Capitolo 2 domanda e offerta
L’analisi domanda-offerta è uno strumento fondamentale e potente, applicabile a un’ampia varietà di problemi interessanti e importanti, tra cui per esempio i seguenti:
- Comprendere e prevedere come le variazioni delle condizioni economiche mondiali influiscono sul prezzo di mercato e sulla produzione;
- Valutare l’impatto degli interventi pubblici: regolamentazione dei prezzi, salari minimi, iniziative a sostegno dei prezzi e incentivi alla produzione;
- Determinare gli effetti sui consumatori e sui produttori di tasse, sussidi, dazi doganali e quote alle importazioni.
La curva di offerta
La curva di offerta è la relazione tra la quantità di un bene che i produttori sono disposti a vendere e il prezzo del bene, ceteris paribus.
La curva di offerta, indicata con O nella figura, mostra come varia la quantità di un bene offerta sul mercato al variare del prezzo del bene. Questa curva è inclinata positivamente: maggiore è il prezzo, più imprese possono e desiderano produrre e vendere. Se i costi di produzione diminuiscono, le imprese possono produrre la stessa quantità a un prezzo inferiore, o quantità maggiori allo stesso prezzo. La curva di offerta si sposta allora verso destra (da O a O’).
Altre variabili che influiscono sull’offerta
La quantità che i produttori sono disposti a vendere dipende non solo dal prezzo, ma anche dai costi di produzione, che comprendono i salari, gli interessi passivi e il costo delle materie prime.
Quando i costi di produzione diminuiscono, la produzione aumenta indipendentemente dal prezzo di mercato.
L’intera curva di offerta si sposta quindi verso destra.
Gli economisti spesso parlano di variazione della quantità offerta in riferimento ai movimenti lungo la curva di offerta, mentre parlano di variazione dell’offerta per riferirsi agli spostamenti della curva di offerta.
Curva di domanda
La curva di domanda è la relazione tra la quantità di un bene che i consumatori sono disposti ad acquistare e il prezzo del bene, ceteris paribus.
La curva di domanda, indicata con D, mostra come la quantità di un bene domandata dai consumatori dipende dal prezzo. Questa curva è inclinata negativamente: mantenendo costanti gli altri fattori, i consumatori saranno disposti ad acquistare maggiori quantità di un bene quando il prezzo di quest’ultimo diminuisce. La quantità domandata può dipendere anche da altre variabili, come il reddito, il clima e i prezzi di altri beni. Per la maggior parte dei prodotti, la quantità domandata aumenta al diminuire del prezzo.
L’aumento del livello di reddito sposta la curva di domanda verso destra (da D a D’).
Spostamento della curva di domanda
Se il prezzo di mercato si mantiene costante in P1, ci aspettiamo che la quantità domandata aumenti, diciamo da Q1 a Q2, per effetto dei maggiori redditi dei consumatori. Dato che questo incremento avviene indipendentemente dal prezzo di mercato, il risultato è uno spostamento verso destra dell’intera curva di domanda.
Beni sostituti e beni complementi
- Beni sostituti — due beni per cui l’aumento del prezzo dell’uno conduce all’aumento della quantità domandata dell’altro;
- Beni complementi — due beni per cui l’aumento del prezzo dell’uno determina la diminuzione della quantità domandata dell’altro.
Il meccanismo di mercato
Equilibrio
- Prezzo di equilibrio — prezzo al quale la quantità domandata e la quantità offerta si equivalgono;
- Meccanismo di mercato — nei mercati liberi, tendenza del prezzo a variare fino a quando quantità domandata e quantità offerta si equivalgono;
- Eccedenza — situazione in cui la quantità offerta supera la quantità domandata;
- Scarsità — situazione in cui la quantità domandata supera la quantità offerta.
In quali casi si può utilizzare il modello domanda-offerta?
Assumiamo che a ogni dato prezzo venga prodotta e venduta una determinata quantità.
Questa ipotesi ha senso solo quando un mercato è almeno approssimativamente concorrenziale.
Con ciò si intende che tanto i venditori quanto gli acquirenti hanno scarso potere di mercato, ovvero hanno individualmente scarse possibilità di influire sul prezzo di mercato.
