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Architettura dell’Ottocento: eclettismo e revivals: il neogotico

Sono caratteristiche che fanno riferimento al periodo che va dalla seconda metà del 700 all’intero 800. In questo periodo si parla di “morte dell’arte”, per dar vita a un nuovo modo di esprimersi, si stanno aprendo le porte all’estetica moderna.

Con il termine eclettismo si intende il complesso delle esperienze architettoniche dal 1750 alla fine del 1800, in cui gli architetti sono liberi di adottare indifferentemente stili diversi (rinascimentale, barocco, romanico, gotico…); non esiste un’espressione estetica che uniforma questo periodo, per cui anche in uno stesso edificio è possibile trovare un miscuglio di stili e forme estetiche diverse. In questo momento termina il classicismo e inizia il movimento moderno; nel medioevo si aveva una forma artistica libera e nuova ma dalla seconda metà del 400, con l’inizio del Rinascimento in Italia, si torna ad apprezzare le forme dell’antichità, si afferma quindi il classicismo caratterizzato dal rimando all’arte e all’architettura dell’epoca classica, in particolare all’architettura romana (con i vari stili architettonici ionico, dorico, ecc).

Karl Friedrich Schinkel opera tra il 1820-30 a Berlino. Un esempio è Schauspielhaus in cui troviamo un forte richiamo all’architettura greca; un altro è la chiesa di Friedrichswerder con riferimenti all’architettura gotica.

Per revival architettonico si intende invece la ripresa di un determinato stile del passato, uno e soltanto uno, e l‘attribuzione allo stesso di un valore di natura teorica e ideale che supera i confini dell’architettura. Un esempio è il Palazzo di Westminster a Londra di Charles Barry con l’ausilio di Augustus Pugin (1836-1860, ricostruzione dopo incendio del 1834): si tratta di un’opera nuova con estrema regolarità degli elementi, in cui troviamo però dei riferimenti formali del medioevo, in particolare allo stile gotico. Il Neogotico diventa per gli inglesi un motivo di orgoglio nazionale, perché fa riferimento a un’epoca felice in Inghilterra; mentre per l’Italia il periodo di massima grandezza artistica e culturale è il Rinascimento, in Inghilterra è al contrario il Medioevo.

Parallelismo letterario

Per eclettismo si intende l’atto di mettere insieme le parti migliori di un qualcosa, ad esempio di una persona come accade nell’opera Frankenstein di Mary Shelley; nel caso dell’architettura si mettono insieme ad esempio una colonna dorica, un arco gotico ecc. Il revival consiste invece nella scelta di un periodo storico e renderlo immortale prendendolo come riferimento, come ad esempio l’opera Dracula ispirata a un personaggio storico reale.

L’eclettismo storicista in Francia

Jacques-Ignace Hittorf - Ci troviamo sul finire della prima metà dell’800, in questo periodo viene scoperta la policromia degli edifici antichi, abbiamo sempre immaginato che l’architettura classica fosse bianca o color pietra ma in realtà gli edifici della Grecia antica erano coloratissimi. Hittorf, studioso di questo tema, ci restituisce un edificio greco a colori che irrompe nella cultura dell’800 in cui si aveva la convinzione opposta. È una grande novità che avvia l’interesse nella cultura del momento, in particolare a Parigi. In questo periodo si iniziano a utilizzare nuovi materiali come il ferro e il metallo, ma non si sa con quali caratteristiche estetiche e formali utilizzarli, inizialmente si pensava di utilizzarli seguendo le forme del passato. Lo stesso Hittorf si rende conto che questo linguaggio antico caratterizzato dall’uso di colori sgargianti, si adatta bene alle costruzioni in ferro.

  • Chiesa di St. Vincent de Paul - Parigi (1830-1844)
    Presenta un porticato di ordine ionico, realizzato in scala sproporzionata; quindi non si tratta di una semplice riproduzione di un tempio greco ma di una reinterpretazione in chiave moderna. All’interno troviamo una copertura tradizionale in legno.
  • Gare du Nord - Parigi (1861-1865)
    È una stazione ferroviaria, fino a quel momento era impensabile riuscire a coprire una superficie così grande, ciò viene reso possibile grazie all’introduzione del nuovo materiale, il ferro. All’esterno abbiamo forme che rimandano al passato, all’architettura barocca e tardo-rinascimentale, mentre all’interno troviamo elementi nuovi che rompono con la tradizione come la struttura metallica e la copertura in ferro.

Henry Labrouste (1801-1875) - È uno dei protagonisti dell’800, ha modo di studiare in Italia e in particolare soggiorna a Villa Medici a Roma dove studia l’architettura antica, nel 1830 torna a Parigi dove apre uno studio/scuola in cui progetta e insegna allo stesso tempo. La sua opera da progettista si basa molto sul riconoscimento degli aspetti costruttivi e funzionali; il progetto non deve rimanere sulla carta ma deve poter essere realizzato.

