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Prodotti dietetici lez. 22.30.11.2021

Ricordiamo sempre il discorso dell’altra volta, ossia sulla distinzione primaria sulle diverse categorie, stiamo affrontando questa tipologia di prodotti specifici destinati ad alimentare in maniera ben definita alcune categorie, che possono essere persone sane o che presentano patologie.

Queste tipologie di prodotti possono anche intersecarsi tra di loro, possiamo avere dei prodotti che possono essere dedicati alla prima infanzia, però possono ricadere all’interno di questa tipologia, quindi sommiamo le diverse normative in modo da descrivere questi stessi prodotti.

Prodotti per il controllo del peso

Adesso concentriamoci sulla seconda parte che veniva trattata all’interno del regolamento 609, questa parte è dedicata in maniera specifica al controllo del peso.

Adesso stiamo indicando in maniera specifica quelli che sono i sostituti dell’intera razione alimentare giornaliera, quindi non un semplice sostituto di pasto, oppure una barretta, questi sono dei prodotti calibrati e realizzati affinché si abbia una reale possibilità di controllare le calorie e nutrienti.

Questa è una delle poche categorie che è sopravvissuta all’abolizione degli ADAP. Noi abbiamo un target che sono le persone quindi decisamente in sovrappeso/obese che devono beneficiare di un apporto controllato ipocalorico, quindi abbiamo bisogno di capire se vi sono prodotti che possono sostituire l’intera razione giornaliera, oppure possono essere presentati in maniera diversa, ossia come sostitutivi di uno o più pasti.

Quindi, noi possiamo prendere in considerazione l’alimentazione completa con questi prodotti per tutte le diverse tipologie di pasto, colazione, merenda, pranzo, cena, ancora possiamo inserire questi prodotti come sostituenti di alcuni pasti.

Devono riportare indicazione “sostituto dell’intera razione alimentare giornaliera per il controllo del peso” o “sostituto di un pasto per il controllo del peso”.

Siccome noi abbiamo un target specifico che è quello di controllare l’apporto calorico, prendiamo come standard per un adulto normale 2000 kcal, noi con questi prodotti sull’apporto giornaliero giochiamo sulle 800/1200 kcal.

Ragioniamo che l’apporto di 800 kcal è alquanto basso. Quindi la normativa cerca anche di evitare di mandare un messaggio troppo pesante di riduzione energetica che potrebbe essere controproducente nell’individuo.

Il raggiungimento dello scopo, quindi della dieta ipocalorica richiede tempo, non si può pretendere che in un arco di tempo irrisorio si raggiungano dei risultati miracolosi.

Sono dei processi lunghi, se noi abbiamo un bilancio energetico basta che appunto lo spostiamo verso un incremento della riduzione degli introiti, l’organismo tenderà pian piano a sfruttare le risorse che ha.

Noi non dobbiamo avere fretta perché il restringimento da un punto di vista dietetico deve fare in modo che l’organismo continui a lavorare in maniera normale, cioè se uno studia, lavora ecc., questa diminuzione energetica non dovrebbe impattare in maniera importante sul suo rendimento e sulla durata dell’attività che svolge, inoltre non dobbiamo perdere nutrienti, sia macronutrienti che micronutrienti.

Tendiamo a limitare in maniera importante la porzione dei grassi, eliminandoli completamente o raggiungendo un valore normale/suggerito.

Il messaggio principale è questo, la sostituzione dell’alimentazione con questa tipologia di prodotti dev’essere controllata dal dietologo, endocrinologo, in maniera da essere sicuri di come risponderà l’organismo.

Qui c’è un’indicazione per quanto riguarda le proteine e l’indice chimico, ricordiamo che quando abbiamo fatto le modalità di valutare le proprietà delle proteine, possiamo usare anche questo sistema per valutarne la qualità delle proteine.

Queste sono delle tabelle di quantitativi di sostanze, di prodotti che possiamo addizionare in questi preparati che vengono ottenuti ma ci interessa tanto quanto.

All’interno della normativa abbiamo anche l’indicazione di quelle che sono le sostanze che possiamo addizionare, le tipologie, anche i diversi sali, esteri che possiamo inserire.

Qua vediamo una parte inerente alla “colina inositolo”, vediamo che tutte le tipologie di questo possono essere addizionate all’interno, ricordiamo che nella stessa norma abbiamo tutti i prodotti per i lattanti e poi vediamo anche la parte inerente agli alimenti destinati ai fini medici speciali, anche in questo caso possiamo addizionare quasi tutto.

