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Corso: Pedagogia generale

Codice: M-PED/01

Ore: 56 + 10 (laboratorio)

Cfu: 8 + 1 (laboratorio)

Prof: Paolone Anselmo

Appunti “Pedagogia generale

A.A. 2020-2021

Linda Zamparo

Pedagogia

È la materia sulla teoria dell’educazione.

È una materia a tutto tondo, che non riguarda solo gli aspetti cognitivi, ma anche quelli educativi. Accompagna, quindi, lo sviluppo complessivo della persona.

La pedagogia si occupa di problemi educativi come la soggettività, ossia l’educazione come strumento per promuovere lo sviluppo dell’individuo. L’educazione dell’individuo deve svolgersi sia all’interno che all’esterno della scuola e deve formare le persone affinché possano trovare le informazioni vere e giuste.

Questa, però, è un’idea moderna, perché nell’età classica l’educazione consisteva nell’introdurre gli uomini alla vita della città stato, basata sull’imitazione di modelli virtuosi.

Con l’avvento delle scienze sociali si ha il passaggio da pedagogia a scienze della formazione, che hanno le basi in sociologia, antropologia, storia, pedagogia…

In Italia, a causa del “pregiudizio gentiliano” contro le scienze sociali, la pedagogia è ancora molto legata alla filosofia.

Visione attuale: l’uomo è un individuo prevalentemente autonomo, con i propri interessi, i propri desideri, i propri gusti.

La sociologia, invece, scienza nata nella seconda metà dell’Ottocento, considera l’uomo in una visione completamente diversa, rifacendosi all’affermazione di Aristotele “Anthropos physei zoon politikon esti”, ossia “L’uomo è un animale sociale”.

Oltre che vivere in un mondo materiale, infatti, l’uomo vive in un mondo di simboli, immagini, comportamenti comuni a tutti. Ad esempio la lingua permette di comunicare e di condividere qualcosa con gli altri e, a livello pratico, di suddividere i compiti.

La sociologia studia l’uomo guardando gli aspetti collettivi: non è più un individuo puro, ma il componente di gruppi, quindi la sua identità non è individuale, ma collettiva.

Excursus storico

L’educazione nel passato aveva contenuti e modalità diversi da quelli attuali:

  • Non esistevano le nazioni, ma le città-stato e gli imperi.
  • Si dava grande importanza alla sopravvivenza della città, la cui economia si basava sull’agricoltura, le guerre di conquista e i saccheggi.
  • Non esisteva la trascendenza: l’aldilà era un posto in cui le anime si struggevano per la malinconia e la nostalgia della vita terrena. Con la venuta di Cristo, invece, la vita terrena è solamente una fase della vita vera. I morti, nella cultura pagana, sopravvivevano solo grazie al culto, che, se veniva interrotto, portava alla scomparsa del ricordo.
  • L’educazione era un’imitazione dei modelli virtuosi, persone dedite alla patria, che andavano in guerra e si dedicavano alla vita pubblica. Essendo un’imitazione mancava di ragionamento e di riflessione, ma la cosa più importante era la collettività, non l’individuo: visione olistica.

Socrate

Socrate ribalta la visione olistica e pone accento sull’individuo.

A suo parere non bisogna imitare i modelli, ma conoscere se stessi e ricercare la verità.

Idealizza il metodo pedagogico della maieutica, per la quale, come l’allevatrice fa partorire il bambino, l’educatore fa partorire la verità.

Utilizza anche l’ironia, ossia l’assenza di preconcetti.

Con l’avvento del cristianesimo, si attiva una rivoluzione antropologica, che modifica la mentalità pagana del mondo romano.

Si sviluppa un dibattito in cui i Padri della Chiesa cercano di costruire un ponte e conciliare la cultura pagana e la cultura cristiana.

Si forma, così, la cultura occidentale cristiana, con nuovi ideali, ma che mantiene come lingua ufficiale il latino e la cui filosofia si basa su quella aristotelica.

Si assiste, però, a una separazione a livello educativo fra le due culture:

  • Nelle scuole statali c’è maggior istruzione.
  • Nelle scuole private c’è maggior educazione.

Istruzione ed educazione

Istruzione ≠ educazione.

Istruzione: non si concentra molto sugli aspetti morali, ma sui concetti e le informazioni.

Educazione: mira ad influenzare la totalità della persona.

Agostino

Agostino di Ipponia parte dalla maieutica di Socrate, per cui il discente deve scoprire dentro di sé la verità.

