PROBABILITA"
CAPITOLO 12
12 1 .
. nascita risale alla metà del XVII secolo
PROBABILITÀ = insieme dei criteri con cui si misura D = carteggio tra Pascal e Fermat, dove
la possibilità che un evento incerto si manifesti analizzavano dei giochi d'azzardo
esperimento casuale = operazione/attività che si esegue più volte e il cui risultato ad ogni replica è incerto
es. lancio moneta o estrazione pallina da un’urna
D
CARATTERISTICA IMPORTANTE: esperimenti possono
essere ripetuti nelle stesse condizioni
↓ ciò consente di costruire modelli matematici che descrivono il
comportamento di eventi casuali associati alla ripetizione dell'esperimento
si ha un insieme di dati che:
1. sono ottenuti effettivamente replicando più volte un esperimento casuale
2. sotto certe condizioni, sono equiparabili
sono generati da un meccanismo casuale
12 2
.
.
ESPERIMENTO = attività che può essere condotta e ripetuta in condizioni controllate per studiare un fenomeno di interesse
↓
esperimento deterministico se produce un unico prevedibile risultato ciascuna replica dell'esperimento darà luogo
D
= se l’acqua viene portata a 100º l'unico risultato è che bollirà allo stesso risultato
J
esperimento casuale se gli esiti non possono essere previsti con certezza la singola esecuzione di un esperimento
= lancio di una moneta D casuale è detta PROVA
* i possibili esiti sono noti e specificabili singolo evento detto EVENTO ELEMENTARE
D
prima che l'esperimento venga eseguito ed è indicato con ω
insieme di tutti gli eventi elementari è detto
D SPAZIO CAMPIONARIO ed è indicato con Ω
* lo spazio campionario può essere costruito con l'ausilio di un diagramma chiamato albero degli eventi
ESEMPI:
- ·
soluzione soluzione
soluzione soluzione
lo spazio campionario può contenere un numero finito, un’infinità numerabile e un'infinità non numerabile di eventi elementari
= detti CONTINUI
= detti DISCRETI
spazio campionario è sempre riducibile a un insieme di punti, ognuno dei quali rappresenta un evento elementare
semplice se è costituito da un singolo evento elementare
EVENTO = sottoinsieme dello spazio campionario Ω composto se è costituito da due o più eventi elementari
si realizza se si manifesta uno degli eventi elementari che lo compongono
ESEMPI:
eventi di maggiore interesse = quelli composti, i cui eventi elementari condividono qualche proprietà comune
data la corrispondenza tra eventi e insieme di punti, lo studio delle relazioni
tra eventi è riconducibile allo studio delle relazioni tra insiemi
illustrazione utile per descrivere gli insiemi e per mostrarne le relazioni reciproche è il diagramma di Venn
= diagramma che rappresenta insieme con punti contenuti in
un cerchio, rettangolo o altra figura geometrica piana
• spazio campionario = rappresentato con un rettangolo
• generico evento = rappresentato con un cerchio o
un’ellisse nel rettangolo
siano A e B 2 eventi arbitrari dello spazio campionario Ω
(a) EVENTO UNIONE di A e B, indicato con A B = formato da tutti gli eventi elementari che
∪
appartengono ad A, a B o ad entrambi
(b) EVENTO INTERSEZIONE di A e B, indicato con A B = formato da tutti gli eventi elementari che
∩
appartengono sia ad A che a B i due eventi si dicono disgusti o incompatibili se non hanno
alcun evento elementare in comune, cioè se A B = 0 detto anche evento impossibile
∩
-
(c) EVENTO COMPLETARE di A, indicato con A = formato da tutti gli eventi elementari di Ω che non
appartengono ad A
ESEMPIO: soluzione
le operazioni di unione e intersezione possono essere estese a più di 2 eventi
siano A , A , …, A k eventi definiti sullo spazio campionario Ω
1 2 k
• la loro unione, indicata con A A … A , è data dall'insieme degli
1 2 k
∪ ∪ ∪
eventi elementari che appartengono ad almeno uno di essi
• la loro intersezione, indicata con A A … A , è data dall'insieme
1 2 k
∩ ∩ ∩
degli eventi elementari che appartengono a tutti gli A
i
gli eventi A , A , …, A costituiscono una PARTIZIONE DELLO SPAZIO CAMPIONARIO Ω se sono soddisfatte le tre condizioni:
1 2 k
1. A = o
/ /
1
