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Psicologia delle attività sportive - primo semestre

02/10/2024

Psicologia delle attività sportive - primo semestre - ambito pluridisciplinare → leggere il comportamento motorio e affettivo.

Il corso è diviso in due parti:

  • 1) Educazione motoria e comportamenti fondamentali psicofisici.
  • Circuito freddo.
  • Circuito caldo.
  • 2) Psicologica.
  • Legami di attaccamento.
  • Teoria della mente: → processo di mentalizzazione.

In realtà, c'è anche un terzo aspetto:

  • 3) Aspetto valoriale.
  • Sviluppo morale e sociale.
  • Ruolo dell’allenatore.

Valutazione

Valutazione: modulo uno → fino a Natale.

Ci saranno due parti scritte:

  • A) Professoressa Cinzia Di Dio → 16 domande a crocette, risposta multipla.
  • B) Professore Flavio Nascimbene → 3 domande aperte.
  • I) Ognuna vale 30 punti.
  • II) Bisogna fare almeno 18/30 in entrambe le prove.
  • III) Media tra le due prove.

Quale requisito bisogna avere per essere un buon allenatore?

Educatore.

  • Deve essere un educatore ogni volta che si interfaccia con un’altra persona.

Il sistema motorio e il meccanismo specchio

Il cosa del comportamento → = che cosa sto facendo?

Il perché del comportamento → = perché lo sto facendo?

ES: un uomo entra in un bar e prende un calice di birra.

  • Perché va lì? Per bere.

Cervello

Il cervello è diviso in lobi:

  • 1) Lobo occipitale → informazioni visive.
  • 2) Lobo frontale → programmazioni e decisioni. Altro ordine.
  • 3) Lobo parietale → le cellule integrano le informazioni che arrivano dandoci una percezione più complessa.
  • 4) Lobo temporale → campo semantico.

Solco centrale → divide la parte anteriore dalla parte posteriore 1.

Corteccia motoria

Corteccia motoria:

  • 1) Ci consente di muoverci.
  • 2) Contiene i neuroni → cellule.
  • A) “Parlano” tra loro grazie agli impulsi elettrici.
  • B) Svolgono una funzione motoria → mi consentono di muovermi.

Corteccia premotoria: è davanti alla corteccia primaria.

  • A) Ci sono i neuroni che mi permettono di coordinare la mia attività motoria.

ES: tennis → grazie ai processi di plasticità cerebrale.

Cosa controllano gli emisferi?

  • Emisfero sinistro → controllo della parte destra del corpo.
  • Emisfero destro → controllo della parte sinistra del corpo.

Il pianista ha uno sviluppo bilaterale.

Specializzazione plastica → comprendere meglio ciò che fanno gli altri in quello sport.

Neurone

  • Unità fondamentale del cervello.
  • Unità anatomica → vi è una discontinuità citoplasmatica tra cellula e cellula e una completa separazione tra neuroni dovuta alla presenza delle membrane cellulari e di una fessura posta fra di esse.
  • Unità trofica → è soggetta a degenerazione.

Neuroni:

  • A) Sensitivi → partecipano all'acquisizione di stimoli, trasportando le informazioni dagli organi sensoriali al sistema nervoso centrale; trasduzione del segnale esterno, stimoli meccanici, termici, elettromagnetici, chimici o nocicettivi.
  • B) Motori → emanano impulsi di tipo motorio agli organi della periferia corporea.
  • C) Intersensitivi.
  • Interneuroni → all'interno del sistema centrale, integrano i dati forniti dai neuroni sensitivi e li trasmettono ai neuroni motori.

Neuroni sensitivi.

Neuroni motori.

Interneuroni/neuroni intersensitivi 2.

Sistema nervoso centrale: cervello, encefalo e midollo.

Struttura dei neuroni

Struttura dei neuroni:

  • 1) Corpo cellulare + nucleo.
  • 2) Dendriti → ricevono le informazioni dagli altri neuroni.
  • 3) Assone → terminali assonali.
  • 4) Cono d’emergenza → collo dell’assone.

P. A. = potenziale d’azione o impulso elettrico.

Il neurotrasmettitore viene liberato e va ad inibire un’altra cellula.

La mielina è una sostanza lipidica che circonda l’assone ed evita la dispersione dell’informazione durante tutto l’assone.

Parte refrattaria → le cellule/il segnale va solo in una direzione e non torna mai indietro.

Organizzazione funzionale del sistema motorio

Area motoria → numero 4.

Area pre - motoria → numero 6.

I numeri sono stati dati da Bauman.

Wilder Penfield:

  • Ha studiato le proprietà funzionali → corteccia di scimmia.
  • Quando i neuroni vengono attivati mandano degli impulsi agli altri neuroni.

