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Capitolo 1

La microeconomia si occupa del comportamento di singoli agenti economici: consumatori, lavoratori, investitori e spiega come e perché questi agenti compiano scelte economiche. La microeconomia descrive poi i trade off (scelte tra alternative) che i consumatori, i lavoratori e le imprese devono affrontare e mostra come individuare il trade off ottimale:

  • Consumatori: percepiscono redditi limitati, che possono spendere in un’ampia gamma di beni e di servizi. La teoria del consumatore descrive il modo in cui i consumatori in base alle loro preferenze massimizzano il proprio benessere mediante un trade off tra l’acquisto di un maggiore quantità di alcuni beni e l’acquisto di una minore quantità di altri beni.
  • Lavoratori: le persone devono decidere se e quando entrare a fare parte della forza lavoro. Ognuno deve affrontare un trade off tra lavorare subito e proseguire gli studi; in secondo luogo i lavoratori devono affrontare un trade off nella scelta del posto di lavoro e infine quante ore a settimana lavorare.
  • Imprese: anche le imprese devono affrontare limitazioni relative ai tipi di beni che possono produrre e alle risorse disponibili per produrli.

Prezzi e mercati → La microeconomia descrive anche il modo in cui vengono determinati i prezzi. In un’economia pianificata, i prezzi sono stabiliti dal governo. In un’economia di mercato, i prezzi sono determinati dalle interazioni tra consumatori, lavoratori e imprese e queste interazioni hanno luogo nei mercati.

Teorie e modelli → La teoria dell’impresa, ad esempio, muove da un semplice postulato: le imprese puntano a massimizzare i profitti. Con l’applicazione di tecniche statistiche le teorie possono essere utilizzate per costruire modelli tramite i quali effettuare previsioni quantitative. Un modello è una rappresentazione matematica.

Possiamo suddividere i singoli agenti economici in due grandi gruppi, in base al loro ruolo: acquirenti e venditori. Acquirenti e venditori interagiscono tra di loro, dando luogo ai mercati. Un mercato ha un confine più ampio di un’industria. Un’industria è un insieme di imprese che vendono lo stesso prodotto, o prodotti strettamente correlati. La definizione del mercato si occupa di determinare quali acquirenti e venditori debbano essere inclusi in un particolare mercato. Differenze significative nel prezzo di una merce creano opportunità di arbitraggio: acquistare a prezzo basso su una piazza e vendere a un prezzo più alto altrove.

Mercati concorrenziali e non concorrenziali → In un mercato perfettamente concorrenziale gli acquirenti e i venditori sono talmente numerosi che nessuno di essi ha, singolarmente, un’influenza significativa sul prezzo (es. mercati agricoli). Alcuni mercati invece comprendono molti produttori ma sono non concorrenziali in quanto le singole imprese sono in grado, accordandosi tra loro, di influenzare il prezzo. La definizione del mercato è importante per due ragioni:

  • Le imprese devono capire quali sono i loro concorrenti effettivi e potenziali per i vari prodotti che vendono o potrebbero vendere in futuro. Devono inoltre conoscere i confini di prodotto e geografici dei loro mercati per fissare i prezzi.
  • La definizione del mercato può essere importante per le decisioni di politica pubblica.

Spesso è utile confrontare il prezzo odierno di un bene con quello passato, o con il probabile prezzo futuro, esprimendolo in relazione a un livello generale dei prezzi. Quando si confrontano prezzi riferiti a tempi diversi, quindi, occorre tenere conto dell’inflazione; in altre parole, occorre misurare i prezzi in termini reali piuttosto che nominali.

Il prezzo nominale di un bene è il suo prezzo assoluto (es. prezzo delle uova nel supermercato in un determinato anno). Il prezzo reale di un bene è il prezzo rapportato a una misura aggregata dei prezzi, è il prezzo rivalutato tenendo conto dell’inflazione. Per i beni di consumo la misura aggregata dei prezzi più utilizzata è l’indice dei prezzi al consumo (CPI), per le materie prime è l’indice dei prezzi alla produzione (PPI).

Capitolo 2 “Domanda e offerta”

Le curve di domanda e di offerta sono utilizzate per descrivere il meccanismo di mercato. In assenza di interventi pubblici (es. dazi) la domanda e l’offerta raggiungeranno un equilibrio che determina il prezzo di mercato di un bene e la quantità totale prodotta. Le variazioni del prezzo e della quantità nel tempo dipendono dal modo in cui la domanda e l’offerta reagiscono ad altre variabili economiche.

