Origini del processo di integrazione europea
A partire dal secondo dopoguerra c’è stata una diffusione del fenomeno delle organizzazioni internazionali, che esistevano già da prima ma conoscono una forte affermazione dopo la Seconda guerra mondiale. Si creano una serie di organizzazioni internazionali che hanno un obiettivo di massima: favorire lo sviluppo di relazioni pacifiche tra gli stati della comunità internazionale.
Organizzazioni intergovernative
Quando parliamo di organizzazioni internazionali, parliamo sempre di organizzazioni intergovernative. Un’organizzazione intergovernativa è un’unione tra Stati membri che decidono di cooperare per raggiungere determinati obiettivi. Quando decidono di istituire un’organizzazione internazionale, gli Stati affidano all’organizzazione il compito di raggiungere per conto loro quei determinati obiettivi. Gli Stati hanno, quindi, un interesse comune e ritengono che sia più efficace raggiungere questo obiettivo all’interno di un’entità internazionale, alla quale affidano compiti specifici.
Per questo la chiamiamo organizzazione intergovernativa perché l’organizzazione internazionale agisce per conto degli Stati che l’hanno creata. Nel momento in cui si decide di creare un’organizzazione internazionale, gli Stati devono istituirla tramite un accordo internazionale (trattato attraverso cui gli Stati si vincolano a degli obblighi reciproci). È un accordo attraverso il quale creano oltre a degli obblighi reciproci anche una nuova entità; gli Stati devono decidere che competenze avrà l’organizzazione, che poteri avrà, che tipo di atti può adottare, come li può adottare, quale sarà la sua composizione interna dal punto di vista organico.
L’organizzazione internazionale, nel momento in cui viene istituita dalle parti contraenti, acquisirà personalità giuridica autonoma diventando destinataria di diritti e doveri a livello internazionale (l’organizzazione, non gli Stati che la compongono). L’organizzazione internazionale può quindi in questo modo concludere accordi internazionali (accordi tra organizzazione e altri Stati).
Tipologie di organizzazioni internazionali
Le organizzazioni internazionali solitamente vengono divise in due categorie dal punto di vista territoriale: regionali e universali. Giuridicamente sono la stessa cosa, ma l’organizzazione a carattere universale ha una partecipazione aperta a tutti gli stati della comunità internazionale, mentre quella a carattere regionale nasce per rispondere a interessi specifici degli Stati che appartengono a determinate aree del nostro pianeta; possono partecipare, quindi, solo gli Stati che appartengono a quella regione. Essendo istituite da Stati più omogenei, inoltre, hanno più facilità a raggiungere un livello di integrazione più stretto.
L’UE è un’organizzazione internazionale a carattere regionale, aperta alla partecipazione di Stati terzi, ma il primo requisito (art. 49 trattato UE) è quello di essere uno Stato territorialmente europeo che rispetti e promuova i valori fondamentali dell’UE sanciti dall’articolo 2 del trattato UE. La domanda della Turchia fu accettata mentre quella del Marocco no.
L'integrazione europea nel secondo dopoguerra
Anche l’Unione Europea ha origine nel secondo dopoguerra; viene ripresa un’idea degli anni '30 di favorire un processo di integrazione tra gli Stati europei nell’ambito di un’organizzazione internazionale. In realtà, questa idea prevedeva la creazione di uno stato federale europeo, gli Stati Uniti d’Europa, che non è la stessa cosa di un’organizzazione internazionale al cui interno la sovranità degli Stati non viene intaccata.
L’idea di base era creare un processo integrativo per riuscire a creare una maggiore interdipendenza tra gli Stati europei. Più collaborano tra loro e diventano interdipendenti, più è facile eradicare le ragioni di nuovi conflitti. Questa idea viene alimentata dagli USA; il primo esperimento viene fatto, infatti, su stimolo degli USA, con la gestione del piano Marshall. Alla base dell’erogazione dei fondi del piano Marshall c’era la gestione comune dei fondi, non quindi l’erogazione ai singoli Stati ma a tutti gli Stati europei.
