Psicologia della personalità e delle differenze individuali
Informazioni sul corso
- Psicologia della personalità
- Introduzione storica
- Metodi di indagine
- Principali prospettive teoriche
- Differenze individuali in ambito cognitivo
- Stili cognitivi centrati sull’attività cognitiva
- Stili cognitivi centrati sulla personalità
- Stili cognitivi centrati sull’attività
- Differenze individuali nei ritmi circadiani
- Ritmi biologici
- Regolazione del ritmo sonno-veglia
- Tipologia circadiana: differenze individuali e di personalità
Una domanda per ciascuno dei tre ambiti
Attigrafia: un metodo per la valutazione del sonno
Sonno: che cos’è?
- “Il sonno è un processo fisiologico comune alla maggior parte delle specie animali, caratterizzato da un’attività motoria ridotta o assente e da uno stato di marcata dissociazione rispetto agli stimoli sensoriali provenienti dall’ambiente”
- La mitologia considerava il sonno come un Dio e per secoli il fenomeno sonno ha mantenuto qualcosa di misterioso. Per molto tempo, il pensiero scientifico ha considerato il sonno come un fenomeno passivo, un’assenza di veglia, lo stato comportamentale di un cervello ozioso
Ricerca scientifica sul sonno
- L’origine della ricerca psicofisiologica sul sonno viene fatta risalire alle scoperte di Aserinsky e Kleitman (1953) relative ad una paradossale attivazione corticale durante il sonno, accompagnata da un’intensa attività oculomotoria. Si tratta della scoperta della fase Rapid Eye Movement (REM) del sonno
- Aserinsky e Kleitman pubblicarono i risultati del loro studio nella prestigiosa rivista Science. Gli autori giunsero a tale scoperta registrando l’attività elettrica cerebrale, tramite l’elettroencefalogramma (EEG), l’attività elettrica oculare tramite l’elettro-oculogramma (EOG) e l’attività elettrica motoria tramite l’elettromiogramma (EMG)
- La polisonnografia permette la registrazione simultanea dei precedenti indici fisiologici ed è considerata il gold standard per la misurazione del sonno
- Le onde cerebrali registrate tramite EEG sono caratterizzate da due parametri: ampiezza (che aumenta al diminuire della coscienza e dalla veglia attiva fino al sonno profondo) e frequenza (numero di onde che si verificano all’interno di un secondo, espresso in hertz)
- Il pregio principale è rappresentato dal fatto che questa misura è il gold standard per la valutazione del sonno: posso controllare la temperatura, l’illuminazione. Tra i limiti è possibile citare la ridotta validità ecologica e gli alti costi. Avviene in un laboratorio del sonno
Bande di frequenza
- La banda beta: generalmente sopra i 15 Hz, presenti in condizioni di vigilanza
- La banda alfa: compresa tra 8 e 11 Hz, tipica della veglia rilassata
- La banda theta: riflette uno stato di sonnolenza o sonno leggero, ed è compresa tra 3.5 e 7.5 Hz
- La banda delta: caratterizza il sonno ad onde lente e ha frequenze sotto i 3.5 Hz. Hanno un’ampiezza elevata (sopra i 100 microVolt) e aumentano notevolmente, quando il sonno diviene profondo
Stadiazione del sonno
- Gli stadi del sonno 1, 2, 3 e 4 rientrano nel cosiddetto sonno NON REM (NREM), che si contrappone al sonno REM
- Lo stadio 1 è tipico della veglia rilassata, lo stadio 2 del sonno leggero, mentre gli stadi 3 e 4 rappresentano il sonno profondo o ad onde lente
- Il sonno REM è caratterizzato da un EEG simile alla veglia rilassata (frequenze beta e teta), con un’alta frequenza di movimenti oculari e atonia muscolare
Alternarsi ciclico di sonno NREM e REM
- Il sonno NREM e REM si alternano ciclicamente nel corso della notte; ogni ciclo NREM-REM dura 90 minuti circa
- Maggiore prevalenza del sonno profondo nella prima parte della notte e maggiore prevalenza del sonno REM nell’ultima parte della notte
Alternativa alla polisonnografia
Quando la stadiazione del sonno non è necessaria, oppure quando si rende necessario un monitoraggio protratto del ciclo sonno/veglia, esiste una valida alternativa alla polisonnografia, che è rappresentata dall’attigrafia.
