PRINCIPI CONTABILI – FINALITA’,OGGETTO,METODO
Nel momento in cui un’impresa si trova a dover effettuare delle decisioni circa
l’attività della stessa, si dispone di una solida base informativa. In quest’ottica
le informazioni dovranno risultare:
1. Rilevanti rispetto alle esigenze informative;
2. Disponibili ed Accessibili, quindi facilmente reperibili;
3. Tempestive, quindi poterne usufruire immediatamente quando insorge
un’esigenza;
4. Precise ed Accurate, quindi devono essere inerenti a ciò che vogliamo
sapere ed essere sufficientemente chiare;
5. Comparabili, in relazione a possibili confronti con situazioni passate e
ipotetiche situazioni future;
6. Rispettose di Economicità, intesa quale rapporto tra l’utilità
dell’informazione e l’onere sostenuto per produrla;
A tal proposito ogni impresa si dispone di un adeguato sistema informativo
aziendale. Cos’è?
È l’insieme di persone, macchine, software ecc. il cui compito è quello di
raccogliere, elaborare, archiviare e sintetizzare dati al fine di produrre e
condividere le informazioni alle persone che ne hanno bisogno nel luogo e
momento adatto. Oggigiorno i sistemi informativi aziendali sono strutturati
prevalentemente come “computer based” (si fa uso di tecnologie), a dispetto
invece di quelli “manuali” ovvero basati su strumenti cartacei.
In questo lavoro, l’attenzione sarà focalizzata sul sottosistema delle rilevazioni
d’esercizio: a tal fine sarà necessario ricomprendere nel senso di contabilità in
“senso ampio” (quale l’insieme delle determinazioni quantitative fondate
sull’impiego di strumenti e metodologie di varia natura),anche un “senso
stretto” sino a comprendere la contabilità di magazzino, la contabilità dei clienti
ecc.
In quest’ottica la contabilità, in quanto espressione del sottosistema delle
rilevazioni d’esercizio, può essere definita come un complesso sistema di
principi, metodi e tecniche che consentono di rilevare i dati originati dalle
operazioni svolte con la finalità di fornire informazioni; la contabilità generale
rappresenta il polmone informativa dell’impresa.
Il principale output della contabilità generale è il bilancio d’esercizio, articolato
in vari documenti:
● Stato patrimoniale, che rappresenta gli investimenti (impieghi: I) e le
fonti di finanziamento (F);
● Conto economico, che rappresenta i componenti positivi e negativi del
reddito, dalla cui contrapposizione deriva il risultato economico (utile o
perdita) d’esercizio;
● Rendiconto finanziario;
● Prospetto delle variazioni del patrimonio netto;
● Nota integrativa;
Il bilancio si riferisce ad un intervallo temporale denominato “periodo
amministrativo” che di regola coincide con l’anno solare. Invece “l’esercizio” è
la porzione di gestione che può essere riferita al periodo amministrativo.
Chiaramente come si procede nella stesura del sistema contabile? Andando a
definire principi e metodologie per misurare e rilevare i fenomeni aziendali
ovvero individuando la finalità, l’oggetto e il metodo delle rilevazioni contabili
(e del bilancio come suo output). perché
Partendo dalle finalità del sistema contabile, equivale ad interrogarsi sul
si effettuano le rilevazioni.
Una prima funzione attribuibile al bilancio è quella di rendiconto (cd.
Stewardship function): le rilevazioni contabili e l’output devono consentire una
valutazione del management dell’azienda.
La seconda funzione considera il bilancio quale strumento di comportamento,
cioè, fornisce agli organi di governo una panoramica della dinamica aziendale
passata e permette di definirne una futura.
La terza funzione è quella di fornire le giuste informazioni sull’andamento
aziendale a tutti i soggetti esterni all’azienda che portano interessi personali in
essa (stakeholders). In relazione all’attività informativa del bilancio, è chiaro
che quest’ultimo dovrà rispettare delle linee guida che possano soddisfare le
esigenze conoscitive dei possibili destinatari; scartata l’ipotesi di configurare un
minimo di informazione comune a tutti i possibili destinatari, occorre
individuare l’utente che presenti esigenze conoscitive maggiori.
