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PARTE I - Fondamenti psicologici

dell’intervento

1. Intelligenza neotenica

Definizione essenziale. Nel materiale del corso l’intelligenza neotenica è la possibilità

tipicamente umana di conservare, durante tutto il ciclo di vita, plasticità, apertura all’apprendimento

e capacità di rispondere creativamente agli stimoli ambientali. Il concetto collega tre piani:

biologico, psicologico e culturale.

Neotenia, cultura e plasticità

In biologia dello sviluppo, la neotenia indica in senso stretto il mantenimento nell’adulto di

caratteristiche giovanili dovuto a un rallentamento dello sviluppo somatico. Nel PDF il termine

viene utilizzato in un’accezione più ampia: l’essere umano nasce relativamente immaturo,

dipende a lungo dalle figure di accudimento e conserva una notevole disponibilità ad apprendere.

Questa prolungata apertura rende possibile l’acquisizione della cultura, del linguaggio, delle

regole sociali e dei sistemi simbolici.

La frase di Clifford Geertz, «la natura dell’uomo è la cultura», sottolinea che la cultura non è

un’aggiunta esterna a un organismo già completo. Il bambino diventa pienamente parte della

comunità attraverso relazioni, pratiche, parole e significati condivisi. La predisposizione biologica

e l’ambiente culturale, quindi, non agiscono separatamente: si influenzano reciprocamente.

I cinque fattori neotenici indicati nel PDF

Fattore Significato nel materiale Implicazione psicologica

Aspetto fisico-morfologico Persistenza di alcuni caratteri Ricorda il carattere

infantili o giovanili incompleto e plastico dello

sviluppo umano

Ritardamento dello sviluppo Lo sviluppo umano è più lento Aumenta il tempo disponibile

di quello di molte altre specie per apprendere e socializzare

Sviluppo cerebrale prolungato Le reti nervose maturano e si Esperienze e relazioni

riorganizzano a lungo contribuiscono alla

costruzione delle competenze

Dipendenza dal gruppo L’infanzia richiede cure La relazione di accudimento

familiare prolungate diventa un contesto di

sviluppo mentale e culturale

Il sogno viene considerato uno

Sonno REM e sogno Il PDF attribuisce al sogno una spazio di elaborazione

funzione organizzatrice, dell’esperienza

creativa e plastica

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Chiarimento. Il PDF collega la crescita cerebrale alla chiusura delle suture craniche

e afferma che il cervello continua a crescere fino a tale chiusura. È una formulazione

troppo semplice: maturazione cerebrale, mielinizzazione, riorganizzazione sinaptica e

plasticità non dipendono da un unico evento anatomico. Per l’esame è utile ricordare

il nucleo del concetto: lo sviluppo cerebrale e psicologico umano è prolungato,

ma non bisogna trasformare la frase sulle suture in una legge neuroscientifica.

Pedomorfismo e fetalizzazione

Il pedomorfismo è la presenza nell’adulto di caratteristiche tipiche di stadi giovanili.

La neotenia è uno dei processi attraverso cui può prodursi pedomorfismo. Nel PDF la

fetalizzazione viene descritta come conservazione di tratti fetali ancestrali negli adulti di

un gruppo discendente. I termini appartengono alla biologia evolutiva e nel corso sono usati

soprattutto per sostenere l’idea di una specie che mantiene apertura, dipendenza e plasticità.

Applicazione all’intervento psicologico

La neotenia invita l’operatore a non considerare lo sviluppo come definitivamente concluso.

Un bambino può acquisire nuove competenze grazie al gioco e alla relazione; un adulto può

ristrutturare schemi e apprendimenti; un anziano può mantenere curiosità, partecipazione e

capacità di adattamento; una persona con disabilità non va ridotta a un livello di funzionamento

immutabile. La progettazione deve quindi creare contesti facilitanti, non limitarsi a classificare

deficit.

Esempio pratico. In un centro anziani, un laboratorio di narrazione digitale non è soltanto

intrattenimento. Offre stimoli nuovi, richiede apprendimento, favorisce memoria autobiografica,

relazione e produzione creativa. La prospettiva neotenica permette di leggere l’anziano come

persona ancora capace di trasformazione.

Da distinguere. Plasticità non significa possibilità illimitata né assenza di vincoli biologici

e ambientali. Significa che il funzionamento può modificarsi attraverso esperienza, esercizio,

relazioni e sostegni appropriati.

