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Muscoli della schiena e dell'addome

In base a quello che teniamo fermo (es. a fare una trazione sono le mani a stare ferme e il corpo si muove) decidiamo quali saranno i muscoli reclutati.

Muscoli poli-articolati → Muscoli che passano sopra diverse articolazioni e quindi aiutano nel loro movimento.

Anatomia di superficie, capire su paziente vivo i muscoli e il livello dei risultati.

L'origine di un muscolo è quella più mediale o prossimale alla colonna e il termine il punto più distale, solitamente la contrazione del muscolo avvicina il termine all'origine ma ci sono delle eccezioni.

Muscoli della schiena profondi

Le fibre non si incrociano mai tra strati diversi.

Muscoli della colonna vertebrale

Muscoli della colonna vertebrale (lunghezza media 2 cm).

Inter-spinosi → Muscoli con origine e termine sui processi spinosi consecutivamente, mantengono stabili le vertebre.

Inter-trasversali → Muscoli con origine e termine sui processi trasversi, di tipo posizionale e resistenti, mantengono l'equilibrio nella colonna tenendo i dischi cartilaginei fissi. Possono essere mediali o più laterali.

Rotatori del dorso → Muscoli con origine sul processo trasverso di ogni vertebra toracica (tranne T1) e termine sul processo spinoso della vertebra toracica superiore (tranne T12), sono obliqui e promuovono la rotazione e equilibrano la colonna.

Primo strato erettori della colonna

Multifido → Origina dall'osso sacro e spina iliaca e termina sui processi spinosi delle ultime vertebre toraciche, nella fascia lombare e sacrale è più largo.

Movimento → la contrazione unilaterale supporta la flessione laterale. Permette iper-lordosi ipsilaterale e alla rotazione controlaterale della colonna vertebrale.

Semi-spinali del torace, collo e testa → Sono il proseguimento del multifido e terminano sui processi spinosi delle prime 4 vertebre toraciche, poi cervicali (tranne C1) e sull'osso occipitale del cranio.

Movimento → La contrazione bilaterale concorre all'estensione della testa e dei tratti cervicale e toracico della colonna vertebrale; la sua contrazione unilaterale, invece, contribuisce alla flessione laterale ipsi-laterale e alla rotazione controlaterale della testa e dei tratti cervicale e toracico della colonna vertebrale.

Detti anche spino-vertebrali, se contratti insieme al multifido si ottiene l'arco dorsale completo.

Elevatori delle coste, brevi e lunghi → Movimento → elevano le coste, permettendo l'ispirazione.

Secondo strato erettori della colonna

Spinale → Il più vicino alla colonna si divide in: del torace, collo e capo, origina sui processi spinosi da T9 a L2 e termina su quelli delle vertebre toraciche e cervicali (tranne C1).

Movimento → Permette, tramite contrazione bilaterale l'estensione della colonna e contrazione unilaterale flessione laterale ipsi-laterale della colonna (nel tratto toracico e cervicale).

Lunghissimo → Leggermente più distale ma prima dell'angolo costale si divide in: del torace, collo e capo, origina dai processi trasversi di vertebre lombari e toraciche e termina sui processi trasversi di toraciche e cervicali ma anche sul processo mastoideo dell'osso temporale del cranio.

Movimento → Permette, tramite contrazione bilaterale l'estensione della colonna, collo e testa, contrazione unilaterale flessione laterale ipsi-laterale della colonna, collo e testa e infine rotazione degli ultimi due.

Ileo costale → Ancora più distale, origina dalla cresta iliaca e l'angolo costale delle coste, termina sui processi trasversi delle vertebre cervicali.

Movimento → Permette, tramite contrazione bilaterale l'estensione della colonna, contrazione unilaterale flessione laterale ipsi-laterale della colonna.

Splenio del capo e collo - Movimento → tramite contrazione bilaterale, estensione di collo e testa. Permettono, mentre contrazione unilaterale permette inclinazione laterale e rotazione ipsi-laterale (dalla parte della contrazione) di collo e testa.

Se presi singolarmente sono dei rotatori del tronco essendo diversi fasci si ha più precisione.

Muscoli della schiena intermedi

Unico strato

Dentato postero superiore → Forma rettangolare, origina dal legamento nucale e i processi spinosi da C7 a T3 e termina sul bordo sup. delle coste dalla 2 alla 5.

Movimento → l'inspirazione. Servono per (alzano le coste) sopra di essi c'è la scapola appoggiata.

Dentato postero inferiore → Origina dai processi spinosi da T11 a L3 e termina sul bordo inf. delle coste da 8 a 12.

Movimento → l'espirazione. Servono per (abbassano le coste).

Fascia toraco-lombare → Un piano di tessuto connettivo che separa i muscoli dei vari piani di profondità che si contraggono in modo opposto evitando lo sfregamento tra di loro, è in aggiunta all'endomisio, perimisio ed epimisio e oltre a proteggere tiene unito il corpo avendo degli ancoraggi ossei molto estesi.