- L’attigrafo è uno strumento della grandezza di un orologio da polso, che deve essere indossato al polso della mano non dominante
- Tale strumento è dotato, al suo interno, di un accelerometro che permette di registrare i dati relativi all’attività motoria che, trasformati tramite appositi algoritmi, forniscono informazioni relative al ciclo sonno/veglia. L’attigrafo misura l’attività motoria ed è da togliere solo quando si fa la doccia o quando si va a fare attività fisica
- L’attigrafo è uno strumento ecologico, poiché permette ai partecipanti di dormire nelle proprie abitazioni, a differenza della polisonnografia che, pur rimanendo il gold standard per la misurazione del sonno, implica costi maggiori rispetto a quelli richiesti dall’attigrafia ed una minore validità ecologica
- Limiti dell’attigrafia: non può essere usato nel caso in cui sia richiesta la stadiazione del sonno e per l’utilizzo nell’ambito clinico presenta scarsa validità
- Tracciato attività motoria: tanto più alto è l’istogramma tanto più significa che ci si sta muovendo e viceversa. L’area colorata rappresenta il tempo che la persona ha passato a letto, cercando di dormire; nel caso di una persona normale vediamo una bassa attività motoria mentre nel caso di una persona insonne un’alta attività motoria. Si tratta di un esame del Servizio Sanitario Nazionale
Introduzione storico-metodologica
Due stili di psicologia all’inizio del secolo: Wundt e Brentano.
- Due orientamenti distinti apparvero nell’anno 1874 all’interno della psicologia empirica in senso lato che si era differenziata dalla precedente psicologia razionale di tipo filosofico:
- «Psicologia empirica» di Brentano (Psicologia dal punto di vista empirico, 1874)
- «Psicologia sperimentale» di Wundt (Fondamenti di psicologia fisiologica, 1874)
- Brentano riteneva che la psicologia dovesse basarsi su dati empirici, ma ipotizzava che il dato empirico fosse ottenibile con metodologie differenti, non solo tramite sperimentazione
- Per Wundt invece il metodo sperimentale è essenziale per definire la psicologia come disciplina scientifica a pieno titolo; Brentano, invece, riteneva che il metodo sperimentale non fosse l’unica via, ma che bisognasse utilizzare anche altre metodologie
Il metodo sperimentale
- Wundt, fondatore del primo laboratorio di psicologia a Lipsia nel 1879, ipotizza che il metodo sperimentale e l’osservazione siano i due metodi fondamentali della psicologia:
- Metodo sperimentale: intervento «volontario» dell’osservatore che manipola e controlla i processi psichici in esame (es. sensazione, percezione)
- Osservazione: adeguata allo studio dei «prodotti dello spirito» (lingua, costumi) che non possono essere manipolati in base alla volontà del ricercatore
- Secondo Wundt i «prodotti» rientravano nella «psicologia sociale» mentre i processi psichici affrontabili con il metodo sperimentale (approfondire processi di sensazione, percezione, memoria) appartenevano alla psicologia individuale
- Nella sfera individuale non sarebbe possibile applicare il metodo dell’osservazione, perché l’intenzione dell’osservare andrebbe ad alterare il decorso del processo psichico oggetto di osservazione; si modifica il decorso del processo mentale oggetto di osservazione (ruolo di influenza)
- Il metodo sperimentale conferirebbe alla psicologia l’oggettività propria delle scienze naturali, nelle quali è limitato l’effetto perturbatore dell’osservatore sull’oggetto di osservazione
- Fino al primo decennio del Novecento il metodo sperimentale è legato al problema dell’utilizzo dell’introspezione
- Wundt era consapevole dei limiti dell’introspezione, intesa come libera auto-osservazione → stati psichici interni analizzabili solo se potevano essere manipolati nel corso di un esperimento psicologico dove si potessero controllare rigorosamente le variabili studiate
- Per Wundt l’analisi era limitata a fenomeni psichici, sensazioni e percezioni che erano replicabili
- Esclusione dall’analisi di Wundt di un’ampia gamma di fenomeni psichici tra cui il pensiero, le emozioni e la volontà
- I resoconti dei partecipanti:
- Erano limitati alla percezione
- Riguardavano le caratteristiche fisiche degli stimoli (durata, intensità)
- Erano resoconti quantitativi