Prodotti addizionati e sostituti di pasto

Normalmente questi prodotti che troviamo sono degli alimenti addizionati, strutturati in maniera ottimale ma se non sono controllati e valutati appositamente dal medico, sono semplicemente sostituitivi di pasto che possiamo utilizzare adesso per smorzare l’appetito, oppure un domani durante il lavoro nelle varie pause.

Vediamo dei prodotti, come l’Herbalife che viene proposto come un pasto completo, dove praticamente troviamo di tutto, troviamo la parte proteica, soprattutto soia, poi abbiamo fonti di lipidi come l’olio di soia, come zucchero troviamo il destrosio, poi ci sono una serie di vitamine e sali minerali, guardiamo tutta la serie di additivi alimentari che vengono utilizzati per realizzare questo prodotto, gomma di guar, carragenina, gomma xantanica, pectina, agenti agglomeranti come la silice.

Troviamo il tocoferolo che non è utilizzato in questo caso non come vitamina ma come additivo alimentare antiossidante insieme al palmitato di ascorbile.

Un prodotto del genere dal punto di vista nutrizionale potrebbe essere interessante, ma severamente si deve sostituire un pasto con questo prodotto oppure pensare di regolamentare la mia alimentazione in una maniera più interessante.

Vediamo sempre dell’Herbalife una barretta proteica, questa viene presentata arricchita con vitamine, questo è un prodotto che di base non azzecca niente con delle barrette che controllano il peso, quindi attenti a valutare un po’ le informazioni.

Quindi, io do questo prodotto se devo in qualche modo fornire un nutriente, come le proteine ad esempio, ad uno sportivo, una persona che per qualche motivo ne ha bisogno, ma questo non rientra come un concetto di barretta per favorire il controllo del peso.

Anche se poi vediamo l’etichetta nutrizionale, anche pensando a quello visto prima su quelli che sono gli apporti nutrizionali, si deve stare attenti ai bilanci giornalieri.

Un prodotto invece che si avvicina maggiormente ai sostitutivi di pasto come li intendiamo all’interno di questa norma, vengono presentati come sostitutivi di un pasto, questa linea è estremamente ricca di prodotti, dobbiamo ragionare sul loro uso.

Qui leggiamo che una barretta equivale ad un pasto, stiamo apportando 203 kcal per prodotto, dire solo è relativo perché dobbiamo immaginare anche l’appagamento emotivo nel dare un prodotto come questo cioè è sicuramente buono e costruito benissimo però potrebbe essere anche una modalità di alimentarsi che un paziente poi non accetti tantissimo, cioè si mangia la barretta ma poi siamo al punto di prima, si ha necessità di un qualcosa di più articolato.

Qua c’è scritto che “evernit protein è un sostituto del pasto per il controllo del peso, ipocalorico”, “ipocalorico” ni, nel senso che se lo paragoniamo con un pranzo in agriturismo può essere ipocalorico ma bisogna sempre paragonare con il fabbisogno.

Poi troviamo “giusto equilibrio tra proteine, carboidrati, grassi, vitamine e sali minerali”, ovviamente il giusto equilibrio è discutibile, perché lo dobbiamo confrontare con quelle che sono le linee guida.

Inoltre sottolineiamo la dicitura “può essere utilizzato quando è necessario sostituire un pasto in modo rapido e semplice, durante lavoro, viaggi, ecc.”, questo è un approccio diverso.

Cioè, ci sta dicendo che questo è un prodotto che possiamo utilizzare quando vogliamo, che è diverso da ciò che è il messaggio che viene riportato nella norma inerente ai sostitutivi di pasto dell’intera razione giornaliera, ci dev’essere un progetto a monte, non è che non si possa inserire un prodotto come questo.

Attenzione a non confondere queste tipologie di prodotti, questa non è un’alternativa rispetto a quei prodotti che noi diamo come reali sostitutivi di pasto.

Alimenti destinati ai fini medici speciali

Questi alimenti destinati ai fini medici speciali hanno un’organizzazione a monte estremamente complessa.

Abbiamo qua in mente il paziente, devo dunque avere chiare le necessità del paziente e poi preparare questi prodotti, non come nel caso della barretta precedentemente illustrata che la può usare X target, ma dipende un po’ dai casi, qua è diverso l’approccio.

