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Basi dell'assistenza infermieristica

Evoluzione dell'assistenza infermieristica

È importante ripercorrere gli eventi storici dell'assistenza poiché significa parlare dell'infermiere e delle prime infermiere. La fisicità è vista ancora oggi come l'approccio per educare la persona a compiere tutte quelle attività che sono volte al soddisfacimento delle proprie necessità, quindi essere costantemente vicino al paziente. L'infermiere è votato verso l'assistenza di chi soffre. Assistenza significa "ad", presso, e "sistere", stare vicino, quindi lo traduciamo "stare accanto".

Pensiero arcaico e periodo dei filosofi

Nel pensiero arcaico, la malattia veniva concepita come un male esterno causato dalla magia demoniaca. Nel periodo dei filosofi, greci e pre socratico, la malattia viene vista come un processo interno all'organismo. In questo periodo, infatti, Ippocrate concepisce la malattia, discrasia, come la perdita dell'armonia naturale, eucrasia, collegata all'ambiente.

Pensiero cristiano e periodo medievale

Nel pensiero cristiano, la salute era vista come salute del corpo e salvezza dell'anima, si era rivolti verso la carità e automaticamente la malattia non è più punizione. Nel periodo medievale, l'assistenza è esercitata dal clero nei monasteri, dove l'approccio assistenziale era rivolto alla malattia, determinata da condizioni di disagio sociale.

Umanesimo e scoperte tra 600 e 900

Nell'umanesimo, con le nuove scoperte in ambito scientifico e medico, si ha un approccio scientifico verso la salute e la malattia. Nel periodo che va dal 600 al 900 assistiamo a grandi scoperte ma anche a uno studio sistemico dei fenomeni naturali e ci si orienta verso l'osservazione di segni e sintomi del malato. Nell'800 le malattie vengono classificate in base alla loro causa, quindi eziologicamente. Nel 900 le scoperte in ambito molecolare e della genetica portano ad un approccio più evoluto verso la malattia.

Medicina prima di Cristo e periodo cristiano

La medicina prima di Cristo viene vista come magia, l'assistenza era rivolta principalmente verso le donne per via della gravidanza. Nascono le valetudinaria, piccoli ospedali, dove si curavano schiavi e soldati, ed erano i servi a prestare assistenza. In questo periodo emergono Ippocrate e Galeno. Galeno fece importantissime ricerche nell'ambito dell'eziologia. Ippocrate manifesta il suo rifiuto verso l'intervento divino nel processo di malattia, di conseguenza c'è il rifiuto di qualsiasi terapia approccio matico nei confronti della malattia.

Epoca cristiana

Il cristianesimo modifica il significato di assistenza; il cristiano, per salvare la propria anima, inizia a prendersi cura dei bisogni fondamentali della persona. L'opera della prima chiesa cattolica è organizzata in diaconie (dal greco "diaconos" che significa "uno che viene incontro al bisogno"), vere e proprie istituzioni con mansioni di assistenza pubblica. In questo periodo nasce per la prima volta il primo servizio di assistenza domiciliare e sociale. I diaconi e le diaconesse avevano il compito di andare a visitare e curare gli infermi nelle proprie case, e, soprattutto, soccorrerli nell'ambito dei propri bisogni primari: attuavano le cure igieniche, eseguivano medicazioni, imboccavano persone non auto efficienti, distribuivano l'elemosina e i generi di prima necessità.

In questo periodo si distingue una nobildonna, Fabiola, che, nel 380 d.C., fonda il primo ospedale dove vengono accolti e curati malati di ogni tipo, da così vita ai primi ospedali cristiani. Nel IV secolo d.C. ci fu il riconoscimento della religione cristiana grazie all'imperatore Costantino, che permise di istituire una struttura organizzativa e gerarchica della Chiesa, di conseguenza la valorizzazione della Chiesa portò alla nascita di un ospedale gestito dal clero maschile. Questi ospedali non sono un’istituzione medica ma sono un’istituzione ecclesiastica, nata più per assistere che per guarire, prestavano assistenza al fisico ma il loro reale obiettivo era di dare sollievo all'animo del malato; quindi, queste istituzioni si fondavano su fede e amore e non tanto sulla tecnica e sulla scienza. I destinatari di questa assistenza continuavano ad essere i vagabondi, i senzatetto, gli orfani, i lebbrosi, gli insani di mente, i poveri, gli storpi ecc. C'è stato un passaggio da assistenza di solidarietà ad un’assistenza di beneficenza. I cristiani sono stati i primi infermieri proprio perché erano votati verso una misericordia corporale.