2. Ai Aj = o con i = j
/
/
∩
3. A A … A = Ω
1 2 k
∪ ∪ ∪
funzione P(•) assegna una probabilità a ogni elemento di una famiglia di sottoinsiemi di Ω
queste sono erratiche per piccoli valori di n e tendono
dominio = è costituito da una collezione di insiemi a stabilizzarsi intorno a dei valori costanti, p e p , al
A B
crescere di n
ciò porta ad identificare le probabilità degli
eventi A e B con le loro frequenze relative
MISURA DI PROBABILITÀ = funzione definita su una data famiglia di sottoinsiemi di Ω che soddisfa le seguenti proprietà
stabilisce che la probabilità non è negativa
• P(A) > 0, per ogni evento A
• P(Ω) = 1 assegna probabilità 1 all'evento certo che un qualsiasi evento elementare si verifichi
asserisce che la probabilità che uno di essi
• P(A A …) = P(A ) + P(A ) + …, per ogni sequenza di eventi disgiunti
1 2 1 2
∪ ∪ si realizzi è pari alla somma delle loro
probabilità
questi 3 assiomi costituiscono i fondamenti della teoria della probabilità e
sono conosciuti come ASSIOMI DELLA PROBABILITÀ di Kolmogorov
da questi assiomi si possono derivare ulteriori proprietà
• P(o) = 0
/
• P(A) < 1, per ogni evento A
- regola dell’evento complementare
• P(A) = 1 - P(A), per ogni evento A regola della somma
• P(A A ) = P(A ) + P(A ) - P(A A ), dove A1 e A2 sono eventi arbitrari
1 2 1 2 1 2
∪ ∩
interpretazione CLASSICA = probabilità dell'evento A è il rapporto tra il numero di casi favorevoli al verificarsi di A e
(Pierre-Simon Laplace) il numero totale di casi possibili, purché siano equiprobabili
2 limiti: soffre di circolarità ed è applicabile solo quando gli eventi elementari sono equiprobabili
interpretazione FREQUENTISTA = se si ripete un esperimento un gran numero di volte nelle
legge empirica del caso stesse condizioni, ciascuno dei possibili eventi si verificherà con
una frequenza relativa approssimativamente uguale alla sua
probabilità
problema = richiede che l'esperimento sia ripetibile, quindi non copre il campo degli eventi
non ripetibili la cui incertezza può essere comunque espressa in termini probabilistici individui diversi con la stessa o
interpretazione SOGGETTIVA = probabilità di un evento è il grado di convinzione diversa quantità di informazioni
che un individuo ha nel verificarsi di un evento possono arrivare a probabilità
differenti per il medesimo evento
* famiglia di eventi sui quali è definita la funzione P(•) può essere molto ampia processo di assegnazione delle probabilità
anche per uno spazio campionario che contiene un numero moderato di punti agli eventi è semplificato quando lo spazio
campionario è discreto
QUI è sufficiente assegnare una probabilità ad ogni evento elementare
spazio campionario continuo = assegnazione della probabilità P(•) va fatta prendendo in
considerazione famiglie di intervalli (impossibile assegnare probabilità ai singoli punti)
problema con riferimento a spazi campionari composti da un numero finito = probabilità di un qualsiasi evento A si ottiene
N di eventi elementari, nel caso in cui le probabilità di questi sono note sommando le probabilità degli eventi elementari
che appartengono ad A
Σ
P(A) = P(ω )
i
A
quando gli eventi elementari sono equiprobabili, diventa
P(A) = N / N,
A
dove N è il numero di eventi elementari contenuti in A
A
ESEMPI: soluzione
soluzione
soluzione soluzione
dati due eventi A e B di Ω, interessa la probabilità di B supponendo che A si sia già verificato
indicata con P(B|A) ed è chiamata
es. lancio di una moneta = probabilità dell'evento "croce nel 1º lancio" (evento B), PROBABILITÀ CONDIZIONATA
ammesso che si sia verificato l'evento "almeno 2 volte testa" (evento A)
se A e B sono 2 eventi dello spazio campionario Ω e P(A B)
∩
P(B|A) =
P(A) > 0, la probabilità condizionata di B dato A è P(A)
ESEMPI: soluzione soluzione nota come REGOLA DEL PRODOTTO
la probabilità dell'evento (A B) può essere scritto come P(A B) = P(B|A)P(A)
∩ ∩
scambiando i ruoli di A e B, si può scrivere P(A B) = P(A|B)P(B)
∩
* può essere generalizzata al caso di k eventi
ESEMPIO: soluzione
12 6
.
