PROGETTAZIONE E VALUTAZIONE
DELL’INTERVENTO
Università Cusano – LM in Psicologia clinica e della riabilitazione
PARTE I — LEZIONI
MODULO 1
VIDEO LEZIONE 1 L’INTELLIGENZA NEOTENICA
Lo psicologo clinico deve conoscere 3 tipi di intelligenze che sono: l'intelligenza neotenica, l'intelligenza
emotiva e l'intelligenza creativa anche chiamata pensiero divergente.
Il concetto di immaginario VS realtà e i pilastri della relazione, tutti gli elementi con i quali costruiamo, gli
occhiali con i quali guardiamo il mondo, interpretiamo la realtà ma noi guardiamo anche i pazienti, e gli utenti.
Il pensiero simbolico riguarda il non ancoraggio alla realtà è l'apertura all'interpretazione, l'arte è
interpretazione, Piaget affermava che il pensiero simbolico, consente al bambino, di usare significanti, per
riferirsi ai significati, quindi qualcosa che si riferisce ad altro.
L'uomo come gli animali ha un intelligenza specie specifica chiamato intelligenza neotenica. l'intelligenza
neotenica è: la capacità dell'uomo, in ogni età della vita, di rispondere agli stimoli ambientali in modo creativo,
raccogliendo ed elaborando i dati dell'esperienza in modo da ottenere un risultato che agisca sull'ambiente in
modo originale, poiché è propria del genere umano l'assenza di adattamento ad un ambiente specifico.
La creatività, è questo modo che l'uomo ha perché neotenia è una maniera più scientifica di dire creatività,
cioè questa capacità dell'uomo di modificare, in maniera creativa è un aspetto fondativo dell'uomo, perché
noi nasciamo antropologicamente creativi questo è ciò che è presente nel nostro pacchetto specie specifico.
VIDEO LEZIONE 2 LA NEOTENIA
La neotenia è fondamentale perchè ci ricorda che filogeneticamente ed ontogeneticamente, siamo una specie
creativa e predisposta alla elaborazione libera di stimoli.
In ambito didattico la creatività viene utilizzata come mezzo per raggiungere un fine, dopo che tutte le altre,
valutazioni di carattere cognitivo e ragionamento non ha trovato una soluzione, quindi viene utilizzata come
una possibile competenza, quasi ma è la prima, invece di essere considerata (LA COMPETENZA).
Ossia un'abilità fondamentale dell'uomo.
Al livello etimologico, neotenia vuol dire mantenimento ed estensione, di tratti fetali nella vita adulta al fine di
mantenere la plasticità encefalica e mentale, processo grazie al quale viene mantenuta la plasticità fetale e gli
stadi post natali dell'individuo.
Valutazione dell’intervento — materiale riorganizzato
Non si è proprio sicuri di questa etimologia, però, è piuttosto valida.
Mantenendo tratti fetali, anche negli stadi di sviluppo, successivi e per tutta la vita, di conseguenza,
manteniamo la plasticità sempre.
Lorenz afferma che: "la caratteristica solamente umana, di restare sempre in una condizione, di sviluppo è
sicuramente un dono che dobbiamo, alla natura neotenica del genere umano".
La neotenia è caratterizzata da questi due aspetti: PEDOMORFISMO: (letteralmente "a forma di bambino") e
FETALIZZAZIONE: tratti fetali ancestrali sono trattenuti nello sviluppo degli adulti di un gruppo discendente.
La neotenia è composta da 5 fattori neotenici:
1 ASPETTO FISICO-MORFOLOGICO: glabrezza, depigmentazione
cutanea, epicanto, collo lungo, posizione in avanti del foramen magnum, grandi labbra nella femmina,
struttura della mano e del piede, ortodontismo, denti piccoli, chiusura ritardata delle suture craniche.
2 RITARDAMENTO DELLO SVILUPPO: rispetto allo sviluppo degli
altri animali quello umano è molto più lento, ciò comporta una prolungata fase infantile e di conseguenza una
prolungata fase di dipendenza familiare.
3 LENTO SVILUPPO DEL CERVELLO: nelle specie neoteniche il
sistema nervoso alla nascita non è completo.
4 GRUPPO FAMILIARE: Il piccolo dell'uomo necessita di essere
accolto da un nucleo antropologico, la famiglia, che possa garantire uno spazio neotenico all'interno del quale
possa trovare accudimento e calore e possa acquisire gli strumenti psichici e materiali per vivere ed adattarsi
al mondo.
5 SOGNO REM: E' presente durante la fase intrauterina e neonatale, ma
permane anche durante tutto l'arco esistenziale ed indica la possibilità, per la specie sapiens di attualizzare,
durante il sonno, la dimensione fetale quale importante espressione creativa.