Medioevo (476 - 1492)

La povertà rappresenta un grave problema in questo periodo, iniziano a diffondersi diverse malattie (peste, tifo, lebbra, ecc.), la cui maggior parte dovute a carenze igieniche, e quindi anche una carenza alimentare, tutto ciò portava a una durata della vita molto breve. La medicina medioevale diffusa non era ancora una medicina scientifica e i rimedi forniti non erano in grado di arrivare ad una diagnosi accurata. Ai malati venivano somministrate diete speciali, purganti o salassi per equilibrare i 4 umori: sangue, flegma (liquido denso prodotto dalle mucose nelle vie respiratorie), bile gialla e bile nera (sottolineate da Ippocrate).

Con le invasioni barbariche, che determinarono la nascita del regno romano-barbarico, si assiste ad un’instabilità del governo, ma dal punto di vista economico e politico ci fu uno sviluppo locale che portò stabilità attraverso i feudi. La sola istituzione era la Chiesa, articolata nelle campagne dei feudi sottoforma di monasteri dove veniva esercitata l'assistenza, ed è qui che nasce il monachesimo (un grande esponente fu Benedetto da Norcia). Questi monasteri diventano dei centri religiosi ma anche culturali ed economici che fornivano ospitalità e assistenza. Anche in questo periodo la medicina è poco sviluppata, l'attenzione è volta verso l'ospitalità. Nei monasteri, colui che assisteva era l'infermierus, un monaco, che accoglieva e assisteva i malati e i bisognosi. I monasteri svolsero un ruolo fondamentale perché avevano il compito di conservare il sapere classico. In questo periodo gli infermi venivano custoditi piuttosto che curati, si dà un asilo e un’assistenza molto elementare e rivolta a salvare l'anima. I ricchi erano gli unici che riuscivano a rivolgersi ai medici mentre i poveri potevano rivolgersi solo a guaritrici, erboriste e streghe (periodo in cui venivano perseguitate le donne accusate di stregoneria).

Basso medioevo (1200 - 1400)

In questo periodo si ha uno sviluppo delle città grazie a uno sviluppo di partiti economici e politici, queste città iniziano ad essere delle sedi per la lavorazione industriale industriali quindi si iniziano ad affermare i traffici commerciali ciò permette la nascita delle arti e delle cooperazioni, queste iniziano a dar vita a degli ospedali, quest'ultimi fanno sì che nascano le prime università. L'assistenza inizia ad essere vista come un diritto per alcune categorie di persone ma gran parte dell'assistenza continua ad essere in mano alla Chiesa e la diagnosi, la terapia e l'assistenza sono ancora poco sviluppate (soprattutto in occidente rispetto all'oriente). Sorgono i primi ospedali, rispettando una magnificenza del tempo, anche se le esigenze assistenziali vengono parzialmente curate cioè si inizia a prendere in considerazione non soltanto l'aspetto esteriore ma anche le esigenze assistenziali. Infatti, si iniziano a differenziare le diverse corsie per tipologie di malati.

Umanesimo (1400 - 1500)

Nell'Umanesimo il corpo viene visto come un insieme di fenomeni naturali che si possono osservare e comprenderne la natura, in questo periodo la scienza medica inizia ad acquistare una identità, queste nuove idee vanno ad ispirare la medicina all'interno delle università, soprattutto quelle di Padova e Bologna. Il medico, in questo periodo, è una figura di alta classe sociale con una formazione universitaria, ricopre una posizione di privilegio ma soprattutto si distacca dalle attività assistenziali.

Secoli XVI - XVII (1500 - 1600)

In questo periodo si ha un grande progresso scientifico, di conseguenza anche la medicina inizia ad avere voglia di conoscenza e di sapere; infatti, in ambito medico si hanno grandi scoperte. Alcuni nomi importanti:

  • William Harvey, che scoprì la circolazione sanguigna.
  • Marcello Malpighi, che scoprì i vasi sanguigni e studiò la struttura degli organi.
  • Bernardino Ramazzini, che studiò la prevenzione, quindi la correlazione tra malattia e l'attività lavorativa.

