Psicologia della personalità e delle differenze individuali
Introduzione
Personalità è un argomento che affascina molto e i media/fonti divulgative ci forniscono molti modi per scoprirlo.
La personalità è un'organizzazione complessa di modi di essere, di conoscere e di agire che assicura unità, coerenza e continuità, stabilità e progettualità alle relazioni dell’individuo con il mondo. Le differenze individuali sono invece differenze tra individui sulla base di una caratteristica comune.
1. Definizioni di personalità e principali prospettive di studio
Le teorie ingenue sulla personalità sono rappresentazioni e credenze che ciascun individuo ha sviluppato in relazione alla personalità.
Mentre le teorie scientifiche cercano risposte simili ma usando altri criteri tra cui:
- Osservazione obiettiva e sistematica
- Verifica sperimentale delle ipotesi
- Creare una teoria comprensiva
- Traduzione in applicazioni pratiche
→ Che cosa studia la psicologia della personalità?
PDP ha tre livelli di indagine:
- Simile a tutti gli esseri umani: livello di indagine degli universali umani, ciò per cui ognuno è uguale a tutti gli altri → es: tutte le persone desiderano sentirsi accettate e amate
- Simile a qualche altro individuo e differente dagli altri: livello d’indagine delle differenze individuali e tra gruppi, ciò per cui ognuno è uguale solo ad alcuni altri individui e differente dagli altri → gli uomini mostrano un livello di aggressività fisica superiore alle donne (a prescindere dalla cultura di appartenenza)
- Differente da tutti gli altri individui: livello d’indagine dell’unicità di ciascun individuo, ciò per cui ogni persona è differente da tutte le altre → esempio: ciascuno di noi prova amore per i genitori tuttavia ognuno lo esprime in modo personale
Ovviamente oggetto di studio è → individuo nella sua interezza.
→ Quando si utilizza il termine personalità, si può assegnare ad esso una varietà di definizioni, queste hanno in comune alcuni criteri:
- Coerenza e continuità: ciò che caratterizza la persona nel tempo e nelle diverse situazioni
- Forza causale interna: determina il comp di una persona
- Distintivo: insieme delle caratteristiche che colgono ciò che è rappresentativo e distintivo di un certo individuo
Definizioni scientifiche di personalità
Gordon Allport definisce il termine personalità (1937) come: “l’organizzazione dinamica, interna alla persona di sistemi psicofisiologici che determinano il suo adattamento all’ambiente” ma nel 1961 cambia l’ultima frase con: “che determinano (che cosa?) i modi caratteristici di comportarsi e di pensare”.
- Organizzazione dinamica: personalità è frutto di interazioni sinergiche costantemente in crescita e in cambiamento
- Psicofisiologico: importanza del contributo sia del sistema psicologico che fisiologico
- Caratteristici: marchio individuale che non può essere duplicato
- Comportamenti e pensieri: si riferiscono all’agire e al pensare
Carver e Scheier (2012): “La personalità è un’organizzazione dinamica, entro l’individuo, di sistemi psicofisici che determinano i pattern di comportamento, di pensiero e di emozioni tipici di ciascun individuo.”
- La personalità, questa organizzazione dinamica, determina in modo causale la modalità tipica (pattern) di ogni individuo di reagire e adattarsi all’ambiente
- Pattern di comportamento: i pattern sono tipici di ciascuna persona e mantengono il senso di coerenza, identità all’interno della persona
Caprara e Cervone (2002): “La personalità è quel complesso insieme di sistemi psicologici che contribuiscono sia all’unicità e continuità della condotta e dell’esperienza individuale sia come viene espresso sia come viene percepito dall’individuo stesso e dagli altri”.
- Sistemi psicologici
- Unicità e continuità di comportamenti e esp individuali
- Come viene percepito da se stesso e dagli altri (attore - da se stesso vs osservatore - dagli altri)
Tassonomie/modelli tassonomici
Sistemi di classificazione di cosa sia la personalità.
Le problematiche su cui si confrontano i teorici della personalità sono diverse, Dogana le sintetizza ponendo due interrogativi: il comportamento umano è sotto il controllo della biologia o della cultura? Il comportamento umano è totalmente deterministicamente controllato da tali gruppi di variabili o esistono anche forze regolatici nuove ed autonome?