Tale impostazione è inserita nei framework predisposti dai principali organismi
che emanano principi contabili. Quest’ultima definisce anche il grado di
apertura delle imprese sul mercato poiché è chiaro che imprese di grandi
dimensioni, magari quotate anche in Borsa, abbiano una posizione più elevata
rispetto ad un’impresa di piccole dimensioni.
I principi contabili sono contenuti in documenti di carattere tecnico, documenti
che sono stati redatti da professionisti del settore. Essi definiscono i criteri da
seguire nella tenuta della contabilità delle operazioni di gestione, osservando
anche le diverse esigenze informative dei destinatari.
Fondamentalmente due possono essere i criteri da applicare quando si
redigono i principi contabili; il primo criterio concerne il rapporto tra il principio
contabile e la prassi/teoria contabile che può seguire due impostazioni:
1. La prima impostazione prevede un collegamento diretto tra il principio
contabile e la prassi poiché il contenuto dello stesso è elaborato sulla
base del comportamento degli operatori. In questo caso il principio
contabile segue quello che è il comportamento più diffuso e accettato
(principi contabili generalmente accettati);
2. La seconda impostazione prevede un collegamento tra il principio
contabile e la teoria, cioè il contenuto dello stesso è elaborato solo dopo
la definizione di concetti generali del bilancio. Il rapporto che intercorre
tra i due è quello di subordinazione nel senso che il framework (ovvero il
quadro concettuale) è sovraordinato rispetto ai singoli principi contabili
(rapporto simile alla Costituzione e alle leggi dello Stato). Qual è il limite
di questa impostazione? Si potrebbe chiaramente elaborare un piano che
sia esclusivamente teorico e quindi non applicabile alla prassi. Ecco
perché l’emanazione di questo principio prevede il costante confronto
con la prassi, saldando quello che è il momento deduttivo e il momento
induttivo.
Il secondo criterio tiene invece conto del grado di analisi e di dettaglio adottati
nella generazione dello stesso:
1. La prima metodologia, definita “rule based”, prevede che il principio
contabile sia strutturato in maniera analitica, poiché deve fornire una
risposta dettagliata alla moltitudine di situazione verificabili nella prassi;
2. La seconda metodologia, definita “principle based”, prevede che il
principio contabile dia delle regole di carattere generale, senza essere
troppo specifico;
In Italia, i principi contabili sono emanati dall’OIC (Organismo italiano di
contabilità), invece a livello internazionali sono emanati dallo IASB
(International accounting standard board) e vengono chiamati come IAS oppure
IFRS (International accounting standard/ International financial reporting
standard).
L’oggetto delle osservazioni contabili si traduce nella domanda “che cosa
vogliamo rilevare” attraverso il sistema contabile che abbiamo utilizzato. A tal
proposito è importante dire come, nel corso del tempo, ci sia stata una vera e
propria evoluzione del sistema delle scritture contabili. Il primo che ha
sviluppato la primissima impostazione di scritture contabili è Fabio Besta in
quale lo denominò come “sistema patrimoniale” perché era il capitale
l’oggetto delle rilevazioni contabili; per cui tutto verteva sulle operazioni che
giravano intorno alla modifica del capitale.
Successivamente venne ideato un nuovo sistema definito “rivoluzionario” negli
studi di ragioneria e fu quello di Gino Zappa, il “sistema reddituale”: come si
può intuire l’oggetto delle rilevazioni contabili divenne il reddito che <<si
determina solo nello scambio e per lo scambio>>. Ciò porta a pensare che per
una determinazione perfetta del reddito sia necessario tenere conto solo delle
operazioni di gestione esterna.
In termini più specifici, il sistema del reddito si basa sull’analisi delle operazioni
di gestione da due punti di vista:
● L’aspetto numerario, originario, è quello fondato sul denaro e sui suoi
sostituti ossia crediti e debiti di funzionamento;
● L’aspetto economico, derivato, articolato in: valori economici di reddito
(costi e ricavi) e valori economici di capitale (variazione del capitale
proprio);
Dopo Zappa, si sono aggiunti anche altri autori che hanno elaborato altri
sistemi, partendo da quello reddituale di Zappa stesso e andandolo a
perfezionare tra cui Aldo Amanduzzi, Edoardo Ardemani ecc.