Il processo neotenico implica una dilatazione delle fasi di apprendimento, in quanto il vantaggio evolutivo,
relegato a questo stato può trovare espressione solo se l'ambiente tutela le qualità embrionali, ed il lento
sviluppo delle strutture fisiche e mentali. E' necessario, un'ambiente che tuteli l'infanzia.
Questo è fondamentale, perché, proprio le nostre caratteristiche neoteniche fanno si che essendosi dilatate le
fasi di apprendimento, come vantaggio evolutivo, tanto più per la nostra specie, la selezione ha favorito i
piccoli che usufruivano maggiormente di queste cure.
VIDEO LEZIONE 3 INTENZIONARE LA REALTA’
Esistono diversi tipi di curiosità epistemica, Berlyne inserisce, questa curiosità, all'interno dei bisogni
fondamentali dell'individuo, quindi, insieme al bisogno di cibo, di acqua, di calore.
Valutazione dell’intervento — materiale riorganizzato
Non esiste solo la curiosità epistemica. sono presenti altri tipi di curiosità, per esempio: curiosità percettiva è
quella che si basa sui sensi, quindi, nel momento in cui vediamo una cosa nuova, iniziamo ad esplorarla, a
capire come funziona.
Oppure c'è la curiosità specifica che riguarda, una nozione in particolare ed è quella curiosità che scaturisce
nel momento in cui, dobbiamo ricordarci un nome, un titolo di un film o di una canzone, un autore, uno
scrittore e non ci viene in mente.
Abbiamo inoltre la curiosità diversiva, che la mettiamo in atto, nel momento in cui ci annoiamo.
Rispetto a queste:
1 percettiva
2 la specifica
3 la diversiva
quella epistemica è diversa perché, mentre le altre partono da un bisogno e hanno un termine, perché nel
momento in cui questo bisogno, viene soddisfatto, termina la curiosità, per la epistemica non è cosi, perchè
non ha un inizio ne una fine, e come un filo rosso che ci accompagna sempre.
La curiosità percettiva, nasce dal fatto che noi magari non abbiamo mai visto un oggetto, siamo incuriositi del
porta fazzoletti, sembra una scatola,
però c'è un buco in mezzo dal quale si possono estrarre i fazzoletti. Però nel momento in cui abbiamo finito
l'esplorazione, la curiosità termina.
Lo stesso vale per la curiosità specifica, perché, nel momento in cui si trova la risposta, questa curiosità
epistemica è un bisogno universale di conoscere e di apprendere che si manifesta in presenza dell'ambiente
ed è motivata solo ed esclusivamente dal desiderio di sapere.
Il salto epistemico avviene quando, l'uomo nell'ambiente vede altro. Un osso può diventare qualcosa di
diverso che gli può consentire di sopravvivere.
VIDEO LEZIONE 4 APPLICAZIONI PRATICHE DEL CONCETTO DI
NEOTENIA
La creatività è data dalla relazione, tra diverse aree, come ormai noto non è vero che l'emisfero destro sia
quello deputato alla creatività e il sinistro alla ragione.
Da quanto è emerso dalla letteratura, i ricercatori non concordano su specifiche aree cerebrali coinvolte nel
processo creativo. Si sa solo che sicuramente, è coinvolta la corteccia pre frontale, insieme a varie altre aree,
che le varie ricerche sottolineano molto spesso sono aree associative.
Iniziamo a porci un primo quesito, a base neurologica che neuropsicologica.
Il cervello secondo Eccles è l'organo con la sua grandissima plasticità, ha permesso che l'uomo, si adattasse e
questi adattamenti, alcune volte sono stati complessi anche in condizioni ambientali mutevoli.
Il cervello cosi plastico, ha permesso che noi ci adattassimo alle condizioni ambientali mutevoli.
Valutazione dell’intervento — materiale riorganizzato
Questo autore nega che la mente coincida con la materia cerebrale. In particolare sottolinea quanto sia
importante la corteccia associativa, la quale ha la funzione è quella di analizzare le informazioni sensoriali,
che
provengono dal mondo esterno e fa da guida all'uomo, nella strutturazione di complesse operazioni mentali.
cos'è la TEORIA DEI TRE MONDI DI Eccles E POPPER, secondo i quali esistono 3 mondi.
il mondo 1 è quello fisico ossia il mondo dove viviamo dal quale riceviamo le informazioni sensoriali;
Il mondo 2 che invece è il se conscio.
il mondo3 che riguarda la cultura.