Il ruolo dell'OECE e dell'OCSE
Nel 1948 nasce l’OECE, organo di natura consultiva, che aveva l’obiettivo di creare un’integrazione delle politiche economiche degli Stati. Nel 1960 l’OECE diventa l’OCSE che mantiene la stessa natura (organizzazione regionale, consultiva, di studi economici). In quel periodo nasce un’altra organizzazione internazionale regionale nel continente europeo (1949): il Consiglio d’Europa. Ha l’obiettivo di promuovere determinati valori (democrazia, tutela dei diritti ecc.). Ha una partecipazione più ampia rispetto all’UE (ad oggi ci sono 46 membri). In questo ambito è stata adottata la convenzione europea per i diritti dell’uomo che prevede l’istituzione della Corte europea dei diritti dell’uomo.
La dichiarazione Schuman e la nascita della CECA
Il 9 maggio 1950 ci sarà la dichiarazione Schuman che traccia l’approccio al processo di integrazione europea che devono seguire gli Stati europei; un’idea di integrazione graduale, progressiva. Schuman (ministro francese) non pensa di poter creare dall’oggi al domani un’entità politica federale, dice di andare per gradi; mettere prima insieme degli interessi materiali in settori specifici. Poi questa integrazione (che inizialmente deve avere un carattere materiale e settoriale) la estendiamo ad altri settori, finché, pian piano, diventando i nostri interessi materiali sempre più stretti, questo processo di integrazione non avrà più obiettivi materiali ma ci porterà alla creazione di una comunità politica. Gli interessi materiali iniziali erano il carbone e l’acciaio.
Nel 1951 nasce la CECA, l’obiettivo è creare collaborazione e agire insieme in una comunità internazionale. La CECA non è un organo consultivo, è molto articolata, ha una serie di organi: l’alta autorità (organo a carattere indipendente); l’assemblea comune (organo costituito dai rappresentanti dei parlamenti nazionali); Consiglio dei ministri (organo costituito dai rappresentanti degli Stati membri); corte di giustizia (organo a carattere giurisdizionale).
Modello sovranazionale di integrazione
Le organizzazioni internazionali seguono un modello comune: di base c’è un organo a composizione ristretta di cui fa parte un numero ristretto di stati; un organo a composizione assembleare; un organo che ha un carattere di rappresentanza dell’organizzazione; un organo prevalentemente a carattere giurisdizionale che risolve le controversie tra gli Stati membri. È una composizione sempre intergovernativa.
La CECA prova a seguire un modello in parte differente perché al suo interno ha una serie di organi rappresentativi di interessi diversi: abbiamo l’alta autorità composta da persone che siedono in quell’organo in modo indipendente; a questo si aggiunge l’assemblea che dovrebbe essere un organo rappresentativo degli Stati membri; un organo rappresentativo degli interessi degli Stati membri ed un organo a carattere giurisdizionale. Questo modello rispecchia un modello di integrazione che oggi conosciamo come modello di integrazione a carattere sovranazionale.
L’UE segue un modello sovranazionale già per la sua composizione interna che prevede organi costituiti non solo da rappresentanti degli Stati membri ma anche da organi indipendenti, organi rappresentativi dei cittadini. L’organizzazione può poi adottare atti vincolanti e direttamente applicabili negli Stati membri. La CECA viene vista come un’esperienza di grande successo. Il primo settore dove c’è necessità di replicare questo modello è la difesa.
La questione della difesa e la CED
La Germania viene trattata da perdente, estromessa dalle relazioni internazionali, si definiscono inoltre due blocchi; in quel contesto, la Germania non può restare un paese debole in quanto al confine col blocco Sovietico però c’è il timore di riarmarla. Si cerca di risolvere questo problema replicando il modello della CECA: la Germania può avere un esercito ma solo nell’ambito di una difesa comune. Nasce il progetto della comunità europea di difesa nel 1952 riservato al settore della difesa. Il progetto è arricchito dall’idea di far diventare tutto questo progetto una comunità politica europea. Alla fine, il progetto fu un fallimento a causa della bocciatura da parte della Francia; nel 1955 la Germania entra nella NATO e viene visto come una ragione sufficiente per il suo riarmo.