Prima di avviare un’attività, un’impresa dovrà disporre necessariamente di un
patrimonio, ossia di un insieme coordinato di risorse deputate allo svolgimento
di un’attività di produzione. Queste risorse rappresentano un insieme organico
composto da vari elementi ognuno dei quali è legato all’altro da legami di
interdipendenza. Le risorse messe a disposizione non sono statiche nel tempo,
ma subiscono dei mutamenti dovuti allo svolgimento della stessa attività
economica; bisognerà indagare dunque sia la provenienza sia la composizione
delle risorse messe a disposizione dell’impresa.
Per quanto concerne la provenienza delle risorse, esse possono provenire sia
dagli stessi soci in qualità di “capitale di rischio” con permanenza
indeterminata all’interno dell’impresa, sia da terzi finanziatori in qualità di
“capitale di credito” con permanenza e modalità predeterminate. Allo stesso
modo le risorse che l’azienda sfrutta possono provenire anche dai proventi
economici che la stessa registra nel corso della sua attività. Per cui potremmo
concludere dicendo che le fonti possono derivare sia dai finanziamenti ottenuti
(a titolo di capitale di rischio o di credito), sia da ricavi conseguiti. Si
chiameranno rispettivamente “FONTI FINANZIARIE” e “FONTI ECONOMICHE”.
Per quanto concerne la composizione, il capitale può essere articolato in
elementi di diversa natura: l’impresa, oltre che fornirsi di denaro, può
effettuare anche investimenti finanziari configurandosi, quindi, crediti di
regolamento, crediti di finanziamento, titoli e partecipazioni che insieme
formano gli IMPIEGHI FINANZIARI. Inoltre, l’impresa investe anche le risorse a
disposizione nell’acquisizione di fattori produttivi necessari per lo svolgimento
della produzione, sostenendo i relativi costi, che configurano gli IMPIEGHI
ECONOMICI. dicotomia fonti-impieghi
Avremo dunque una vera e propria che si articola
prevalentemente su 4 tipologie di operazioni di gestione che sono operazioni di
finanziamento, operazioni di investimento, operazioni di vendita del prodotto
(gestione esterna) e operazioni di trasformazione (gestione interna).
LIBRI OBBLIGATORI – REGISTRI OBBLIGATORI- PRESUPPOSTI IVA
Il codice civile e la normativa fiscale impongono a carico delle imprese l’obbligo
di tenuta di diversi libri, specificando talvolta il metodo di tenuta e di
conservazione. L’art. 2219 c.c dispone che “tutte le
scritture devono essere tenute secondo le norme di un'ordinata contabilità,
senza spazi in bianco, senza interlinee e senza trasporti di margine. Non si
possono fare abrasioni, e se è necessaria qualche cancellazione, questa deve
eseguirsi in modo che le parole cancellate siano leggibili”.
Per quanto concerne la conservazione dei libri, le scritture devono essere
conservate per dieci anni dalla data dell’ultima registrazione. A seguito dei
cambiamenti avuti negli ultimi tempi, il legislatore ha predisposto l’utilizzo di
strumenti informatici che consentono una rapida ricerca di informazioni
rilevanti e un abbattimento di costi nella tenuta e conservazione di tutti i dati.
libro giornale, il libro degli inventari
I libri obbligatori previsti dal c.c. sono il e
altre scritture contabili “richieste dalla natura e dalle dimensioni dell’impresa”.
Per quanto concerne il libro giornale, esso è costituito dall’insieme delle
scritture redatte in ordine cronologico, mediante la redazione di articoli in
partita doppia; infatti dispone l’obbligo di rilevare giorno per giorno le
operazioni svolte nell’esercizio dell’impresa.
Gli articoli in partita doppia possono essere:
1. semplici, quando all’addebitamento di un solo conto corrisponde
l’accreditamento di un solo conto;
2. composti, quando all’addebitamento di un solo conto corrisponde
l’accreditamento di diversi conti oppure quando all’addebitamento di
diversi conti corrisponde l'accreditamento di un solo conto;
3. complessi, quando all’adddebitamento di due o più conti corrisponde
l’accreditamento di due o più conti;
Per quanto concerne il libro degli inventari (obbligatorio per l'imprenditore
che esercita un’attività commerciale) deve essere redatto a partire dal
momento di creazione dell’impresa e per tutti gli anni a venire; esso deve
recare l’indicazione degli elementi attivi e passivi del capitale. Il procedimento
di inventariazione consiste nell’individuare e descrivere gli elementi del
capitale, articolandosi nelle fasi di seguito elencate:
ricerca
● = individuare gli elementi del capitale e annotare le
caratteristiche principali;
descrizione
● = esposizione delle caratteristiche qualitative e quantitative;
classificazione
● = ordinare i dati raccolti in classi omogenee;
valutazione
● = attribuire una grandezza di valore ai singoli elementi del
capitale;
rappresentazione
● = predisporre il documento contabile contenente i
risultati dell’inventariazione;
Gli inventari possono essere classificati secondo alcuni criteri.