La corteccia associativa è importante secondo Eccles E Popper, perché è connessa al mondo due.
La corteccia associativa ha la funzione di mettere in comunicazione, il mondo uno con il mondo tre.
La corteccia associativa non è la mente ma, il palcoscenico, utilizzato dalla mente per incontrarsi con il
mondo fisico mente e cervello non sono la stessa cosa, ma, si sviluppano parallelamente, sono necessari
l'uno per l'altro.
La corteccia associativa è la parte più esterna della corteccia, quindi integra, informazioni sensoriali che sono
quelle che provengono dal mondo esterno e le collega con informazioni che provengono da aree cerebrali
diverse.
Grazie a questo l'uomo riesce ad interpretare ciò che accade e anche a modificare ed elaborare lo stimolo.
Come abbiamo detto, tutto questo è un vantaggio evolutivo enorme e deve essere, preservato.
Per questo è fondamentale, ricostruire un ambiente neotenico sano lo scopo nostro è quello di tutelare la
creatività, cercando di esprimerla ai nostri pazienti o ai nostri utenti in un ambiente protetto.
Spesso nella scuola si è propensi, ad una educazione al reale e al realismo quanto invece le attività più
idonee, riguardano il gioco spontaneo, il gioco simbolico e l'utilizzo di stimoli che non sono strutturati.
VIDEO LEZIONE 5 LO SVILUPPO DELLE EMOZIONI
Alan Sroufe per quanto riguarda le emozioni riprende, la teoria di Bridges secondo la quale alla nascita, il
neonato si trova, in uno stato di eccitamento generalizzato, che man mano si differenzia in stati emotivi di
sconforto e piacere, fino ad arrivare a tre mesi, a provare delle vere e proprie emozioni.
Le vere emozioni secondo questo autore, non vengono provate da subito, ma inizialmente, si ha uno stato
generalizzato in cui vi è un eccitamento, poi, questo eccitamento si differenzia in due stati emotivi,
contrapposti sono: o lo sconforto o il piacere a tre mesi si hanno le vere e proprie emozioni.
Sroufee individua fin dalla nascita 3 percorsi diversi che li chiama sistemi e sono:
1 SISTEMA PIACERE GIOIA;
2 IL SISTEMA CIRCOSPEZIONE PAURA
3 SISTEMA FRUSTRAZIONE RABBIA.
Valutazione dell’intervento — materiale riorganizzato
Come si può notare, questi sistemi si basano su emozioni fondamentali che sono:
1 La gioia;
2 La paura
3 La rabbia
Il sistema piacere gioia, ha come fulcro principale il sorriso. Il sorriso è presente da subito, ma per i primi due
mesi, viene definito sorriso endogeno, in quanto non è riconducibile al contesto, ma indica una fluttuazione
dell'attività cerebrale non è legato a ciò che avviene nell'ambiente.
Spitz osservò che la risposta dei bambi al sorriso a 3 mesi, si manifestava anche per una figura, non umana
ma per la quale si poteva distinguere la fronte, gli occhi e il naso.
Dopo i tre mesi il sorriso del bambino, non è più endogeno ma è definito sorriso sociale.
in quanto è legato alla relazione è una sensazione di piacere, il bambino sorride al volto umano, è riconosce i
volti successivamente questo si trasforma nell'emozione della gioia.
a 8 mesi il bambino è in grado di comprendere gli eventi e il sorriso, è collegato a questi eventi.
Inoltre il bambino inizia a comprendere che il suo sorriso, infonde gioia agli altri e si sente responsabile. Inizia
a capire che quanto lui sorride, gli adulti sono contenti a loro volta sorridono e quindi, si sente responsabile di
provocare questa emozione.
il secondo sistema è quello di circospezione paura: è legato al pianto, in età neonatale il pianto, è collegato a
un incremento eccessivo dell'attivazione fisiologica, a stimoli come:
1 fame;
2 sete;
3 il mal di pancia.
Ma anche, il bisogno di vicinanza.
Il bisogno di contatto è importante come gli altri appena menzionati.
La reazione di disagio iniziale si, trasforma in circospezione e a 4 mesi, inizia a manifestarsi la paura
dell'estraneo.
Dagli 8 mesi il bambino inizia a provare l'emozione della paura.
il terzo sistema è quello, di frustrazione rabbia, in età neonatale, quanto al bambino viene impedito qualche
movimento, riscontriamo una reazione di frustrazione qui si colloca il dialogo tonico emozionale che è una
forma di comunicazione somato- empatica- emozionale che avviene tra neonato e figura di accudimento.