Supponiamo, invece, che l’offerta sia controllata da un singolo produttore, un monopolista.
Se la curva di domanda si sposta in una determinata direzione, può essere interesse del monopolista mantenere fissa la quantità variando il prezzo, oppure mantenere fisso il prezzo variando la quantità.
Variazioni dell’equilibrio di mercato
Vedere esercizio.
Elasticità della domanda e dell’offerta
Definizione generale
- Elasticità — variazione percentuale di una variabile prodotta dall’incremento di un punto percentuale di un’altra variabile;
Elasticità della domanda rispetto al prezzo
- Elasticità della domanda rispetto al prezzo — variazione percentuale della quantità domandata di un bene prodotta da un aumento dell’1 per cento del prezzo;
- Esprimere l’elasticità in termini percentuali implica che essa non dipende dalle unità di misura in cui sono espressi prezzi e quantità;
- Prezzi e quantità possono essere come volete, ma la sensibilità della quantità domandata al prezzo sarà sempre quella indicata da Ep.
Esprimere la sensibilità della domanda rispetto al prezzo in termini percentuali facilita i confronti tra beni diversi.
Ad esempio, è poco significativo confrontare la sensibilità al prezzo della domanda di BMW e la sensibilità al prezzo della domanda di coni gelato se i prezzi variano di un euro; è presumibile pensare che la prima non vari affatto, mentre potrebbe esservi un effetto drastico sulla seconda.
Invece è più significativo parlare di cosa succede se i prezzi variano entrambi, ad esempio del 10%.
- Se l’Ep l > 1 — la domanda è elastica rispetto al prezzo. Una variazione del prezzo dell’1% produce una variazione, di segno contrario, della quantità domandata superiore all’1%: la quantità domandata varia in misura più che proporzionale rispetto al prezzo.
- Se l’Ep l < 1 — la domanda anelastica rispetto al prezzo. Una variazione del prezzo dell’1% produce una variazione, di segno contrario, della quantità domandata inferiore all’1%: la quantità domandata varia in misura meno che proporzionale rispetto al prezzo.
- Se l’Ep l = 1 — la domanda ha elasticità unitaria. Una variazione del prezzo dell’1% produce una variazione, di segno contrario, della quantità domandata pari all’1%: la quantità domandata varia in misura esattamente proporzionale rispetto al prezzo.
Con riferimento ad un dato punto, quanto più la curva di domanda è piatta tanto più elevato è il valore dell’elasticità e viceversa quanto più la curva di domanda è inclinata tanto minore è il valore dell’elasticità.
Ciò non è difficile da capire se ricordiamo la formula dell’elasticità.
lEp l = ΔQ/ΔP * P/Q ► Quanto > è il primo termine, a parità di P/Q, quanto più piatta è la curva elasticità maggiore.
Cosa concorre a determinare l’elasticità della domanda?
- Disponibilità di beni sostituti: l’elasticità è maggiore quanto maggiore è la facilità di sostituzione del bene in considerazione.
- Beni necessari e beni di lusso.
- Orizzonte temporale: generalmente, l’elasticità della domanda rispetto al prezzo è maggiore nel lungo periodo, vale il contrario per i beni durevoli, per i quali è maggiore nel breve periodo.
Curva di domanda lineare
- Curva di domanda lineare — curva di domanda costituita da una retta.
Domanda completamente anelastica
Situazione in cui i consumatori acquistano una quantità fissa di un bene indipendentemente dal prezzo.
Domanda infinitamente elastica
Situazione in cui i consumatori acquistano la maggior quantità possibile di un bene a un determinato prezzo.
Altri tipi di elasticità della domanda
- Elasticità della domanda rispetto al reddito — variazione percentuale della quantità domandata prodotta da un incremento di un punto percentuale del reddito.
- Elasticità incrociata della domanda — variazione percentuale della quantità domandata di un bene prodotta dall’aumento di un punto percentuale del prezzo di un altro bene.
Elasticità dell’offerta
- Elasticità dell’offerta rispetto al prezzo — variazione percentuale della quantità offerta prodotta da un incremento di un punto percentuale del prezzo.