● in base all’oggetto, avremo inventari generali (tutti gli elementi del
capitale) e particolari (solo alcune classi di elementi);
● in base al contenuto, possono essere analitici (descrizione dettagliata
degli elementi) o sintetici;
● in base alla natura dei dati, distinguiamo inventari a quantità fisiche
(informazioni qualitative e quantitative non monetarie) e a valore (si
aggiunge anche il valore monetario);
● in base all’origine dei dati, abbiamo inventari contabili (predisposti sulla
base delle risultanze contabili) e di fatto (implicanti una materiale
ricognizione degli elementi da inventare);
● in base alla periodicità, abbiamo inventari ordinari e straordinari;
● in base alla forma del prospetto, a sezioni sovrapposte (si elencano prima
gli elementi attivi poi i passivi del capitale) o a sezioni contrapposte (due
colonne in cui si elencano attività e passività);
Tra le altre scritture contabili richieste abbiamo il libro mastro che è costituito
dall’insieme di tutti i conti, ciascuno acceso ad un definito oggetto.
Se l'impresa adotta la forma giuridica della società di capitali l’articolo 2421
prevede l'obbligo di tenuta di ulteriori libri, uno fra questi potrebbe essere il
libro dei soci oppure abbiamo anche il libro delle obbligazioni.
Il bilancio redatto secondo le disposizioni civilistiche e i principi contabili
rappresenta il punto di partenza per la definizione del reddito imponibili ai fini
fiscali. I registri obbligatori previsti
dalle imposte dirette hanno la finalità di consentire al contribuente la
determinazione delle imposte dovute e agli uffici tributari di controllare il
corretto adempimento delle norme di legge. L’individuazione dei registri
dipende dal regime contabile previsto dalla normativa, ossia:
● regime semplificato, in cui le imprese che vi rientrano possono tenere
anche solo i registri IVA e il registro dei beni ammortizzabili;
● regime ordinario, il quale prevede, oltre che i registri IVA, anche la tenuta
dei seguenti libri e scritture:
→ libro giornale, in cui sono riportate le operazioni svolte in ordine
cronologico; → libro inventari;
→ registro dei beni ammortizzabili, in cui si riportano per ciascun fattore
pluriennale tutti i dati a esso relativi;
→ scritture ausiliarie di magazzino;
•IVA
L’imposta sul valore (IVA) si applica “alle cessioni di beni ed alle prestazioni di
servizi effettuate nel territorio dello Stato nell’esercizio di imprese o
nell’esercizio di arti e professioni e sulle importazioni da chiunque effettuate”. I
presupposti affinché un’operazione rientri nella sfera di applicazione dell’Iva
sono:
1. presupposto oggettivo: l’Iva si applica alle cessioni di beni e alle
prestazioni di servizi, per cui sono esonerate tutte le altre operazioni che
non sono configurabili come tali o che la legge non considera tali;
2. presupposto soggettivo: operazioni compiute nell’esercizio di imprese,
di arti e professioni; le importazioni da chiunque effettuate;
3. presupposto territoriale: tutte le operazioni compiute nel territorio
dello Stato;
Le operazioni ai fini Iva possono essere classificate in:
- operazioni non soggette a IVA, sono tutte quelle prive dei presupposti e
non vanno fatturate;
- operazioni soggette a IVA, sono quelle operazioni che rientrano nel
campo di applicazione dell’imposta e vanno fatturate; queste si dividono
operazioni imponibili
a loro volta in (si calcola l’imposta in base alle
aliquote statali che possono essere del 22%, del 4% e del 10% a seconda
operazioni non imponibili
del bene/servizio di riferimento), (non si calcola
l’imposta per evitare doppia tassazione ad
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Domande orale Fisica, prof. Luigi Palumbo
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Possibili domande orale Fisica generale 1
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Chimica generale e analitica esame orale
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