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Pedagogia generale

Introduzione alla pedagogia

Professore Mancini Riccardo

La pedagogia è una scienza che si occupa della formazione dell’uomo. Inizialmente era ritenuta la scienza che si occupava esclusivamente della formazione del bambino. La pedagogia è una delle scienze dell’educazione (è una scienza autonoma all’interno delle scienze dell’educazione) e parte da un’idea di uomo, di persona su cui investe.

La pedagogia nasce come riflessione sull’educazione ed è una scienza in quanto: include rigore, definisce gli ambiti di indagine, impiega un metodo scelto tra quelli che caratterizzano la ricerca pedagogica, possiede un proprio statuto epistemologico.

La nascita della pedagogia

La nascita della pedagogia: gli scritti del vescovo Comenio “Didattica Magna”, il quale indaga le pratiche di avviamento del bambino alla conoscenza del mondo. Con il termine lumicino Comenio si riferisce al nostro potenziale educativo.

La pedagogia sociale

La pedagogia sociale: scienza che investiga sulla trama delle relazioni che instaura un soggetto che si educa con le strutture e sovrastrutture della società. Il cervello rappresenta “il pilota” del nostro comportamento ed ogni attività sociale è determinata dal suo funzionamento. L’idea di cultura specifica i contenuti da apprendere. La pedagogia sociale ha valore all’interno delle agenzie formative (scuola) e all’interno della famiglia. La famiglia è definita da Alberoni come un movimento collettivo a due.

Evoluzione della pedagogia

Da un punto di vista storico il termine pedagogia compare a partire dal V sec. a. C. in una lettera di Euripide risalente al 408. La pedagogia all’epoca si riferiva all’allevamento della prole, al travasare conoscenze spendibili nel quotidiano vivere. La pedagogia era l’educazione dei rampolli nelle case nobiliari. Così la pedagogia si delinea come scienza fondando le sue radici nel Rinascimento e più precisamente nell’Italia fiorentina del XVI sec.

Definizione della pedagogia

La definizione oggi classica di pedagogia è: scienza e arte dell’insegnamento. Scienza perché il successo formativo è dato da riflessione e legittimazione, arte perché si affida alla sensibilità, creatività dell’insegnante. Insegnare significa dare qualcosa, sottoforma di contenuto o altro, quindi di informazione o formazione. Oggi oltre ad insegnamento si parla di apprendimento, spostando l’attenzione dall’educatore all’educando.

La pedagogia nel pensiero cristiano

Nel pensiero cristiano il termine pedagogia si sviluppa come catechismo. La persona umana è dotata di potenzialità interiori profonde che chiedono di essere liberate ed espresse, esse si orientano sul piano:

  • Dell’esistenzialità (cura della salute fisica, psichica)
  • Dell’essenzialità (valorizzazione dello spirito)

Il dovere della pedagogia

La pedagogia ha il dovere di riflettere sul significato e sull’importanza sociale dell’educazione. Occorre partire dal riconoscimento dell’uomo nella sua diversità e unicità. Si tratta di una pedagogia che riflette su chi educa e su chi è educato, promuovendo una società dell’uomo e per l’uomo, fondata sui principi di riconoscibilità del soggetto umano. Parlare di pedagogia così come di educazione significa riflettere sulla persona e sulla sua valenza trascendentale. La pedagogia ha il grande dovere di riflettere sull’importanza e sul significato sociale che ha l’educazione sollecitando criticamente ogni aspetto ad esso appartenente. Tale immagine suggerisce e reclama l’elaborazione di un pensiero umanizzante.

L'affermazione della pedagogia come scienza

Tra l’800 e il 900 la pedagogia inizia ad affermarsi come scienza. La pedagogia è una scienza autonoma. In quanto sapere disciplinare si qualifica come autonoma perché possiede tre elementi caratteristici:

  • Un determinato campo di applicazione rappresentato dalla poliformia dell’educazione e dell’apprendimento
  • Uno specifico statuto epistemologico rappresentato dagli elementi logico conoscitivi riferibili ad un determinato settore
  • L’oggetto di studio rappresentato dalla concezione della persona che dirige l’iter educativo

La relazione tra pedagogia e didattica

Pedagogia e didattica sono scienze affini ma non più sovrapponibili, in quanto anche la didattica è una scienza autonoma. Si diversificano per quanto riguarda lo statuto epistemologico.

Le correnti pedagogiche

Pedagogia deriva dal greco pais (fanciullo) e agoghè (determinato stile di condotta), in tal caso del discente o dell’educatore, nonché il condurre una persona alla sua piena realizzazione). La dottrina pedagogica caratterizza la persona nella sua totalità espressiva e nella sua potenzialità di realizzazione.

