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Organizzazione aziendale 2a.s. 2022-2023

Capitolo 10

Potere

Potere = capacità di indurre altri attori sociali ad agire in modo coerente con gli scopi e gli interessi di chi lo esercita → intenzionalità di chi esercita il potere → esercizio di potere ha uno scopo → si tratta di realizzare obiettivi vincendo una resistenza da parte di chi subisce. Chi subisce il potere dipende da chi lo esercita → limitazione della propria libertà.

“Il potere degli altri è sempre il riflesso dei nostri desideri o delle nostre paure” esiste solo nell’ambito di una relazione tra due individui ↳ legame inscindibile fra chi esercita il potere e chi lo accetta* o subisce, ↳ rendendo il primo a sua volta dipendente dal secondo in una relazione di scambio* accettazione → relazione dinamica.

Distinzione potere - influenza → = insieme delle azioni messe in atto concretamente da un soggetto dotato di premessa di ↑ potere per ottenere acquiescenza da parte di chi quel potere lo subisce ↳ contesto aziendale = potere in relazione tra gruppi di individui e tra individui ⇒ condizione essenziale = elevato grado di coesione tra i membri ↳ distinzione potere - status sociale → = prestigio e considerazione di cui individuo gode nella percezione di altri obbedienza suscita ammirazione.

Distinzione potere - leadership → = perseguimento di obiettivi e fini condivisi da tutto il gruppo essenziale per ↑ ma non la esaurisce.

Su che cosa si basa il potere

Il potere deriva da un’asimmetria nel controllo di risorse di valore. Differenza tra chi ha e chi non ha tale valore ↳ valore = deve essere una risorsa in grado di fare una differenza positiva nello stato di benessere attuale e previsto nel futuro di chi non ne dispone → risorsa utile o addirittura necessaria per realizzare gli scopi, i valori e le intenzioni di chi ne è privo. Se non viene giudicata utile → cessa la dipendenza ↳ relazioni di potere sono multiple e specifiche → più risorse si controllano e più queste sono rare e di valore. Potere altrui può essere percepito sia come un’opportunità che come una minaccia.

Risorse di valore

  • Forza, energia e altre risorse fisiche = i forti possono sottomettere i deboli e costringerli a fare quello che vogliono; relazione tra potere e tratti fisici dipende dal fatto che a queste persone risulta più facile conquistare altre risorse di valore che possono fare da base al potere.
  • Risorse e capacità cognitive e realizzative = distribuite in modo asimmetrico tra gli individui; è una particolare abilità con cui un individuo svolge tutte le fasi del processo decisionale (fondamentali: consapevolezza del funzionamento degli eurismi cognitivi + capacità di non cadere in errori sistematici) → memoria + capacità di apprendimento + ampiezza delle conoscenze + creatività = capacità cognitive + capacità esecutive.
  • Risorse e capacità relazionali = è più facile venire influenzati da persone percepite come piacevoli (strumento essenziale = parola); si parla di risorse sociali → ogni individuo è la porta verso altre relazioni e contatti (to possess friends is to possess power) → può allettare l’ammissione alla rete e può spaventare l’estromissione dalla stessa.
  • Risorse economiche e strumentali = la più importante è il denaro, in tutte le sue forme. Qualsiasi strumento attribuisce potere a chi lo controlla (esempio: embargo economico). Importantissimo anche il tempo, per accumulare risorse, per definire la propria posizione, per controllare chi non ne ha.
  • Capacità e risorse politiche = risorse e doti politiche sono proprie della sfera del potere e contribuiscono a conquistarlo, mantenerlo e rafforzarlo (risorsa fondamentale = consenso); capacità politica invece consiste nell’interpretare, comprendere e analizzare il sistema e la rete di regole che si sviluppa al suo interno.

Impression management

Si può riuscire ad esercitare influenza fingendo di possedere risorse considerate di valore dagli altri, anche se in realtà non si possiedono o non le si vogliono utilizzare → fenomeno dell’impression management o self presentation = frame teorico dell’impression management assume che una motivazione fondamentale degli esseri umani, dentro e fuori dalle organizzazioni, sia quella di essere visti dagli altri in modo favorevole ed evitare di essere visti in modo negativo → integration strategies = insieme di comportamenti volti a raggiungere ciò → 3 tipologie:

  • Valorizzazione dell’altro = comportamenti adulatori.
  • Presentazione di sé = autopromozione + understatement.
  • Conformismo nelle opinioni.