All’interno di queste tipologie di alimenti che noi abbiamo visto essere riconosciuti dal ministero e vediamo riportati anche nel sito, abbiamo gli alimenti ai fini medici speciali, gli alimenti senza glutine, poi abbiamo già visto le formulazioni per i lattanti.

Nel registro noi possiamo avere sia l’indicazione dei singoli prodotti, quindi con tutte le informazioni, significa che il ministero le ha controllate dal punto di vista formale e rispecchiano le indicazioni imposte dalla legge, oppure possiamo avere le indicazioni per impresa.

Esiste un registro transitorio, perché tornando al discorso delle norme visto la scorsa settimana per i prodotti per lattanti, possiamo avere delle norme che stanno finendo, nel senso che le normative sono già state abrogate, però non è che dal momento che noi facciamo entrare in funzione quella normativa tutto viene eliminato, perché sarebbe anche poco corretto dal punto di vista dei produttori che avevano già investito su certe linee, quindi si dà il tempo materiale di adeguarsi alle nuove norme, dove poi dal registro transitorio verranno man mano eliminati i prodotti e rimarrà poi quello finale.

Questi sono tutti prodotti che in linea di massima sono erogabili, quindi per noi farmacisti è importante questo aspetto perché ci coinvolge nel momento che dobbiamo distribuire questi prodotti sia nella farmacia territoriale oppure possono essere dei prodotti che passano direttamente all’interno delle farmacie ospedaliere.

Con lo stesso meccanismo che abbiamo visto prima, l’aspetto chiave di questi prodotti è il controllo medico, quindi dobbiamo capire se questi prodotti possono rappresentare un’alimentazione completa oppure se al solito possono essere degli alimenti i quali possono essere inseriti nell’alimentazione, come vedremo per la fibrosi cistica, in modo da aiutare l’alimentazione di questi pazienti particolari.

Sono prodotti che utilizziamo nel caso di disordini, alterazioni, disturbi della capacità di assunzione, digestione e assorbimento, metabolismo o escrezione.

Quindi, in qualunque fase noi abbiamo una problematica fisiologica, patologica dell’alimentazione, noi possiamo entrare in merito con questi prodotti.

Importante questo aspetto, perché poi lo vedremo anche nell’alimentazione forzata, questi possono essere:

  • Alimenti completi, dal punto di vista nutrizionale, quindi con classiche formulazioni standard dell’apporto di carboidrati, lipidi, proteine, questi alimenti rappresentano l’unica fonte di energia, sono quelli più importanti, noi dobbiamo pensare a tutte le esigenze dell’individuo, ma rispecchiano un’alimentazione classica, quindi non abbiamo grandi variazioni rispetto a quello che ci aspettiamo di nutrienti da fornire.
  • Alimenti completi che devono essere adattati ad una specifica malattia, questo è un po’ diverso, perché in questo caso dobbiamo essere sicuri di apportare tutto ciò che serve per le necessità nutrizionali, ma dobbiamo anche ragionare se abbiamo esempio un paziente diabetico, oppure un paziente che abbia qualche problematica a livello di metabolismo degli zuccheri o degli amminoacidi, quindi dobbiamo modificare la formulazione affinché si abbia la sicurezza nel fornire tutti i nutrienti evitando, oppure aggiungendo delle sostanze specifiche.
  • Alimenti incompleti, si hanno delle formulazioni delle preparazioni alimentari per coprire un certo tipo di fabbisogno, quindi lo si affianca come prodotto ad un’alimentazione classica, questi alimenti incompleti necessitano di un piano alimentare, che non rappresentano dunque l’unica fonte di nutrimento.

In farmacia territoriale non ne vedremo tanti di questi prodotti, se non nemmeno uno, perché troppo specifici.

Come riconosciamo questi prodotti?

  • L’aspetto più semplice è quello dei formalismi dell’etichetta, quindi l’indicazione “alimento dietetico destinato ai fini medici speciali”.
  • Vi sono indicazioni del valore energetico espresso in kcal e in kJ, abbiamo poi il contenuto dei macronutrienti, protidi, lipidi e carboidrati, poi al solito l’indicazione dei quantitativi medi.
  • Un’indicazione che non troviamo molto spesso è l’indicazione dell’osmolarità, lo troviamo indicato spesso nei prodotti per gli sportivi.
  • Eventuali informazioni sull’origine delle proteine e degli idrolisati proteici.
  • Avvertenze importanti, nel caso in cui il prodotto sia destinato ad alimentazioni particolari o patologie particolari, oppure stati che non troviamo indicati negli integratori alimentari.
  • Possiamo trovare la dicitura “indicato per il regime alimentare di”, a seguire poi malattie, stati patologici per cui il prodotto è indicato.