Personalismo

Renouvier intendeva difendere il valore della persona. La pedagogia trae la sua origine epistemologica dalla filosofia, dalla quale, dopo essere stata sua ancella, si riscatta per diventare scienza, ed è qui che la pedagogia trova la sua ragione d’essere. Una responsabilità educativa che contempla:

  • Il suo essere scienza dell’educazione
  • Di essere arte filosofica dell’educazione

Riflessione critica sulla pedagogia

Una riflessione critica sulla pedagogia ha l’obbligo di:

  • Indagare sulla formazione e sull’educazione del soggetto contemplandolo nella sua totalità psico-fisica
  • Determinare i fini e gli scopi da perseguire
  • Definire il metodo
  • Definirne l’arte

Il pensiero pansofico

L’espressione di un uomo custode di potenzialità da far esprimere attraverso l’opera educativa è l’ideale pansofico. La lezione comeniana trova espressione nel pensiero di Rousseau dove si sancisce un’educazione secondo natura, in contrasto con quella oppressiva. I principi sono quelli di libertà, sviluppo delle potenzialità del bambino attraverso un contatto diretto con la natura: tutto ciò che è naturale è buono.

Oggetto di studio della pedagogia

L’oggetto di studio della pedagogia è la persona. Il campo di applicazione della pedagogia è l’educazione. Tre correnti della pedagogia:

  • Mistica: Gli esponenti derivanti dalla corrente di Rousseau, i quali hanno un’idea positiva dell’educazione secondo natura. Esempi: Lew Tolstoy (scuola di Jasnaja Polijana fondata sulla libertà del discente), Anton Makarenko, Maria Montessori (corrente scientifica), le sorelle Rosa e Carolina Agazzi (idea di ordine a base della libertà soggettiva) e Maria Boschetti Alberti (sottolineò l’importanza della personalità dell’educatrice). I tre aspetti principali di tale pensiero:
    • Occorre che la pedagogia sviluppi il proprio pensiero al fine di orientare il percorso formativo
    • La pedagogia diviene scienza staccandosi dalla filosofia, assumendosi la responsabilità di cercare percorsi che facilitino l’espressione delle capacità del bambino
    • Divenire scienza dell’educazione che ha per oggetto di studio il processo formativo del soggetto e i rapporti che questi ha con il contesto sociale e culturale. Il bambino è ritenuto “un essere completo” e portatore di aspetti morali, di valori e di relazioni empatiche.
  • Scientifica: Tra i grandi maestri che possiamo annoverare all’interno della corrente scientifica vi è Ovide Decroly (l’educazione è un bisogno e un processo mentale di soddisfazione e maturazione)
  • Filosofica: Concetto teorico e riflessivo di educazione. La pedagogia ha il ruolo di costruzione di veri e propri impianti e sistemi educativi a cui rifarsi nel momento di attuazione dell’educazione. Di qui una pedagogia sistemica che si può ricondurre all’idea kantiana di unità di molteplici conoscenze sotto un unico principio, o hegeliana di raccoglimento delle differenze nella libertà del tutto. Di questa corrente fanno parte John Dewey (agire e fare diretto nelle scuole laboratorio), Edouard Claparede (scuola su misura per incentivare l’attività soggettiva)

Altri autori

Altri autori rimangono esclusi dalla triplice classificazione: Piaget, Gattullo, Freinet, Flores d’Arcais, Leang, Bruner, Mencarelli. In loro si possono rintracciare le basi della pedagogia moderna.

Rousseau: l’educazione secondo natura

Le varie esperienze educative rendono possibile teorie e modelli di pensiero sulle grandi idee:

  • Il mondo come ambiente da rispettare e onorare
  • L’uomo quale espressione metafisica di potenzialità assolute
  • Dio quale ente supremo

Esperienze educative nel XIX secolo

Le esperienze educative che hanno segnato la nascita della ricerca educativa nel XIX sec provengono da due principali correnti di pensiero:

  • Attivismo: Dottrina pedagogica che ebbe inizio sul finire del XIX sec per opera di Dewey. La ricerca della verità è opera di tutte le potenzialità umane. Si fonda su un’idea attiva del processo educativo, quindi di una compartecipazione di docente e discente. Vengono posti al centro gli interessi, l’azione dell’alunno. Ciò ha portato ad una relazione simmetrica docente-discente. L’attivismo portò al passaggio da una visione magistrocentrica ad una puerocentrica. Elementi peculiari:
    • Visione puerocentrica
    • Importanza della psicologia
    • Ruolo secondario del docente visto come guida
    • Personalizzazione del percorso educativo secondo gli interessi e capacità del discente
    • Concezione dell’educazione come prospettiva pratica
  • Positivismo: Nata nella prima metà del XIX sec si ispira all’idea in voga di progresso e celebrazione del metodo scientifico che pone al centro la concretezza e l’esperienza, contro l’idealismo. Si fondò sull’assunto che tutto ciò che è conoscibile è anche misurabile. Tra gli esponenti del positivismo troviamo Compte (certezza scientifica), Spencer (da quale si estrapola la concezione materialista del processo educativo), Mill (pensiero logico), Mach e Ardigò. Elementi:
    • Primato della scienza e del metodo scientifico
    • Negazione di ogni realtà non osservabile e non sperimentabile
    • Metodo induttivo
    • Sociologia e psicologia come scienze autonome
    • Assenza del concetto di apriorismo