A chi appartiene il potere?

Alla persona e/o alla posizione che occupa ⇒ il gruppo scopre la convenienza che deriva dall’avere qualcuno il cui potere sia riconosciuto affinché possa facilitare la convivenza di individui diversi all’interno del gruppo → è la struttura a definire quali posizioni siano dotate di potere rispetto a chi e per quali fini che permane al di là delle persone che la compongono ↳

Stato e potere

Entità che esercita il potere sovrano su un territorio e sui soggetti a esso appartenenti:

  • Ordinamento giuridico = insieme di leggi che definiscono diritti e doveri.
  • Funzionari e pubblici ufficiali = esercitano tali poteri.
  • Garantito il possesso di alcune doti personali.

Evoluzione del potere (Max Weber)

Forme di potere passano progressivamente dall’individuo allo stato. Società primitive → potere carismatico (individui speciali). Carisma = dono divino capace da impressionare gli altri ↳ capacità di intuire i bisogni delle persone e dare una risposta visionaria e appassionante ⇒ → è il massimo del potere personale, non può essere trasferito ad altri. Secondo stadio → potere tradizionale (nobile, borghese) derivante da una prima stratificazione sociale relativamente stabile, che distingue le ⇒ posizioni in una società in sovraordinate e subordinate in rapporto a determinate caratteristiche di chi le occupa → questo ordinamento viene trasferito nel tempo attraverso gli usi e i costumi che i membri della comunità si tramandano e rispettano. Stadio modernità → potere razionale-legale (forma di organizzazione del lavoro = burocrazia). Razionale = strumento efficace ed efficiente di raggiungimento ↳ legale = strettamente regolato dalle leggi dello stato. Ha due caratteristiche chiave:

  • È esercitato al fine di conseguire gli obiettivi dell’ufficio, quindi dello stato.
  • È esplicitamente e formalmente circoscritto da regole opponibili a tutti.

Potere formale, informale e la questione della legittimità

Potere formale = definito nei suoi ambiti di applicazione e nelle sue finalità in documenti scritti accessibili a tutti. Potere informale = non sta scritto da nessuna parte ma prende forma nelle relazioni tra persone → saper leggere la mappa informale di un’impresa permette migliori possibilità di successo. Potere legittimo = potere riconosciuto ed esercitato secondo quanto definito nell’ordinamento giuridico dell’istituzione particolare nella quale la posizione di potere è inserita → è illegittimo un potere ottenuto e/o esercitato in modo illegale e/o immorale.

I processi e le tattiche di esercizio di potere

Esercizio concreto del potere = trasformazione del potere in influenza. Variabili da tenere in considerazione:

  • Due forme diverse di potere:
    • Forma contingente = esercizio di potere personale in una determinata relazione.
    • Forma sistemica = potere è congelato e spersonificato all'interno di strutture.
  • Influenza automatica o meno = se soggetto che subisce pensa prima di decidere o no.

I processi di influenza sono i seguenti:

  • Costrizione = uso della forza fisica per modificare il comportamento altrui (bossing/mobbing) → investimento continuo → processo costoso e instabile.
  • Coercizione = modifica il processo di scelta razionale tra le alternative di comportamento, restringendole a quelle preferite dal soggetto che ha influenza → utilizzo delle risorse a disposizione (es.: promessa di premio/minaccia).
  • Manipolazione = si trasforma in influenza nascondendosi dietro altre relazioni (affetto/amicizia). Si può manipolare una scelta razionale fornendo solo certe informazioni → sfruttamento di eurismi cognitivi.
  • Emulazione = il soggetto che subisce l’influenza si identifica con quello che ha potere, assumendone gli stessi comportamenti.
  • Persuasione razionale = massima sollecitazione della partecipazione del soggetto che subisce → è lo strumento di influenza di chi non ha altre risorse che non siano forza e razionalità.
  • Autorità = presuppone una sospensione del giudizio, non vi è obbligo da parte di chi ha potere di offrire spiegazioni e motivi → esiste solo in quanto riconosciuta e rispettata → è effimera quando vengono meno le basi dell’autorità resta una caricatura = autoritarismo.

