamo distinguere tra interazione e relazione.
L'interazione indica le azioni tra le parti, gli scambi e le comunicazioni che hanno luogo tra i membri della famiglia nella quotidianità. Dal punto di vista sistemico, il contesto dell'interazione non è mai soltanto diadico ma sempre triangolare, poiché due persone in interazione sono parti di rete relazionali più ampie e ognuna di loro è a sua volta in un rapporto significativo con altri.
La relazione è il risultato del sedimentarsi dell'interazione in termini di significato, valori, identità, definizione dei rapporti, qualità dei legami, modelli di funzionamento. Essa è ciò che lega i soggetti tra di loro; per sua natura, non è rilevabile immediatamente ma si manifesta particolarmente durante le transizioni: proprio durante i passaggi cruciali della vita familiare emerge infatti la struttura relazionale della famiglia con i suoi aspetti di forza e di debolezza.
I tre pilastri del modello relazionale-simbolico
- La relazione: i legami
- Le transizioni: i passaggi; sono naturali, e sono potenziali elementi di fragilità (ad esempio la nuova famiglia con figli piccoli, il passaggio dei figli all'adolescenza)
- La generatività: la genitorialità
Tre principi cardine per la lettura delle relazioni familiari
- Principio organizzatore: ci permette di differenziare tra generi, generazioni e stirpi; è la gerarchia, che è la struttura del gruppo a partire dalla differenza di genere, generazione e stirpe.
- Principio simbolico: dà significato al vivere familiare, ed è fondato sui principi etici della speranza, della fiducia e della giustizia.
- Principio dinamico: aspetto della processualità, che si focalizza sulla differenza tra dono e debito (dare e ricevere, ricambiare nelle relazioni); all'interno delle relazioni familiari abbiamo una processualità legata allo scambio.
Minuchin parlava di transazioni familiari: lo scambio all'interno della relazione.
Principio simbolico
La qualità simbolica è il rapporto tra:
- Polo affettivo = la famiglia degli affetti, legata alla fiducia e alla speranza
- Polo etico = giustizia e lealtà
Principio dinamico: dono e debito
La dinamica del ricambiare è data da un impegno e da uno scambio nel vivere familiare, ed è soggetta a cambiamenti continui a seconda degli stadi della vita: anziani, neonati...
Minuchin parla di transazione = cosa ci dà questa relazione, cosa diamo, cosa riceviamo; a volte diamo di più di quanto riceviamo e viceversa. Questo dà la possibilità di creare quel legame intergenerazionale che ci lega gli uni agli altri all'interno della storia familiare.
Le transizioni (secondo pilastro del modello relazionale-simbolico)
Nello studio di livello di analisi che differenzia le interazioni e le relazioni, un elemento importante sono proprio le transizioni, perché è durante i passaggi critici e le transizioni che è possibile fare emergere "l'epifania delle relazioni".
Un contributo importante agli studi sulla famiglia è quello di Carter e McGoldrick, che studiano la famiglia come sistema che si muove nel tempo (family life cycle): la famiglia comprende l'intero sistema emozionale di almeno tre generazioni; in esso i legami familiari presentano un doppio aspetto di vincolo e risorsa, intesi come segue:
- Vincolo: il ruolo assunto in relazione a uno specifico evento
- Risorsa: l'abilità organizzativa della famiglia di fronte alle richieste di cambiamento che provengono sia dal suo interno che dal suo esterno.
A partire da questi studi si sviluppano due approcci differenti, che si integrano nello studio delle transizioni e nell'analisi della famiglia:
- Approccio allo sviluppo (ciclo di vita)
- Teoria dello stress adattivo (Family stress and coping), legato alla resilienza familiare
Approccio allo sviluppo (ciclo di vita)
La famiglia è un sistema aperto, costituito da più unità legate insieme da regole di comportamento eda funzioni dinamiche, in costante interazione tra loro e in interscambio con l'esterno.
La vita di ogni famiglia è scandita da tappe cruciali (trasformazioni) e da transizioni che riguardano i singoli componenti e le diverse generazioni.
Ogni transizione è quindi un passaggio da una condizione data a una condizione nuova che ripropone ai familiari la necessità di rielaborare le relazioni che hanno instaurato e di dare loro nuovi significati alla luce delle mutate condizioni.
Il lavoro della transizione assume in sé l'aspetto della perdita: quando ci apriamo a nuove relazioni acquisiamo qualcosa di nuovo ma allo stesso tempo perdiamo quello che è stato.