Secondo Morselli il positivismo rivaluta come fondamento della conoscenza l’esperienza. La ricerca positivista è sempre orientata all’osservazione e all’analisi del reale. Essendo la ricerca positivista sempre orientata a ciò che è esperibile e verificabile scientificamente, pecca di materialismo, determinismo e meccanicismo, poiché riduce la realtà e la natura a leggi. Critica di Mach: l’oggetto viene ad essere tale se e solo se percepito attraverso le sensazioni. Nonostante le critiche il positivismo lascia in eredità l’importanza che la ricerca scientifica possiede per la conoscenza e la trasformazione sociale. La pedagogia sperimentale pone al centro il metodo positivista: secondo Kelli tutto ciò che è conoscibile è misurabile. La conoscenza della persona passa attraverso strumenti e metodi scientifici che portino a verifiche. Slich: promotore del Circolo di Vienna, sostiene che il significato scientifico di un concetto è costituito dal momento della sua verificabilità, dando un senso all’agire solo se basato su un percorso scientifico verificabile. Le prove diventano fondamento di controllo. Espressione più significativa è quella di Galilei: tutto è oggettivamente osservabile e la matematica riesce ad esprimere la realtà fisica delle cose.

Lezione 006 e 007: I maestri

Tolstoj

Per lui l’educazione è un diritto inalienabile della persona. L’educazione si struttura come insieme di norme e comportamenti e perciò ha l’obbligo di essere accessibile a tutti. Si poteva educare anche senza oppressione e paura date dai castighi. Il principio del suo credo educativo era la libertà. Per questo fondò la scuola Jasnaja Polijana.

Anton Semenovic Makarenko

Il fine dell’educazione è l’uomo collettivo. Creazione e organizzazione della colonia di Gorkij chiamata la Comune: il lavoro all’interno della classe veniva svolto con molto rigore e ai bambini veniva richiesto il massimo sforzo, anche con modi molto duri. Questo modello, anche se criticato da Tolstoy, divenne il tipico modello educativo comunista volto a formare l’uomo collettivo: espressione di un uomo morale, sociale e politico. L’educazione deve essere un’azione comune, che coinvolge in modo naturale insegnanti ed alunni e avviene nelle istituzioni educative. Solo educando nel collettivo è possibile formare in modo significativo e completo. Il collettivo è un vivo organismo sociale. Collettivo che Makarenko problematizza secondo tre direttive:

  • Collettivo pedagogico
  • Collettivo infantile (necessario è il collettivo di pedagoghi)
  • La famiglia

Rosa e Carolina Agazzi

Metodo delle sorelle Agazzi, basato su ordine e rigore. Tale contributo è da collocare, insieme a quello montessoriano, all’interno dell’attivismo pedagogico italiano. In tale metodo è forte l’uso del colloquio, della relazione che le maestre instaurano con i bambini, della pulizia e dell’igiene personale. L’asilo di Mompiano (utilizzo delle cianfrusaglie) proclamava:

  • L’esercizio dell’ordine
  • Il metodo intuitivo
  • L’osservazione delle cose naturali
  • Il gioco
  • L’uso del linguaggio
  • L’operosità
  • I modi gentili

Tutto ciò permette di formare in maniera non diretta, educando al rispetto reciproco e al superamento dei pregiudizi.

Maria Boschetti Alberti

“Maestra della penna rossa”: incarna l’idea della personalità dell’educatrice. Educazione attiva e a misura di discente. Fondata sulla semplicità, sull’amore e sulla dedizione, la scuola serena di Agno divenne un esempio per tutti i successivi maestri ed era un continuo risveglio dell’animo e dell’interesse. Il focus educativo non era il controllo e la programmazione delle materie bensì:

  • La cura dello spirito
  • L’esaltazione dell’ideale di libertà
  • La flessibilità didattica

L’obiettivo è far sentire agli alunni, provenienti da famiglie povere, di contadini e operai, che ciò che la scuola insegna è importante per la vita.

Maria Montessori

Maria Montessori aprì nel 1906 la Casa dei bambini.

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher ylenia.bernardi97 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia generale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università telematica "e-Campus" di Novedrate (CO) o del prof Mancini Riccardo.
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