MICROECONOMIA DA SLIDE PROF.
TRIVIERI
INTRODUZIONE:
In microeconomia si parla dell’agire economico, il quale
va incontro a dei limiti poiché ci sono cose che si
possono fare ed altre che non si possono fare. Queste
limitazioni non esistono solamente per gli individui ma
anche per la società poiché le risorse naturali sono
limitate. Questa scarsità fa affrontare alla società tre
questioni cruciali: 1)Cosa produrre?-2)Come produrre?-
3)Per chi produrre? Il modo a cui si risponde a queste
domande è detto meccanismo di allocazione delle risorse.
Una delle branche della Microeconomia studia i processi
decisionali deli individui attraverso scelte ottimali
oppure alternative che questi fanno. Le interazioni degli
individui avvengono nel mercato, in questi i
consumatori/produttori hanno la possibilità di scambiare
i beni/servizi, nel mercato le interazioni determinano il
prezzo e la quantità scambiata, è dunque nel mercato che
si cerca di dare risposta alle tre domande di prima.
Quasi tutte le economie mondiali sono Economie di
mercato, la quale si basa su un libero mercato, al
contrario di quanto avviene in paesi come la Corea del
nord, nei quali c’è la pianificazione centralizzata delle
decisioni ed è lo stato che risponde alle tre di domande
di prima. Vedere come ragionano tutti gli individui
sarebbe troppo complesso per il fatto che siamo più di
otto miliardi; perciò, si cerca di semplificare
attraverso l’uso di modelli. I modelli cercano di mettere
a fuoco l’essenziale poiché mostrano una visione
semplificata della realtà ma non perfette, un modello
economico può essere: verbale; grafico e matematico. Gli
economisti sono soliti usare modelli matematici perché le
maggiori scelte in economia sono di tipo quantitativo, le
quali richiedono una risposta precisa. Nei modelli ci
sono due tipi di variabili: Esogene se si possiede come
data (non temporale ndr.) Endogene se derivate da altre.
L’oggetto principale di studio è come le variabili
endogene variano in base a quelle esogene fino a
raggiungere un punto di assestamento detto Equilibrio. Il
modello della domanda e dell’offerta è uno strumento che
attraverso certe condizioni, cioè quelle che
sottintendono il funzionamento dei mercati
concorrenziali. Se tali condizioni vengono meno si
considereranno altri modelli riguardanti la concorrenza
imperfetta. Il mercato perfettamente concorrenziale
massimizza il surplus totale generato dalla produzione e
dal consumo di un bene; Il sistema dei mercati
concorrenziali conduce all'efficienza economica, ciò
intende che la determinazione dei prezzi e delle quantità
scambiate rappresentano la creazione delle risorse tale
per cui si raggiunge un equilibrio Pareto-efficiente. In
molti mercati succede che non è possibile raggiungere
l'obiettivo ideale dell'efficiente allocazione delle
risorse e, quando ciò accade si parla dei fallimenti dei
mercati, i quali possono emergere per diverse ragioni:
Quando il prezzo di mercato non è il risultato
dell'interazione delle decisioni dei consumatori e
produttori, ma determinato da un solo lato del mercato:
si ha la concorrenza imperfetta; quando le decisioni di
consumo e di produzione di alcuni individui comportano
effetti sul benessere di altri consumatori o produttori
esterni al sistema(ESTERNALITÀ). E virgola accatto quando
l'informazione tra le partecipanti del mercato non è
completa, ma alcuni agenti hanno più informazioni di
altri, ovvero nelle circostanze caratterizzate da
informazioni asimmetriche.
DOMANDA E OFFERTA
LA DOMANDA
La domanda di un bene indica la relazione tra il prezzo
di quel bene e la quantità che i consumatori sono
disposti ad acquistare a parità di tutti gli altri
fattori in grado di influenzare. La rappresentazione
grafica è chiamata CURVA DI DOMANDA, la quale può essere
anche rappresentata matematicamente e ha forma:
Qd= f(P+ altri fattori)
L'inclinazione verso il basso della curva di domanda
indica che i consumatori desiderano acquistare un bene in
quantità maggiore quanto più basso è il suo prezzo e in
quantità minore quanto più elevato è il suo prezzo->LEGGE
DELLA DOMANDA. Non bisogna dimenticare che ci sono altri
fattori oltre il prezzo che influenzano la curva di
domanda tra cui: il reddito; I gusti; Il prezzo dei beni
collegati(beni sostituti o complementi); Le informazioni
sul prodotto; Eccetera, tutti questi fattori non
determinano uno spostamento lungo la curva di domanda,
bensì la traslano, un aumento della quantità domandata fa
traslare la curva verso destra, contrariamente una
diminuzione determina uno spostamento verso sinistra.