Ciclo di vita familiare: processi emotivi della transizioni e cambiamenti di second'ordine
Stadi di vita
- Lasciare casa d'origine, indicato anche come "essere tra due famiglie" (single young adults; between families)
- Formazione della nuova coppia
- Le famiglie con bambini piccoli
- Le famiglie con adolescenti
- La famiglia trampolino, con i figli che si apprestano ad uscire dalla famiglia
- Le famiglie nell'ultima parte della vita
Processi emotivi legati alle transizioni e cambiamenti di second'ordine
- Diventare responsabili: lasciare la casa e vivere l'esperienza dell'essere single; Il cambiamento di second'ordine è la differenziazione del sé in relazione alla famiglia di origine (concetto di separazione e differenziazione), ed è necessario per poter sviluppare un'identità autonoma; successivamente vi è lo sviluppo di relazioni intime e l'acquisizione di un'indipendenza finanziaria.
- Impegno nel nuovo sistema: la formazione del sistema coniugale...
- Fare spazio ai figli nella nuova famiglia, rinegoziazione del sistema di coppia, condivisione di responsabilità nella crescita dei figli, riaggiustamento della relazione con la famiglia allargata al fine di includere il ruolo dei nonni.
- Fase dei figli adolescenti: riaggiustare il ruolo genitoriale per permettere ai figli di poter stare dentro e fuori dal sistema; rinegoziare obiettivi di carriera e di coppia; pensare alla cura dei genitori anziani.
- Famiglie trampolino: rinegoziazione della coppia; sviluppare relazioni con altri genitori; riaggiustamento del sistema al fine di accogliere mariti/mogli dei figli e nipoti; essere pronti ad affrontare eventuali malattie e la morte dei genitori (i nonni).
- La famiglia nella vita avanzata: mantenere il funzionamento e gli interessi di coppia di fronte al declino fisico; esplorazione di nuovi ruoli sociali e familiari; supportare le generazioni di mezzo nel loro nuovo ruolo centrale; fare spazio alla saggezza delle generazioni anziane, supportarle ma senza essere intrusivi e svilirne il ruolo; affrontare la perdita del compagno o compagna, dei fratelli e dei coetanei e prepararsi alla propria. Riflessioni sulla propria vita.
Eventi critici normativi
Sono riferiti ai cambiamenti previsti nel ciclo di vita di ogni organizzazione familiare (la nascita di un figlio, l'ingresso a scuola, l'adolescenza).
Eventi critici non normativi
Sono riferiti a cambiamenti repentini e inattesi dell'assetto familiare, possono essere interni alla famiglia (separazione, lutto, ricostruzione familiare) o esterni (perdita del lavoro).
Approccio allo stress and coping familiare
Il focus è riconoscere che le famiglie possono attraversare momenti problematici nelle transizioni da uno stadio all'altro. I problemi di sviluppo si presentano quando una famiglia affronta una sfida e non riesce ad adattarsi al cambiamento.
Stressor orizzontali: di sviluppo (cambiamenti, crescita) imprevedibili (incidenti, malattie croniche, malattie terminali, morte anticipata, traumi).
Stressor verticali: pattern familiari, valori di riferimento (esempio: una coppia che rompe le tradizioni familiari cattoliche non battezzando il figlio).
Sfide emotive: cambiamenti, adattamento, negoziazione di pattern di interazione (creazione delle routine familiari), flessibilità dei confini, sviluppo di nuove abilità.
Nel modello, A rappresenta l'evento stressante, B le risorse che di fronte allo stress si mobilitano, C la percezione dell'evento da parte delle famiglia, X la crisi. Quest'ultima comporta un periodo di disorganizzazione cui fa seguito una fase di riaggiustamento ed, infine, una nuova riorganizzazione.
Modello di Patterson. Si riferisce alle transizioni familiari: prevede un periodo di disorganizzazione, dovuta all'impatto di una nuova situazione sulla famiglia; segue un bilanciamento, che dipende dai significati dati dalla famiglia alla situazione. A questo squilibrio segue l'adattamento familiare: permangono gli stressor e gli strain, ma la ricerca di soluzioni ha messo in campo una riorganizzazione, una rigenerazione delle relazioni familiari, che porta a una fase di adattamento che ricrea la capacità di stare in equilibrio.
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Appunti di Legislazione e deontologia per la prova pratica valutativa di abilitazione alla professione di psicologo…
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