Parcellizzazione anatomo-funzionale della corteccia motoria di scimmia.

Connessioni estrinseche → comunicazione tra aree.

Corteccia anti - primaria.

Calcio:

  • Che cosa?
  • Il mio sistema nervoso sta pensando per me 3.

Il circuito freddo

09/10/2024

Ci sono anche dei neuroni che hanno delle proprietà visuo motorie.

Atti motori = vocabolario motorio.

  • Qui ce ne sono tantissimi.

Ci sono dei neuroni visuo motori che si attivano.

Il circuito freddo.

Area F5 - parte dietro - motoria primaria; parte davanti - pre motoria.

  • Ci sono una serie di neuroni che controllano il movimento di braccia e mano.

‘80 - nei laboratori di Parma si sta studiando la corteccia umana.

Scimmia seduta – degli elettrodi leggono i movimenti della scimmia e si cercano di capire com’è organizzata una determinata area.

Amplificatore – il segnale elettrico emesso dal neurone viene amplificato eletto.

Si capisce che i neuroni della scimmia rispondono anche quando è l’esaminatore che effettua gli stessi movimenti motori.

Neuroni che rispondono alla visione – nel momento in cui noi osserviamo l'azione fatta da qualcun altro, noi riusciamo a decodificare quell’azione con il nostro stesso repertorio. I nostri neuroni visuo motori stanno rispondendo e scaricando anche quando io guardo qualcuno fare qualcosa. Se ciò accade, perché non lo faccio anch’io?

  • A) Perché abbiamo dei neuroni che ci permettono di non replicare l’azione che stiamo guardando come fossimo dei pappagalli.
  • A) I bambini piccoli prendono per imitazione – il loro “sistema di controllo” che non è ancora sviluppato, permette loro di replicare esplicitamente le azioni che loro vedono.

Anche se io non esibisco il comportamento che sto osservando, il mio sistema motorio viene continuamente sollecitato da ciò che sta succedendo nell'ambiente.

È una comunità.

Non solo proprietà motorie ma anche visuo motorie.

Neuroni visuo motori

Neuroni visuo motori - due tipi:

1) Neurone canonico:

Affordances = parti dell’oggetto con le quali posso reagire. Non sono neuroni né proprietà neuronali.

ES: tazza – prenderla per bere o per spostarla. Cosa sta cambiando? L’intenzione, lo scopo motorio. Le affordances che vado a selezionare sono quelle più utili e funzionali.

  • Questi neuroni che scaricano il movimento quando sto osservando il mondo, cosa stanno codificando? L’oggetto. Scaricano ogni volta che io trovo un oggetto.

2) Neurone specchio – mirror.

Sono attivi durante l’esecuzione e l'osservazione di specifici atti motori - mi aiutano a capire cosa sta facendo quella persona.

Codificano anche azioni intransitive 4.

Risonanza magnetica.

Sbadiglio:

  • Stanchezza, noia.
  • Contagioso.

Meccanismo specchio

Meccanismo specchio.

  • Con i bambini avviene l’apprendimento fin dalla prima infanzia imitando ciò che fanno gli altri.
  • A) I bambini molto piccoli tendono a replicare/imitare.
  • I) Hanno deciso di replicare questo studio con le scimmie per capire se il meccanismo è meccanismo che parte in automatico o no – la scimmia, automaticamente, inizia a fare dei movimenti; la scimmia replica quello che fa l’altro.
  • 1) Noi siamo dotati fin dalla nascita di questo meccanismo specchio.

Il sistema motorio, in chiave specchio, non è stato trovato solo in area motoria e premotoria ma anche in area parietale.

La decisione di agire attiva un sistema posteriore parietale che è come se tutte le azioni??

Il fatto che io abbia una catena motoria è perché c’è una decisione con uno scopo/intenzione.

  • 1) Azioni insieme finalizzate ad un unico scopo.

Popolazione A – i neuroni si attivano quando la scimmia va a prendere il pezzo di mela per mangiare.

Popolazione B – si attiva quando la scimmia prende qualcosa per piazzare. Cambia l’intenzione.

Le interconnessioni tra frontale parietale ci consentono di vivere un mondo fisico e sociale che è molto dinamico.

Se io devo mangiare, mi si attiva anche l’apparato che mi serve per mangiare - oltre al movimento del braccio, mi si attiva anche quello della bocca.

Esperimento fatto anche su bambini dello spettro autistico perché il loro sistema visuo-motorio non si coordina? con il resto.

  • Il loro muscolo miloioideo inizia ad attivarsi solamente nelle fasi finali, ES: quando il pezzo di pane è già vicino alla bocca [esecuzione].
  • Catena non fluida ma piuttosto segmentata.