La differenza per Agostino è che la verità che si scopre è divina.

Nell’educazione, è importante la collaborazione, la compenetrazione fra la mente dell’alunno e del maestro.

Agostino scrive “Le Confessioni”, autobiografia diversa da quelle scritte fino a quel momento, che servivano a dare degli esempi.

Agostino adotta un approccio autogiudicante e racconta tutti i suoi peccati.

J. J. Rousseau prende spunto da questo e scrive anche lui le sue confessioni.

Agostino crea un nuovo standard di biografia, che comprende anche le provocazioni. Aggiunge la riflessione su se stessi, di fronte alla propria coscienza.

Dà al pensiero anche dei risvolti cristiani: Dio dà la verità all’uomo.

Il massimo livello di biografie si ha con Plutarco, che scrive le “Vite parallele”, dove compara personaggi romani e greci, parlando solamente degli aspetti positivi e trasformando quelli negativi in positivi.

Esempio: Quinto Fabio Massimo e Pericle.

Fabio Massimo era una persona che temporeggiava e rimandava tutto e veniva preso in giro per questo.

Quando divenne console rivoluzionò la tattica di guerra, prendendo tempo contro Annibale e vinse.

L’aspetto negativo diventa positivo.

La riforma protestante

La riforma protestante è molto importante per la modifica dell’educazione.

Avviene in un momento in cui la Chiesa cattolica ha gravi problemi, come la corruzione e il mercato delle indulgenze e inoltre viene vista come usurpatrice di territori, i quali non si sentono appartenenti al mondo romano.

C’è una grossa difficoltà nel trovare un’identità comune, in quanto si erano formati tanti piccoli poteri locali.

Nel 1517 Martin Lutero affligge nella cattedrale di Wittenberg le 95 tesi in cui sostiene:

  • Sacerdozio universale: i ministri non devono avere il monopolio dei sacramenti e dell’interpretazione delle Sacre Scritture. Dio ha dato a tutti la coscienza e tutti possono prendersi delle responsabilità.
  • Libero esame: tutti devono essere capaci di leggere le Scritture, che devono essere accessibili e scritte in una lingua comprensibile. Nello stesso periodo in Germania viene inventata la stampa e Lutero ne approfitta: la Bibbia così è il primo libro stampato e diventa reperibile da tutti. Le masse di cittadini analfabeti si trasformano in masse di cittadini che possono leggere, raggiungendo così l’alfabetizzazione di massa. La Bibbia, inoltre, era scritta in latino, quindi Lutero prende insieme tutti i dialetti della Germania e costruisce il tedesco moderno.
  • Giustificazione per fede.

La Riforma Protestante ha delle conseguenze sia religiose, che educative e politiche: nasce, infatti, una cultura nazionale e un principio di nazionalismo.

Lutero inserisce la scuola obbligatoria e le parrocchie si occupano dell’insegnamento.

Nel resto d’Europa avviene più tardi, iniziando dalla Svezia e dall’Austria.

La riforma protestante può essere anche vista come una rivoluzione sociale, in quanto ci sono grandi cambiamenti che portano a proteste e guerre di religione.

La guerra più importante fu quella dei Trent’anni, che provocò circa 7 milioni di morti, che a quel tempo erano moltissimi.

Da alcuni viene addirittura considerata peggiore della Seconda Guerra Mondiale: dopo questa, l’Europa si riprende in modo abbastanza rapido, mentre dopo la guerra dei Trent’anni l’Europa cade nel caos, ci sono molti saccheggi, non c’è ordine pubblico e si assiste a un depauperamento del livello di società.

Comenio e la didattica

Lutero aveva teorizzato la scuola obbligatoria, ma non aveva pensato agli insegnanti necessari. Non era semplice trovarli, in quanto, fino a quel momento, le persone istruite erano molto poche.

L’educazione rimaneva un problema centrale dell’umanità.

La concezione di insegnante, inoltre, era molto diversa da quella moderna: erano persone di alto rango, uomini eccezionali.

Comenio rivoluziona questa idea: l’insegnante non è più di élite, ma di massa, è un uomo qualunque a cui viene insegnato un metodo per insegnare agli altri.

Nasce la didattica, una tecnica semplice e standardizzata, una scienza di insegnamento e approccio efficace.

Per Comenio, l’unico modo per cambiare la società è farlo attraverso l’educazione di massa.