Cosa ricordare per l’esame. Neotenia per tutto il ciclo di vita; collegamento fra biologia, mente

e cultura; cinque fattori; differenza fra pedomorfismo e fetalizzazione; ricadute sulla possibilità di

apprendimento anche in età adulta, anziana e nella disabilità.

Possibile domanda orale. «Che cosa si intende per intelligenza neotenica e perché è

importante nella progettazione psicologica?» Una risposta completa deve definire il concetto,

elencare i cinque fattori e mostrare che l’intervento costruisce condizioni per lo sviluppo anziché

assumere un funzionamento statico.

Quiz rapido. Quale affermazione descrive meglio l’intelligenza neotenica? A) È una forma

di intelligenza esclusiva dell’infanzia. B) È la conservazione della capacità di apprendere e

rispondere creativamente lungo il ciclo di vita. C) Dipende unicamente dal sonno REM. D) È

sinonimo di quoziente intellettivo. Risposta: B.

2. Curiosità epistemica

Definizione essenziale. Per Daniel Berlyne, la curiosità epistemica orienta verso conoscenze,

spiegazioni e informazioni. È il desiderio di ridurre un’incertezza o comprendere qualcosa, e si

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manifesta attraverso ricerca, esplorazione, domande e apprendimento.

Le distinzioni di Berlyne

Il PDF presenta quattro forme di curiosità. Per comprenderle correttamente è utile pensarle come

due distinzioni che possono incrociarsi:

in base al tipo di informazione cercata;

1. epistemica oppure percettiva,

2. specifica oppure diversiva, in base al grado di focalizzazione della ricerca.

Forma Oggetto Attivazione tipica Esempio

Cercare perché un

Epistemica Idee, spiegazioni, Domanda,

conoscenze contraddizione o intervento ha

funzionato

lacuna concettuale

Percettiva Stimoli sensoriali Novità visiva, sonora Esplorare uno

nuovi o complessi o tattile strumento mai visto

Specifica Una particolare Problema ben definito Cercare il nome di un

informazione autore dimenticato

mancante

Diversiva Stimolazione varia e Noia o monotonia Sfogliare argomenti

non focalizzata diversi senza una

domanda precisa

Chiarimento. Il PDF afferma che la curiosità epistemica non nasce da un bisogno

e non termina quando il bisogno viene soddisfatto, ma la definisce anche «bisogno

universale di conoscere». Le due frasi sono in tensione. È più preciso dire che la

curiosità epistemica può essere momentanea e focalizzata, quando cerca una risposta,

oppure diventare una disposizione stabile verso l’apprendimento.

Curiosità, esplorazione e apprendimento

La curiosità aumenta l’attenzione verso le informazioni rilevanti e sostiene l’esplorazione. Non

coincide però con l’apprendimento: una persona può essere incuriosita senza elaborare in modo

profondo, mentre l’apprendimento richiede organizzazione, comprensione, memoria e possibilità

di utilizzare ciò che si è acquisito.

Nella progettazione psicologica la curiosità è importante sia per il destinatario sia per l’operatore.

Il destinatario deve poter esplorare senza sentirsi giudicato; il professionista deve mantenere

una posizione di curiosità epistemica disciplinata, formulando ipotesi senza trasformarle

prematuramente in certezze.

Esempio pratico. In un gruppo di adolescenti sul benessere digitale, il conduttore presenta

due dati apparentemente contraddittori sull’uso dei social. La discrepanza genera domande e

conduce il gruppo a distinguere durata d’uso, qualità dell’attività, contesto e conseguenze. La

curiosità diventa il motore dell’analisi.

Da distinguere. La curiosità specifica non è sinonimo di epistemica: può essere specifica e

percettiva, per esempio quando si cerca l’origine esatta di un suono. La curiosità diversiva

Materiale di preparazione all’esame 14

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non è sempre superficiale, ma senza una successiva focalizzazione può produrre esplorazione

dispersiva.

Cosa ricordare per l’esame. Autore: Berlyne. Epistemica = conoscenza; percettiva = sensi;

specifica = informazione precisa; diversiva = contrasto alla noia. Le categorie appartengono a

due assi, non necessariamente a quattro caselle isolate.

Possibile domanda orale. «Confronti curiosità epistemica, percettiva, specifica e diversiva e

proponga un’applicazione educativa.»

Quiz rapido. La ricerca insistente del titolo di un film dimenticato è soprattutto curiosità: A)

percettiva; B) specifica; C) diversiva; D) sociale. Risposta: B.