L’OFFERTA
L'offerta di un bene indica la relazione tra il prezzo di
quel bene e la quantità che le imprese sono disposte a
vendere a parità di tutti gli altri fattori che
influenzano la quantità offerta. La CURVA DI OFFERTA la
rappresentazione grafica della scheda di offerta e, come
per la curva di domanda questa può essere rappresentata
matematicamente:
Qs=f(P+ altri fattori)
L'inclinazione verso l'alto della curva di offerta indica
che, all'aumentare del prezzo, le imprese sono disposte
ad offrire una maggiore quantità del bene e viceversa.
Non possiamo però concludere che esista una legge
dell'offerta, perché questa ha generalmente pendenza
positiva. Come per la curva di domanda, la corretta
interpretazione della curva di offerta implica che
bisogna conoscere anche altri fattori che per semplicità
vengono dati per certi e influenzano la quantità offerta.
Tra questi fattori abbiamo: i prezzi dei fattori della
produzione; Lo stato delle conoscenze tecnologiche; La
regolamentazione pubblica; Eccetera. Così come per la
curva di domanda anche la curva di offerta subisce
variazioni da fattori diversi dal prezzo: per ogni
possibile prezzo, l'aumento della quantità offerta
determina uno spostamento della curva di offerta verso il
basso e l'offerta, di conseguenza aumenta; La riduzione
della quantità offerta determina uno spostamento della
curva di offerta verso l'alto e l'offerta quindi
diminuisce. In sintesi, una variazione del pezzo
determina un movimento lungo la curva di offerta del
bene, invece, una variazione di un fattore diverso dal
prezzo determina uno spostamento della curva di offerta
del bene.
EQUILIBRIO
La curva di domanda indica la quantità che i consumatori
desiderano acquistare ad ogni prezzo, e la curva di
offerta indica la quantità che l'impresa desiderano
vendere a ciascun prezzo. Quando coloro che partecipano
al mercato sono in grado di acquistare o vendere la
quantità che desiderano, il mercato è in equilibrio D=S.
Graficamente questo è il punto di tangenza fra le due
curve. Nel caso in cui il mercato non sia in equilibrio
si può avere eccesso di offerta o eccesso di domanda. Se
il prezzo non è quello di equilibrio i consumatori e le
imprese hanno convenienza a modificare il proprio
comportamento, in modo da raggiungere la condizione di
equilibrio. In uno scenario di eccesso di domanda, i
consumatori insoddisfatti offrirebbero ai venditori un
prezzo superiore a quello che crea disequilibrio.
All'aumentare del prezzo la quantità che le imprese
desiderano offrire aumenta la quantità che i consumatori
desiderano acquistare si riduce. In uno scenario di
eccesso di offerta, le imprese, piuttosto che incorrere
in costi di magazzinaggio, possono scegliere del ridurre
il prezzo per attrarre ulteriori consumatori. Al ridursi
del prezzo, la quantità domandata aumenta e quella di
offerta si riduce. Il processo dura fino a quando
l'eccesso di offerta non sarà eliminato. La statica
comparata studia gli shock che possono colpire le curve e
modificarle. Quando le curve cambiano modificandole
l’inclinazione succede che diventa più o meno sensibile
alle variazioni del prezzo, Nella domanda più varia il
prezzo e meno varia la quantità scambiata, nell’offerta
succede il contrario.
ELASTICITÀ
Con l’elasticità si va a guardare alla sensibilità delle
curve: L'elasticità misura la variazione percentuale di
una variabile in risposta di una variazione percentuale
di un'altra variabile. Con riferimento alla curva di
domanda possiamo considerare tre misure dell'elasticità:
• L’elasticità della domanda rispetto al prezzo;
• L'elasticità della domanda rispetto al reddito;
• L’elasticità incrociata rispetto al prezzo.
L’elasticità della domanda rispetto al prezzo
L’elasticità della domanda rispetto misura la variazione
percentuale della quantità domandata di un bene in
rapporto alla variazione percentuale del prezzo dello
D D →
÷
d
stesso bene ed ha come formula: E = D=
Con: Ed>1= La domanda è elastica rispetto al prezzo
Ed<1= La domanda è anelastica rispetto al prezzo
Ed=1= La domanda è elastica unitaria
L’elasticità della domanda rispetto al prezzo non dipende
dall'unità di misura in cui sono espressi prezzo e
quantità, perché ne considera le variazioni percentuali.
