Capitolo 8 18/04/2023 OK organizzazione e tecnologia – Org e tec I
Organizzazione e tecnologia -> C’è un modello che ci permette di studiare tecnologie manifatturiere e servizi -> tecnologia e complessità tecnica vedremo come si misurano.
Dove eravamo rimasti: un modello per leggere l’organizzazione – Org e tec I
Grafico molto famigliare -> sintetizza il modello di lettura che usiamo in questo corso. Fino ad ora abbiamo studiato alcune di queste dimensioni.
Ci siamo focalizzati sulla struttura -> macro progettazione. Come scelte strategiche e progettative vanno a convergere.
Organigramma > rappresentano unità della nostra organizzazione.
Abbiamo trattato temi ambiente e strategia usando dei modelli teorici che rispetto all’ambiente ci dicono i modelli di lettura -> tra cui quello di incertezza. Con la strategia abbiamo visto una relazione tra ambiente e strategia -> matchare con l’obiettivo strategico impresa che coincide con la mission e la vision.
Il concetto di tecnologia in organizzazione aziendale – Org e tec I
Oggi ci focalizziamo sull’elemento della tecnologia e diamo una definizione: è una dimensione contestuale e come tale ha un impatto sulle scelte di progettazione organizzativa, la studieremo come influenza di macrostruttura e come influisce con gli elementi di ambiente, strategia e organizzazione.
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Nel linguaggio comune confondiamo tecnologia e quindi tecnica. In organizzazione aziendale possiamo mettere insieme questi concetti. In materia organizzativa il termine tecnologia è spesso usato come sinonimo di tecnica. La tecnologia è l’insieme delle competenze, conoscenze, capacità, tecniche, materiali e macchinari utilizzati per trasformare input in output, siano essi beni o servizi.
Organizzazione hanno obiettivi -> produzione di beni o servizi. Tutto ciò che permette ad organizzazione di ottenere degli output. Tra input e output abbiamo la tecnologia.
La tecnologia consiste quindi nel processo produttivo di un’organizzazione e comprende sia i processi di lavoro sia i macchinari.
All’interno di questa definizione -> elementi che associamo a tecnologia -> sono i macchinari. Non soltanto questo, fanno parte anche materiali e tecniche che come questi vengono lavorati e tutte le caratteristiche delle capacità e delle competenze umane. (anche nostro background scolastico).
Nel processo di trasformazione da input a output -> analizzeremo il processo produttivo. Insieme di attività -> processo di lavoro. Include sia il lavoro umano che quello di macchinari.
Due tipologie di tecnologie: core technology e tecnologia ausiliaria – Org e tec I
Core technology
La core technology di un’organizzazione è costituita dal processo di base di trasformazione correlato alla missione dell’organizzazione. È una tecnologia centrale per l’organizzazione. Il termine core -> letteratura anglofona per indicare l’insieme di competenze ed il resto per poter realizzare la mission aziendale. Modalità di riduzione dei tipici output dell’organizzazione, tecnologie strettamente legate al fulcro dell’organizzazione.
Es. nell’ambito dell’uni e degli enti di educazione formazione -> l’insegnamento è una tecnologia core. Per reperire chi si occupa di insegnamento, erogare servizio di insegnamento è un processo di lavoro core per una università. L’insegnamento quello che serve per realizzare il servizio di insegnamento.
Es. servizi di assistenza sanitari, quello che serve per la struttura di servizio sanitari -> attività core.
Es. tutte fasi produzione di un auto Porsche -> rappresentano tecnologia core del settore automobilistico.
Tecnologia ausiliaria
La tecnologia ausiliaria è un processo importante nell’organizzazione ma non direttamente correlato alla sua missione fondamentale. Si tratta di attività fondamentali per l’organizzazione ma non direttamente correlate alla mission aziendale.
Es. le unità di staff -> HR, amministrazione, ricerca sviluppo, marketing (non sempre) etc.
Tipicamente queste sono unità di staff, perché per studi in ambito manifatturiero sono fondamentali, ma non strettamente legate alla mission aziendale.