- I partecipanti dovevano essere addestrati a effettuare un lavoro introspettivo sistematico e rigoroso e riferire i dati seguendo una precisa terminologia, evitando di ricorrere ad una libera auto-osservazione e al linguaggio ordinario
- Wundt utilizzò il metodo introspettivo, ma rifiutò il ricorso a una auto-osservazione libera
- Introspezione libera (=resoconto autonomamente fornito, senza vincoli) e controllata (=guidata, riferendo attraverso una check-list di termini), utilizzata da Wundt
- L’introduzione del metodo sperimentale nella ricerca psicologica fu realizzata con la fondazione tra la fine dell’Ottocento e gli inizi del Novecento di specifici laboratori di psicologia in Europa e Nord-America. Risaliva al lavoro di Wundt, poi studiosi formati a Lipsia
I primi laboratori di psicologia
- Germania: il primo laboratorio di psicologia sperimentale fu fondato a Lipsia nell’anno 1879 da Wundt. Tale laboratorio rimase per decenni il modello di riferimento utilizzato in altri paesi da studiosi che si erano formati con Wundt
- Stati Uniti d’America: 1883, Johns Hopkins University di Baltimora (Stanley Hall)
- Russia: 1886, Università di Kazan (Bechterev)
- Francia: 1889, la Sorbona di Parigi (Beaunis)
- Italia: 1897, Università di Roma (Sergi)
- Inghilterra: 1903, Università di Cambridge (Rivers)
- Giappone: Università di Tokyo (Matsumoto)
Le prime riviste di psicologia
- I laboratori producono dati sperimentali che sono oggetto di pubblicazione
- Germania: Philosophischen Studien (Studi Filosofici) [1881-1903] – primo periodico di psicologia sperimentale (rivista del laboratorio di Lipsia)
- Inghilterra: nel 1876 fu fondata la rivista Mind (Bain)
- Francia: la rivista L’Année Psychologique fu fondata nell’anno 1895
- Stati Uniti d’America: la prima rivista, American Journal of Psychology, fu fondata da Hall nel 1887
- Italia:
- Rivista di Psicologia, fondata da Ferrari nel 1905
- Archivio Italiano di Psicologia, fondato da Kiesow e Gemelli nel 1919
- Archivio di psicologia, neurologia, psichiatria e psicoterapia fondato da Gemelli nel 1938
Metodi d’indagine
- I metodi d’indagine prevedono:
- Misure oggettive → tempi di reazione
- Prevedono resoconti soggettivi → introspezione «controllata»
- Tempo di reazione come metodo paradigmatico della psicologia sperimentale
- Donders (1818-1819) condusse una serie di esperimenti che permisero di distinguere tra:
- Tempo di reazione semplice → tempo necessario per rispondere ad un solo stimolo
- Tempo di reazione composto → tempo necessario per rispondere ad uno stimolo tra più stimoli
- La differenza tra tempo di reazione semplice e tempo di reazione composto (procedura sottrattiva) indica il tempo aggiuntivo necessario per effettuare operazioni psichiche come la discriminazione tra due stimoli
- La cronometria mentale (Donders, Wundt) avrebbe permesso una quantificazione dei tempi necessari per le varie operazioni psichiche nelle componenti:
- Sensoriali → recezione stimolo nell’organo di senso
- Psichiche → elaborazione cognitiva stimolo
- Motorie → risposta motoria
- Tra 1890-1910 si ha una graduale trasformazione delle ricerche basate sul metodo sperimentale
- All’inizio gli studi erano condotti in laboratori improvvisati, con strumentazioni solo in fase di prototipo, con gli psicologi che assumevano a turno il ruolo di sperimentatore e partecipante
- In seguito, venne a delinearsi l’ambiente tipico del laboratorio di psicologia: strumenti e procedure standard, possibilità di controllare diversi parametri ambientali quali la temperatura e l’illuminazione
Il metodo fenomenologico
- Due aspetti importanti (Brentano, 1874) sono:
- Riferimento al mondo come appare alla coscienza, al mondo fenomenico, nel suo darsi immediato, come oggetto di indagine
- Necessità di descrivere questo mondo fenomenico al di là dei pregiudizi delle scienze naturali che ritengono tale mondo composto da oggetti staccati dalla coscienza
- Distinzione tra:
- Psicologi di laboratorio (precisa descrizione di metodi e procedure sperimentali, analisi quantitativa dei risultati)
- Fenomenologi (stile personale, affidato a prosa argomentativa maggiormente in linea con i testi dei filosofi)