Il dialogo tonico emozionale cos'è? La comunicazione che sta avvenendo, il neonato e la figura di
accudimento, è basata sulle emozioni, queste emozioni che i due soggetti si scambiano.
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La dicitura tonico riguarda il tono muscolare è una fonte di comunicazione fondamentale, si gioca sul binomio
ipertonia: ipotonia.
L'ipertonia ( la rigidità), quanto il bambino si irrigidisce è il modo con cui il neonato in maniera istintiva, segnala
un proprio bisogno, segnalando insoddisfazione.
Mentre il rilassamento ( ipotonia) manifesta l'appagamento del bisogno.
La rabbia vera e propria compare dalla seconda metà del primo anno progressivamente si trasforma in collera.
Per quanto riguarda lo sviluppo sociale che è molto importante, non si può non ricordare Erikson come Freud,
Erikson sostiene, il concetto di pulsione innata e di conflitto interiore tenendo in considerazione gli aspetti
sociali dalle quali, nascono le motivazioni per stabilire i legami sociali e i ruoli.
Lo sviluppo sociale continua per tuta la vita, ed è condizionato da ogni esperienza nuova.
La persona deve superare dei conflitti che sono caratteristici, di ogni stadio di sviluppo, quindi, ci sono degli
stadi di sviluppo, che chiama primo stadio, secondo stadio, terzo stadio.
I quali presuppongono che ci sia un conflitto che deve essere superato.
Se l'esito è positivo se il conflitto viene superato, la conseguenza di questo è il rafforzamento della personalità
e dell'identità.
Oppure se l'esito è negativo,si ha un indebolimento della personalità e dell'identità.
La cosa positiva è che Erikson non esclude che questo conflitto, non risolto possa essere affrontato e risolto
successivamente.
il primo stadio è caratterizzato da questo conflitto senso di fiducia e o sfiducia; si presenta dalla nascita fino
ad 1 anno.
In questo stadio il bambino deve trovare il giusto equilibrio tra fiducia e sfiducia sia, di se steso che nell'altro
questo primo stadio corrisponde alla fase orale Freudiana.
Il secondo stadio è caratterizzato dal conflitto- autonomia opposta a vergogna e dubbio.
E' caratteristico dell’età che va da 1 a 3 anni.
In questa fase il bambino acquisisce diverse competenze fondamentali, per esempio il linguaggio, la
deambulazione e il controllo degli sfinteri.
Però prova una forte angoscia per la separazione e quindi, è necessario che la famiglia lo rassicuri in modo tale
che riesca a sviluppare un senso di controllo, senza perdere l'autostima.
Questa fase corrisponde alla fase anale freudiana.
Questa è anche la fase in cui il bambino, impara le prime regole sociali.
Il terzo stadio è caratterizzato dal conflitto spirito di iniziativa opposto a senso di colpa e l'età in cui si presenta
sono i 4 / 5 anni.
In questa fase il bambino ha la necessita di mettersi alla prova, accettando con difficoltà, il divieto genitoriale.
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Questi divieti vengono visti come una limitazione alla propria libertà.
I genitori vengono vissuti come intrusivi, è anche possibile che si sviluppi aggressività e rabbia.
Il bambino nello stesso tempo per questi comportamenti che mette in atto, per i sentimenti che prova e anche
per eventuali fallimenti dell'iniziativa, per questo provano gran senso di colpa.
Le figure di accudimento (genitori) devono mostrarsi comprensivi verso questi sentimenti contrastanti, quindi
non limitarli, ma comprenderli ed accompagnarli.
Il bambino in questo stadio si identifica con un ideale.
il quarto stadio: vede un conflitto tra industriosità opposta ad inferiorità.
l'età è 6 anni fino alla pubertà.
Da 6 anni in poi tutti i bambini iniziano a frequentare la scuola e il gruppo dei coetanei è la prima volta in cui ci
sono, queste situazioni esterne alla famiglia, il bambino si impegna, per raggiungere alcuni obiettivi che la
società richiede.
L' industriosità, provare a raggiungere l'obiettivo, si scontra se non riesce con il senso di inferiorità questa fase
corrisponde alla fase di latenza freudiana.
il quinto stadio: è caratterizzato dalla ricerca di identità, opposta alla perdita di identità siamo
nell'adolescenza, l'adolescenza è una fase molto critica in cui subentrano dei forti cambiamenti fisiologici, a
livello sociale il ragazzino si trova sempre più spesso nel gruppo dei pari deve acquisire dei nuovi ruoli l'identità
è molto diversa da prima.
Affinchè questa identità si
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Progettazione e valutazione
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Progettazione e valutazione dell'intervento - materiale completo per affrontare l'esame
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Paniere Progettazione e valutazione
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