Esso è un’ipotesi di posizionamento delle prospettive teoriche più importanti nello studio della personalità.
Modello dei 4 quadranti → grazie a cui è possibile individuare le posizioni delle varie teorie della personalità.
→ Asse Est-Ovest: peso attribuito alla biologia e alla cultura.
→ Asse Nord-Sud: il rilievo della soggettività, nella polarità autonomia-determinismo.
L’incrocio delle due assi definisce alcune aree concettuali.
- Quadrante I e II ci sono le teorie riduzionistiche → il quadrante I comprende posizioni che enfatizzano il ruolo dei fattori biologici mentre i quadrante II comprende quelle posizioni che si appellano al determinismo ambientale, focalizzando l'attenzione su variabili di tipo geofisico e socioculturale → fattori ambientali
- Area intermedia tra l’area del riduzionismo biologico – culturale (quadranti I e II) e l’area che valorizza la soggettività (quadranti III e IV). Qui si collocano le teorie psicoanalitiche e le teorie dei tratti. Oscillano da un'attenzione privilegiata alla dimensione biologica a una maggiore apertura agli apporti ambientali.
- Quadrante IV → si inseriscono le teorie cognitive, cognitivo-sociali e umanistiche che hanno in comune l'enfasi sul ruolo delle strutture cognitive, sulle capacità di progettualità e sulle determinanti emotivo–motivazionali, che caratterizzano la personalità. La prospettiva umanistica occupa l’area culmine dell'asse verticale per l’ampio rilievo attribuito alla soggettività, alla tendenza dell’uomo verso l’autorealizzazione e per la particolare attenzione, soprattutto nei suoi sviluppi, alla dimensione più spirituale della personalità.
→ Paradigmi di studio → Allport: ogni uomo è simile ad ogni altro uomo; simile ad alcuni altri uomini; diverso da qualunque altro uomo.
- Approccio nomotetico → personalità di un individuo è determinata da dimensioni identificabili che possono essere di tipo categoriale (e quindi tipi) o ordinale (tratti). Le differenze individuali sono descritte in termini di predefiniti criteri e dimensioni
- Approccio idiografico → ogni individuo è unico e non possono essere utilizzabili gli stessi concetti o termini per definire e descrivere due persone differenti. Si enfatizza l’unicità della persona e della sua esperienza di vita.
2. Prospettiva biologica
Le varie teorie basate sulla prospettiva biologica.
Rapporto tra mente, corpo e temperamento; i geni e la personalità.
La prospettiva biologica cerca di trovare delle relazioni, legami tra specifiche modalità di funzionamento biologico/fisiologico e determinate caratteristiche di personalità.
Excursus storico
Idea che ci sia una stretta connessione tra caratteristiche psicologiche e funzionamento biologico ha radici molto antiche:
- Nel II secolo d.C. → Galeno con le tipologie temperamentali (insieme ad Ippocrate). Queste 4 tipologie erano flemmatico, melanconico, sanguigno e collerico. Il loro lavoro ha cercato di mettere in relazione alcune caratteristiche del funzionamento biologico (la prevalenza di un certo fluido corporeo) e alcune caratteristiche di personalità.
- Flemmatico → come tratti somatici: scarso sviluppo muscolare e flaccido / tratti psichici: apatia e egoismo
- Melanconico → tratti somatici: alta statura, gracile e scarso tono muscolare / psichici: riflessivo, sospettoso e pessimista
- Sanguigno → somatici: bassa statura, forma tondeggiante e elevato tono muscolare / tratti psichici: energia, impulsivo, voluttuosità e pessimismo
- Collerico → tratti somatici: alta statura, magrezza e tono muscolare elevato / psichici: impetuosità, forte volontà (fino alla violenza)
- 1800 → Darwin con l’evoluzionismo (uomo come frutto di una continua risposta verso l’ambiente, ambiente che lo mette di fronte a problemi di tipo adattivo → cambiando così le proprie caratteristiche) + Mendel con la genetica (studia il meccanismo di trasmissione ereditaria di queste caratteristiche)
- 1921, primi del ‘900 → Teorie costituzionali: Gall - frenologia (tentato di localizzare in specifiche aree cerebrali alcune specifiche facoltà mentali) + Camper - teoria costituzionale fisiognomica
- 1935 → Pavlov con il funzionamento del sistema nervoso
Lo studio delle componenti biologiche della personalità da tre diversi filoni:
- Teorie costituzionali: fisiognomica + frenologia + tipi costituzionali
- Teorie umorali: sistema endocrino + anabolico vs catabolico
- Temperamento in base al funzionamento del sistema nervoso: funzionamento del sistema nervoso + eccitazione vs inibizione
Teorie costituzionali
Studiano la relazione tra forme del corpo e le forme dello spirito.