Neuroni visuo motori - si attivano sia quando faccio che quando vedo fare.

Appena vedo quello che si sta mangiando un pezzo di pane, il mio muscolo comincia ad attivarsi.

  • Il mio corpo si attiva dal pov motorio in coordinamento motorio ad un altro.

Spettro autistico

Spettro autistico.

  • Il loro sistema a catena non funziona - deficit nella comprensione del perché, dell’intenzione dell’altro 5.

Video e grafici vari

Video e grafici vari.

In osservazione.

A tre anni, il sistema è ancora in fase di sviluppo.

  • Chiave psicologica – un bambino di 3 o 4 anni vede l’azione ma non capisce l’intenzione dell’azione stessa?

Plastico = più io uso il mio corpo per fare determinate cose e più le aree del mio cervello si specializzano in quella specifica attività.

I diversi comportamenti individuali sono spiegabili sulla base di differenti connessioni neurali.

In risonanza magnetica.

  • Analisi cervello ballerino di danza classica – faccio vedere ballerini di Capoeira. Attivazione della corteccia motoria, vedo qualcosa, mi si attiva il sistema motorio, il loro si è attivato meno, si attiva di più se vedono i ballerini di danza classica.
  • Analisi cervello dei capoeira – faccio vedere ballerini di ballet. Attivazione della corteccia motoria ma meno attivata, si attiva di più se vedono i ballerini di capoeira.

Cervello plastico – si adatta all’esperienza; saremo tutti uguali e non diversi.

Se non si attiva il visivo non vedo niente, poi si attiva il motorino che riceve informazioni visive.

TMS → stimolazione magnetica transcranica.

  • Interferiscono con attività elettrica o facilitano o inibiscono l'attività neurone.

Proprietà dei neuroni specchio del circuito freddo

16/10/2024

Quali sono le proprietà dei neuroni specchio del circuito freddo?

  • Cosa sta facendo?
  • Perché lo sto facendo?

Quando io decido di fare qualsiasi cosa: → ES: prendo un bicchiere per bere.

  • 1) Il mio sistema visivo va ad individuare le affordances (= parti dell’oggetto).
  • A) Scelgo l’affordance più congeniale per raggiungere lo scopo motorio, ES: per bere.
  • 2) Parte la catena → cose in successione.

(Video riassunto).

Lo spazio peripersonale → = raggio di controllo.

  • La zona che il mio sistema segnala fisicamente.

ES: due persone vicine.

→ Il mio sistema motorio mi invia degli impulsi per farmi capire, ad esempio, che qualcuno si sta avvicinando.

Il circuito caldo

Il circuito caldo.

Cosa vedo quando uno ride?

  • Il suo viso.
  • Il sorriso.
  • I muscoli.

→ Tutto ciò contribuisce ad attivare il mio sistema motorio.

Io mi attivo perché mi si attivano gli stessi neuroni che si stanno attivando in quella persona.

Neuroni visuo - motori 6.

Empatia

Empatia.

Il processo empatico è molto complesso → non è un unico processo a un insieme di processi.

Perché è importante capire il livello? Perché noi, in questo modo, riusciamo a mettere in atto tutta una serie di eventi o comportamenti che sono specifici e che ci indirizzano verso una certa empatia.

  • C’è una qualità della nostra vita interiore che si manifesta esteriormente e che l’occhio dell'osservatore può leggere in maniera più o meno implicita → Nietzsche.

Io imito e internamente simulo facendo sorgere in me dei sentimenti analoghi in virtù di un'antica associazione tra antico e filosofico.

→ Mi metto in una sorta di simulazione interna che fa rivivere in me quell’espressione/sensazione emotiva - io la vedo attraverso il movimento dell’altro, che io vedo, e il mio sistema simula immediatamente.

→ C’è una via che conduce all’empatia grazie alla quale siamo in grado di ??

Attraverso questa finestra visuo - motoria (insula), ho la possibilità di collegare tutti i segnali della motoria che sta sparando in corrispondenza a quella facciale lì ed ho un’integrazione tra movimento e sensazione.

→ Quando io sono triste, registro questa tristezza in prima persona - questa tristezza viene configurata all’esterno da una configurazione facciale. Se vedo un’altra persona, c’è il percorso inverso.

Il riconoscimento empatico è il riconoscimento di un’altra persona ??

Attaccamento

23/10/2024

L’attaccamento è un costrutto psicologico che descrive la qualità delle relazioni.

L’attaccamento → necessario perché le relazioni che stabiliamo sono tracce che mi porto dietro per il resto della vita.