Elasticità puntuale ed elasticità d’arco
- Elasticità puntuale della domanda — elasticità rispetto al prezzo in un particolare punto della curva di domanda;
- Elasticità d’arco della domanda — elasticità rispetto al prezzo calcolata su un intervallo di prezzi.
Vedere esercizio.
Elasticità di breve e di lungo periodo
Elasticità della domanda
Domanda e durabilità.
Elasticità rispetto al reddito
Anche l’elasticità rispetto al reddito è diversa nel lungo e nel breve periodo.
Per la maggior parte dei beni e dei servizi, alimentari, bevande, carburante, intrattenimento e così via, l’elasticità di lungo periodo della domanda rispetto al reddito è maggiore di quella di breve periodo.
Per i beni durevoli vale l’opposto.
L’elasticità di breve periodo della domanda rispetto al reddito è molto maggiore di quella di lungo periodo.
Industrie cicliche
- Industrie cicliche — industrie nelle quali, le variazioni delle vendite riproducono in modo amplificato le variazioni cicliche del prodotto interno lordo e del reddito nazionale.
Consumo di beni durevoli e di beni non durevoli
Es. benzina.
Elasticità dell’offerta nel breve e nel lungo periodo
Offerta e durabilità.
Esempio Brasile.
Capire e prevedere gli effetti delle variazioni delle condizioni del mercato
Es.
Gli effetti del controllo pubblico: controllo dei prezzi
Appunti retta
Forma esplicita di una retta:
Considerando variazioni discrete delle variabili
- Pendenza, inclinazione, coefficiente angolare = Δy/Δx, rapporto tra la variazione della variabile rappresentata sull’asse delle ordinate e la variazione della variabile rappresentata sull’asse delle ascisse.
- Ci dice di quanto ci si sposta in verticale per ogni incremento unitario che interviene nella variabile posta sull’Ox, sollevamento fratto percorso.
Variazioni infinitamente piccole delle variabili, Δx → 0.
∂y/∂x; pendenza, inclinazione, coefficiente angolare = derivata di y rispetto ad x.
Retta di domanda
Esempio rappresentazione grafica.
Coefficiente angolare retta di domanda
Capitolo 3 il comportamento del consumatore
Comportamento del consumatore
- Teoria del comportamento del consumatore — descrive come i consumatori distribuiscono i propri redditi tra differenti beni e servizi per massimizzare il proprio benessere.
Per meglio comprendere il comportamento del consumatore, è utile procedere in tre passaggi:
- Preferenze del consumatore.
- Vincoli di bilancio.
- Scelte del consumatore.
Che cosa fanno i consumatori?
Questo modello può spiegare una (gran) parte di ciò che osserviamo sulle scelte dei consumatori e sulle caratteristiche della domanda.
Tuttavia si basa sull’ipotesi chiave che i consumatori siano razionali.
Gli economisti hanno recentemente sviluppato modelli del comportamento del consumatore basati su ipotesi più realistiche circa la razionalità e i processi decisionali (Richard Thaler, premio Nobel per l’economia 2017).
Panieri di mercato
- Paniere — combinazione di beni.
Per spiegare la teoria del comportamento del consumatore ci chiederemo se i consumatori preferiscano un paniere a un altro.
Alcune ipotesi fondamentali sulle preferenze
- Completezza: si ipotizza che le preferenze siano complete, ovvero che i consumatori siano in grado di confrontare e valutare tutti i possibili panieri. Quindi, per qualsiasi coppia di panieri A e B, un consumatore potrà preferire A a B, preferire B ad A, oppure essere indifferente tra i due. Con il termine indifferente si intende indicare che una persona è ugualmente soddisfatta dai due panieri. Si noti che queste preferenze sono indipendenti dai costi.
- Transitività: le preferenze sono transitive. Ciò significa che, se un consumatore preferisce il paniere A al paniere B e il paniere B al paniere C, allora preferirà A a C. La transitività è di solito considerata necessaria per la coerenza del consumatore.
- Di più è meglio che di meno, non sazietà: si assume che i beni siano desiderabili, ovvero che siano, appunto, dei beni. Di conseguenza, i consumatori preferiranno sempre avere una maggior quantità di un bene piuttosto che una minore; di più è sempre meglio, anche se solo di poco.