Il fallimento nella difesa è stato il punto di partenza del processo di integrazione europea. Nel 1952, forti dell'esperienza avuta con la CECA, gli stati che l'avevano creata avevano deciso di replicare quel modello nel settore della difesa per risolvere la problematica del riarmo della Germania. Riarmo non voleva dire solo dare alla Germania un esercito, ma porre la Germania nelle condizioni di tornare a essere un paese sovrano a tutti gli effetti: un paese centrale come la Germania, di importanza strategica dal punto di vista geopolitico per gli altri paesi europei, non poteva essere un paese perennemente sotto osservazione, doveva ripartire politicamente, economicamente e anche nel settore della difesa (settore strategico).
Si riteneva che replicare quel modello nel settore della difesa potesse finalmente risolvere questa questione, ma non si era valutata a fondo la gelosia che hanno gli stati dei propri settori strategici: politica estera, difesa, tanto che la Francia, che inizialmente aveva spinto per la CED, nel momento in cui capisce che quel progetto stava uscendo da una dimensione settoriale (CECA) e andava più verso una prospettiva di carattere politico (perché alcuni stati volevano sfruttarla per lanciare il progetto di unione politica) fece un passo indietro.
Da quel fallimento, tornare a parlare di difesa a livello europeo (inteso prima a livello di comunità e poi di Unione Europea) è sempre stato quasi un tabù. Periodicamente la questione si riproponeva, si accennava alla possibilità di avanzare qualche proposta di integrazione in quel settore ma poi non c'era nulla di concreto. (Ad esempio, le discussioni della Conferenza sul Futuro dell'Europa, tenutasi l'anno scorso, dovevano essere una serie di incontri per dare uno slancio nuovo al processo di integrazione europea, ma si è parlato comunque poco di difesa e politica estera. Si è tornati a parlare di difesa europea dopo l'aggressione della Russia all'Ucraina, ma comunque in termini molto generali senza delle reali iniziative che possano prefigurare una modifica delle attuali competenze dell'Unione). Una modifica delle competenze dell'Unione in questo settore è possibile solo attraverso una riforma dei trattati.
Elementi caratterizzanti dell'Unione Europea
L'Unione giuridicamente e formalmente è un'organizzazione internazionale. Gli elementi caratterizzanti di una organizzazione internazionale sono:
- La personalità giuridica di carattere derivato (destinataria di diritti e doveri internazionali)
- L'atto istitutivo (è un accordo internazionale)
- Un quadro organico e istituzionale (parlamento, commissione, consiglio e consiglio europeo sono istituzioni)
- Il fatto di funzionare secondo un principio di attribuzione di competenze
I trattati non conferiscono all'Unione competenze di carattere generale, le istituzioni europee non possono agire in qualsiasi settore lo ritengano opportuno, ma possono agire solo nei settori nei quali i trattati conferiscono loro la competenza ad agire e possono agire in quei settori solo nei limiti previsti dai trattati (principio di attribuzione delle competenze). L'Unione ha una serie di competenze in ogni materia e i trattati stabiliscono cosa può fare e in che termini.
Quando parliamo di trattati parliamo dell'atto istitutivo dell'organizzazione, oggi facciamo riferimento a quello che comunemente viene chiamato il "Trattato di Lisbona", che formalmente è un trattato di riforma dei trattati originari. Solitamente si parte dalla Comunità Europea del Carbone e dell'Acciaio. Nel 1957 ci poi sono i "Trattati di Roma" attraverso i quali viene istituita la Comunità Economica Europea, un'organizzazione internazionale che ricalcava il modello della CECA ma a differenza di questa che aveva delle competenze strettamente settoriali (carbone e acciaio poiché nasce dalla necessità di risolvere possibili conflittualità sulla gestione di quelle risorse), la CEE aveva una finalità in ambito economico di carattere trasversale cioè non limitata a dei settori del mercato, ma era volta a creare un mercato unico.
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Origini e sviluppo dell'integrazione europea, Diritto dell'Unione Europea
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