Il potere nelle organizzazioni

L’unità dominante è quella che contribuisce maggiormente al risultato economico complessivo, perché dalla sua attività dipende la capacità dell'impresa di centrare i fattori critici di successo nella propria area di affari. Elementi che rendono una funzione potente sono:

  • Controllo dei fattori critici di successo.
  • Insostituibilità.
  • Centralità nei processi.

Per conquistare e mantenere questi elementi bisogna acquisire determinate risorse:

  • Personale competente e motivato.
  • Risorse economiche da investire per migliorare e allargare le proprie attività.
  • Risorse fisiche.
  • Relazioni positive con altri attori potenti all'interno e all’esterno dell’impresa.
  • Leadership dell’unità in grado di acquisire, controllare e sviluppare tali risorse → influenzare le scelte strategiche dell’impresa in una direzione coerente con i propri scopi può essere una tattica efficace messa in atto da un’unità organizzativa per mantenere o guadagnare potere.

La distribuzione verticale del potere può avere motivazioni razionali (= dipendenti dalla necessità di competere in modo efficace ed efficiente), ma può anche essere motivata dalle strategie e dalle tattiche di manager e sottounità organizzative che perseguono propri obiettivi di potere che possono non essere allineati agli interessi dell’impresa.

Empowerment

Etichetta che mette al centro dell’attenzione la presa di responsabilità, il senso di auto-efficacia e l’ottimismo → costruzione di modelli organizzativi piatti = > autonomia, partecipazione, coinvolgimento… in fase di maggiore maturità, assume i contorni di una filosofia manageriale → sviluppo e miglioramento.

Il lato oscuro del potere

Può corrompere, portare chi ce l’ha ad avere una visione stereotipata degli altri e comportamenti non etici → fa aumentare la sensazione di distanza sociale a chi non ce l’ha. Due esperimenti sul potere (in particolare sull’autorità):

  • Milgram = (processo a responsabili Olocausto) se obbedienza ad autorità sospende il giudizio.
  • Zimbardo = (a studenti viene dato ruolo di guardie su altri carcerati, in rigide condizioni) se propensione a commettere il male è insita nell’individuo.

Potere ed etica

La valenza del potere è ambigua → bisogna essere orientati bene → principi etici. Praticare virtù fondamentali contro la tentazione del potere come fine in sé e praticare gratificazione personale.

Capitolo 11

Leadership

Leadership = comportamento di un individuo mentre dirige le attività di un gruppo verso un obiettivo condiviso → approccio comportamentale = influenza interpersonale esercitata in una situazione e diretta, attraverso un processo di comunicazione, verso il raggiungimento di uno o più obiettivi specifici → approccio situazionale. Definizione adottata = capacità di influenzare un gruppo al raggiungimento.

Teorie del “Grande Uomo”

Prime teorie di leadership avevano l’obiettivo di identificare le caratteristiche e le qualità dei grandi leader politici. Approccio dei tratti (originalità, adattabilità, predominio, sicurezza, integrità, ottimismo, controllo) ↳ + attributi fisici = altezza, peso, costituzione, aspetto, età, energia + capacità = di interazione sociale, intelligenza, eloquenza, intuizione, saper essere cooperativi. Nessun tratto è empiricamente in grado di mostrare differenze tra leader e non leader ⇒ → approccio dei tratti non è riuscito nel suo intento.

Intelligenza emotiva (Goleman)

= capacità di riconoscere e gestire le proprie emozioni e quelle degli altri → 5 competenze che contribuiscono ad incrementare l’efficacia:

  • Autoconsapevolezza = abilità di riconoscere i propri stati d’animo, emozioni e impulsi.
  • Autoregolazione = capacità di controllare e ridirigere impulsi e stati d’animo distruttivi e la propensione a sospendere il giudizio.
  • Motivazione = passione al lavoro per motivi che vanno al di là della remunerazione.
  • Empatia = comprendere assetto emotivo degli altri e agire in base a reazioni emotive.
  • Abilità sociale = competenza nella gestione delle relazioni, nella creazione del network.

Può essere appresa, ognuno può migliorarla ↳ → tale teoria non è comunque riuscita a confermare legame tra essa e l’efficacia del leader.

