MATRICE EXTRACELLULARE (MEC)
è la componente non cellulare che circonda le cellule in tutti i tessuti e organica e
fornisce un’impalcatura fisica e strutturale essenziale.
La MEC è costituita da una sostanza gelatinosa e ricca di acqua, detta sostanza
fondamentale, in cui sono immerse classi di macromolecole che formano una rete
3D. La proteina + abbondante è il collagene. La mec può interagire con le cellule che
la producono, influenzandone il metabolisimo e il comportamento (comunicazione per
cambiamenti da stimolo esterno). Quindi avvia processi biochimici e biomeccanisci per
la differenziazione, l’omeostasi…
Inoltre, è in grando di resisitere agli stress meccanici nel tessuto connettivo: le
adesione cellula-mec legano il tessuto epiteliale al tessuto connettivo.
La composizione della mec è diversa a seconda del tessuto/cellula e quindi porta ad
una specializzazione diversa a seconda del luogo in cui si trova.
Ci sono delle cellule dedicate proprio per la produzione delle macromolecole della mec
ed è locale, quindi immerse direttamente nella mec e queste cellule sono dette
fibroblasti per i tessuti connettivi. Mentre nella cartillagine e nell’osso vengono detto
condroblasti e osteoblasti.
3 principali classi di macromolecole:
- proteine fibrose: collagene qundi a forma di fibra
- Glicosamminoglicani (GAG): portano a sè acqua. polisaccaridi lunghi e altamente
carichi normalmente legati in maniera covalente alla proteina nella forma di
proteoglicani. acido ialuronico.
Ci sono alcuni che non sono legati a proteina, come l’
- glicoproteine: oligosaccaridi sono corti e sono legati ad asparagina (glicoprot
adesine non collageniche, tipo fibronectina e lamina)
gag
I non sono ramificati e hanno carica altamente neg che attrae cationi (Na+),
osmoticamente attivi e quindi attraggono a se molta acqua. La pressione di
rigonfiamento che si crea, rende la mec capace di sopportare forze di compressione.
L’acido ialuronico è il più semplice, non contiene zuccheri solfati e non è legato a
nessuna proteina -> resistenza a forze di compressione e tempitivo durante lo
sviluppo embrionale.
proteoglicani.
Gag + proteina = Assemblati sul core proteico nel Golgi e rilasciate in
esocitosi. Quelli più conosciuti sono i sindecani. Hanno un core proteico che
attraversa la membrana il cui dominio intracellulare interagisce con l’actina del
citoscheletro. Il dominio extracellulare è collegato a molte catene GAG (soprattutto di
eparan solfato). I sindecani sono localizzati sulla superficie di molti tipi cellulari, tra cui
i fibroblasti e le cellule epiteliali. Servono per l’idratazione della matrice
Collagene: eterotrimero o omotrimetro: 3 catene o uguali o diverse e ha una struttura
quaternaria. Un gene usato per fare le 3 catene che poi sono organizzate nella
struttura della proteina. Esistono vari tipi di collagene in base a quali catene si
organizzano: tipo I (ossa, tendini, pelle) eterotrimero che da resistenza, compattezza
e impalcatura; tipo II (cartillagine) omotrimero e da elasticità, ammortizzazione e leg
con acqua. Viene sintetizzato inizialmente nel RE e poi Golgi e poi esce (modificazioni
chimiche: procollagene -> collagene (tagliato, avvolto… e poi diventa collagene)).
Prolina e lisina vengono idrossilate nella modificaz del procollagene nel RE dall’enzina
idrossilasi che richiede vitamina c (scorbuto: carenza di vitamina c. Graduale perdita
di collagene nella mec -> vasi sanguigni fragili, denti si allentano negli alveoli dentali e
le ferite non guariscono.
Un’altra proteina è l’elastina che è altamente idrofoba, ricca di prolina e glicina. È
secreta nello spazio extracellulare e assemblata direttamente fuori. L’elastina forma
delle fibre che grazie ai suoi leg possono deformarsi in risposta allo stress meccanico,
senza che si rompano i leg della rete. A differenza del collagene nonè glicosilata. È
importante soprattutto nei vasi e comporta ad una malattia: l’elastina si associa ad
un’altra proteina per formare la rete in grado di rispondere allo stress, la fibrillina
sindorme di Marfan
perché una suo mutazione del gene che la esprime è la (aorta
incline alla rotture, dislocaz del cristallino, anomalie dello scheletro e delle
articolazioni, soggetti alti e allampanati -> Lincoln)
La lamina basale è una forma specializzata della mec. Si trova tipicamente negli
epiteli che cirocnda le cellile muscolari, cellule adipose e cellule di Schwann. È
resisitenze, sottile e separa gli epitetli dai tessuti connetivi sottostanti. Possono
determonare la polarità delle cellule, influenzare il metabolismo, organizzazione di prot
in memb cellulari adiacenti, promuovono la proliferaz, la sopravvivenza o il
differenziamento cellulare e costituiscono vie preferenziali per la migrazione cellulare.