3. Emozioni e intelligenza emotiva

Definizione essenziale. Un’emozione è un processo multicomponenziale attivato da

un evento interno o esterno significativo. Comprende valutazioni cognitive, modificazioni

fisiologiche, tendenze all’azione, esperienza soggettiva ed espressione. L’intelligenza emotiva

riguarda le abilità con cui una persona percepisce, utilizza, comprende e regola le emozioni

proprie e altrui.

Lo sviluppo delle emozioni secondo Sroufe

Nel materiale, Alan Sroufe descrive tre linee evolutive:

Sistema Stato iniziale Evoluzione Punto da ricordare

Piacere-gioia Sorriso endogeno nei Sorriso sociale e poi Il sorriso diventa

primi mesi gioia legata agli progressivamente

eventi relazionale

Circospezione-paura Disagio per eccessiva Circospezione e paura La paura dell’estraneo

attivazione organizzata emerge soprattutto

nella seconda metà

del primo anno

Frustrazione-rabbia Reazione al blocco di Rabbia e L’emozione si

un’azione successivamente differenzia con lo

collera più sviluppo

organizzata

Il sorriso endogeno compare senza essere chiaramente legato a uno stimolo sociale; il sorriso

sociale è una risposta al volto e alla relazione. René Spitz studiò la risposta del sorriso e gli effetti

della deprivazione affettiva. Nella banca delle domande compare la depressione anaclitica,

descritta da Spitz in bambini separati dalla figura materna dopo aver stabilito un legame.

Secondo Katherine Bridges, il neonato partirebbe da uno stato di eccitamento relativamente

indifferenziato dal quale emergono emozioni più organizzate. È un modello storico: oggi lo

sviluppo emotivo viene studiato come intreccio tra predisposizioni, maturazione, regolazione

diadica e apprendimento culturale.

Materiale di preparazione all’esame 15

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Impulso, emozione e sentimento

Concetto Caratteristica Esempio

Impulso o pulsione Spinta immediata legata a un Allontanarsi bruscamente da

bisogno o a una tendenza uno stimolo minaccioso

all’azione

Emozione Risposta breve e organizzata Paura prima di un esame

a un evento significativo Affetto, gratitudine o

Sentimento Esperienza più elaborata, risentimento duraturo

cosciente e relativamente

stabile

Il PDF, riprendendo Umberto Galimberti, descrive il sentimento come luogo d’incontro

tra pensiero ed emozione e sostiene il passaggio educativo dalla pulsione all’emozione e al

sentimento. È una lettura filosofico-educativa, non una sequenza biologica rigida che ogni

bambino completa entro un’età precisa.

Emozioni primarie e secondarie

Il materiale ricorda sei emozioni spesso associate agli studi transculturali di Paul Ekman e

Wallace Friesen: felicità, sorpresa, disgusto, rabbia, paura e tristezza. Le emozioni dette

secondarie o autocoscienti, come vergogna, colpa, imbarazzo e orgoglio, richiedono maggiori

capacità di rappresentazione di sé, comprensione delle norme e confronto sociale.

Chiarimento. Dire che «tutti concordano» su un elenco definitivo di emozioni primarie

è eccessivo. Esistono modelli teorici differenti. Per l’esame, tuttavia, l’elenco di sei

emozioni è quello richiesto dal PDF.

Simpatia, empatia, contagio e autoempatia

La simpatia implica partecipazione affettiva e orientamento benevolo verso l’altro; non richiede

necessariamente di provare la stessa emozione. L’empatia è la capacità di comprendere e, in

parte, risuonare con l’esperienza altrui mantenendo la distinzione fra sé e altro. Il contagio

emotivo è più automatico: lo stato di una persona si trasmette senza una rappresentazione

pienamente consapevole. L’autoempatia consiste nel riconoscere con rispetto le proprie

emozioni e i bisogni a esse collegati.

I neuroni specchio, studiati nel gruppo di Giacomo Rizzolatti e discussi da Vittorio Gallese,

sono stati collegati alla simulazione incarnata. Possono contribuire alla comprensione di azioni e

stati corporei, ma non costituiscono da soli una spiegazione completa dell’empatia, che include

processi affettivi, cognitivi, contestuali e morali.

