Il processo metodologico
Il lavoro sociale è caratterizzato da diverse trasformazioni che richiedono un ripensamento della gestione dei servizi, del rapporto con l’utenza e le organizzazioni di servizio. L’elemento più importante che ha inciso sulle trasformazioni è la partecipazione sociale attiva delle persone, delle famiglie, del Terzo Settore. La metodologia del processo d’intervento è diventata sotto quest’aspetto una condizione fondamentale per valorizzare le responsabilità e promuovere azioni concrete e condivise con l’utente e il suo contesto formale e informale.
Il processo metodologico nasce dal modello sistemico-relazionale sviluppato in Italia intorno agli anni Ottanta a partire dalla riflessione generale dei sistemi applicata allo studio dei gruppi umani e delle organizzazioni. La teoria generale è stata elaborata da Von Bertalanffy, che definì il sistema come un insieme di elementi influenti tra loro, supponendo l’esistenza di un’interdipendenza tra le parti e la possibilità di un cambiamento attraverso la reversibilità della relazione.
La teoria sistemica relazionale
La teoria sistemica relazionale si fonda sullo studio delle relazioni comunicative degli individui. La comunicazione tra gli individui si può suddividere in:
- Sintassi, si occupa dei segni.
- Semantica, si occupa del significato dei segni.
- Pragmatica, osserva l’influenza di comportamento nella comunicazione tra gli individui.
La teoria sistemica prende in considerazione il terzo elemento della comunicazione, la pragmatica, che prevede, secondo uno dei più grandi esperti di comunicazione umana Paul Watzlawick, cinque assiomi basilari:
- È impossibile non comunicare: ogni comportamento, atteggiamento, scelta (il modo di vestirsi, la scelta di praticare o meno uno sport, le passioni che uno può coltivare ecc.) comunica qualcosa agli altri e a sé stesso.
- Ogni comunicazione ha un contenuto e una relazione: il contenuto che dice che cosa si sta comunicando, mentre la relazione dice che tipo di relazione si vuole instaurare con la persona a cui ci si rivolge. Ad esempio il dire a qualcuno “Chiudi la porta” esprime un contenuto, ma la relazione e la reazione dell’altro dipende dal tono di voce e dal comportamento utilizzato.
- Il modo di interpretare la comunicazione dipende dalla punteggiatura delle sequenze delle comunicazioni fatte, perciò è importante considerare e osservare allo stesso tempo i comportamenti di tutti i comunicanti, perché ognuno è influenzato e influenza l’altro.
- La comunicazione è analogica e numerica: la prima si basa sulle somiglianze tra la comunicazione e l’oggetto della comunicazione. Rientra nella comunicazione analogica anche la comunicazione non verbale. Ad esempio se incrocio le braccia sul petto, sto comunicando, per analogia, una chiusura. La comunicazione numerica riguarda l’uso delle parole, dei segni arbitrari organizzati da una sintassi logica, cioè di segni usati convenzionalmente per rappresentare qualcosa.
- Tutte le interazioni tra i comunicanti possono essere simmetriche o complementari. Si ha una comunicazione simmetrica quando gli interlocutori si considerano sullo stesso livello e nessuno dei due vuole prevalere o essere subordinato all’altro, solitamente questo tipo di comunicazione si ha nei rapporti informali, tra amici e colleghi. Si ha una comunicazione complementare quando gli interlocutori non considerandosi sullo stesso piano, uno dei due è in una posizione superiore e l’altro subordinato, come può avvenire tra un dipendente e un superiore o tra mamma e figlio.
L’approccio sistemico-relazionale nel servizio sociale
L’approccio sistemico relazionale nel servizio sociale implica un cambiamento radicale nel modo di vedere la realtà. Richiede all’assistente sociale la creazione di una mappa mentale che considera i diversi livelli sistemici che sono coinvolti nella sua professionalità quotidiana e coglierne le interrelazioni, considerando che ogni limitazione di confini è una scelta discutibile e soggettiva che può essere adeguata alla comprensione o all’intervento ma è una visione parziale.
Si può osservare la persona nel suo contesto familiare, e questo in relazione alla rete familiare o alla comunità, ma si può osservare anche l’assistente sociale nel servizio e le interazioni che sviluppa nell’organizzazione e nel contesto sociale in cui lavora. Da un punto di vista strutturale operativo, secondo Dal Pra Ponticelli, il processo metodologico è uno schema di riferimento concettuale che guida e orienta in modo scientifico l’azione dell’assistente sociale. Esso inoltre qualifica un intervento di tipo professionale.
Le fasi del processo metodologico
Il procedimento metodologico è suddiviso in diverse fasi operative. Le fasi del processo metodologico si susseguono in ordine logico, una dopo l’altra, ma alcune di esse, come la fase della valutazione, continua durante tutto il processo di aiuto. La caratteristica importante del processo metodologico è la sua unitarietà delle fasi, in quanto si attua indistintamente con la singola persona, organizzazione e/o comunità. Ciò che cambia sono la normativa, risorse e strumenti a disposizione.
Parliamo di processo metodologico perché:
- L’aiuto professionale dell’assistente sociale non è mai un atto o un insieme di atti singoli, bensì una successione di fatti aventi tra loro un nesso;
- Si instaura una relazione/rapporto con la persona e/o utente di conoscenza reciproca per poter intervenire in modo adeguato;
- Non è un semplice rispondere alla domanda di un bisogno o di un problema, ma è un cammino da fare;
- È un percorso partecipato che ha una sua logica interna, degli obiettivi da raggiungere e delle risorse e strumenti da mettere in atto per aiutare singole persone, famiglie, gruppi e comunità;
- Non è un aiuto standardizzato o ripetitivo, ma mira al benessere psico-sociale e ambientale della persona che si rivolge al servizio;
- Considera il bisogno come una globale situazione di una persona che ha una storia e un futuro, dando rilievo alle risorse della persona come mezzo più importante per fronteggiare il problema. insieme;
Differenza tra processo e procedimento metodologico
Il processo metodologico è l’azione che svolge l’assistente sociale per risponder