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Es. Una tecnologia ausiliaria cosa rappresenta -> la tecnologia comunicazione ha come mission di trasferire tecnologie di comunicazione per vendita di prodotti -> obiettivo: fornire materiale pubblicitario, contenuto per social media. Questo tipo di attività cosa può rappresentare la core technology -> ottenere servizi da rivendere ad altre organizzazioni: conoscenze informatiche, utilizzo di programmi per realizzare contenuti video ed audio, che permettono il processo di trasformazione.
Definire core e ausiliario dipende dalla organizzazione che andiamo ad analizzare. In un’agenzia di comunicazione se l’attività principale è l’attività di marketing -> il marketing (no unità staff) non sarà una tecnologia ausiliaria, perché aderente all’attività principale dell’organizzazione, lo stesso vale per le risorse umane che tipicamente sono unità di staff -> diventa una tecnologia core. Scegliere i candidati e fornire servizio -> tecnologia core dell’agenzia. Non necessariamente le tecnologie ausiliarie sono sempre ausiliarie, in base agli obiettivi possono diventare attività di core.
Un organizzazione manifatturiera ha come tecnologia ausiliaria tipicamente -> risorse umane, contabilità, ricerca e sviluppo, marketing. Diverso è invece se un’organizzazione ha una mission che vede queste unità organizzative come centro dell’attività.
Esempio di core technology in uno stabilimento manifatturiero – Org e tec I
Possiamo usare questa grafica per parlare in particolare del settore manifatturiero -> cosa intendiamo per processi di lavoro core e core technology.
Arrivo di materie prime (input) -> arrivo di pellami per produzione del prodotto finito -> core technology gestisce questi elementi con le competenze, tecniche e macchinari per lavorarli. Lavorazione macchinari, controllo processo di lavoro ed assemblaggio.
Tutto ciò che avviene qui permette la trasformazione di input ed output -> la maggior parte delle organizzazioni, sebbene siano manifatturiere non solo danno un profitto, ma anche esperienze legate al prodotto.
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Le tecnologie ausiliarie sono rappresentate come quelle di staff -> HR, risorse umane, contabilità e marketing. Saper distinguere cosa è core e non, è importante -> capire se unità di linea o laterale.
Caso studio assemblamento produttivo di Porsche – Org e tec I
Assemblamento produttivo di auto -> assembly line.
La linea di montaggio di Porsche si focalizza ad andare in contro al bisogno del consumatore -> customizzazione dell’auto, personalizzazione.
Con un approccio just in sequence, l’organizzazione produce auto su richiesta del consumatore mantenendo lo stabilimento produttivo che può produrre auto anche non pronte a rispondere al bisogno del consumatore, ma pronte a rispondere alla personalizzazione del cliente.
Questo ci risulta ottimo per esemplificare attività core non soltanto di produzione di auto e capire quale è il processo produttivo -> fasi di produzione di un bene.
Spesso in auto si parte da assemblaggio di portiere, body, messa insieme del motore, fino ad arrivare alla fase di test, ispezione finale e audit. Per controllare la resa finale del prodotto non soltanto per andare incontro a bisogno consumatore, ma anche ambiente. Bisogna garantire emissioni minime di agenti inquinanti. Quasi sempre i processi produttivi di questo tipo sono caratterizzati da una attenzione continua al processo di qualità -> efficienza ed efficacia. Realizziamo il nostro bene.
Servizio in modo efficiente ed efficace -> Ottenere il massimo dalla nostra produzione con prezzi minori possibile e con una alta qualità -> standard qualitativi ben precisi che ci permettono in fase di produzione di verificare che ci stiamo attenendo agli standard di qualità.
Definizione di processo – Org e tec I
Un processo è un insieme strutturato e misurabile di attività coordinate progettato per produrre uno specifico output per un determinato cliente esterno o interno.
Esiste un input -> la core technology viene “pacchettata” in un insieme di attività. Processi produttivi o insieme di attività e poi abbiamo output. Le attività sono continuamente collegate fra loro, in modo diverso.
Alcune sono collegate in modo sequenziale, alcune non lo sono ma lo diventano all’occorrenza, altre mai in contatto. Queste attività operano per raggiungere il nostro output.