La curva di offerta

La curva di offerta mostra la quantità di un bene che i produttori sono disposti a vendere a un dato prezzo, tenendo costante ogni altro fattore che possa influire sulla quantità offerta. Sull’asse verticale del grafico è rappresentato il prezzo di un bene P, sull’asse orizzontale la quantità totale offerta Q. La curva rappresenta una relazione tra la quantità (Qo = Qo(P)) offerta e il prezzo. La curva di offerta della figura è crescente, quindi più in alto è il prezzo e più le imprese sono in grado e desiderano produrre e vendere.

Oltre al prezzo, ci sono altre variabili da cui può dipendere, come i costi di produzione, i salari, gli interessi passivi e il costo delle materie prime. Una variazione di uno o più questi fattori si traduce in uno spostamento della curva di offerta. La reazione dell’offerta alle fluttuazioni di altre variabili che influiscono su di essa, invece, è rappresentabile graficamente con uno spostamento della curva di offerta stessa.

La curva di domanda

La curva di domanda mostra la quantità di un bene che i consumatori sono disposti ad acquistare al variare del prezzo unitario. La curva di domanda è decrescente: di solito i consumatori (Qd = Qd(P)) sono inclini ad acquistare di più se il prezzo è basso. La quantità di un bene che i consumatori sono disposti ad acquistare può dipendere anche da altri fattori (es. reddito). Quando i livelli di reddito aumentano, se il prezzo di mercato si mantiene costante, ci aspettiamo che la quantità domandata aumenti. Dato che questo incremento avviene indipendentemente dal prezzo di mercato, il risultato è uno spostamento verso destra dell’intera curva di domanda. La domanda è influenzata anche dalle variazioni dei prezzi di beni affini.

Equilibrio

Le due curve si intersecano in corrispondenza del prezzo e della quantità di equilibrio. A questo prezzo la quantità domandata e la quantità offerta si equivalgono in un punto. Il meccanismo di mercato è la tendenza di un mercato libero a spingere il prezzo verso il livello di equilibrio. Domanda e offerta non sono sempre in equilibrio, tuttavia vi è una tendenza del mercato verso l’equilibrio. Supponiamo che il prezzo sia inizialmente pari a P1, superiore al prezzo di equilibrio. I produttori tenteranno di produrre e vendere più di quanto i consumatori siano disposti ad acquistare, il risultato è un’eccedenza, situazione in cui la quantità offerta supera la quantità domandata. Per vendere tale quantità in eccesso, i produttori inizieranno a ridurre i prezzi, fino al raggiungimento di P0. La situazione opposta si verifica quando il prezzo è P2, inferiore a P0. Si determina una situazione di scarsità, in cui la quantità domandata supera quella offerta. Il modello domanda-offerta si può usare solo nei mercati concorrenziali.

Elasticità della domanda e dell’offerta

L’elasticità misura la sensibilità di una variabile alle fluttuazioni di un’altra. Ep = (Δ%Q) / (Δ%P), oppure Ep = (ΔQ / ΔP) × (P / Q).

Elasticità della domanda rispetto al prezzo → Dove %Q è la variazione percentuale di Q. L’elasticità della domanda rispetto al prezzo è, di solito, un valore negativo. Quando il prezzo di un bene aumenta, la quantità domandata di solito diminuisce. Quando l’elasticità rispetto al prezzo è > 1 in valore assoluto, si dice che la domanda è elastica rispetto al prezzo perché la diminuzione percentuale della quantità domandata è maggiore dell’incremento percentuale del prezzo. Se è < 1 in valore assoluto si dice anelastica.

Curva di domanda lineare: per ogni combinazione di quantità e di prezzo, più inclinata è la curva, meno elastica è la domanda. Esiste una curva di domanda infinitamente elastica in cui i consumatori acquisteranno tutto ciò che possono ad un determinato prezzo P* e una domanda completamente anelastica in cui i consumatori acquisteranno una quantità fissa Q* indipendentemente dal prezzo.

Elasticità della domanda rispetto al reddito è la variazione percentuale della quantità domandata prodotta da un incremento di un punto percentuale del reddito RD. ERD = (RD / Q) (ΔQ / ΔRD).