Muscoli della schiena superficiali

Primo strato spino-appendicolari

Primo strato Spino-appendicolari, muscoli che vanno dalla colonna alle appendici (arti superiori e inferiori) stabilizzatori della scapola.

Elevatore della scapola → Origina dai processi trasversi da C1 a C4 e termina sul bordo mediale della scapola.

Movimento → Permette il sollevamento della scapola e permette la rotazione della scapola abbassando la cavità glenoide.

Piccolo romboide → Origina dal legamento nucale e dal processo spinoso C7 a T1, termina sul bordo laterale della scapola a livello della spina scapolare.

Grande romboide → Origina dal processo spinoso da T2 a T5 e termina sul bordo mediale sotto l'inserzione del piccolo romboide.

Movimento → Alzano la scapola e le avvicinano (coperti dal trapezio spino-scapolare) importanti per la fissazione della scapola alla gabbia toracica, coprono il dentato postero-superiore.

Secondo strato toraco-appendicolari

Sono grande pettorale, dentato anteriore, succlavio e piccolo pettorale, propriamente del dorso:

Trapezio, muscolo ventaglio → Origina tendine diffuso che si lega ai processi spinosi delle vertebre C7-T12 e termina sulla spina della scapola, anteriormente sul margine sup. della clavicola sul cingolo scapolare.

Movimento → abduzione sul piano trasversale delle scapole (scaturisce max forza), mentre un'abduzione obliqua verso l'alto o il basso utilizza le rispettive fibre oblique (si contraggono anche le altre ma meno così la forza non è max). Quindi funzione principale abdurre le scapole, secondaria alza e abbassa le spalle e aiuta nella circonduzione.

Note sull'allenamento: I muscoli a ventaglio possono essere allenati con angolazioni diverse così da allenare specificatamente di più una parte e non la totalità delle fibre nello stesso modo.

Grande dorsale, muscolo piatto → Origina da un tendine diffuso che si lega ai processi spinosi da T7 a L5 e termina anteriormente sul solco inter-tubercolare dell'omero, muscolo a ventaglio molto esteso.

Movimento → Permette l'adduzione, l'estensione e la rotazione interna dell'arto superiore e il sollevamento alla sbarra.

Entrambi si ancorano ai processi spinosi lombari (tozzi, sviluppati molto forti perché subiscono forti tensioni) formano la aponeurosi.

Muscoli dell'addome profondi posteriori

Quadrato dei lombi, muscolo spesso → Origina sulla cresta iliaca e termina sui processi trasversi da L1 a L4 e il bordo inferiore dell'undicesima costola (costola fluttuante).

Movimento → Permette la flessione della schiena (sta lateralmente alla colonna).

Piccolo psoas, muscolo lungo → Origina dai corpi delle vertebre T12 e L1 e termina sulla linea pettinea e l'eminenza ileo-pubica.

Grande psoas, muscolo fusiforme → Origina dai processi trasversi da T12 a L4 e dagli stessi dischi intervertebrali e termina sul piccolo trocantere del femore, passando all'interno del bacino.

Movimento → Il grande permette flessione della coscia sul bacino e alla flessione laterale della colonna vertebrale. Il piccolo permette flessione del tratto lombare della colonna.

Iliaco, muscolo ventaglio → Origina e occupa tutta la fossa iliaca e termina sul piccolo trocantere del femore (unito al grande psoas forma il muscolo ileopsoas stesso termine).

Movimento → Permette flessione della coscia (sul bacino) e alla sua rotazione mediale. Insieme formano il muscolo ileo-psoas.

Muscoli addome superficiali antero-laterali

Sono estrinseci cioè legano in parte il torace, ma non c'entrano con la respirazione.

Retto dell'addome → origina dalla cresta pubica e inserisce sul processo xifoideo e 5/7 cartilagine costale avvolto dagli obliqui e trasverso, parallelo alla line alba. Contratto avvicina processo xifoideo al pube (flessione del tronco) e appiattisce la pancia, muscolo multi-ventrico muscoli in serie che si accorciano simultaneamente, pezzi sopra all'ombelico e 2 sotto, quest'ultimi non hanno la fascia di connettivo ben definita quindi poco effetto tartaruga.

Piramidale → piccolo sotto la cassa toracica.

Trasverso dell'addome, muscolo piatto → Origina dalla cresta iliaca, la fascia toraco-lombare e ultime cartilagini costali e termina sulla linea alba.

Movimento → contributo fondamentale alla compressione dell'addome e innalzatore della pressione intra-addominale e un muscolo espiratore accessorio (respirazione forzata).

Obliquo interno dell'addome, muscolo piatto → Origina dalla cresta iliaca, la fascia toraco-lombare e il legamento inguinale, termina sulle ultime 3 coste e la linea alba.

Movimento → contrazione bilaterale compressione dell'addome e flessione del tronco, contrazione unilaterale porta a rotazione e inclinazione omolaterali del tronco.

Obliquo esterno dell'addome → Origina dalle ultim

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Scienze biologiche BIO/16 Anatomia umana

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher Cocktwil di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Anatomia umana e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università degli Studi di Pavia o del prof Cusella De Angelis Maria Gabriella.
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