Viene posta attenzione su modalità di lavoro, più che sul risultato quando studiamo la tecnologia -> come avviene nel progetto. La definizione di processo implica una forte enfasi sugli aspetti delle modalità di lavoro anziché del risultato del lavoro stesso. Un processo è quindi un insieme ordinato di attività che hanno un inizio ed una fine, chiaramente identificato da input e output (Davenport, Process Innovation, 1993).
Nell’esempio Porsche il cliente ha un ruolo finale, ma anche centrale -> ruolo centrale nella scelta di alcune caratteristiche di materie prime utilizzate per la personalizzazione della propria vettura. Questo disegno può diventare più complesso se analizziamo come funziona un’organizzazione moderna.
Le caratteristiche del processo di lavoro – Org e tec I
- Complesso -> Un processo produttivo può coinvolgere molte attività.
- Dinamico -> È sempre soggetto al cambiamento. Può variare, ci sono modelli di studio che ci dicono come adattare una struttura produttiva in base all’incertezza dell’ambiente esterno e richieste quindi di modificare processi produttivi.
- Interdipendente -> Relazione con altri processi esterni o interni all’impresa.
- Ripetibile -> Elemento con quale possiamo ripetere processo produttivo.
- Automatizzato -> Completamente e solo in parte, macchinari che permettono di automatizzare il processo.
- Difficile da formalizzare -> Quanto io posso “spacchettare” il mio processo in fasi, renderlo analizzabile. Formalizzazione: documentazione scritta che serve per formalizzare -> dare un insieme di linee guida, indicazioni precise come le attività aziendali vengono svolte.
Formalizzazione alta -> attività dell’azienda che permettono di essere analizzate ed essere ripetute in maniera formalizzata. Se bassa le attività sono più difficili.
Es. in Breed appena nata c’era una bassa formalizzazione -> non esistevano regole scritte (agenzia creativa). Difficile normalizzare un processo produttivo.
La “trasversalità” di un processo – Org e tec I
I processi sono flussi omogenei di attività che possono coinvolgere differenti livelli organizzativi e differenti funzioni aziendali; essi richiedono dunque elevati livelli di integrazione tra le attività svolte dai vari organi aziendali. I processi sono flussi omogenei di attività che possono coinvolgere differenti livelli organizzativi e differenti funzioni aziendali; essi richiedono dunque elevati livelli di integrazione tra le attività svolte dai vari organi aziendali;
Immagine di una struttura funzionale. C’è solo una funzione 1 e 2 che possono essere lavorazione e vendita di materiali.
Per rappresentare nell’organigramma il processo di lavoro dobbiamo mettere in contatto le differenti unità che sottostanno alle unità.
Trasversale -> nella nostra macrostruttura tenderà a passarla da una parte all’altra. Ciò significa che noi dobbiamo non solo fare interagire le persone nelle unità, ma che la comunicazione sia efficiente se vogliamo che il processo sia anch’esso efficiente.
In una struttura come questa fa si che la comunicazione sia continua tra unità e sia quindi efficiente -> che strumenti possiamo utilizzare (c’è alta specializzazione con funzionale) -> eleggere figure di coordinamento. L’alta specializzazione rende difficile la coordinazione.
In una struttura divisionale per prodotto il processo di lavoro -> la trasversalità come ci aspettiamo che sia: Es. nel caso WOW ci aspettiamo di rappresentare il processo produttivo: la trasversalità non avverrà tanto andando ad intersecare in tutto l’organigramma, ma interesserà principalmente la divisione e le sue funzioni sottostanti -> interazione con unità sotto organizzazione e poi con le unità di staff quando necessario.
Es. con l’unità di contabilità -> tutti i dipendenti entrano in contatto con quell’unità -> fase del processo che prevede che si esca fuori da quello di divisione e funzione per entrare in contatto con quelle unità.
Logica per processi -> disegniamo macrostruttura e poi disegniamo i processi con questa trasversalità -> capire la logica di criticità tra le unità organizzative.
Un esempio di processo: l’evasione di un ordine – Org e tec I
Esempio del processo di evasione di un qualunque bene. Se ordine un bene x dal loro store. Noi facciamo partire la richiesta acquisto -> si entra in contatto con l’unità delle vendite.