Teorie comportamentali

In risposta ai limiti dell’approccio dei tratti, che studia cosa sono i leader ma non come agiscono.

Gli studi di leadership di Kurt Lewin

Ogni leader si comporta usando uno dei seguenti tre stili:

  • Autocratico = direttivo, forte e con elevato controllo nelle relazioni.
  • Partecipativo = collaborativo, interattivo, lascia più discrezionalità ad altri membri.
  • Laissez-faire = è un “non leader”, abdica autorità e responsabilità decisionale a collaboratori.

Gli studi di Ohio State e Michigan

Ohio State = due dimensioni indipendenti sottostanti al comportamento del leader:

  • Specificazione dei metodi di lavoro = definire e organizzare ruoli e relazioni di lavoro → a livelli elevati = alto assenteismo, alto turnover e bassa soddisfazione.
  • Considerazione = instaurare relazioni di lavoro amichevoli, basate su fiducia e rispetto → a livelli elevati = elevata soddisfazione, basso turnover, elevata performance.

Michigan = due stili attraverso cui identificare i comportamenti del leader:

  • Orientato ai dipendenti = relazioni interpersonali, atmosfera di rispetto e fiducia → livelli di performance più alti.
  • Orientato alla produzione = focus su risultato, supervisione diretta e regole.

La griglia della leadership (Blake e Mouton)

Per identificare in modo prescrittivo i comportamenti del leader → leadership grid: 2 dimensioni indipendenti:

  • Interesse per la produzione.
  • Interesse per le persone.

→ 5 diversi stili di leadership:

  • Leader impoverito (leader laissez-faire) = minimo sforzo per ottenere i risultati richiesti.
  • Leader a metà strada = interesse medio, cerca di bilanciare gli interessi.
  • Leader produci o perisci = elevato interesse per produzione e basso per persone → elevato controllo, possono diventare addirittura aggressivi verso i collaboratori.
  • Country club leader = alto interesse per persone e basso per produzione → collaboratori felici → maggior rendimento.
  • Team leader = alto interesse per persone e produzione → stile migliore.
  • Leader paternalista/maternalista = promette premi in cambio di ubbidienza e sancisce punizioni a chi non lo segue fedelmente → è convinto di sapere meglio di tutti cosa fare.
  • Leader opportunista = stile per massimo beneficio personale.

Teorie situazionali o contingenti

Comportamenti o stili di leadership diversi sono efficaci in certe situazioni ma non in altre. Tre teorie contingenti:

  • Modello di Fiedler
  • Teoria del percorso-obiettivo
  • Modello della leadership situazionale

Modello di Fiedler

Cerca di capire come le interazioni tra l’orientamento del leader e la situazione possano influenzare il gruppo. Non si concentra sui suoi comportamenti ↳ i leader possono essere orientati a:

  • Compito = gratificati dal raggiungimento degli obiettivi.
  • Relazioni = gratificati da sviluppo di relazioni interpersonali.

→ Entrambi possono essere efficaci, dipende dal controllo situazionale che il leader possiede, che dipende da:

  • Struttura del compito
  • Relazioni tra leader e i membri del gruppo
  • Posizione di potere del leader

La teoria contingente prevede che diversi livelli di controllo situazionale richiedano leader con diversi orientamenti.

La teoria del percorso obiettivo (House)

Ruolo fondamentale del leader = rendere chiaro ai collaboratori il percorso verso l’obiettivo ed eliminare eventuali barriere al conseguimento di tale obiettivo → 4 stili comportamentali:

  • Stile direttivo = leader fornisce una direzione specifica in merito alle attività da svolgere, ai ruoli e ai tempi di esecuzione.
  • Stile supportivo = leader è preoccupato dei bisogni dei collaboratori, che tratta come eguali.
  • Stile partecipativo = leader agisce ricercando i consigli e i suggerimenti dei collaboratori e tenendoli in considerazione.
  • Stile orientato al successo = leader impone obiettivi sfidanti ai membri e fornisce feedback → nella scelta, bisogna considerare le caratteristiche dei collaboratori e fattori ambientali.

Alcuni esempi di scelta stilistica in base alle caratteristiche sopra elencate:

  • Alto autoritarismo → direttivo
  • Basso autoritarismo → partecipativo
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Scienze economiche e statistiche SECS-P/10 Organizzazione aziendale

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