Grazie a questo, la pedagogia diventa una disciplina autonoma e il nucleo di tutto.

Didattica magna

Comenio scrive i suoi pensieri nella “Didattica magna”, in cui dice che per educare è necessario, in primo luogo, avere chiari i problemi della scuola.

Il primo di questi problemi era avere buoni insegnanti, che, nella visione di Comenio, non devono per forza essere uomini eccezionali, ma dotati di un buon metodo.

Afferma anche che la conoscenza non deve essere riservata ai privilegiati, ma accessibile a tutti: pansofia. L’uomo è un microcosmo, che deve conoscere il macrocosmo, nulla gli può essere celato e nessuno può essere escluso, tutti sono attori e non solo spettatori.

Metodo di insegnamento:

L’insegnante non deve riempire la mente di tantissime informazioni, anche perché sarebbe impossibile, ma deve suscitare il sapere.

L’educazione deve formare l’uomo negli aspetti spirituali e anche in quelli civili.

Educazione, quindi, significa anche insegnare a vivere: ritorna il concetto di polimatia, per cui l’uomo deve avere conoscenze in tutti i settori.

Il sapere deve essere insegnato attraverso il metodo naturale, un metodo empirico, nel quale non si va a studiare ciò che avevano detto nel passato, ma si osserva la natura nel presente, che è creata in modo perfetto da Dio.

Lo studio, quindi, diventa osservare, studiare e imitare la natura, dalla quale si ottengono le conoscenze.

Il maestro fa lezione per cose, cioè mostra nel concreto ciò che insegna: metodo dell’autopsia, che è un metodo induttivo e non più deduttivo.

Quando l’oggetto non può essere mostrato, viene inventato il libro illustrato, es. Orbis Terrarum Pictus.

Contesto storico

Tra il XVII e il XVIII secolo si afferma l’età dei lumi, un movimento che porta a cambiamenti politici e che va verso la razionalizzazione della società.

La borghesia è la classe legata alla modernizzazione, che crede nella conoscenza e che vuole una nuova società senza i privilegi della nobiltà.

Nascono movimenti politici che poi sfociano nella rivoluzione francese, con la quale terminano l’ancien régime e gli ordini sociali.

Alla fine del 1700 avviene la rivoluzione industriale, che porta a un nuovo modo di vivere, grazie alla tecnologia.

Aumentano le ricchezze, inizialmente per pochi, poi progressivamente per tutti.

Si sviluppano delle idee sull’educazione, ma prima che fosse in uso il pensiero scientifico, era diffuso il pensiero basato sul mito.

La diffusione di questo nuovo modo di pensare avvenne grazie all’élite.

Mito del naufrago

La letteratura produce un nuovo tipo di romanzo: l’autobiografia, prendendo spunto da Agostino, Rousseau, Giacomo Casanova, che diventa romanzo di formazione.

Un libro importante che rappresenta questo cambiamento del modo di pensare è “Robinson Crusoe” di Daniel Defoe.

È un profondo romanzo educativo, in cui l’essere umano fonda la sua esperienza sul campo scientifico, sulla ragione e sulla fiducia in se stesso.

Il protagonista domina la natura con le sue conoscenze tecniche e supera gli ostacoli e i problemi che si trova davanti.

Successivamente, Jean-Jacques Rousseau riprende il libro di Defoe nella sua opera “Emilio”, dove al protagonista è concesso di leggere solamente un libro: “Robinson Crusoe”.

Defoe scrive di due personaggi diversi:

  • Robinson: ingegnoso borghese che, nonostante tutte le difficoltà, riesce a sopravvivere.
  • Moll Flanders: fa parte della classe sociale bassa, non ha conoscenze e quindi non supera le difficoltà e alla fine viene anche condannata a morte. Riceve la grazia dal re e viene deportata in America, per popolare le colonie inglesi.

I percorsi educativi ed esperienziali di queste due persone sono completamente diversi.

Nel nuovo mondo che si sta delineando non si può più vivere come Moll Flanders, ma come Robinson Crusoe.

Robinson:

Robinson trova la forza nel rapporto diretto con Dio, che gli ha dato la ragione con la quale supera le difficoltà.

Non si accontenta di sopravvivere, ma continua a costruire e a produrre, fino ad arricchirsi (concetto del capitalismo).

Incontra, ad un certo punto, Venerdì, un indigeno che diventa suo servo e amico.