Curve di indifferenza
- Curva di indifferenza — curva che rappresenta tutte le combinazioni di panieri che garantiscono a un consumatore lo stesso livello di soddisfazione.
Mappe di indifferenza
- Mappa di indifferenza — grafico contenente un insieme di curve di indifferenza, che rappresentano panieri rispetto ai quali il consumatore è indifferente.
Forma delle curve di indifferenza
Il saggio marginale di sostituzione
- Saggio marginale di sostituzione (SMS) — quantità massima di un bene a cui un consumatore è disposto a rinunciare per ottenere in cambio un’unità in più di un altro bene.
Convessità
Si osservi che il SMS diminuisce mentre ci si sposta verso il basso lungo la curva di indifferenza.
Il calo del SMS riflette la quarta ipotesi relativa alle preferenze del consumatore: un saggio marginale di sostituzione decrescente. Quando il SMS diminuisce lungo una curva di indifferenza, la curva è convessa.
Imponendo l’ipotesi di SMS decrescente stiamo incorporando nel modello:
- Utilità marginale decrescente;
- Preferenza per panieri bilanciati.
- Mali: una quantità minore è preferita a una quantità maggiore.
Affinché si possano applicare le 4 ipotesi finora enunciate è necessario ridefinire i «mali» come «beni».
Es. aria inquinata → aria pulita, amianto → eliminazione amianto.
Sostituti perfetti e complementi perfetti
- Sostituti perfetti: due beni tali per cui il saggio marginale di sostituzione dell’uno rispetto all’altro è costante;
- Complementi perfetti: due beni per i quali il SMS è zero oppure infinito; le curve di indifferenza sono disposte ad angolo retto.
Esempio.
Utilità e funzioni di utilità
- Utilità: valore numerico che rappresenta la soddisfazione che un consumatore ricava da un determinato paniere;
- Funzione di utilità: formula che assegna un livello di utilità ai singoli panieri.
Utilità ordinale e utilità cardinale
- Funzione di utilità ordinale: funzione di utilità che genera una classificazione dei panieri, disponendoli nell’ordine dal più al meno desiderato;
- Funzione di utilità cardinale: funzione di utilità che descrive di quanto un paniere è preferito a un altro.
I vincoli di bilancio
- Vincoli di bilancio: vincoli che i consumatori affrontano a causa dei redditi limitati.
La retta di bilancio
- Retta di bilancio: tutte le combinazioni di beni per le quali la somma di denaro spesa è uguale al reddito.
Effetti delle variazioni del reddito e dei prezzi
La scelta del consumatore
Date le preferenze ed il vincolo, possiamo stabilire come il consumatore decide quanto acquistare di ciascuno dei due beni.
Ipotizziamo che il consumatore scelga razionalmente, cioè in modo da massimizzare la soddisfazione che trae dal consumo dei beni, dato il reddito limitato di cui dispone e dati i prezzi di mercato.
Per cui, il paniere che massimizza la soddisfazione deve rispettare due condizioni:
- Deve trovarsi sulla retta di bilancio.
- Deve garantire la massima soddisfazione possibile.
Per cui il consumatore si collocherà nel punto del suo vincolo di bilancio che giace sulla più alta curva di indifferenza raggiungibile.
La soddisfazione è massimizzata, dato il vincolo di bilancio, nel punto in cui:
- Beneficio marginale: beneficio derivante dal consumo di un’entità in più di un bene;
- Costo marginale: costo di un’unità in più di un bene.
In questo caso, la soddisfazione è massimizzata quando il beneficio marginale, ovvero il beneficio associato al consumo di un’unità in più di cibo, è uguale al costo marginale, ovvero al costo dell’unità aggiuntiva di cibo. Il beneficio marginale è misurato dal SMS.
Vedere esempio.
Soluzioni d’angolo
- Soluzione d’angolo: situazione in cui un consumatore sceglie di non acquistare un bene.
Vedere esempio.
Utilità marginale e scelta del consumatore
Se consideriamo una variazione discreta di un bene x, possiamo definire:
- Utilità marginale (’ = ΔU/ΔX) = incremento del livello di soddisfazione prodotto dal consumo di un’unità in più del bene x.
Oppure (definizione più generale):
Utilità marginale (’ = ΔU/ΔX) = variazione dell’utilità d
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