Alessitimia, iperemotività e meccanismi di difesa

L’alessitimia indica difficoltà a identificare e descrivere le emozioni, a distinguerle dalle

sensazioni corporee e a utilizzare un pensiero orientato agli stati interni. Non significa

necessariamente assenza di emozioni. L’iperemotività indica reattività o espressione emotiva

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molto intensa, ma non è il contrario diagnostico dell’alessitimia. L’acting out consiste

nell’esprimere un conflitto attraverso azioni anziché mentalizzarlo e comunicarlo.

I meccanismi richiamati nel PDF sono:

• razionalizzazione: fornire spiegazioni plausibili che proteggono dalle motivazioni emotive

più scomode;

• intellettualizzazione: trattare un’esperienza soprattutto in termini astratti per ridurne

l’impatto affettivo;

• isolamento dell’affetto: mantenere cosciente il ricordo o il pensiero separandolo

dall’emozione associata.

Modelli dell’intelligenza emotiva

Il modello di Mayer e Salovey, successivamente sviluppato con Caruso, considera l’intelligenza

emotiva un insieme di abilità:

1. percepire le emozioni in sé, negli altri, nei volti, nella voce e nei prodotti culturali;

2. utilizzare le emozioni per facilitare il pensiero, orientando attenzione e ragionamento;

3. comprendere le emozioni, il loro linguaggio, le combinazioni e le trasformazioni;

4. gestire o regolare le emozioni in modo flessibile e coerente con gli obiettivi.

Il modello divulgativo di Daniel Goleman distingue invece competenze personali e sociali. Tra

le personali colloca consapevolezza di sé, autoregolazione e motivazione; tra le sociali empatia e

abilità relazionali. Le due prospettive non vanno confuse: Mayer e Salovey formulano un ability

model, Goleman un modello più ampio di competenze.

Chiarimento. L’affermazione del PDF secondo cui il quoziente emotivo determinerebbe

il successo più del QI va presentata come tesi divulgativa, non come rapporto universale

dimostrato. Successo scolastico, lavorativo e relazionale dipende da molte variabili.

Metodo RULER ed educazione emotiva

RULER, sviluppato allo Yale Center for Emotional Intelligence, sintetizza cinque abilità:

• R - Recognizing: riconoscere le emozioni;

• U - Understanding: comprenderne cause e conseguenze;

• L - Labeling: denominarle con un vocabolario preciso;

• E - Expressing: esprimerle in modo adeguato al contesto;

• R - Regulating: regolarle con strategie utili.

L’educazione emotiva non mira a eliminare le emozioni spiacevoli, ma a renderle riconoscibili,

pensabili e comunicabili. Letteratura, gioco simbolico, discussione guidata e analisi di episodi

possono ampliare il vocabolario emotivo. La psicologia positiva studia risorse e potenzialità, ma

l’eventuale test delle «26 potenzialità» citato nel PDF deve essere verificato sul materiale ufficiale,

poiché altri modelli noti utilizzano classificazioni differenti.

Esempio pratico. In un intervento scolastico, gli studenti compilano un diario in cui separano

situazione, emozione, intensità, pensieri, bisogno e strategia. Prima e dopo il percorso si misura

la capacità di denominare le emozioni e scegliere strategie di regolazione. L’attività traduce un

modello teorico in obiettivi e indicatori osservabili.

Cosa ricordare per l’esame. Tre sistemi di Sroufe; sorriso endogeno/sociale; sei emozioni del

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PDF; differenza impulso-emozione-sentimento; empatia e simpatia; alessitimia; quattro rami di

Mayer-Salovey; competenze personali/sociali di Goleman; acronimo RULER.

Possibile domanda orale. «Confronti il modello di Mayer e Salovey con quello divulgativo di

Goleman e spieghi come progettare un intervento di educazione emotiva.»

Quiz rapido. Quale abilità non appartiene ai quattro rami del modello di Mayer e Salovey? A)

Percepire le emozioni. B) Utilizzare le emozioni per facilitare il pensiero. C) Comprendere le

emozioni. D) Aumentare automaticamente il quoziente intellettivo. Risposta: D.

4. Sviluppo psicosociale secondo Erikson

Definizione essenziale. Erik Erikson descrive lo sviluppo come un processo che dura per

l’intero ciclo di vita. Ogni stadio presenta una crisi psicosociale: non un evento necessariamente

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PSI/08 Psicologia clinica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Rosanna110998 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Progettazione e valutazione dell’intervento e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica Niccolò Cusano di Roma o del prof Montefiori Veronica.
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