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Prima attività in unità vendite, si prepara ordine -> una volta preparato, l’ordine si invia ad altre 2 unità. Dalle vendite si rappresenta un processo con area amministrazione (staff che contabilizza ordine) rilevandolo.
Stessa attività traslata alla produzione -> verificare disponibilità in magazzino, se c’è si spedisce se no ordine di produzione.
Tutta questa parte serve a capire come rappresentare un processo e perché nella rappresentazione è importante non solo tenere conto delle unità core ma anche di quelle ausiliarie -> azienda con bene consumo -> amministrazione e vendite non sono attività core, ma sono comunque coinvolte nel processo.
Tecnologie “core” nelle aziende manifatturiere, John Woodward – Org e tec I
Detto ciò trattiamo il primo modello per individuare tipologie di tecnologie.
Studiamo il concetto di complessità tecnica.
John Woodward è stata una studiosa di organizzazione, tecnologie manifatturiera e realizza nel 1966 questo studio usando un campione di organizzazione inglese che si occupa di produzione di una serie di beni. Siamo ancora di fronte a produzioni di massa con ingente uso di macchinari.
Classificazione delle aziende manifatturiere in relazione alla scala di complessità nel processo di produzione. Prende un campione di 100 aziende manifatturiere di piccole/medie dimensioni nel sud Inghilterra (fine anni ’60).
Lei analizza dell’influenza tecnologia sull’organizzazione in rapporto a:
Vuole analizzare 3 elementi:
- Tipologie adottate in queste aziende -> utilizzo di parametri.
- Grado controllo sui processi lavoro -> come si interviene, controllo che il modo di lavoro avvenga in modo migliore.
- Come viene gestito il cambiamento -> analizzando organizzazioni diverse, come gestiscono eventualità di modificare il processo produttivo.
In questo modello abbiamo sia aziende piccole che di medie dimensioni -> non vengono analizzate ancora grandi corporations.
Questi 3 elementi ci definiscono la complessità tecnica.
I risultati dello studio di J. Woodward: una panoramica – Org e tec I
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Questo grafico sintetizza i risultati dello studio:
Il modello serve a distinguere 3 tipologie di tecnologie sulla base della complessità tecnica -> primo gruppo identificato da Woodward è quello che lei chiama:
I risultati dello studio di J. Woodward. Gruppo I: produzione unitaria e a piccoli lotti – Org e tec I
- Ordini piccoli e su commessa nel caso più semplice (artigianale).
- Eterogeneità dei prodotti -> può essere un pregio, acquisto un bene unico, ma se cresce la stazza dell’organizzazione può essere anche un limite.
- Prevalenza del fattore umano su quello tecnologico.
- Mancanza di procedure normalizzate o ripetitive tra diverse fasi produttive.
- Obiettivi produttivi poco programmabili.
- Pochi livelli gerarchici (3 in media).
- Ampiezza del controllo ridotta (23 operai per ogni capo).
C’è una complessità tecnica molto bassa. Attività molto piccole con un numero limitato di beni e sono caratterizzate da tecnologie artigianali -> strettamente legate al lavoro dell’uomo.
Es. produzione artigianale di beni di lusso o piccola azienda.
Le caratteristiche rispetto a controllo e cambiamento -> il tema del controllo è abbastanza critico, ma comunque nelle mani dell’uomo -> tecnologia artigianale, posso garantirne qualità elevate con fattore umano.
Tema pianificazione difficile da gestire.
Il grafico mostra degli esempi su come questo tipo di produzione da singoli pezzi su ordine di clienti con l’aumento delle attività -> si arriva anche a piccole aziende che fanno piccoli lotti un po' più standardizzati.
Man mano che complessità tecnica aumenta -> andiamo verso grandi lotti o di massa.
I risultati dello studio di J. Woodward. Gruppo II: produzione a grandi lotti e di massa – Org e tec I
- Grandi quantità di prodotti omogenei -> grandi quantità. Omogeneità del prodotto.
- Processo suddiviso in più fasi -> posso programmare standardizzare e ripetere, le fasi di produzione sono ben definite. Questo mi permette di garantire grande efficienza e velocità della produzione.
- Prev
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Organizzazione
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Secondo parziale organizzazione aziendale
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Appunti Organizzazione aziendale
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Organizzazione aziendale - parte 2