Luigi Pirandello
biografia: scrittore italiano più famoso della letteratura italiana, scrittore di romanzi, novelle,
nonché uomo di teatro (commediografo), le allestì e le seguì da vicino. Fu un uomo di cinema
(sapeva che potesse essere un nemico di teatro, proprio per questo seguì il riadattamento
cinematografico delle sue opere). Diventò così famoso che fu premiato con il premio nobel
sulla letteratura.
Luigi Pirandello nasce il 28 giugno 1867 nella tenuta di famiglia «Il Caos», nella campagna di
Girgenti (nome di Agrigento fino al 1927, ribattezzato nell’epoca fascista): il padre Stefano è
uno speculatore del mercato dello zolfo, la madre Caterina proviene da una famiglia
antiborbonica di ideali risorgimentali e garibaldine. Avviato dal padre agli studi tecnici, passa
poi al ginnasio, con il sostegno della madre, incrinando però i rapporti con il padre.
Nonostante le sorti economiche della famiglia siano altalenanti, Luigi si iscrive all'università
di Palermo (facoltà di Legge e, insieme, Lettere) ed entra in contatto con alcuni gruppi
anarchici. Nel 1887, opta per Lettere e passa alla Sapienza di Roma: qui pubblica la sua prima
raccolta di poesie (Mal giocondo, 1889) e si interessa di teatro. Su consiglio del protessor
Ernesto Monaci (1844-1918), Pirandello prosegue gli studi in Germania, a Bonn, dove
approfondisce anche la letteratura e la filosofia tedesche (soprattutto Schopenhauer e il
Romanticismo) e si laurea nel 1891 in Filologia romanza con una tesi sul dialetto di Girgenti.
Tornato a Roma, nel 1894 sposa Maria Antonietta Portulano (da cui avrà i figli Lietta, Stefano
e Fausto) e inizia a insegnare Estetica e stilistica all'Istituto femminile di Magistero
(1898-1922). Nella capitale frequenta alcuni intellettuali veristi, tra i quali Nino Martoglio e
Luigi Capuana. Sarà quest'ultimo a spingerlo sulla via della narrativa; così, nel 1901,
Pirandello pubblica a puntate sulla rivista «La Tribuna» il suo romanzo d'esordio, L'esclusa; e
nel 1902 esce Il turno.
Il crollo di una miniera di zolfo, acquistata con la dote di Maria Antonietta, rende critiche le
condizioni economiche della famiglia, ciò provoca una declassazione sociale e provoca nella
donna una serie sempre più grave di crisi nervose. Alcuni critici pensarono che Pirandello
costituì l’istituzione familiare come trappola proprio per la moglie che soffre di crisi nervose
e di gelosia patologica.
Per far fronte alla situazione, Pirandello inizia a collaborare con diversi periodici e pubblica a
puntate su «La Nuova Antologia» il suo terzo romanzo, Il fu Mattia Pascal (1904), che gli dà
la fama e rivela la sua vena umoristica. Un altro romanzo, I vecchi e i giovani, viene composto
tra il 1906 e il 1908; dal 1909 pubblica novelle sul «Corriere della Sera» e nel 1910 tenta, per
l'insistenza dell'amico Martoglio, la via del teatro, in collaborazione con l'attore comico
Angelo Musco. Scriverà diverse commedie: il giuoco delle parti, pensaci Giacomino, così è se
vi pare, il piacere dell’onestà, 6 personaggi in cerca d’autore (commedia meta teatrale),
queste commedie vennero pubblicate nella raccolta maschere nude. Inizialmente le sue
opere non vennero apprezzate, piano piano riuscirà ad avere un riconoscimento a livello
mondiale.
Nel 1914 scoppia la I guerra mondiale, P. faceva parte degli Interventisti, è favorevole alla
guerra nella misura in cui porti a termine il processo risorgimentale, la guerra fortifica il
concetto di patria. Il figlio Stefano verrà fatto prigioniero di guerra dagli Austriaci, così la sua
prospettiva cambia, perché si rende conto delle vere conseguenze della guerra. La madre,
invece, che era già in bilico mentalmente, peggiora il suo stato di salute, proprio per questo
Pirandello la farà ricoverare in una casa di cura.
Negli anni 20 si occupa del teatro d’arte a Roma, diventandone direttore. In questi anni,
inoltre, si afferma il fascismo, nel 24 si iscrive al partito fascista, firma il manifesto degli
intellettuali fascisti, ma lo fa principalmente perché voleva ottenere finanziamenti per il
teatro, che Mussolini gli darà. Pirandello inizialmente aderì al movimento perché vedeva una
garanzia d’ordine e sgancio vitale, visione che poi cambiò perché si rese conto che il
movimento fosse pomposa retorica, un vuoto esteriore, nonostante ciò non si oppose al
regime liberamente, si distacca lentamente e in maniera privata.
principali romanzi: l’esclusa, il fu mattia pascal, Uno nessuno centomila, i vecchi e i giovani,
i quaderni di Serafino Gubbio operatore.
Scriverà anche delle novelle che confluiscono nelle Novelle per un anno.
Negli ultimi anni si avvicina al cinema, nel periodo in cui segue l’allestimento cinematografico
del “Fu Mattia Pascal” muore per una polmonite, lasciando incompiuta la commedia I giganti
della montagna; rifiutati per sua espressa volontà i funerali di Stato, le sue ceneri sono
tuttora custodite su un altopiano di argille nella tenuta di Girgenti
dove era nato.
Luigi Pirandello: relativismo, crisi dell’identità e poetica delle maschere
Luigi Pirandello è uno degli autori che meglio rappresentano la crisi culturale e spirituale del
primo Novecento. La sua produzione narrativa e teatrale nasce all’interno di un periodo
storico caratterizzato dal crollo delle certezze positivistiche, dalla crisi della fiducia nella
scienza e nella ragione e dalla dissoluzione dell’idea tradizionale di identità. Inoltre venne
influenzato dal capitalismo, dalla nascita delle nuove industrie e dalle macchine, si sente
alienato dall’enorme apparato burocratico. La nascita della metropoli e della società di massa
fa si che l’individuo si senta minuscolo, il suo io si sgretola. L’uomo moderno, secondo
Pirandello, vive in una condizione di smarrimento e instabilità: non possiede più punti di
riferimento certi e non riesce più a definire se stesso in modo stabile e coerente.
Nel saggio Arte e coscienza d’oggi del 1893, Pirandello descrive la coscienza moderna come
un “sogno angoscioso”, attraversato da voci discordanti, inquietudini e conflitti interiori.
L’uomo moderno è immerso in una realtà frammentata e caotica, nella quale sono crollati tutti
i criteri assoluti di interpretazione del mondo. Questa crisi deriva dalla fine del Positivismo
ottocentesco, che aveva creduto nella possibilità di spiegare razionalmente ogni aspetto
della realtà attraverso la scienza. Con il Novecento, invece, si afferma la consapevolezza che
la conoscenza sia relativa e soggettiva.
Pirandello anticipa persino alcuni aspetti della rivoluzione scientifica contemporanea,
collegata alle teorie della relatività di Albert Einstein e alla crisi delle nozioni tradizionali di
spazio e tempo. Tuttavia le radici del suo relativismo non si trovano solo nella crisi scientifica
moderna
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