. due eventi A e B si dicono INDIPENDENTI se
concetto molto importante = indipendenza tra eventi D P(A B) = P(A)P(B)
∩
dati 2 eventi A e B, con P(A)>0 e P(B)>0, queste condizioni sono equivalenti:
a. P(A B) = P(A)P(B)
∩ ciò mostra come la relazione di indipendenza tra due eventi sia simmetrica
b. P(B|A) = P(B) D
c. P(A|B) = P(A)
* la condizione b. stabilisce che, se A e B sono indipendenti, la probabilità di B non
viene alterata dall'informazione che l'evento A si è verificato
* la condizione c. indica che, se A e B sono indipendenti, la probabilità di A non
viene alterata dall'informazione che l'evento B si è verificato
ESEMPI: soluzione
c
·
on
soluzione ⑭
la definizione di indipendenza può essere estesa al caso di tre o più eventi
tre eventi A, B e C sono indipendenti se sono soddisfatte le seguenti condizioni
P(B C) = P(B)P(C)
P(A B) = P(A)P(B) ∩
∩ P(A B C) = P(A)P(B)P(C)
P(A C) = P(A)P(C) ∩ ∩
∩
12 F
. .
si hanno due urne:
• la prima, U , contenente 4 palline bianche e 6 nere estrazione a sorte di un'urna e poi di una
1 D
• la seconda, U , contenente 3 palline bianche e 5 nere pallina dall'urna selezionata
2
se la pallina estratta sia di colore bianco, qual è la probabilità che provenga dall'urna U1,
se le due urne hanno la stessa probabilità di essere selezionate?
quando un evento A può essere visto come il risultato ("effetto") di uno tra k possibili eventi
problemi così si verificano
("cause"), C , C , ..., C , che costituiscono una partizione dello spazio campionario
1 2 k
considerando la partizione dello spazio campionario Ω formata dai k eventi C , C , ..., C
1 2 k
allora la probabilità di C , ammesso che A si sia verificato, è data da
i nota come
P(C )P(A|C )
i i
P(C |A) =
i FORMULA DI BAYES
D
k
Σ P(C )P(A|C )
j j
1
=
j
* P(C |A) = probabilità a posteriori ; P(C ) = probabilità a priori della causa C
i i i
ESEMPI: soluzione soluzione
soluzione
VARIABILE CASUALE = quantità il cui valore dipende dall'esito di un esperimento casuale
detta anche variabile aleatoria o variabile stocastica
es. esperimento del triplo lancio di una moneta
si può creare una variabile casuale assegnando a ogni
esito dell'esperimento il numero di volte che appare testa
es. esperimento del lancio di 2 dadi
si associ a ogni esito la somma dei numeri sulle facce superiori
con l'introduzione della
dato lo spazio campionario Ω di un esperimento casuale, una variabile casuale X(ω) è una variabile casuale X si opera la
funzione definita su Ω che associa un numero reale x ad ogni evento elementare ω di Ω trasformazione degli eventi
elementari di Ω in punti
dell'asse reale
numero finito di valori
variabile casuale X è detta DISCRETA se può assumere infinità numerabile di valori
indicato con x uno specifico valore della variabile casuale X, la probabilità da assegnare a
questo valore è data dalla probabili
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