Lezione 1: regole comuni, stabilità
Oggi sarebbe impossibile vivere senza perché solo così si possono garantire convivenza.
E concludiamo contratti: ogni giorno, senza accorgercene, quando compriamo qualcosa, quando accettiamo un servizio, persino con un semplice gesto. Tali contratti possono essere verbali o scritti.
Dietro queste azioni c’è un sistema giuridico pronto a intervenire se nascono problemi. È proprio questo bisogno di certezza nei rapporti di diritto, che giustifica l’esistenza del indispensabili per mantenere la pace sociale.
Il diritto non è qualcosa di astratto, ma una necessità concreta: serve ad assicurare ordine e stabilità.
L’ordinamento giuridico e le fonti
Nel diritto pubblico si studia l’ordinamento giuridico e i sistemi di produzione delle norme, chiamate fonti.
Una legge può essere approvata dal Parlamento.
Oppure può nascere come decreto-legge, emanato dal Governo e poi convertito dal Parlamento, con o senza modifiche.
Le vie per produrre norme, quindi, sono diverse.
Dal punto di vista didattico si distinguono vari rami:
- Diritto pubblico;
- Diritto privato;
- Diritto commerciale;
- Diritto industriale, ecc.
In realtà, però, le norme non vivono separate: funzionano tutte insieme come un unico sistema. La divisione serve solo a livello di studio. Per questo è fondamentale capire la gerarchia delle fonti, cioè quali norme prevalgono su altre.
Diritto pubblico e privato
Spesso pubblico e privato si intrecciano.
- A volte il pubblico, es. un Comune, agisce come un privato.
- Altre volte i privati svolgono funzioni pubbliche.
Esempio: in urbanistica, se il Comune non realizza il piano particolareggiato, i proprietari privati possono proporre una convenzione di lottizzazione, che il Comune approva. Così pubblico e privato collaborano.
Diritto e morale
Il diritto non è separato dalla morale.
Esempio: l’art. 2034 c.c. sulle obbligazioni naturali stabilisce che, se una persona fa una prestazione per dovere morale o sociale, non può poi chiederne la restituzione. Se do dei soldi per solidarietà, non posso pretenderli indietro.
Questo dimostra che il diritto nasce dalla società e cambia con essa.
Evoluzione sociale
Esempi di evoluzione sociale:
- Inizio ’900: convivenze ed extraconiugali erano vietate.
- Anni ’70: cambia la morale, i giudici riconoscono forme di solidarietà economica tra conviventi.
- Oggi: le convivenze sono regolate da norme precise.
- Maggiore età: da 21 anni si è passati a 18 anni; inoltre i genitori devono mantenere i figli finché non sono indipendenti economicamente.
- Divorzio: introdotto nel 1975 perché richiesto dalla società, nonostante le resistenze religiose.
Costituzione e poteri dello Stato
In ogni Paese democratico c’è una Costituzione, che contiene i principi fondamentali e i valori supremi. Tutte le altre norme devono rispettarla.
Se il Parlamento approva una legge contraria, la Corte Costituzionale la dichiara illegittima.
In sintesi: il Parlamento legifera, la magistratura giudica e la Corte costituzionale verifica la legittimità della legge.
Anche la giustizia ordinaria prevede più gradi:
- Tribunale.
- Corte d’Appello.
- Corte di Cassazione, che controlla la corretta applicazione delle norme.
Tipi di norme
Le norme possono essere distinte in vari modi:
- Inderogabili: non possono essere modificate dalla volontà dei privati. Es. norme costituzionali.
- Derogabili, o dispositive: le parti possono regolarle diversamente nei loro accordi. Es. pagamento a rate.
Esempio: nella compravendita la legge prevede il pagamento in denaro, ma le parti possono accordarsi con uno scambio di beni. Qui la norma è derogabile.
Al contrario, le norme contro l’usura sono inderogabili: l’art. 1815 c.c. stabilisce che, se in un mutuo si pattuisce un tasso usurario, la clausola è nulla e il creditore non ha diritto ad alcun interesse, anche se il debitore aveva accettato.
Stesso discorso per le norme che vietano le clausole vessatorie nei contratti con i consumatori: se il contratto limita troppo i diritti di una parte, la clausola è nulla.
- Norme materiali: regolano direttamente i rapporti giuridici, es. compravendita, contratto di lavoro, locazione.
- Norme strumentali: disciplinano il processo e il modo di far valere i diritti in giudizio, es. codici di procedura civile e penale.
Esempio: il mutuo è regolato da norme materiali, ma se c’è una lite si applicano le norme processuali.
- Norme generali: hanno applicazione ampia, es. Codice civile per i contratti.
- Norme speciali: regolano settori specifici, es. Codice della navigazione per trasporti marittimi e aerei.
Quando ci sono entrambe, prevale la norma speciale.
- Norme ordinarie: valgono sempre.
- Norme eccezionali: create per casi particolari e non si applicano oltre i casi previsti.
Esempio: durante una pandemia o una guerra possono essere introdotte regole eccezionali, ma valgono solo per quel contesto.
Concetti aperti
Il legislatore non può prevedere ogni caso concreto, quindi usa concetti aperti, che i giudici adattano alla realtà sociale.
Le più importanti sono la buona fede, che deve guidare trattative, conclusione ed esecuzione dei contratti, l’ordine pubblico e il buon costume.
Questi concetti non hanno un significato fisso, ma cambiano con l’evoluzione della società. Grazie a loro l’ordinamento si adatta a nuove situazioni senza creare ogni volta nuove norme.
Lezione 2: fonti del diritto
L’ordinamento giuridico italiano è formato da diverse cioè
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Appunti di Diritto privato - prima parte
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Diritto privato: prima parte
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Prima parte appunti di Diritto privato comparato
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Prima parte