- Metodo fenomenologico: prospettiva generale di studio dei processi psichici in cui era privilegiata l’analisi della dimensione psichica individuale. Distinzione tra:
- Scienze della natura → scienze nomotetiche (vogliono individuare delle regolarità nel comportamento) finalizzate allo studio di leggi generali
- Scienze dello spirito → scienze idiografiche finalizzate alla comprensione del singolo individuo. Allport si dedicò intensamente allo studio del caso singolo, pur non rifiutando completamente l’approccio nomotetico. Eysenck può essere invece un esempio di approccio nomotetico
- Il metodo fenomenologico conseguirà i risultati più significativi nello studio dei fenomeni percettivi
- Programma di fenomenologia sperimentale (Teoria della Forma) basato sulla:
- Manipolazione delle proprietà dello stimolo
- Analisi effetti percettivi esperiti dalla persona
- Aspetto in comune tra metodo sperimentale e fenomenologico: un’attenzione importante rivolta allo studio dei processi percettivi, anche se seguendo metodiche differenti
Prospettiva psicodinamica e psicoanalisi
- Psicoanalisi come tentativo di fondazione di una teoria psicologica che pone l’accento:
- Più sulle componenti motivazionali che cognitive
- Più sulla personalità integrata che sulle singole e separate funzioni psichiche
Teorie della personalità
- Tra gli anni ‘20 e ’30 del Novecento le varie scuole (psicoanalisi, Gestalt, comportamentismo) pongono al centro della loro attenzione solo alcuni aspetti della psiche umana → focus su componenti innate o ambientali
- Nello stesso arco di tempo si sviluppa una corrente di studi che cerca di fondare una psicologia unitaria, come compromesso tra dimensione biologica e sociale, focalizzando la propria analisi sul concetto di personalità → «organizzazione integratrice delle funzioni psichiche cognitive e dinamiche dell’individuo»
- Gordon W. Allport (1867-1967)
- Nel libro Personality (1937), caposaldo delle teorie della personalità del primo Novecento, Allport scrisse che «la personalità è l’organizzazione dinamica all’interno dell’individuo di quei sistemi psicofisici che determinano il suo adattamento all’ambiente… La personalità è qualcosa e fa qualcosa… è ciò che sta dietro atti specifici e dentro l’individuo» (p. 48)
- Nella definizione di Allport, è possibile individuare la confluenza di diverse concezioni psicologiche:
- Processo di adattamento all’ambiente → funzionalismo
- L’adattamento biologico e psicologico passa attraverso un sistema dinamico interno → teorie psicodinamiche
- Tale adattamento produce il comportamento manifesto in maniera deterministica → comportamentismo
- Allport ebbe il merito di distinguere il concetto di personalità da quelli di temperamento e carattere, spesso tra loro confusi:
- Temperamento → componente ereditaria
- Carattere → componente comportamentale
- Personalità → processo psicodinamico al centro della dimensione biologica e sociale
- Le teorie di personalità elaborate nel primo Novecento:
- Accentuarono un aspetto specifico della personalità (biologico, sociale, psicodinamico) oppure → Allport
- Cercarono di elaborare una teoria che unificasse questi aspetti
- Quando Allport scrisse il suo libro Personality nel 1937, il quadro delle teorie di personalità era molto eterogeneo. Era possibile distinguere 6 gruppi:
- Teorie dei tipi
- Teorie dei tratti
- Teorie psicodinamiche
- Teorie umanistiche
- Teorie del Sé
- Teorie dell’apprendimento sociale
Teorie dei tipi
Classificazione della personalità in un numero ridotto di tipi. La più antica classificazione di questo tipo fu proposta da Galeno → quattro tipi di temperamento basati sulla dominanza di uno dei quattro umori del corpo:
- Sanguigno → sangue
- Melanconico → bile nera
- Collerico → bile gialla
- Flemmatico → flemma
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
Scarica il documento per vederlo tutto.
-
Appunti di psicologia della personalità e delle differenze individuali
-
Riassunto esame Psicologia della personalità e delle differenze individuali, docente De Beni, libro consigliato "Ps…
-
Riassunto esame Psicologia della Personalità e delle differenze individuali, prof. Moè, libro consigliato "Psicolog…
-
Riassunto esame psicologia della personalità e delle differenze individuali, prof. Pazzaglia, libro consigliato Psi…