L’importanza dell’attaccamento nasce dal fatto che, i modi in cui noi ci formiamo da un punto di vista relazionale, si basano sulla qualità delle prime relazioni che noi instauriamo con la mamma o un’altra figura. Inoltre, perché eventuali scostamenti dalla tipicità di un rapporto relazionale portano poi a psicopatologie importanti nel corso della vita.

Nel bambino, c’è una sorta di assorbimento di tutto quello che succede.

Origine: prima evoluzione deriva da John Bowlby e Mary Ainsworth → il bambino è dotato di una predisposizione biologica innata a costruire legami di attaccamento ricercando prossimità e contatto fisico con i suoi caregivers con la finalità di ottenere conforto e protezione sia a livello fisico che emotivo.

Predisposizione a cercare qualcosa che riesca ad aiutarci nella sopravvivenza. Questa ricerca di protezione non avviene soltanto a livello fisico, ma anche emotivo, abbassare livelli di stress o ansia quando sono in una situazione di difficoltà emotiva.

Figura di attaccamento come fonte di conforto e come base sicura per l’esplorazione, che costituirà il fondamento delle competenze relazionali ed emotive che il bambino svilupperà nel corso della vita.

Il fatto di avere una figura di protezione della quale il bambino si sente sicuro, permette al bambino di esplorare l’ambiente che è fondamentale per l’apprendimento del mondo che il bambino inizierà a conoscere attraverso i sensi. 7

Sviluppo e tipologie di attaccamento

Sviluppo e tipologie di attaccamento.

Il bambino è spinto a formare legami di attaccamento con figure capaci di proteggerlo, essendo dotato fin dai primi mesi di vita di modalità comunicative come il pianto, il sorriso, le vocalizzazioni, in grado di attivare l’intervento dei caregivers.

  • Conquista delle prossimità con i propri caregivers → andare incontro, aggrapparsi, seguire, per ottenere protezione dai caregivers in condizioni di stress.
  • Approccio esplorativo → verso l’ambiente che lo circonda, reso possibile dal poter disporre di una figura da utilizzare come base sicura per l’esplorazione in situazioni di tranquillità.

La struttura di attaccamento ha lo scopo di mantenere un equilibrio omeopatico tra:

  • Prossimità del caregiver in condizioni di pericolo e stress.
  • Esplorazione: distanziamento da caregiver e dall’ambiente in condizioni di assenza di stress.

Fasi dello sviluppo

Fasi dello sviluppo: 4 fasi.

  • 1) (0-3 mesi): repertorio comunicativo che ha disposizione, pianto, sorriso, vocalizzazioni, rivolgendo tali comunicazioni ai caregivers che si occupano di lui con solo un embrionale discriminazione di tali figure.
  • 2) (3-6 mesi): discriminazione delle figure di attaccamento quali le figure familiari, madre.
  • 3) (6-12 mesi): le figure di attaccamento prescelte diventano le figure privilegiate per ottenere protezione e consolazione, mentre il bambino sviluppa ansie da separazione quando tali figure si allontanano.
  • 4) Il rapporto tra il bambino e le sue figure di attaccamento si delinea maggiormente mentre la comunicazione da parte del bambino è sempre più intenzionale e orientata al raggiungimento di scopi condivisi con il caregiver.

Ruolo del caregiver

Ruolo del caregiver:

Esso dipende molto dall’atteggiamento del bambino ma è il caregiver la persona adulta e colui che ha una cognizione in grado di gestire e controllare la situazione, la relazione di attaccamento tra il bambino e il genitore dipende fortemente da esso. Quindi deve essere pronto a soddisfare i fabbisogni del bambino, fisiologico e emotivo, ma anche deve essere in grado di lasciarlo esplorare, senza ostacolarlo con preoccupazioni o ansie che creerebbe una serie di limitazioni e confusione al suo processo di evoluzione.

È importante che ci sia una risposta da parte del genitore ai fabbisogni del bambino.

Il caregiver, es. la madre, deve essere in grado di rispondere alle richieste di vicinanza e protezione del bambino in modo sensibile, aiutandolo nella regolazione delle emozioni di paura e di stress, assecondando sia il distacco da lui che la conseguente esplorazione dell’ambiente in condizioni di tranquillità → esempio di mamma: molto premurosa, molto attenta, che assiste il bambino in caso di pericolo, mamma chioccia. Una volta che si è assicurata dell’ambiente sicuro, lo lascia esplorare. Dà sostegno emotivo, supporta.

Il bambino

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/01 Psicologia generale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher chiarabertoni8 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Psicologia delle attività sportive e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università Cattolica del "Sacro Cuore" o del prof Di Dio Cinzia.

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