→ Fisiognomica - Camper
L’angolo facciale in gradi è derivato dall’intersezione di due linee: una dal foro auricolare alla radice nel naso, l’altra dalla fronte al mento → maggior grado di questo angolo corrisponde a maggiori facoltà intellettive.
→ Frenologia - Gall
Corrispondenza tra segni del cranio, protuberanze e depressioni, con le facoltà mentali.
→ Tipi costituzionali - Kretshemer
Questo autore ritiene che ci sia un rapporto tra struttura somatica e temperamento (quella componente della psiche che, attraverso la mediazione del sistema umorale, è correlata con la costituzione e l'apparenza fisica).
Individua tre tipi costituzionali:
Temperamento in base al funzionamento del sistema nervoso
1935 → Pavlov
Pavlov distingue due processi nervosi fondamentali 1) eccitazione (reattività agli stimoli) e 2) inibizione (resistenza alle interferenze) e li mette in relazione a tre principali modulatori:
- Forza dei processi
- Equilibrio (uguaglianza e non uguaglianza della forza)
- Mobilità (alternare eccitazione e inibizione)
Individua anche lui 4 tipi di personalità in base al funzionamento del sistema nervoso:
→ Biologismo 1998 - Turkheimer → rapporto tra mente e corpo e temperamento
Turkheimer distingue due tipi di biologismo:
- Forte: attività mentale e il comportamento sono del tutto equivalenti ai processi anatomo-fisiologici → …la sola dimensione biologica è ritenuta sufficiente a spiegare e rendere ragione della dimensione psicologica
- Debole: attività mentale e il comportamento sono interconnesse ma differiscono l’una dall’altra → …il legame tra la dimensione psicologica e quella biologica, a causa della complessità della prima, non può essere completamente compresa e spiegata dalla seconda.
L’apporto della dimensione biologica alla personalità è rappresentata dal temperamento: insieme di caratteristiche della qualità emotiva del comportamento che hanno base biologica.
- Natura emozionale propria di ciascun individuo che include la sua velocità di risposta e lo stato tipico dell’umore (Allport, 1937)
- Sistema di comportamento affettivo più o meno stabile e duraturo (Eysenck, 1970)
Differenza tra temperamento e personalità:
- Temperamento comprende variabili biologiche, manifestazione precoce, contiene aspetti formali e stilistici (rappresenta il “come” del comportamento - affetto, tono dell’umore, livello di energia, sensibilità a stimolazioni) + fisso e rigido
- Personalità è determinata da interazioni con diversi fattori tra cui cognitivo e sociali ecc., contiene i contenuti (rappresenta il “cosa” del comportamento - valori e motivazioni) + flessibile
I geni e la personalità
Il genoma umano è formato da una serie di geni che ciascun organismo possiede ed è composto da un elevato numero di geni, tra i 35.000 e i 40.000 → ogni gene, formato da molecole di DNA, custodisce al suo interno una grandissima quantità di info necessarie a guidare l’intero sviluppo biologico dell’individuo (all’interno del DNA c’è un gene).
→ La maggior parte dei geni sono identici per tutti gli individui (tutti gli individui hanno occhi e ciglia), mentre una parte limitata varia da persona a persona (il colore o la forma degli occhi).
Genetica comportamentale
È il settore d’indagine che si occupa di verificare in che misura il corredo genetico contribuisca a determinare specifiche caratteristiche comportamentali, includendo la personalità (definito da alcuni come un mix tra psicologia e genetica) → Plomin 1990.
Per esaminare il contributo ambientale e genetico vengono usati 2 metodi di studio:
- Studi sui gemelli → contributo degli aspetti genetici.
- Viene compiuto sia su gemelli monozigoti (100% del codice genetico) e dizigoti (50% del codice genetico) → gemelli omozigoti separati alla nascita aiuta a definire il peso della genetica e dell’ambiente.