La domanda di alcuni beni è influenzata anche dai prezzi di altri beni (vd. Burro e margarina). L’elasticità incrociata della domanda è la variazione percentuale della quantità domandata di un bene dovuta all’aumento di un punto percentuale del prezzo di un altro bene. EQbPm = (Pm / Qb) (ΔQb / ΔPm). Dove Qb è la quantità di burro e Pm è il prezzo della margarina. In questo esempio le elasticità incrociate sono positive perché i beni sono sostituti. Alcuni beni sono tra loro complementi: poiché tendono ad essere utilizzati insieme, un incremento del prezzo dell’uno tende a spingere verso il basso il consumo dell’altro.

Elasticità dell’offerta rispetto al prezzo è la variazione percentuale della quantità offerta prodotta da un incremento di un punto percentuale del prezzo. Questa elasticità di solito è positiva, perché il maggior prezzo costituisce un incentivo all’aumento della produzione.

Elasticità di breve e lungo periodo: i beni di consumo hanno una curva elastica nel lungo periodo e poco elastica nel breve periodo; ad esempio nel breve periodo un aumento del prezzo ha effetti modesti sulla quantità di benzina domandata. Gli automobilisti guidano meno, ma non cambiano rapidamente tipo di auto. Nel lungo periodo invece passeranno ad auto più piccole ed efficienti e l’effetto dell’aumento del prezzo sarà maggiore. Per i beni durevoli è il contrario.

Capitolo 3 “Il comportamento del consumatore”

Le preferenze del consumatore

Panieri di mercato → p è un elenco di determinate quantità di uno o più beni. Di solito i consumatori scelgono i panieri che li soddisfano maggiormente.

La teoria del comportamento del consumatore si sviluppa da tre ipotesi fondamentali:

  • Completezza: si ipotizza che i consumatori siano in grado di confrontare e valutare tutti i possibili panieri. Quindi, per qualsiasi coppia di panieri A e B, un consumatore preferirà A a B, preferirà B ad A, oppure sarà indifferente tra i due. Con il termine indifferenza si intende indicare che una persona è ugualmente soddisfatta dai due panieri.
  • Transitività: le preferenze sono transitive. Ciò significa che, se un consumatore preferisce il paniere A al paniere B e il paniere B al paniere C, allora preferirà A a C.
  • Di più è meglio che di meno: si assume che i beni siano desiderabili. Di conseguenza, i consumatori preferiranno sempre avere una maggior quantità di un bene piuttosto che una minore. Inoltre, i consumatori non sono mai soddisfatti o sazi; di più è sempre meglio, anche se solo di poco. 4

Curve di indifferenza

Una curva di indifferenza rappresenta tutte le combinazioni di panieri che garantiscono a un consumatore un determinato livello di soddisfazione. Per tracciare una curva di indifferenza per un consumatore, è utile rappresentare dapprima le sue singole preferenze. Una curva di indifferenza, indicata da U1, passante per i punti A, B e D, indica che il consumatore è indifferente rispetto a questi tre panieri: passando dal paniere A al paniere B, il consumatore non si sente né più né meno soddisfatto. La curva della figura ha pendenza negativa, da sinistra verso destra. Ogni paniere che si trova al di sopra e a destra della curva di indifferenza U1, è preferito a ciascuno dei panieri che si trovano su U1.

Mappe di indifferenza

Per descrivere le preferenze di una persona rispetto a tutte le combinazioni di cibo e di vestiario, possiamo tracciare un insieme di curve di indifferenza, detto mappa di indifferenza. Ogni curva di indifferenza all’interno della mappa rappresenta i panieri, tra i quali la persona è indifferente.

Forme delle curve di indifferenza

Le curve di indifferenza sono tutte decrescenti e ciò consegue direttamente dall’ipotesi per cui una maggiore quantità di un bene è preferita a una quantità minore. La forma descrive il modo in cui il consumatore è disposto a scambiare un bene con l’altro.

Saggio marginale di sostituzione

Si utilizza per indicare la quantità di un bene a cui un consumatore è disposto a rinunciare per ottenere una maggiore quantità di un altro bene. Quindi il SMS misura il valore che l’individuo attribuisce a 1 unità in più di un bene, espresso nei termini dell’altro bene. Quindi lo definiremo come la quantità del bene sull’asse verticale a cui il consumatore è disposto a rinunciare per ottenere un’unità in più del bene sull’asse orizzontale. Se si indica la variazione della quantità di vestiario come ΔV e la variazione della quantità di cibo con ΔC, allora SMS = ΔV / ΔC.

Saggio marginale di sostituzione decrescente: le curve di indifferenza sono solitamente convesse. Ciò significa che la pendenza della curva aumenta mentre si scende lungo la curva stessa. In altre parole, la curva di indifferenza è convessa se SMS è decrescente.