Quindi, si hanno dei focus molto più mirati rispetto ai prodotti visti fino ad adesso.

Sempre nella normativa ci riporta degli allegati con l’indicazione eventualmente per la destinazione ai lattanti, oppure diversi da quelli destinati ai lattanti.

Un’indicazione specifica per questi prodotti è il bollino blu, dove troviamo l’indicazione appunto “alimento ai fini medici speciali” “prodotto erogabile”.

Quindi nel momento in cui troviamo questi formalismi possiamo dire che abbiamo a che fare con un alimento destinato ai fini medici speciali.

Quando andiamo a ragionare sugli alimenti destinati ai fini medici speciali molto spesso ci viene da pensare che siano complessi, questo per esempio è un budino.

È un prodotto in cui ci sono tutti i formalismi, tutta la parte inerente all’energia, la parte inerente alle macrocomponenti, troviamo poi indicazioni sulle vitamine e i sali minerali.

Se andiamo al banco frigo del supermercato troviamo delle preparazioni simili a queste, ovviamente non simili a livello di componenti vitaminiche e di sali minerali, però molto semplici.

Questo è un prodotto che noi possiamo utilizzare per pazienti anziani, pazienti che hanno disfagia o problematiche nella deglutizione ed è utile per apportare i nutrienti.

Diventa un alimento ai fini medici speciali poiché è stato studiato in maniera apposita per apportare tutti questi nutrienti all’interno della dieta.

Vediamo un prezzo pari a 14,75 euro per 4 coppette.

Noi possiamo passare da un prodotto come il latte per i lattanti, che lo troviamo in un’altra parte della normativa, questo però può essere trasformato, poiché assume un uso specifico in questo caso dal punto di vista digestivo, allora diventa un alimento destinato ai fini medici speciali.

Lo stesso latte al quale sono stati aggiunti prebiotici, ed è stato formulato in maniera particolare, va a variare dal punto di vista normativo e rientra all’interno di questa tipologia di prodotti.

In maniera simile possiamo avere tante altre preparazioni, troviamo questo Normast, che serve per il controllo del quadro dei lipidi nell’organismo ma ha anche altri effetti a livello della componente neuronale.

Questo contiene una molecola specifica, ossia la palmitoiletanolamide, sembrerebbe più un farmaco per come è stato concettualizzato, ma la presenza dei formalismi di legge me lo riporta all’interno degli alimenti ai fini medici speciali, con lo stesso logo che abbiamo visto prima.

Qui classica fustella in quanto è un prodotto erogabile, poi vediamo che un’indicazione è specifica per cui è stato indicato il Normast, proprio un’indicazione sull’iper-reattività tissutale mastocita-indotta, nonostante sia un alimento ha un’azione maggiormente mirata dal punto di vista farmacologico, ci capita di trovare in farmacia dei prodotti molti differenti tra di loro.

Alimenti aproteici o ipoproteici

Nei formalismi anche qui vediamo che ci possono essere dei formalismi come per esempio “alimenti incompleti dal punto di vista nutrizionale con una formulazione… adattata ad una specifica malattia che non sono adatti ad essere utilizzati come unica fonte di nutrimento”.

In questo caso noi abbiamo una serie di prodotti che devono essere affiancati a quella che è l’alimentazione normale.

La norma ci indica che noi possiamo avere due tipologie di prodotti che sono i prodotti aproteici o prodotti ipoproteici, dunque abbiamo un contenuto di proteine differente per quanto può essere il residuo che si può trovare all’interno di questi prodotti, per legge il riferimento principale è che non dovrebbero superare l’1% di quantitativo, al massimo per gli ipoproteici siamo al 2%.

Si tratta di un quantitativo molto basso se pensiamo alle esigenze che abbiamo giornalmente all’interno dell’organismo.

Una complicazione ulteriore di questi prodotti è che può essere

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I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Aspirina01 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Prodotti dietetici e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Cagliari o del prof Tuberoso Carlo Giovanni Igniazio.
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