Se la quantità domandata è variata, l'informazione che
trasmette la stessa indipendentemente dall'unità di
misura di Qd e P. Quando si cerca di determinare il
valore della elasticità, ci si trova di fronte un
problema pratico: nel momento in cui si devono calcolare
le variazioni percentuali da un punto di vista ad un
altro sulla curva di domanda ci si pone la domanda di
quale variabile usare al denominatore che è presente
nella formula, purtroppo non esistono risposte esatte. Ma
la scelta non influisce molto sul valore dell’elasticità
se la distanza tra due punti che si considerano è
piccolo. Ma se le variazioni sono consistenti, allora, la
scelta ha un peso rilevante: in questi casi,
convenzionalmente, si preferisce un compromesso: invece
che scegliere i valori di Q e P nel punto iniziale o in
quello finale, se ne prende la media. L’elasticità
calcolata mediante questo procedimento viene definita
elasticità d'arco. Sebbene l'elasticità calcolata così, è
alle volte utili, gli economisti generalmente utilizzano
il termine elasticità per riferirsi all'elasticità
puntuale. L'elasticità puntuale della domanda è data dal
reciproco della pendenza ed è diversa da punto a punto
lungo la retta di domanda. Bisogna tenere presente che
per una curva di domanda lineare il rapporto coincide
esattamente con la pendenza della curva stessa, quale sia
l'ampiezza delle variazioni di P che si considerano; Nel
caso di una curva di domanda non lineare, il rapporto
tende alla pendenza della curva in un punto, tanto più
piccolo sono la variazione di P che si considerano. In
altri termini, per via delle variazioni via via più
piccoli di P, il rapporto diventa uguale alla pendenza
della retta tangente alla curva in un punto che,
rincorrendo ad una definizione frequentemente utilizzata,
coincide con la pendenza della curva in quel punto.
DUE CASI SPECIALI
Una curva di domanda orizzontale indica che, per un
prezzo pari a P*, i consumatori sono disposti ad
acquistare tutto ciò che le imprese sono disposte a
vendere: ma se il prezzo aumenta, anche solo di
pochissimo, la quantità domandata scende a zero. Una
piccola variazione del prezzo comporta un'enorme
variazione della domanda. Il rapporto è infinito, quindi
anche l’elasticità(BENI SOSTITUTI). Una curva di domanda
verticale indica che i consumatori sono disposti ad
acquistare una quantità fissa del bene, quale sia il
prezzo, il rapporto è zero, quindi anche l'elasticità;
Quindi, la curva di domanda è ANELASTICA.
ELASTICITÀ E SPESA TOTALE
La spesa totale per un dato bene è la quantità di denaro
speso per acquistarlo. Se P aumenta, si hanno due effetti
di spesa totale: aumenta, perché aumenta il prezzo per
ogni unità acquistata; diminuisce, perché diminuisce la
quantità consumata; Non possiamo dire a priori come varia
la spesa totale quando varia il prezzo di un bene. A meno
che non si conosce l'elasticità:
Se Ed>1= domanda elastica, spesa totale diminuisce
Se Ed<1 domanda anelastica, spesa totale aumenta
Se Ed=0 domanda unitaria, spesa totale non varia
Generalmente, l'elasticità della domanda al prezzo
dipende: 1)Dal grado di sostituibilità di un bene: quanto
più questo ha validi sostituti, tanto più elastica sarà
la domanda; 2)Da quanto il bene incide sul reddito del
consumatore: minore è la quota di reddito destinato
all'acquisto del bene, più elastica sarà la sua domanda;
3)Dall’intervallo di tempo che si considera: l’elasticità
dalla domanda tende ad essere maggiore nel lungo periodo
piuttosto che nel breve periodo.
ELASTICITÀ RISPETTO AL REDDITO
L’elasticità della domanda rispetto al reddito è data
dalla variazione percentuale della quantità domandata in
rapporto alla variazione percentuale del reddito: se
l’elasticità della domanda rispetto al reddito è
positiva, i beni si dicono normale; se prossimi allo zero
i beni sono detti beni necessari: se maggiore di uno i
beni sono detti di lusso. Se l'elasticit&agrav
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