Sostituti perfetti e complementi perfetti → In generale diciamo che due beni sono sostituti perfetti quando il saggio marginale di sostituzione rispetto all’altro è costante. Le curve di indifferenza che descrivono il trade off tra i consumo dei due beni sono linee rette. Il SMS delle scarpe sinistre rispetto alle destre è zero. Due beni si dicono complementi perfetti quando le curve di indifferenza a esse relative sono ad angolo retto.

Utilità

Il concetto noto come utilità (beneficio, benessere) nel linguaggio economico si riferisce al valore numerico che rappresenta la soddisfazione che un consumatore ricava da un determinato paniere.

Funzione di utilità → È una formula che assegna un livello di utilità a ciascun paniere. I livelli di utilità sono assegnati ai panieri in modo tale che, se il paniere A è preferito al paniere B, il valore corrispondente ad A è maggiore di quello corrispondente a B. La funzione di utilità u(C, V) = CV indica che il livello di soddisfazione derivante dal consumo di C e di V è il prodotto di C e V. La curva di indifferenza è anche detta curva di isoutilità. Una funzione di utilità che generi una classificazione dei panieri è detta funzione di utilità ordinale. La classificazione associata alla funzione di utilità ordinale colloca i panieri nell’ordine dal più al meno desiderato. Una funzione di utilità che descriva di quanto un paniere di mercato è preferito a un altro è detta funzione di utilità cardinale.

I vincoli di bilancio

I consumatori devono affrontare i vincoli di bilancio dati i loro redditi limitati. Si ha un reddito fisso RD. Sia C la quantità di cibo acquistata e V la quantità di vestiario, indicheremo i prezzi dei beni con Pc e Pv. La retta di bilancio indica tutte le combinazioni di C e V per le quali la somma totale spesa è uguale al reddito: Pc C + Pv V = RD tramite cui è possibile determinare la quantità di V a cui occorre rinunciare per consumare una quantità maggiore di C. Si dividono entrambi i membri dell’equazione per Pv e si risolve rispetto a V: V = (RD/Pv) – (Pc/Pv) C. Questa equazione è una retta. L’inclinazione della retta di bilancio, -(Pc/Pv) è l’inverso del rapporto tra i prezzi dei due beni.

Effetti delle variazioni del reddito e dei prezzi

Il vincolo di bilancio dipende sia dal reddito, sia dai prezzi dei beni, ma ovviamente i prezzi e il reddito possono variare. Se il reddito raddoppia la retta di bilancio di sposta verso destra. Il consumatore può ora se desidera raddoppiare gli acquisti sia di cibo sia di vestiario. Analogamente se il reddito si dimezza, la retta di bilancio si sposta parallelamente verso sinistra. Se il prezzo del cibo si riduce della metà si ricava la nuova retta di bilancio ruotando la retta di bilancio originale in senso antiorario intorno all’intercetta. Il significato di questa rotazione è comprensibile, considerando che una persona che consuma solo vestiario e non cibo non è interessata dalla variazione del prezzo. Chi invece consuma una grande quantità di cibo osserva un incremento del proprio potere di acquisto. Viceversa, quando il prezzo del cibo raddoppia, la retta di bilancio ruota in senso orario diventando, perché il potere di acquisto del consumatore diminuisce. Quando variano entrambi i prezzi la nuova retta di bilancio sarà parallela a quella originale.

La scelta del consumatore

Si ipotizza che i consumatori effettuino questa scelta razionalmente, ovvero che scelgano i beni in modo da massimizzare la soddisfazione, dato il reddito limitato di cui dispongono. Il paniere selezionato deve soddisfare due condizioni:

  • Deve trovarsi sulla retta di bilancio.
  • Deve fornire al consumatore la combinazione più gradita di beni e servizi.

Questa analisi mostra che il paniere che massimizza la soddisfazione deve trovarsi sulla curva di indifferenza più alta che tocca la retta di bilancio. A è il punto di tangenza tra la

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Scienze economiche e statistiche SECS-P/01 Economia politica

I contenuti di questa pagina costituiscono rielaborazioni personali del Publisher marialbastar di informazioni apprese con la frequenza delle lezioni di Microeconomia e studio autonomo di eventuali libri di riferimento in preparazione dell'esame finale o della tesi. Non devono intendersi come materiale ufficiale dell'università Università della Calabria o del prof Nisticò Rosanna.
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