È formata da interaz specifiche tra le proteine diverse tra loro e si mettono in relazione
con l’epitelio grazie a proteine specializzate (integrine). Queste si mettono in
(glicoproteina)
contatto con la laminina formata da 3 catene arrotolate -> struttura
quaternaria. Diversi tipi di catene e quindi diversi tipi di laminina in base al loro ruolo e
specializzazione. Sono nominate in base al numero della catena (laminina 111 -> alfa-
1, beta-1, gamma-1 …) possiamo trovarle nella pelle, nel muscolo, nelle cellule
endoteliali dei vasi sanguigni. C’è una malattia genetica che causa problemi
nell’interazione tra laminina e recettori, in particolare laminina 332 (nella pelle), dove
l’epidermide è scarsamente legato al derma e provoca epidermolisi bollosa
giunzionale.
INTEGRINE
Sono i recettori principali per legare le proteine alla mec e quindi mettono in contatto
la cellula con la mec. Sono proteine che passano la membrana: c’è una parte che
passa la membrana e quindi va nella cellula e si relaziona con il citoscheletro tramite
proteine adattatrici, un’altra parte sta nella mec che va in contatto con le proteine
della mec. La loro struttura, quindi, è un dimero: ce ne sono tantissime a seconda
dell’interaz delle subinità. Ci sono moltissime malattie genetiche legate a difetti
genetici nei tratti di dna che codificano le integrine (NO sviluppo fetale in molti casi).
La conformazione delle integrine cambierà a seconda che debba legare qualcosa
all’interno o all’esterno -> meccanismo bidirezionali/meccanismo fuori-dentro o
dentro-fuori: a seconda dello stimolo che viene visto dalla cellula. La dipendenza
della crescita, della proliferazione e della sopravvivenza cellulari dall’adesione a un
substrato è detta dipendenza da ancoraggio ed è mediata soprattutto dalle
integrine e dai segnali intracellulari che esse generano.
Mutazioni che alterano o annullano questa forma di controllo, permettendo alle cellule
di liberarsi
dalla dipendenza dall’ancoraggio, avvengono nelle cellule tumorali e svolgono un ruolo
importante nel loro comportamento invasivo.
Le giunzioni cellula-matrice percepiscono e rispondono alle forze meccaniche che
agiscono su di esse ed è connessa a un sistema contrattile di actina. Inoltre, c’è la
fibronectina che si organizza in fibrille per andare a smorzare l’effetto dovuto allo
stress meccanico. È un dimero. Il leg della fibronectina all’integrina dipende dalla
sequenza tripeptidica specifica (Arg-Gly-Asp o RGD). La tensione srotola la molecola e
vengono esposti siti di legame nascosti e permette la formazione delle fibrille che si
organizzano per resistere alla deformazione meccanica.
DEGRADAZIONE DELLA MATRICE
Include il ricambiamento lento e continuo dei tessuti per rimodellarla e rinnovarla. È
un processo fisiologico. Indispensabile durante la normale crescita ramificata delle
strutture epiteliali come nelle ghiandole; essenziale quando i globuli bianchi migrano
attraverso la lamina basale di un vaso sanguigno verso i tessuti in risposta a
un’infezione o a un danno. Inoltre, anche per la diffusione delle cellule tumorali nel
corpo e la loro capacità di proliferare nei tessuti che invadono.
Le componenti della mec sono degradate da 2 classi di enzimi proteolitici extracellulari
(proteasi). Il più grande gruppo è quello delle metalloproteasi della matrice (MMP)
e poi la serina proteasi. Le attività delle proteasi che degradano la matrice devono
essere strettamente controllate, affinché il tessuto corporeo non collassi. L’attività
delle proteasi di norma è confinata alla superficie della cellula da specifiche proteine di
ancoraggio, da attivatori associati alla membrana e dalla produzione di specifici
inibitori delle proteasi nelle regioni in cui tale attività non è necessaria. Il taglio
proteolitico delle proteine della matrice a volte genera frammenti proteici con
specifiche proprietà biologiche.
Le mmp devono essere controllate per la loro azione: può essere attivato
(cambiamento di forma) o tramite inibizione (TIMP attivatori). Le cellule, in
particolare fibroblasti, macrofagi e cellule
tumorali, producono enzimi capaci di degradare la matrice: MMP
- (metalloproteinasi della matrice): enzimi dipendenti da zinco che degradano
collagene, gelatina e altre proteine della ECM. ADAMTS:
- proteasi che degradano soprattutto proteoglicani, come aggrecano e versicano.
Catepsine:
- proteasi prevalentemente lisosomiali che possono agire anche extracellularmente.
Plasmina:
- contribuisce alla degradazione della matrice e all'attivazione di alcune MMP
CITOSCHELETRO
<-
Citoscheletro, matrice cellulare e adesione cellulare
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Matrice extracellulare, giunzioni cellulari, citoscheletro
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Matrice extracellulare giunzioni cellulari e citoscheletro
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Giunzioni cellulare e matrice extracellulare