Oltre a questi progressi, in questo periodo si pongono le basi per lo sviluppo di altre figure di carattere filosofico come:

  • Galileo Galilei, che ha dimostrato l'efficacia del metodo scientifico, capace di legare la teoria all'esperienza empirica.
  • Cartesio, filosofo francese, che vede nel corpo, separato dall'anima pensante, come una macchina sottoposta a leggi naturali.

La medicina passa da magia a scienza, l'approccio alla malattia diventa di tipo biomedico. Gli ospedali diventano luoghi di diagnosi e di cura. Pur essendoci scoperte in ambito medico queste non possono influenzare lo stato di salute della popolazione poiché quest'ultima vive ancora in ambienti igienici scadenti, dormono in letti sporchi, l'acqua che bevono è inquinata e quindi compaiono le epidemie.

Il Concilio di Trento aveva imposto delle regole severe nei confronti degli ordini religiosi, quindi si affermava la riforma protestante, la quale portò ad un nuovo assetto dell'assistenza. In questo periodo assistiamo alla riduzione del personale religioso adibito all'assistenza, si inizia a reclutare personale laico anche se appartenente a ceti sociali inferiori, sottopagati e incapaci di comprendere il valore dell'assistenza, questa situazione porta alla nascita di nuovi ordini religiosi che tentano di recuperare le originarie funzioni caritatevoli dell'assistenza cercando di adattarle alle moderne concezioni assistenziali.

Proprio in questo periodo emergono delle figure che rappresentano i riformatori dell'assistenza che si fecero interpreti di una nuova e rinnovata presenza cattolica all'interno delle strutture assistenziali ospedaliere:

  • Giovanni di Dio, fondatore dell'ospedale "Fatebenefratelli" dove si contemplava la figura di infermiere maggiore e minore.
  • Camillo de Lellis, che fonda i Camilliani, e dedicò particolare attenzione alla formazione degli infermieri e all'organizzazione del lavoro.
  • Vincenzo de' Paoli, che fonda le Compagnie delle Figlie della Carità, inizialmente formate da ricche dame della nobiltà.

I riformatori erano quasi tutti infermi prima di diventare infermieri e furono i primi a comprendere che era necessaria un’assistenza specifica per stare a fianco al malato (l'assistenza infermieristica), questi affermavano che l'ideale dell'assistenza infermieristica era studiare singolarmente ogni caso, ciò portava a studiare i bisogni degli infermi: rifare i letti, accudire i pazienti; e capirono che per essere infermiere le allieve dovevano saper leggere e scrivere. Questa ideologia, però, si veniva a scontare con una realtà pesante, poiché c'era un numero di ordini religiosi minore rispetto alle necessità assistenziali, ciò confermò e aumentò la presenza dei laici, che venivano pagati, che provenivano da strati sociali molto bassi ed erano inadatti a svolgere anche le più semplici mansioni riguardanti il malato.

Illuminismo

A partire dal '700 la cultura illuministica, che sottomise la religione, permette di affermare una mentalità scientifica, quindi basata sul metodo sperimentale, e le mutazioni delle condizioni economico-sociali, soprattutto della borghesia, portarono a far sì che lo Stato affermò il suo ruolo di responsabile dell'assistenza, di conseguenza ciò portò ad un ridimensionamento delle istituzioni religiose. Una diminuzione dell'afflusso dei religiosi negli ospedali comportava un impoverimento dell'assistenza. La Chiesa si è sempre affermata in ambito assistenziale poiché faceva leva sulla preparazione del suo personale religioso. Pur essendo un periodo di progresso scientifico: nascita delle indagini diagnostiche nella gravidanza, nasce la narcosi durante le pratiche chirurgiche, la scoperta dei microrganismi, l'importanza dell'igiene per salvaguardare la salute del paziente. Tutto ciò adattato ad una nuova concezione degli ospedali, identificati come luoghi di cura delle malattie, di conseguenza viene meno la mentalità di assistenza verso i bisognosi. Le nuove concezioni cliniche organizzative e igieniche vengono acquisite dai medici, ciò porta l'infermiere a svolgere mansioni prettamente domestiche e di sorveglianza. La carità cristiana viene sostituita da una solidarietà laica fondata sulla ragione. L'ospedale diventa sempre di più luogo dove studiare le malattie piuttosto che assistere le persone bisognose. Negli ospedali viene curato il soggetto considerato lavoratore utile alla società, i poveri continuano a stare negli ospizi, i ricchi vengono curati a casa, i medici possono ricevere insegnamenti dalle università mentre gli infermieri vengono considerati domestici, il loro compito principale era pulire, ciò è legato al fatto che ci troviamo di fronte ad una classe infermieristica molto analfabeta e spesso dedita all'alcol.