- Metodo di ricerca utilizzato è quello di confrontare il grado di somiglianza tra gemelli monozigoti e dizigoti, l’obiettivo è quello di determinare il peso relativo dei geni e dell’ambiente nello sviluppo di caratteristiche comportamentali.
- Se si ritiene che un aspetto sia ereditato viene rilevato quanto questo aspetto è presente in gemelli monozigoti.
- Studio sulle adozioni → contributo degli aspetti ambientali.
- Il metodo di ricerca utilizzato è quello del confronto del grado di somiglianza tra figli adottivi e genitori/fratelli biologici/adottivi per stabilire il peso relativo dei geni e dell’ambiente nello sviluppo di caratteristiche comportamentali.
Il grado di somiglianza con i propri genitori adottivi evidenzia il ruolo dei fattori ambientali.
Ereditabilità
La personalità è una intricabile combinazione di influenze genetiche e ambientali.
- A livello individuale non è possibile separare l’influenza dei geni e dell’ambiente; «all’interno della singola persona non esiste la diatriba natura e cultura» (Lasere e Buss, 2008)
- A livello di popolazione è possibile distinguere il contributo dei geni e dell’ambiente (differenze individuali tra gruppi)
→ Esempio dell’ereditabilità dell’altezza: per il 90% l’altezza è ereditaria mentre il 10% riguarda fattori ambientali. Il 90% non è applicabile a livello individuale: non significa che ciascun individuo cresce fino al 90% della propria statura e il 10% per effetto dell’ambiente.
Come si stabilisce in che misura le differenze tra gli individui rispetto ad una caratteristica sono influenzate dai geni?
Attraverso il coefficiente di ereditabilità: la proporzione di varianza fenotipica osservata in un gruppo di individui che può essere spiegata dalle differenze genetiche tra gli individui (Plomin et al., 2001).
- Ereditabilità (H): varianza Fenotipica (Vp) dovuta alla varianza Genetica (Vg): H = Vg/Vp → la varianza fenotipica può variare tra 0 (bassa ereditabilità) e 1 (alta ereditabilità)
- La varianza fenotipica e genetica è calcolata dall’insieme delle osservazioni su gemelli omozigoti, dizigoti e bambini adottati
- Pertanto si può affermare che l’ereditabilità consiste in una stima di quanto i geni contribuiscono a spiegare le differenze che si possono osservare tra gruppi di individui rispetto a determinate caratteristiche. → l’ereditabilità è una stima che si esprime numericamente attraverso questo coefficiente.
In che aspetti è stata studiata l’ereditabilità della personalità?
Altri aspetti che si sono mostrati con moderati-alti livelli di ereditabilità: il conservatorismo (circa 63%), il radicalismo, la soddisfazione coniugale, il rischio di divorzio, la quantità di supporto sociale che un individuo riceve, la religiosità, le preferenze in ambito lavorativo e professionale.
Vari studi:
→ Studio 1: 742 coppie di gemelli (23-24 anni).
Contributo genetico alle dimensioni del benessere (questionario che misura: autonomia, relazioni con gli altri, accettazione di sé, scopo nella vita, padronanza ambientale).
Contributo genetico tra il 33 e il 65%.
→ Ci sono poi delle caratteristiche temperamentali che hanno un’ereditabilità che va dal 50 al 70% come, ad esempio, il livello di attività, la regolazione delle emozioni, la socievolezza e la distraibilità e la tendenza all’aggressione.
I tratti invece hanno un’ereditabilità del 40% - 50%:
- Estroversione e nevroticismo → coeff di er: 50
- Amicalità, apertura all’esp e coscienziosità → coeff di er: 40 - 50
→ Teoria emozionalità, attività e socievolezza di (E.A.S.; Buss & Plomin, 1984): influenza genetica sulle caratteristiche del temperamento.
Sono state individuate 3 dimensioni temperamentali influenzate dai fattori genetici: 50 al 70%.
→ Studio longitudinale (New York Longitudinal Study; Thomas e Chess, 1986).
Osservazione degli aspetti temperamentali dei bambini dalla nascita all’adolescenza su dimensioni temperamentali (umore, attività, adattabilità, avvicinamento e allontanam
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