Qui c’è una riflessione sul buon selvaggio e il rapporto fra l’individuo e la società, che ha rovinato la purezza dell’uomo.

Le problematiche e i temi del momento vengono esposti in forma di racconto.

Miti

Il mito è una forma di racconto molto antica nella quale si parla di contenuti profondi attraverso le metafore.

Esempi:

  • Mito di Crono: il dio del tempo mangia sempre i suoi figli, come viene percepito il tempo.
  • Freud riprende i miti greci per spiegare i contenuti della mente umana, esempio il mito di Edipo.
  • Le parabole nei Vangeli.

I miti usano un linguaggio che arriva anche alla parte irrazionale dell’uomo.

Miti pedagogici

Anche in pedagogia vengono utilizzati i miti per spiegare alcuni concetti.

Esempio: mito del fanciullo di Rousseau, per cui il bambino non è un adulto in miniatura, ma un individuo diverso.

Nell’educazione non deve esserci solo la sfera scientifica, ma anche quella artistica, che, se non viene coltivata, si rischia di perdere.

Propp: studia le fiabe e gli elementi che le compongono.

Frye: studia gli archetipi in letteratura.

Campbell: personifica le difficoltà della vita, ad esempio il guardiano della soglia è una persona che crea ostacoli; il mentore protegge e indica la strada; il trixter non si sa da che parte stia.

Archetipo: ἀρχέτυπος, varia a seconda degli ambiti, ma in generale è una forma di pensiero di base che ricorre nella mente dell’uomo indipendentemente dalla cultura.

John Locke

John Locke era un filosofo empirista del XVII secolo.

Studiò il funzionamento della mente umana per dare scientificità alle sue teorie.

Scrive il “Saggio sull’intelletto umano”, che viene considerato il primo trattato di psicologia.

Secondo lui l’uomo non ha idee innate, non esistono archetipi, tutto deriva dall’esperienza, che pone i contenuti nella mente.

Questa, al momento della nascita, è come una tabula rasa, è vuota.

L’educazione, quindi, forma l’uomo.

Esistono due fonti di esperienza:

  • Sensi esterni (tatto, udito…).
  • Sensi interni.

I corpi hanno due tipologie di qualità:

  • Primarie: oggettive, tutto ciò che si può misurare.
  • Secondarie: soggettive, in base all’educazione ricevuta.

Religione

Locke è cristiano, ma appoggia un Cristianesimo senza dogmi. La religione deve essere compresa attraverso la natura.

Politica

Locke è un liberale, dalla sua idea politica trae la sua idea pedagogica.

Pedagogia

Si fonda sulla psicologia e deriva dalla scienza. L’uomo è un essere ragionevole su cui si basa la pedagogia. Si educa da solo con un processo spontaneo, attraverso l’esperienza.

Filosofia

Nega la conoscibilità della sostanza, ma non la sua esistenza. La realtà fuori di noi esiste, conosciamo le qualità con cui si manifesta, ma non la sua vera sostanza.

Esempio: si sa cosa fa, come si comporta e a cosa serve l’elettrone, ma non si sa di cos’è fatto.

Istruzione

Locke scrive “Pensieri sull’educazione”, lettere per un amico per aiutarlo a crescere il figlio.

Locke vede l’educazione e l’istruzione come mezzi per attuare forme di libertà.

Questa è una visione classista, dove l’educazione è per la classe dirigente, per la nobiltà, che deve essere guerriera, intraprendente.

Parla della formazione del gentleman, rappresentante di una nobiltà attiva.

Le caratteristiche che deve avere sono:

  • Essere un lavoratore, rendersi utile.
  • Essere altruista, specie verso le classi inferiori.
  • Deve prendersi cura del proprio.

L’istruzione, quindi, non è eccellere, ma arrivare a un sapere comune spendibile nella pratica.

Non si vuole ottenere un uomo erudito, ma un uomo virtuoso.

La mente dell’uomo deve essere libera da preconcetti e dogmi e deve essere flessibile, perché le situazioni della vita cambiano continuamente.

È importante non anteporre i contenuti e l’erudizione, perché non si ottengono risultati.

Si deve fare in modo che la persona formi il proprio carattere, che fa da base per l’istruzione.

L’educaz

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Scienze storiche, filosofiche, pedagogiche e psicologiche M-PED/01 Pedagogia generale e sociale

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Lindaz20 di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Pedagogia interculturale e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Udine o del prof Paolone Roberto.
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