In Inghilterra

Grazie a Florence Nightingale, è in Inghilterra che nasce e si sviluppa la professione infermieristica. In questo periodo c'è un grande processo innovativo che permette all'Inghilterra di espandersi e fa fronte ai progressi industriali: nascono macchine moderne ed emerge un aumento della produttività. Ciò porta ad aumento della vita media, quindi assistiamo ad una riduzione della mortalità, i servizi igienici dei sanitari migliorano, la medicina si afferma e diventa scienza: nascono le diagnostiche sperimentali e la farmacologia. Ed è proprio la richiesta in questo particolare momento storico che porta a una grande richiesta di infermieri, nasce la necessità della professione infermieristica come disciplina scientifica. Chi si adoperò per trasformare la professione infermieristica in una disciplina scientifica è Florence Nightingale, la più importante teorica del nursing. La Nightingale nasce da un'importante famiglia inglese dell'alta borghesia, ed ha sempre sentito la vocazione di aiutare gli altri ma inizia a distinguersi con la guerra di Crimea, dove la sua vita cambia radicalmente. Il suo operato è rivolto a formare nuovi infermieri, forma la prima scuola di infermieri all'interno dell'ospedale "S. Thomas" dove recluta 15 infermieri per un corso della durata di 1 anno. Sicuramente questa scuola ha rappresentato il centro più importante della formazione infermieristica moderna. Le infermiere dovevano vivere all'interno del convitto, coordinate da una direttrice, definita la matron. 12 maggio = giornata dell'infermiere (nascita della Nightingale) La Nightingale è passata alla storia per aver evidenziato l'importanza della preparazione culturale dell'infermiere, la dedizione, la vocazione e la missione della scelta della professione, ma queste infermiere non devono essere necessariamente religiose, inoltre afferma che l'infermiere doveva percepire un regolare stipendio. Nel 1910, con la scomparsa della Nightingale, vediamo molte donne colte uscite dalla scuola di formazione della Nightingale iniziano a ricoprire ruoli importanti in altrettanti importanti ospedali. Iniziano a mettersi alla guida della professione determinando un cambiamento della formazione infermieristica.

Il Novecento

I cambiamenti della formazione infermieristica:

  • Il corso passa da 1 anno a 3 anni.
  • Ci fu una corretta definizione del professionista, non più relegato a servizi domestici ma ottenne un vero status sociale molto più elevato del precedente.

Nel 1919, sempre in Inghilterra, nacque l'albo delle infermiere, affidato al General Nursing Council per avere un efficace controllo della professione infermieristica, non più effettuata dallo Stato. Doveva essere la stessa professione a controllare. La grande svolta in Gran Bretagna portò ad un aumento delle scuole di formazione e, inoltre, nel 1948 nacque, grazie al governo laborista, il servizio sanitario nazionale.

In America

La Nightingale influenzò anche gli Stati Uniti per quanto riguarda la condizione infermieristica. L'assistenza era nata dall'opera di molte persone, in particolare dall'opera di molte donne della media e alta borghesia che decisero di prestare assistenza soprattutto per migliorare le condizioni delle prigioni, rispondere ai bisogni fondamentali della popolazione e cercare di creare dei luoghi per curare e assistere gli schiavi e i malati. Nel 1948, in America ci furono moltissimi migranti, quindi era necessario fornire un’assistenza nel caso di emergenza e catastrofi/guerra. In America, è stata Clara Barton a dare un grande contributo all'assistenza infermieristica. Ci troviamo nel periodo della guerra civile americana e nonostante fosse impiegata si è improvvisata infermiera, e, insieme a 2000 donne, diede assistenza ai malati. Questa attività infermieristica così organizzata sicuramente diede una svolta importante per quanto riguarda la presenza laica in ambito assistenziale, poiché fino a quel tempo era tipica della Chiesa cattolica. L'elevato livello di professionalità che l'infermiera raggiungerà, in America, è dovuto a...

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Scienze mediche MED/45 Scienze infermieristiche generali, cliniche e pediatriche

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher AdeR22 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Principi dell'assistenza infermieristica e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Daniele Daniela.
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