  • Biblioteca di S.te Geneviève - Parigi (1861-1865)
    Una delle sue opere più importanti, vengono utilizzate ancora forme del passato ma si trova il modo di farle interagire tra loro. All’interno troviamo una copertura metallica con archi a tutto sesto che corrisponde in facciata. La pianta è rettangolare con sviluppo longitudinale caratterizzato dalla ripetizione di un modulo, è un edificio a due navate (ovvero lo spazio libero da mura e pilastri) infatti vi sono le pareti esterne in muratura e un’unica fila centrale di pilastri metallici. Utilizza una struttura in ghisa, quindi estremamente sottile per ottenere spazio. La facciata è neorinascimentale, poiché fa riferimento al Rinascimento ma appartiene a un’epoca successiva. È presente l’unione tra forma e utilizzo perché le pareti presentano l’incisione dei nomi degli autori dei testi contenuti al suo interno.
  • Biblioteca nazionale - Parigi (1868)
    Viene riproposto il tema delle colonne in ghisa nella sala di lettura, le finestre non sono nelle pareti perimetrali ma vengono aperte in copertura, nelle volte a vela, perché non essendoci ancora la luce elettrica, ritiene che sia meglio un’illuminazione zenitale, cioè dall’alto.

Entrambe le opere sono successive alla rivoluzione del 1848.

La crisi del classico: il sublime

La crisi del classico è il concetto alla base dell’architettura del 400, periodo in cui in Italia nasce il rinascimento, riutilizzando i caratteri dell’architettura antica classica. Con il barocco ci sarà una trasformazione di questa architettura per poi arrivare al neoclassicismo (1800) in cui si ha la ripetizione dell’architettura antica. Un fenomeno caratterizzante questo periodo è il Palladianesimo, in cui gli architetti si ispirano a Palladio; un esempio è la Villa di Chiswick, di Lord Burlington.

A un certo punto questa ripetizione inizia a diventare monotona, si inizia a guardare oltre; il classico entra in crisi e si approda così al sublime, che è una realtà che fa paura come il mare in tempesta, un uragano, una foresta in cui non passa luce.

Neogotico in Inghilterra

Si ripropongono le forme dell’architettura gotica, si pensa che riproporre opere con le forme del passato sia qualcosa di nuovo. Esempi di opere:

  • Stazione di St. Pancras – Londra
    È una stazione ferroviaria dalle forme gotiche. Si tratta quindi di una nuova tipologia di edificio che risponde alle nuove necessità attraverso però la ripresa di forme del passato.
  • Tower Bridge – Londra
    Si tratta di due torri gotiche.

Augustus Welby Pugin (1812-1852) - Non è un vero e proprio architetto ma dà uno sviluppo fondamentale all’architettura neogotica. Si converte al cattolicesimo. Il revival inizialmente era collegato a poche persone, che amavano i periodi culturali precedenti, ma in seguito diventa una vera e propria moda, tutti vogliono lo stile gotico. Si passa da una cerchia di dilettanti a un fenomeno che riguarda una sfera sociale più ampia. Pugin sosteneva che non era lecito riprodurre forme gotiche senza riproporre il loro originario contenuto religioso; inoltre l’architettura gotica era migliore di quella greco-romana così come il Cristianesimo era migliore della religione pagana.

Nell’opera Contrasts Pugin fa un parallelismo tra i nobili edifici del Medioevo e i corrispondenti edifici della sua epoca, con la dimostrazione dell’attuale decadenza del gusto.

John Ruskin (1819-1900) - È uno dei principali sostenitori del Gothic Revival, pensatore e scrittore, sostiene che il valore puramente figurativo e naturalistico dell’architettura che diviene pura costruzione (non-arte) in mancanza dell’adeguato ornamento. L’architettura si differenzia dall’arte poiché ha uno scopo pratico, deve funzionare ed essere resistente nel tempo.

Teoria del restauro: JR sostiene che gli edifici del passato non vanno restaurati, ma semplicemente curati con la manutenzione o lasciati allo stato di ruderi. Polemica contro Viollet-Le-Duc in Francia e contro la manomissione degli edifici antichi che stava apportando la città industrializzata.

Sette lampade dell’architettura è uno dei suoi testi, per lampada si intende qualcosa che fa chiarezza su un argomento, in questo caso sull’idea dell’architettura. Principale contenuto è la critica delle falsità contenute nella produzione contemporanea: suggerisce un tipo di struttura diverso da quello reale (è contrario all’uso del metallo); il rivestimento delle superfici allo scopo di fingere altri materiali rispetto a quelli reali (è contrario a ingannare l’osservatore); l’impiego di ornamenti fatti a macchina (è contrario al lavoro fatto a macchina che simuli un lavoro fatto a mano), sottolinea il valore dell’artigiano contrapposto a quello della produzione industriale.

Le pietre di Venezia è un altro testo fondamentale, dedicato a Venezia e alle sue architetture antiche di epoca gotica. Nel capitolo la natura del gotico accusa la disumanizzazione del lavoro industriale, con la quale si perdeva la “magia” tipica del carattere corale della produzione architettonica gotica, in cui l’operaio ha ampio margine di creatività; il lavoro deve produrre gioia. (Joy in labour)

William Morris (1834-1896) - Egli studia ad Oxford e collabora con artisti, interessandosi alla teologia, alla letteratura medievale e alle opere di Ruskin; nel 1857 conosce Dante Gabriele Rossetti con cui si avvicina all’arte, per poi arrivare all’architettura. Sostiene che l’architettura abbraccia l’intero ambiente della vita umana, non possiamo sottrarci da essa poiché rappresenta l’insieme delle modifiche e delle alterazioni operate sulla superficie terrestre, in

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Ingegneria civile e Architettura ICAR/18 Storia dell'architettura

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher nicoletucci di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Storia dell'architettura e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli studi Gabriele D'Annunzio di Chieti e Pescara o del prof Giannantonio Raffaele.
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