Concetti Chiave
- L'esame della procalcitonina è fondamentale per differenziare tra patologie batteriche e virali, determinare l'antibioticoterapia e valutare la risposta terapeutica e la prognosi del paziente.
- Il laboratorio ha implementato regole di gap per evitare richieste inappropriate, come l'obbligo di attendere 90 giorni tra le rilevazioni dell'emoglobina glicata.
- È stato introdotto un sistema che richiede giustificazioni cliniche per le richieste di esami, aumentando l'appropriatezza attraverso pop-up di avviso per richieste errate.
- Il "phlebotomist" gioca un ruolo cruciale nel processo pre-analitico, assicurando l'identificazione corretta del paziente e l'etichettatura delle provette prima del prelievo.
- Le procedure di segnalazione delle identificazioni errate variano tra i laboratori, con Verona che annulla gli esami errati e richiede report, mentre Vicenza registra meno errori.
Indice
Utilizzo della procalcitonina
l’esame della procalcitonina, utilizzato per fare diagnostica differenziale tra patologia batterica e patologia virale, per determinare l’antibioticoterapia, per valutare la risposta alla terapia o per la valutazione prognostica del paziente. Fino a poco tempo fa, per constatare che vi fosse una di queste situazioni da diagnosticare e osservare, era obbligatorio confrontarsi con il laboratorio prima di prenotare l’esame.
Regole di gap e richieste
Per migliorare l’appropriatezza delle richieste, il laboratorio ha inserito delle regole di gap o regole temporali di non ripetibilità: ad esempio l’emoglobina glicata non può essere richiesta prima che siano passati 90 giorni dalla rilevazione precedente. Nel caso in cui il clinico lo richieda prima dei 90 giorni apparirà un pop up di avviso, e, se insiste nel ritenere necessario l’esame in anticipo rispetto a quanto descritto dalle linee guida, dovrà prenotarlo telefonicamente dopo essersi confrontato con un medico del laboratorio.
Un altro metodo introdotto è l’aggiunta di domande di natura clinica per giustificare la richiesta di un esame. La richiesta appropriata, inoltre, viene incentivata da esami che si escludono a vicenda: per esempio talvolta capita che l’infermiera di turno possa confondere la proteina C reattiva con la proteina C della coagulazione, in questi casi, in base alle altre voci richieste nell’esame, come ad esempio la procalcitonina o l’esame emocromo citometrico, appare un pop up che metta in evidenza la richiesta che si discosta dalle altre, creando quindi un sistema intelligente per favorire il laboratorio. Tuttavia, ciò che aiuta maggiormente resta il dialogo tra clinico e laboratorista.
Errori di identificazione del paziente
Gran parte delle attività cliniche pre-analitiche vengono portate a termine dal “phlebotomist”, cioè da colui che effettua il prelievo: egli deve identificare il paziente, la vena o l’arteria, il corretto ago per il prelievo, e deve evitare la stasi venosa. Dopo aver etichettato le provette - cosa che deve essere sempre effettuata prima di prelevare il campione – deve essere identificato il paziente. È stato stimato che l’errata identificazione del paziente comporta il 2% degli errori e, nonostante il valore sia basso, bisogna considerare che non sempre si identificano prelievi errati, quindi la percentuale reale potrebbe essere più alta. Questa teoria è supportata anche dal confronto tra i dati dell’ospedale di Vicenza e di Borgo Roma a Verona: a Vicenza si sono registrati 30 errori di identificazione del paziente in un anno, mentre a Verona più di 300, tuttavia è inverosimile che ci sia una differenza così elevata. Questa disparità può essere spiegata se si pensa al fatto che a Verona, per disposizione aziendale, se ci si rende conto dell’errata identificazione del paziente l’esame viene annullato ed è obbligatorio sia che il reparto mandi una e-mail al laboratorio, sia che compili un form di incident reporting.
Domande da interrogazione
- Qual è l'importanza dell'esame della procalcitonina nella diagnostica clinica?
- Come vengono gestite le richieste di esami per migliorare l'appropriatezza?
- Qual è il ruolo del "phlebotomist" nella prevenzione degli errori di identificazione del paziente?
- Come si spiega la disparità negli errori di identificazione del paziente tra diversi ospedali?
L'esame della procalcitonina è fondamentale per differenziare tra patologie batteriche e virali, determinare l'antibioticoterapia, valutare la risposta alla terapia e fornire una valutazione prognostica del paziente.
Il laboratorio ha implementato regole di gap che impediscono la richiesta di esami come l'emoglobina glicata prima di 90 giorni dalla precedente rilevazione, e introduce domande cliniche per giustificare le richieste, incentivando un sistema di richiesta appropriata.
Il "phlebotomist" è responsabile dell'identificazione corretta del paziente e della corretta etichettatura delle provette, poiché l'errata identificazione può causare fino al 2% degli errori, con possibilità che la percentuale reale sia più alta.
La differenza nel numero di errori di identificazione tra l'ospedale di Vicenza e quello di Borgo Roma a Verona può essere attribuita alle politiche aziendali di quest'ultimo, che annullano gli esami in caso di errata identificazione e richiedono un report formale.