Concetti Chiave
- La PCT guida il trattamento antibiotico, determinando sia la durata che la necessità di somministrazione, attraverso protocolli basati su valori specifici.
- Utilizzare i protocolli PCT consente di ridurre la durata della terapia antibiotica, portando a minori resistenze e costi per le strutture sanitarie.
- I valori di PCT sono indicatori della gravità dell'infezione; valori elevati sono associati a condizioni gravi come la sepsi e influenzano gli esiti clinici.
- La FDA ha stabilito indicazioni per l'uso della PCT, specialmente nel monitoraggio della terapia antibiotica in pazienti ricoverati e ambulatoriali con infezioni respiratorie.
- È stata implementata una pratica per garantire l'appropriatezza prescrittiva della PCT, riducendo le richieste inappropriate di oltre il 50% mediante una telefonata al medico di laboratorio.
Utilizzo della PCT nel trattamento antibiotico
La PCT viene utilizzata per guidare il trattamento antibiotico sia per quanto riguarda la durata sia per quanto riguarda la decisione di non somministrare la terapia antibiotica. Esistono proprio dei protocolli che si basano sui valori ottenuti di PCT nel paziente; utilizzando questi algoritmi è possibile decidere di interrompere la terapia antibiotica sotto determinati valori. È importante ridurre al minimo la durata della somministrazione di antibiotici per evitare effetti collaterali e soprattutto per ridurre le resistenze antibiotiche, un problema grossissimo all’interno dei reparti. Ad esempio, per valori di PCT inferiori a 0,25 ng/ml è possibile evitare di dare o stoppare la terapia antibiotica in un paziente.
Risparmio e resistenza antibiotica
Chi si è occupato di fare un’analisi di economia sanitaria ha visto che utilizzando questi protocolli per decidere quanto far durare la terapia antibiotica, ha dimostrato che c’è un risparmio in numero di giorni di durata del trattamento; questo significa minore resistenza e meno costi per l’azienda.
I valori di PCT correlano con la carica batterica e la gravità del danno: tanto più importante il danno infettivo, tanto più elevati saranno i valori di PCT. Ad esempio, in un processo grave come la sepsi (infezione sistemica grave, che può portare alla insufficienza multiorgano – MOF), si avranno valori di PCT estremamente elevati; inoltre, i valori di PCT correlano gli outcomes, sia con la morbidità sia con la mortalità (es. valori di calcitonina all’ingresso correlano con la durata del ricovero). Si parla di sepsi quando sono presenti insieme una sindrome da risposta infiammatoria sistemica e anche un’infezione conclamata.La FDA ha sviluppato delle indicazioni riguardo a utilizzo appropriato della PCT: la PCT viene utilizzata per monitorare la terapia antibiotica sia nei pazienti ricoverati sia nei pazienti ambulatoriali, in cui abbiamo infezioni delle vie respiratorie (polmoniti), e anche nel prendere una decisione riguardo alla sospensione della terapia antibiotica.
Nel 2012 è stato introdotto il dosaggio della procalcitonina all’interno del laboratorio; inizialmente era richiedibile con modulo libero da tutti i reparti. In un anno, il budget del laboratorio ha sforato a causa delle richieste di procalcitonina. Dall’anno successivo è stata messa in atto una pratica per perseguire l’appropriatezza prescrittiva, facendo in modo che l’esame venisse richiesto solo nelle situazioni cliniche in cui fosse effettivamente utile: è stata imposta la telefonata al medico di laboratorio per richiedere la PCT in emergenza/urgenza e concordare l’esame. Facendo questo le richieste sono crollate di più del 50% (non veniva detto di no al clinico, ma la chiamata scoraggiava la richiesta da parte del clinico). Ora è stata tolta la telefonata e la PCT è richiedibile in emergenza/urgenza.
Domande da interrogazione
- Qual è il ruolo della PCT nel trattamento antibiotico?
- Come influisce l'uso della PCT sui costi e sulla resistenza antibiotica?
- Qual è la correlazione tra i valori di PCT e la gravità delle infezioni?
- Come è cambiata la pratica di richiesta della PCT nei laboratori?
La PCT guida la durata e la decisione di somministrare o meno la terapia antibiotica, permettendo di interrompere il trattamento sotto determinati valori, come ad esempio per valori inferiori a 0,25 ng/ml.
L'analisi di economia sanitaria ha dimostrato che l'uso di protocolli basati sulla PCT riduce la durata del trattamento antibiotico, portando a minori resistenze e costi per le aziende.
I valori di PCT sono direttamente correlati alla carica batterica e alla gravità del danno; in casi gravi come la sepsi, i valori di PCT sono estremamente elevati e correlano con morbidità e mortalità.
Dopo un eccesso di richieste, è stata implementata una pratica per garantire l'appropriatezza prescrittiva, richiedendo una telefonata al medico di laboratorio per le richieste in emergenza, riducendo così le richieste di oltre il 50%.